TeX e mondo professionale

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  • #61906
    robitex
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      Ciao a tutti,
      ho tenuto una lezione informale di circa 45 minuti ad un gruppo di colleghi, lezione peraltro divertente.
      Lo scopo era quello di far conoscere TeX & C. per l’uso in campo tecnico-professionale.

      La lezioncina conteneva tre argomenti:

      1. definizione base del sistema TeX
      2. compilazione di frammenti di sorgenti (attraverso uno script semplificativo in Lua)
      3. esempi reali di documentazione tecnica elaborati con LaTeX

      Volevo segnalare due cose da questa micro esperienza di presentazione. La prima è che i colleghi hanno riconosciuto la qualità tipografica dei documenti ma, nota dolente, hanno sostanzialmente scartato l’uso di TeX nella professione avendo l’impressione che il tempo da dedicare alla costruzione dei documenti salga rispetto al solito word processor.
      A mio avviso queste due osservazioni sono importanti per capire come TeX possa diffondersi negli studi professionali e nelle aziende.

      Io penso questo:
      riconosco che con LaTeX occorre più tempo, ma questo tempo aggiuntivo rispetto ad un word processor corrisponde alla maggiore qualità.
      Se l’efficienza del linguaggio aumentasse al punto tale da azzerare il tempo aggiuntivo, gli utenti non avrebbero scuse giusto?
      Voi cosa ne pensate?

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      • #61907
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        Domanda:
        Nell’ambito professionale a qualcuno interessa realmente la qualità tipografica?

        È una mia opinione, ma credo che in quel contesto l’interesse trainante è il profitto.
        Ora, siccome il tempo è denaro, l’unico modo per catturare l’interesse di certi settori è quello di
        proporre soluzioni che sveltiscono il ciclo di produzione della documentazione tecnica.
        Questo, secondo me, è il punto chiave. La potenzialità applicativa di TeX/LaTeX/XeLaTeX/LuaLaTeX
        potrebbe essere percepita se ai professionisti si parla di possibilità di mettere a punto soluzioni
        economiche ed efficienti, con il valore aggiunto della qualità tipografica.
        Soluzioni integrate di produzione automatica di documenti con eventuale accesso a database o fogli
        di lavoro.

        Just my 0,01 Eur 🙂

        Ciao,
        Agostino

      • #61908
        lavocedilassù
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          Robitex,

          permettimi di dissentire coi tuoi colleghi. L’acquisizione di conoscenze, a mio modo di vedere, non è MAI tempo perso. Come tu convieni, con LaTeX ci vuole più tempo per la preparazione dei documenti: ma la qualità finale? Se si volesse tentare di sfiorare, non dico eguagliare, la qualità tipografica che LaTeX e i suoi fratelli offrono, quanto bisognerebbe “perdere tempo” con altri word processor (Word, Writer, ecc.) o, peggio ancora, con i programmi di desktop publishing (i commerciali InDesign, QuarkXpress o l’open source Scribus)?

          È vero: il linguaggio LaTeX/TeX/XeLaTeX/LuaLaTeX dovrebbe consentire con più facilità l’integrazione e l’accesso con i dabase e i fogli di calcolo (lavoro in un ufficio amministrativo e non sai quanto ciò mi farebbe comodo); una procedura che consenta la produzione automatica di documenti in ambienti tecnici, poi, sarebbe la ciliegina sulla torta. Ma non cambierei MAI la qualità di LaTeX con la facilità (?) e/o velocità (?) di altri strumenti. 😉

          Ciao,
          Gianni

        • #61909
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          @Robitex
          : è vero che all’inizio LaTeX richiede tempo per l’apprendimento, è impossibile negarlo. Ma dopo che si è raggiunta una certa praticità diventa tutto più rapido. Uno si può creare un template (nella forma di una classe o un più semplice file di stile) da riutilizzare, non credo che un professionista abbia bisogno di modificare cambiare continuamente l’aspetto di ogni nuovo documento che produce. A questo punto si dovrà solo occupare di scrivere.

