Tesi moderna e XeLaTeX

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  • #107093
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    Ciao a tutti,

    sono un nuovo utente di questo forum, ma smanetto con LaTeX già da un paio d’anni.

    Ora che è arrivato il momento di scrivere la tesi, mi piacerebbe utilizzare il modello Tesi Moderna di L. Pantieri (che se non sbaglio bazzica proprio da queste parti, in tal caso lo ringrazio per tutto il lavoro che ha messo a disposizione della community).

    Mi piacerebbe utilizzare XeLaTeX per compilare la tesi, dal momento che avrei intenzione di fare delle modifiche che sono molto agevolate rispetto a pdfLaTeX (leggasi giocare con i font).
    Tuttavia ho letto che XeLaTeX gestisce molto peggio la microtipografia, e quindi chiedo: ci sono particolari accorgimenti microtipografici all’interno del pacchetto Tesi Moderna che verrebbero cancellati con l’uso di XeLaTeX? O la resa del testo peggiora indipendentemente dalla presenza o meno di tali accorgimenti?

    Preciso che vorrei utilizzare un font esterno solo per il titoli, mentre per il corpo terrei quello già in uso, quindi la mia domanda può anche essere riespressa in forma compatta: usando XeLaTeX solo per modificare i titoli rischio di sminchiare tutto il documento?

    So che l’idea di prendere un modello già fatto e poi modificarlo fa storcere il naso a molti, tuttavia non avrei tempo di costruirne uno da zero e in ogni caso sono sicuro che il risultato sarebbe inferiore rispetto alla modifica di un template già esistente.

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    • #107094
      OldClaudio
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        Che XeLaTeX usi molto peggio la micritipografia mi pare una frase un po’ forte.
        Xelatex usa solo la protrusione dei caratteri; la protrusione e l’espansione dei caratteri sono del due proprietà fndamantali della microtipografia; XeLaTeX, usando solo la protrusione, produce risultati leggermente inforiori a quelli che si potrebbero ottenere con pdfLaTeX o LuaLaTeX che usan entrambi anche l’espansione.

        Ma se il tuo problema è quello di cambiare i font per i titoli, sono sicuro che fra i font Type 1 distribuiti con TeX ce n’è sicuramente qualcuno che fa al caso tuo; non c’è bisogno di scomodare Xe- o Lua-Latex.

      • #107095
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        midgardsormr” post=107189Ciao a tutti,

        sono un nuovo utente di questo forum, ma smanetto con LaTeX già da un paio d’anni.

        Ora che è arrivato il momento di scrivere la tesi, mi piacerebbe utilizzare il modello Tesi Moderna di L. Pantieri (che se non sbaglio bazzica proprio da queste parti, in tal caso lo ringrazio per tutto il lavoro che ha messo a disposizione della community).

        Mi piacerebbe utilizzare XeLaTeX per compilare la tesi, dal momento che avrei intenzione di fare delle modifiche che sono molto agevolate rispetto a pdfLaTeX (leggasi giocare con i font).
        Tuttavia ho letto che XeLaTeX gestisce molto peggio la microtipografia, e quindi chiedo: ci sono particolari accorgimenti microtipografici all’interno del pacchetto Tesi Moderna che verrebbero cancellati con l’uso di XeLaTeX? O la resa del testo peggiora indipendentemente dalla presenza o meno di tali accorgimenti?

        Preciso che vorrei utilizzare un font esterno solo per il titoli, mentre per il corpo terrei quello già in uso, quindi la mia domanda può anche essere riespressa in forma compatta: usando XeLaTeX solo per modificare i titoli rischio di sminchiare tutto il documento?

        So che l’idea di prendere un modello già fatto e poi modificarlo fa storcere il naso a molti, tuttavia non avrei tempo di costruirne uno da zero e in ogni caso sono sicuro che il risultato sarebbe inferiore rispetto alla modifica di un template già esistente.

        Giocare con i font non va mai bene, tanto meno se stai scrivendo la tua tesi di laurea. Perché farlo? Hai un motivo davvero valido?

        Attualmente, XeTeX non supporta tutte le funzionalità del pacchetto microtype: in particolare, permette la protrusione dei caratteri ma non l’espansione. Non permette nemmeno di spazieggiarli con i comandi del pacchetto: in tal caso, bisogna ricorrere alle funzionalità di fontspec.

        Usando XeTeX con il modello che vuoi tu, ammesso che funzioni (ho i miei dubbi) faresti a meno di una parte della microtipografia fine, il che non è un dramma.

        Se non sbaglio, il modello di Lorenzo è stato rivisto da Claudio e da me tempo fa, ma ricorda che carica lo stile ArsClassica, che va preso così com’è e non andrebbe modificato, pena uno ‘sminchiamento’ (avresti potuto evitare questo disfemismo, in verità) non indifferente.

        Per cambiare il font ai soli titoli, c’è il pacchetto sectsty.

        Ciao
        Tommaso

      • #107096
        OldClaudio
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          illinguista1972″ post=107193
          Se non sbaglio, il modello di Lorenzo è stato rivisto da Claudio e da me tempo fa, ma ricorda che carica lo stile ArsClassica, che va preso così com’è e non andrebbe modificato, pena un […] non indifferente.

          Per cambiare il font ai soli titoli, c’è il pacchetto sectsty.

          Sì l’abbiamo rivisto, ma Lorenzo non l’ha accettato come sostituto di tesi moderna; è nel sito di Lorenzo, ma c’è anche tesi moderna, e, ovviamente, tesi classica. Ho capito che Lorenzo non ama che si costruiscano classi ad hoc, ma preferisce un template dove tutto ciò che non ha a che fare con il documento in sè, è rinviato ad un file .tex contenente tutti i richiami ai pacchetti esistenti e tutte le macro definite per essere usate nel template.
          Ha un senso, certamente, ma, come sai bene, io invece preferisco sempre fare il contrario, cioè definire una classe con tutto quello che serve; in questo ho il controllo completo di quello che voglio fare, e se appoggio la classe su un’altra classe, so bene quello che faccio e voglio che la classe d’appoggio non sia blindata così da poter modificare tutto ciò che voglio.
          Sono due approcci diversi che rendono la vita diversamente facile a chi crea la classe o a chi crea il file .tex con tutto il meccanismo per far funzionare il template, o per l’utente che sceglie l’una o l’altra distribuzione.
          È, come sempre una questione di gusti; io però, senza pretendere di avere ragione, riesco generalmente a gestire out of the box, con la classe creata in modo da essere polivalente, sia pdfLaTeX, sia XeLaTeX, sia LuaLaTeX (vedi per esempio TOPtesi). Recentemente, senza nemmeno conoscerne il linguaggio di base, mi sono affezionato a LuaLaTeX; ci sono circostanze in cui è necessario usare i font OpenType e nello stesso tempo usare microtype; ha qualche spigolo da arrotondare, ma è un gran programma; per la fine dell’anno dovrebbe essere disponibile la versione 1.0 dell’interprete luatex.

        • #107097
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          Ringrazio entrambi per le risposte, ora valuto le opzioni che mi avete consigliato e poi torno al lavoro.

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