Traduzione termini per PreTeXt

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  • #118393
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    Ciao a tutti,
    ho da poco installato sul mio computer PreTeXt (in precedenza noto come MatthBook XML). Per chi non lo conoscesse è un sistema che permette, a partire da un unico sorgente XML, di ottenere html strutturato, un file LaTeX (a sua volta da compilare) e altri formati (epub, Jupiter, etc.). A scanso di equivoci, non è un semplice convertitore da un formato all’altro, nel senso che il sorgente deve essere già scritto seguendo certe regole (ad esempio, la matematica è già scritta in TeX anche se i marcatori sono diversi).

    Come che sia, volendo iniziare a lavorare al mio primo progetto con questo sistema, mi sono accorto che tra le varie localizzazioni presenti manca l’italiano. Sto allora traducendo le varie voci presenti (non sono moltissime, per fortuna). Dove possibile, ho usato la traduzione utilizzata da Babel/Polyglossia ma mi rimangono alcune voci su cui sono dubbioso.

    Sperando che questa sia la sezione più appropriata del forum ve le propongo

    In particolare devo tradurre ‘Foreword’ e ‘Preface’: in inglese la distinzione è chiara (almeno così ho trovato in tutte le fonti che ho consultato, compreso Chicago Manual of Style). ‘Foreword’ è scritto da qualcuno diverso dall’autore, mentre ‘Preface’ è scritto dall’autore. In italiano però si usa abbastanza indifferentemente ‘Prefazione’. Seguendo la linea di adeguarmi a Babel(Polyglossia tradurrei ‘Preface’ con ‘Prefazione’, mentre ‘Foreword’ non è tradotto, quindi magari userei ‘Presentazione’ (ovviamente c’è poi la possibilità di ridefinire i termini se il singolo autore ha necessità diverse). A complicare le cose, l’unico testo per così dire prescrittivo, che ho trovato è un manuale di redazione per i documenti dell’Unione Europea che invece usa ‘Prefazione’ preferibilmente per uno scritto di persona diversa dall’autore e ‘Preambolo’ o ‘Premessa’ se lo scritto è dell’autore stesso.

    Altro dubbio: ‘Aside’ che nel linguaggio di PreTeXt indica un’osservazione che in qualche modo interrompe il flusso del discorso e che non verrà numerata. Sono indeciso tra ‘Excursus’, ‘Digressione’, o ‘Inciso’

    Infine: per qualche motivo che non mi è chiarissimo, serve la traduzione di ‘Display Mathematics’. Probabilmente non è così importante (per dire, in francese non han messo la traduzione). ‘Matematica centrata’ (orribile), ‘Matematica in display’ (anche questo non bellissimo) oppure?

    Grazie a tutti in anticipo.

    Valerio

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    • #118394
      OldClaudio
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        Valerio, benvenuto nel forum.

        Il quesito che poni è lontano da ogni argomento oggetto del forum,ma non totalmente estraneo.

        Non ci sono regole precise; tuttavia esiste una guida di Zanichelli che descrive relativamente bene la scrittura strutturata: Dizionario di stile e scrittura. Secondo me ci sono degli erori er quel che rigarda le cose che riguardano la scrittura tecnico scientifica. ma, sempre secondo me, vale la penda averlo.

        Naturalmente si tratta di un libro italiano, raramente vi compaiono voci in inglese. Qui nella sezione Documentazione di questo forum c’è una guida tematica Comporre in italiano, dove forse trovi anche una possibile interpretazione/denominazione di queste parti di un libro.

        Non c’è niente che corrisponda a Aside; ma Inciso potrbbe essere la prola giusta.