          lavocedilassù” post=60882È vero: il linguaggio LaTeX/TeX/XeLaTeX/LuaLaTeX dovrebbe consentire con più facilità l’integrazione e l’accesso con i dabase e i fogli di calcolo (lavoro in un ufficio amministrativo e non sai quanto ciò mi farebbe comodo); una procedura che consenta la produzione automatica di documenti in ambienti tecnici, poi, sarebbe la ciliegina sulla torta. Ma non cambierei MAI la qualità di LaTeX con la facilità (?) e/o velocità (?) di altri strumenti. 😉

          Ciao,
          Gianni

          Alcune di queste cose possono essere ottenute con Emacs, per esempio per il foglio di calcolo puoi vedere questa discussione: http://www.guitex.org/home/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=6&id=54687&Itemid=2&lang=it

        • #61910
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          Ciao Roberto,

          mi trovo d’accordo con agodemar. LaTeX fa le veci di un tipografo.
          E dove serve realmente un tipografo? Non certo nei documenti tecnici,
          soprattutto interni, di un’azienda.

          L’unico vantaggio è, appunto, quello di poter generare documenti
          automaticamente da db e simili in maniera più semplice rispetto ad
          altri strumenti con hanno una natura completamente diversa.

          Nel mio gruppo di ricerca viene usato solo da me praticamente.
          Oramai gli articoli si possono mandare in Word perché tanto anche se si invia
          il LaTeX l’articolo viene comunque ricomposto dal tipografo della rivista. C’è
          meno rischio di errori con LaTeX, ma neanche tanto.
          Inoltre con LaTeX si ha il grosso svantaggio di non poter comporre il documento
          ragionandoci sopra, cioè usarlo come una “lavagna”, cosa che spesso accade
          quando si lavora in gruppo.
          (Tant’è che da noi si tende a fare una bozza dell’articolo in LibreOffice o Word
          e poi penso io a rimettere tutto a posto in LaTeX con figure corrette ecc…)

          L’unico uso interno utile è nel comporre dei report annuali delle nostre attività,
          dove l’inclusione degli articoli con pdfpages è automatica. Tutti hanno apprezzato
          la qualità ma a nessuno interessa imparare, perché incollare i pdf degli articoli
          alla fine del report con altri strumenti va bene lo stesso.

          Per concludere ritengo LaTeX utile “solo” per comporre documenti di alta qualità tipografica,
          soprattutto dove c’è molta matematica da scrivere, e che per sua natura può avere dei
          vantaggi nell’automazione della generazione di documenti.
          Quindi potrebbe risultare vantaggioso solo dove queste caratteristiche sono delle necessità.

          Ciao ciao.
          Fra

        • #61911
          Doc
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            Scusate se mi intrometto, ma vorrei esprimere la mia esperienza al riguardo. Non intendo né parlare a favore di qualcuno, né, tanto meno, dissentire. Solo, appunto, citare la mia esperienza!

            Anni fa pubblicai un libro, un’edizione critica appunto, utilizzando un noto programma commerciale.
            Avendo in previsione un secondo (e forse un terzo, un quarto etc. etc.) volume, mi creai previdentemente un template.
            Ebbene, ora sto preparando il secondo volume.

            Risultato: quando ho provato a riprendere in mano quel programma editoriale:

            1. il template non veniva riconosciuto
            2. non mi ricordavo più come funzionava quel programma

            Aggiungo anche che quel programma non mi consentiva di realizzare certi disegnini, parte integrante della mia edizione critica, motivo per cui fui costretto a pubblicarli in un’apposita appendice, realizzata con un altro programma, anch’esso commerciale, anzi commercialissimo, che comunque avevo utilizzato anche per la prefazione, gli indici, il sommario e la bibliografia finale.
            Tra l’altro, avevo spiegato per filo e per segno i problemi tecnici insormontabili connessi con quei disegnini, eppure qualche recensore ha trovato modo di criticare quella mia scelta, ovviamente limitandosi a scrivere che, traduco, “aveva l’impressione che non fossero insuperabili”, ma guardandosi bene dal proporre soluzioni pratiche.

            Ora, mesi fa, cercai di ristudiarmi il manuale di quel programma editoriale, ma, francamente, non ci capii più niente.

            Ho impiegato meno di una settimana per studiarmi il ledmac e poi, a poco a poco, talvolta anche grazie alla cortesia degli utenti di questo forum, ho risolto ad uno ad uno i problemi che via via si sono presentati.
            Anche quei famosi disegnini ho potuto realizzarli con tikz, e dunque…. oramai tutto è in latex, anzi xelatex!

            Rimango un NON ESPERTO DI LATEX, al massimo un utente di “buona volontà”.
            Certo, ci vuole pazienza, ma, mi chiedo, non bisogna aver pazienza anche a studiarsi i manuali dei vari programmi editoriali, anche quelli più blasonati?
            Certo, le cose si possono fare anche con un word processor qualunque, ma, se si vuole un minimum di qualità, si deve ricorrere almeno a programmi specifici, commerciali o non, e nessuno nasce capace di usare InDesign e simili!

            Direi che lo studio, volenti o nolenti, ci vuole sempre e, mi permetto di aggiungere, PER FORTUNA!

            Ciao
            Domenico

          • #61912
            lavocedilassù
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              Grazie Elrond per la segnalazione del topic.

              Cercherò di capirci qualcosa… considerata la mia scarsa dimestichezza con LaTeX. 😐

              Ciao,
              Gianni

            • #61913
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              lavocedilassù” post=60888Grazie Elrond per la segnalazione del topic.

              Cercherò di capirci qualcosa… considerata la mia scarsa dimestichezza con LaTeX. 😐

              Ciao,
              Gianni

              In realtà per fare quello che ho indicato io non serve nulla di LaTeX (se non per perfezionare il risultato), bisogna usare solo Emacs + Org Mode

            • #61914
              robitex
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                Ciao,
                ringrazio tutti per aver contribuito con lo spiegare la propria esperienza professionale.
                Il tempo di realizzazione di un documento in relazione alla sua qualità risulta quindi un parametro di difficile misura.
                È indubbio tuttavia, che TeX & C. sono sotto utilizzati nel mondo professionale. Io ne ho comunque illustrato le caratteristiche peculiari del sistema al meglio che potevo perché occorre sempre cercare di fare il lavoro migliore possibile.
                Ciao

              • #61915
                Sal
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                  Ciao a tutti,
                  sono nuovo del forum. Ho scoperto MikTeX all’epoca della tesi per poi usarlo qualche anno dopo sporadicamente anche per il lavoro. Sono un Ingegnere Civile e, francamente, ho una conoscenza molto scarsa di questo potente strumento.
                  Vorrei approfondire meglio la mia conoscenza di LaTeX per utilizzarlo professionalmente. Consigli a riguardo? Ho già scaricato i 2 “manualoni” consigliati da questa community.
                  Inoltre volevo chiedere se c’era qualche pacchetto specifico per l’ingegneria civile da personalizzare per le relazioni tecniche e tutto il resto. Mi hanno consigliato il technics che un mio collega si è personalizzato ma non mi convince molto.
                  Grazie a tutti.

                • #61916
                  robitex
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                    savtex2011″ post=62700Ciao a tutti,
                    sono nuovo del forum. Ho scoperto MikTeX all’epoca della tesi per poi usarlo qualche anno dopo sporadicamente anche per il lavoro. Sono un Ingegnere Civile e, francamente, ho una conoscenza molto scarsa di questo potente strumento.
                    Vorrei approfondire meglio la mia conoscenza di LaTeX per utilizzarlo professionalmente. Consigli a riguardo? Ho già scaricato i 2 “manualoni” consigliati da questa community.
                    Inoltre volevo chiedere se c’era qualche pacchetto specifico per l’ingegneria civile da personalizzare per le relazioni tecniche e tutto il resto. Mi hanno consigliato il technics che un mio collega si è personalizzato ma non mi convince molto.
                    Grazie a tutti.

                    Benvenuto sul forum.
                    In generale le esigenze sono così varie da caso a caso che bisogna fare da se. Per esempio, io mi sono costruito una classe con cui faccio le relazioni di calcolo e vari trucchi per comporre i fascicoli di calcolo.

                    Il lavoro che ne esce mi da sempre grande soddisfazione, anche se essendo “isolato” non riesco a sviluppare oltre le soluzioni per poter ridurre i tempi in produzione.