        Tuttavia…
        Spero che il tuo PreTeXt disponga anche le tabelle di pattern per la cesura in fin di riga. VA bene che in XML la cesura non è importante, ma per i compilatori del sistema TeX lo è; e se mancano i file con i pattern di sillabazione ti ritrovi poi equ-azione, dis-creto, fi-as-sco, e simili delizie. Fai attenzione a questo dettaglio, perché se ti manca la lista delle parole “infisse”, a maggior ragione ti manca la cesura italiana. E se così fosse, o trovi i plug-in appositi, oppure il tuo PreTeXt ti serve solo per le lingue già predisposte, fra le quali non c’è l’italiano. Oppure, magari PreTeXt ti produce in uscita anche un file TeX scritto con il markup LaTeX, e poi te lo modifichi per gestire il tuo file direttamente con LaTeX; attento: la traduzione in file .tex potrebbe essere penosa, come lo èse usassi LyX, o altri simili presunti programmi di composizione, che sono solo degli editor più o meno “intelligenti, ma che non possono stare dietro alle miglia di personalizzazioni modulari del sistema TeX.
        Sta a te valutare se PreTeXt ti serve davvero e in quali circostanze.

      • #118395
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        Caro Claudio,
        grazie del benvenuto e della risposta. Ringrazio solo ora perché pensavo di aver impostato la notifica per email quando al mio messaggio veniva risposto, ma evidentemente così non è.

        Avevo già sfogliato il Manuale di Lesina un po’ di tempo fa (e anche altri) ma non avevo trovato risposte univoche ai miei dubbi: tra l’altro avevo già letto in giro qua e là che, come dici tu, il libro in questione non è precisissimo per la letteratura scientifica.

        Tornando a PreTeXt, a scanso di equivoci non è un’interfaccia grafica a LaTeX come LyX o il defunto Scientific Word/Workplace, né un convertitore come Writer2laTex, TtH, e simili che tentano (con risultati più o meno apprezzabili) di tradurre un documento scritto e pensato in un ‘mondo’ in un altro. L’utente tipo non è, dunque, qualcuno che vuole un sistema per evitare di imparare LaTeX ma qualcuno che (verosimilmente) LaTeX già lo conosce e vuole un modo per presentare lo stesso documento (in particolare libri di testo) in formati diversi. Limitandoci ai due formati PDF e html, è abbastanza chiaro che rispondono a esigenze diverse, uno adatto alla stampa ma poco ‘dinamico’ (sia nell’adattarsi a risoluzioni diverse sia nella ‘navigabilità – anche se hyperref qualcosa permette), l’altro invece più dinamico ma meno adatto alla stampa. Le conversioni da TeX a html tipiche si concentrano per lo più su come rendere le formule (nei tempi ‘antichi’ con gif, situazione migliorata con Mathml e Mathjax), ma sono solitamente più carenti sulla struttura del documento. L’approccio di PreTeXt non è quindi quello di prendere un documento già pronto in qualche formato e provare a trasformarlo in un altro, ma definire un linguaggio xml in cui scrivere di documenti da cui poi derivare i vari formati. IL file xml che viene scritto non è fatto per essere digerito direttamente da un browser ma contiene già in sé le informazioni per poter essere tradotto in un html ‘dinamico’ in un sorgente LaTeX, etc. Il problema della sillabazione non si pone dunque se il formato di destinazione è html, mentre se il formato di destinazione è LaTeX, questo conterrà già nel preambolo le giuste informazioni per caricare Polyglossia e impostare la lingua così come indicata nel xml sorgente. Ovviamente l’xml sorgente non avrà a disposizione tutte le possibilità offerte dai tutti i pacchetti LaTeX, ma molti sì (tra questi, ma non solo, i pacchetti AMS e TikZ, per dire). Tanto per dare un’idea se devo scrivere un teorema farò così:
        `

        The Principle of Mathematical Induction implies the Principle of Well-Ordering. That is, every nonempty subset of \mathbb N contains a least element.

        We must show that if S is a nonempty subset of the natural numbers, then S contains a least element. If S contains 1, then the theorem is true by . Assume that if S contains an integer k such that 1 \leq k \leq n, then S contains a least element. We will show that if a set S contains an integer less than or equal to n + 1, then S has a least element. If S does not contain an integer less than n+1, then n+1 is the smallest integer in S. Otherwise, since S is nonempty, S must contain an integer less than or equal to n. In this case, by induction, S contains a least element.

        `

        che non è LaTeX, d’accordo, ma è abbastanza evidente che può essere ‘tradotto’ in LaTex in maniera indolore (a scanso di equivoci quando viene convertito in LaTeX la dimostrazione viene, perdonatemi il neologismo, ‘disannidata’ dall’enunciato del teorema), mentre quando viene ‘tradotto’ in html offre, ad esempio, la possibilità che la dimostrazione venga collassata o espansa.

        Un altro esempio è questo

        `
        1 + 2 + \cdots + n + (n + 1) & = \frac{n(n + 1)}{2} + n + 1
        & = \frac{n^2 + 3n + 2}{2}
        & = \frac{(n + 1)[(n + 1) + 1]}{2}
        `

        che chi usa LaTeX non farà fatica riconoscere come un align* (e ovviamente ci sono anche gli altri ambienti gather, multline, etc.).

        In generale posso dire che il codice LateX che viene prodotto è abbastanza ‘pulito’ (ovviamente il preambolo è un po’ ‘cicciotto’ perché deve contenere le chiamate di parecchi pacchetti) ma il risultato vale la pena, secondo me.

        Ma ora basta, se no sembra che sono pagato dagli sviluppatori.

      • #118396
        OldClaudio
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          Sì, so che esistono programmi di questo tipo; limportante è disporre di adeguati file di stile XML, che il “produttore” di file convertiti da XML a .tex possa usare. UNo di questi è il famoso beginlatex di Peter Flynn; mi pare che sia distribuito come file leggibile al pri dei file di documentazione. Peter Flynn è professore di tipografia all’università di Cork (Eire) e titolare di una azienda di composizione/impaginazione Silmaril. È un sostenitore di XML come linguaggio universale; quindi ha scritto questo testo introduttivo in XML e l’ha tradotto in LaTeX facendo us di file CSS scritti da lui stesso in linguaggio XML; non è un caso che beginlatex parli di tutto, tranne che della composizione della matematica. Non escludo, quindi, che PreTeXt sia in grado di cerarsi al volo i file CSS di cui ha bisogno per tradurre il sorgente XML in file LaTeX.

          Anche il sistema TeX dispone del programma tex4html che fa il percorso inverso; cioè parte da un file LaTeX per ottenere un file HTML. I risultati sembrano decenti se uno usa solole funzionalità dle nucleo di LaTeX e di pochi altri paccheti. Ho provato ad usarlo per convertire in HTML o in EPUB (tex4html sarebbe capace anche di questo,ma…) con riusultati, seocndo me inaccettabili. In sostanza il risultato per leggere il file risultato con un broser adeguatamente funzionale, dava risultati, sempre seodo me, inaccettabili. Ho suato altri strumenti per produrre EPUB, peggio che andare di notte, sia cone tex4html, sia con altri programmi.

          Ora io sono in pensione e non insegno più. La mia occasione per cercare di fornire qualcosa agli studenti è scaduta 12 anni fa, da quando sono andato in pensione. Ora che ho alcune conoscenze dei vari formati, non molto approfondite, lo riconosco, mi sentirei di raccomandare di non dare da leggere neiente di tecnico scientifico in formato HML, EPUB, XML+MathM. Trovo che questi siano formati adatti per la navigazione,ma totalmente inadatti per presentare qualcosa di serio. INoltre nessuno studente potrebbe stamaprsi il testo in mododecnete epr evidenziare i passi che ritiene più importati, per aggiungere annotazioni con adeguate “glosse” a margine. Eccetera.
          Oggi consiglierei comunque di produrre file PDF direttamente con LaTeX senza preoccuparmi di HTML e affini. Il file si legge benissimo a schermo, lo si naviga benissimo se in partenza sono stati inseriti con hyperrefi link in modo serio. Si possono annotare e “glossare”; insomma possono essere usati come libri di carta; Ma possono essere stampati; so di molti utenti che amano i libri e si sono abituati a stamaprsi i libri in pdf, in mdo da rilegarli con filo refe, e li cartonano con copertine rigide; da dilettanti tipografi sono diventati anche dilettanti legatori. Vorrei dire anch’io faccio così,ma non è vero; sono abbastanza bravo a legare con ago e filo le segnatore in ottavo, in dodicesimo e in sedicesimo, ma faccio pena con le copertine rigide. MA questo non c’entra niente con l’argomento del nostro tema su questo forum.

          Scusa se ti ho fatto perdere tempo a leggere questo lungo messaggio. Scambiarsi e idee e vedere i punti di vista altrui mi fa sempre bene.

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