                    Ciao

                  • #61917
                    Sal
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                      Ciao Robitex,
                      grazie intanto della risposta. Anche a me piacerebbe affrontare un “percorso di personalizzazione” creandomi classi da me, utilizzando pacchetti a modo mio, ecc. Però a causa delle mie incompetenze in tema di programmazione non credo che questo sia realizzabile nel breve periodo.
                      Sicuramente incontrerò parecchie difficoltà nel tentare, ad esempio, di far interagire LaTeX con un qualsiasi software di calcolo. In particolare non ho proprio idea di come estrapolare i tabulati di calcolo del software FEM e inserirli in relazione. Di solito infatti i software si appoggiano al Word di Office.
                      Hai qualche suggerimento da fornirmi? Cioè quale sezione in particolare delle vostre guide potrebbe essermi utile per iniziare?
                      Grazie ancora.

                    • #61918
                      robitex
                      Amministratore del forum
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                        savtex2011″ post=62740Ciao Robitex,
                        grazie intanto della risposta. Anche a me piacerebbe affrontare un “percorso di personalizzazione” creandomi classi da me, utilizzando pacchetti a modo mio, ecc. Però a causa delle mie incompetenze in tema di programmazione non credo che questo sia realizzabile nel breve periodo.
                        Sicuramente incontrerò parecchie difficoltà nel tentare, ad esempio, di far interagire LaTeX con un qualsiasi software di calcolo. In particolare non ho proprio idea di come estrapolare i tabulati di calcolo del software FEM e inserirli in relazione. Di solito infatti i software si appoggiano al Word di Office.
                        Hai qualche suggerimento da fornirmi? Cioè quale sezione in particolare delle vostre guide potrebbe essermi utile per iniziare?
                        Grazie ancora.

                        Si, si aprono alcune soluzioni che amo definire artigianali: funzionano ma occorre eseguire diversi passi sempre manualmente.
                        Per importare le tabelle numeriche in uscita da un analisi FEM di solito utilizzo il copia incolla, ma i dettagli dell’operazione sono molti e non credo che il tu usi il mio stesso programma visto il loro numero sul mercato.

                        Comunque, dopo una serie di tentativi mi regolo così:
                        * apertura del file rtf e copia della tabella word con i dati;
                        * incollo nell’editor e salvo in un file di testo;
                        * faccio eseguire uno script in Lua che legge il file e lo formatta inserendo il numero giusto di caratteri spazi (prima seguivo la procedura che ho descritto in questo post);
                        * rinomino il file opportunamente e lo inserisco nel documento principale tramite il pacchetto fancyvrb, regolando il numero di colonne con il pacchetto multicol

                        Un bel da fare 😎 …
                        Sempre meglio che editare i file originali con word con due alternative: o impazzire nei tentativi di impaginare a più colonne oppore di fatto rinunciarci e produrre documenti di un ordine di grandezza più voluminosi…

                        Tieni conto però con non uso word da parecchi anni e può darsi che sia migliorato 😆

                        Per finire aggiungo che il mio programma (non voglio fare pubblicità quindi non lo cito) supporta la programmazione interna con un linguaggio che conosco abbastanza bene, e quindi potrei comporre questi documenti dall’interno del software per la massima personalizzazione, facendo a meno anche dei file rtf intermedi.

                        Buon Lavoro
                        R.

                      • #61919
                        Sal
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                          Ciao Robi,
                          grz ancora per i consigli. Sto leggendo la guida guit “Introduzione all’arte della composizione….” , in particolare il Cap. 19. Credo che, per le mie scarse capacità e per mancanza di tempo, la cosa migliore sia ricorrere a qualche pacchetto tipo fancyhdr e personalizzare il tutto grazie ad esso. O esiste qualcosa di + “ingegneristico” in tema di pacchetti?
                          A proposito secondo te quale classe tra book e report si adatta meglio per una relazione tecnica nel campo dell’ingegneria civile? Finora ho sempre utilizzato la classe “report” perchè la relaz. tecnica, IMHO, non è propriamente un libro.

                        • #61920
                          robitex
                          Amministratore del forum
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                            Piano piano vedrai che il panorama che osserverai sarà sempre più ampio…

                            Per la classe di documento ne ho derivata una da quella di base e standard article (comando \LoadClass se non ricordo male).
                            Proprio in questo momento sto compilando una relazione tecnica, eh eh eh.

                            La cosa di cui ancora non sono soddisfatto è il caricamento di alcuni dati comuni tra tutti i documenti di un progetto. Per il momento devo inserirli in un file nell’albero personale di TeX Live ma probabilmente esiste un modo molto migliore…

                            Ciao

                          • #61921
                            Sal
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                              Robi ho capito che siamo colleghi e mi permetto di chiederti se, secondo te, in una relazione tecnica vanno inseriti alcuni passi della normativa o sarebbe bene inserire solo i risultati motivando, laddove necessario, le scelte di valori o espressioni per particolari parametri. Io finora ho sempre inserito alcuni punti della normativa come ad esempio quelli riguardanti l’azione della neve, del vento o del sisma. Tuttavia credo anche che un report tecnico possa prescindere dall’esplicitare chiaramente le prescrizioni tecniche, soprattutto alla luce del fatto che comunque esiste la bibliografia o l’eventuale capitolo apposito.
                              Il mio attuale schema generico di relazione prevede, in accordo con quanto prescritto al cap. 10 delle NTC stesse, un primo capitolo con le generalità dell’opera, un secondo con i riferimenti normativi (questi però penso che li inserirò direttamente nella bibliografia), uno di analisi per inserire i criteri generali di studio e verifica (qui inserisco anche la parte dei carichi) e poi la parte di analisi con l’ausilio del codice di calcolo con tutto il resto (dichiarazione di affidabilità, licenza, modalità operative, tabulati, ecc.).
                              Grazie ancora e scusate se sono stato troppo esplicito e se quindi sono andato fuori topic.
                              Ah come classe per ora continuo ad usare il report col pacchetto fancyhdr. Non è nelle mie attuali capacità di fare una classe o un pacchetto nuovo o di mettermi a programmare in LaTeX…è troppo troppo difficile e il tempo non c’è 🙁

                            • #61922
                              robitex
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                                savtex2011″ post=62830Robi ho capito che siamo colleghi e mi permetto di chiederti se, secondo te, in una relazione tecnica vanno inseriti alcuni passi della normativa o sarebbe bene inserire solo i risultati motivando, laddove necessario, le scelte di valori o espressioni per particolari parametri. Io finora ho sempre inserito alcuni punti della normativa come ad esempio quelli riguardanti l’azione della neve, del vento o del sisma. Tuttavia credo anche che un report tecnico possa prescindere dall’esplicitare chiaramente le prescrizioni tecniche, soprattutto alla luce del fatto che comunque esiste la bibliografia o l’eventuale capitolo apposito.
                                Il mio attuale schema generico di relazione prevede, in accordo con quanto prescritto al cap. 10 delle NTC stesse, un primo capitolo con le generalità dell’opera, un secondo con i riferimenti normativi (questi però penso che li inserirò direttamente nella bibliografia), uno di analisi per inserire i criteri generali di studio e verifica (qui inserisco anche la parte dei carichi) e poi la parte di analisi con l’ausilio del codice di calcolo con tutto il resto (dichiarazione di affidabilità, licenza, modalità operative, tabulati, ecc.).
                                Grazie ancora e scusate se sono stato troppo esplicito e se quindi sono andato fuori topic.
                                Ah come classe per ora continuo ad usare il report col pacchetto fancyhdr. Non è nelle mie attuali capacità di fare una classe o un pacchetto nuovo o di mettermi a programmare in LaTeX…è troppo troppo difficile e il tempo non c’è 🙁

                                Già siamo perfettamente off topic.
                                chiaramente riportare brani della normativa in relazione è inutile. Più importante è far capire la concezione strutturale ed i parametri ed i metodi di analisi utilizzati.
                                Comunque, una classe ad hoc sviluppata mano a mano da una parte richiede tempo ma dall’altra lo fa risparmiare nella stesura del singolo documento. Inoltre, garantisce la coerenza tipografica tra tutti i documenti di uno stesso progetto.

                                A me piace comporre le relazioni con LaTeX. In fondo il tempo è necessario per fare una buona relazione e non tanta per costruire il sorgente. Con LaTeX si è spinti un po’ di più a scrivere meglio.

                                Buon Lavoro.
                                R.

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