Trasposta e opposto.

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    Salve, questo è il mio primo messaggio in questo forum.
    Propongo una domanda fatta già su it.comp.software.tex, al fine anche di aver presente eventuali differenze di conoscenze tecniche presenti nei due punti di discussione.

    Il primo problema è il seguente: dalle mie parti, per indicare la trasposta di una matrice si usa mettere una ‘t’ minuscola in apice prima della matrice stessa. In TeX/LaTeX, però, questo lo posso emulare solo con roba tipo {}^tA, ma se lo provate noterete che la distanza tra la t e la A è eccessiva. Come fare per risolvere?

    Un secondo problema, sempre stilistico, riguarda l’uso del ‘meno’ per indicare l’opposto di un numero. Se io scrivo -1 in modo matematico, il tratto è troppo largo e brutto a vedersi, soprattutto se lo metto come esponente per indicare l’inverso. La mia prima soluzione consiste nel creare un comando come:
    `\newcommand{\invr}{\text{-}1}`
    e di usarlo come x^\invr per indicare l’inverso di x. Però mi pare una soluzione poco elegante, che mischia font matematici con font per il testo.
    Come fareste, voi?

    Grazie mille in anticipo.

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    • #1732
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      Il primo problema è il seguente: dalle mie parti, per indicare la trasposta di una matrice si usa mettere una ‘t’ minuscola in apice prima della matrice stessa. In TeX/LaTeX, però, questo lo posso emulare solo con roba tipo {}^tA, ma se lo provate noterete che la distanza tra la t e la A è eccessiva. Come fare per risolvere?

      La prima cosa che mi viene in mente è usare un kerning, ovvero definirgli uno spazio (che puoi definire a tuo piacere con la sintassi `\kernNun` dove N è una dimensione e un è una unità di misura gestite da [La]TeX). Chiederei conferma però allo Zanna oppure a ev. Forse è un po’ un uccidere una formica con un bazooka 😀
      Nel caso in cui anche loro diano conferma, magari potresti creare un nuovo comando che faccia tutto e che abbia come parametro il nome della trasposta.
      Mi rimane il dubbio che invece non esista un pacchetto che riesca a gestire quello che dici in automatico.

      Un secondo problema, sempre stilistico, riguarda l’uso del ‘meno’ per indicare l’opposto di un numero. Se io scrivo -1 in modo matematico, il tratto è troppo largo e brutto a vedersi, soprattutto se lo metto come esponente per indicare l’inverso. La mia prima soluzione consiste nel creare un comando come:
      `\newcommand{\invr}{\text{-}1}`
      e di usarlo come x^\invr per indicare l’inverso di x. Però mi pare una soluzione poco elegante, che mischia font matematici con font per il testo.
      Come fareste, voi?

      In prima battuta, non farei nulla: TeX è stato scritto in modo che $-$ sia una cosa diversa da `-‘, proprio per i loro due significati diversi. E siccome non è stato cambiato in LaTeX, non mi sento di dover contravvenire a una regola tipografica che è stata confermata. La soluzione che hai proposto mi sembra semplice e veloce, se intendi seriamente modificare il meno: forse, è anche quella che userei io.

    • #1733
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      Per quanto riguarda la trasposta, io adotterei la convenzione internazionale, ossia la T come apice della matrice; tuttavia, è possibile tentare di inserire un piccolo spazio negativo (\!) tra la “t” e la lettera che identifica la matrice (creando un comando), ma non sempre questa strada conduce ad un risultato accettabile, come puoi vedere compilando l’esempio seguente:

      `\documentclass[a4paper]{minimal}
      \begin{document}
      $\displaystyle {}^{t}\!A^t \quad {}^{t}\!B^t \quad {}^{t}\!C^t$
      \end{document}`

      Ciao.

    • #1734
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      Mi rimane il dubbio che invece non esista un pacchetto che riesca a gestire quello che dici in automatico.

      sono quasi sicuro di aver letto qualcosa del genere discreto tempo fa, ma è tutta sera che cerco su internet e nonr iesco proprio a ristrovare il documento o il pacchetto su cui se ne parlava. mi pare fosse a proposito dei tensori relativistici, che, avete presente, sono pieni di indici a destra e sx che salgono e scendono, però non sono sicuro.

      Se io scrivo -1 in modo matematico, il tratto è troppo largo e brutto a vedersi, soprattutto se lo metto come esponente per indicare l’inverso

      per la storia del meno anche io sono daccordo con emiliano, in generale la scelta di LaTeX è buona, e in questo caso in più si eredita da TeX. Knuth è l’uomo più maniaco che conosca della precisione, della perfezione e della bellezza tipografica. se lui ha deciso di mettere il meno in quel modo di sicuro ci sono 6 pagine di spiegazione, che noi comuni mortali non avremmo mai nemmeno immaginato… insomma, sei sicuro che davvero sia un problema stilistico?

      ciao ciao
      f

    • #1735
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      sono quasi sicuro di aver letto qualcosa del genere discreto tempo fa, ma è tutta sera che cerco su internet e nonr iesco proprio a ristrovare il documento o il pacchetto su cui se ne parlava. mi pare fosse a proposito dei tensori relativistici, che, avete presente, sono pieni di indici a destra e sx che salgono e scendono, però non sono sicuro.

      Forse ti riferisci ai pacchetti per la chimica? La notazione usata per gli isotopi prevede apice e pedice sia a destra che a sinistra: vedi pacchetto ‘bpchemso’…

      Ciao.

    • #1736
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      Forse ti riferisci ai pacchetti per la chimica? La notazione usata per gli isotopi prevede apice e pedice sia a destra che a sinistra: vedi pacchetto ‘bpchemso’…

      Non credo che mi tornerebbe utile: i simboli chimici si devono scrivere tutti belli dritti in roman, mentre si usa il corsivo in modo matematico… il problema sta tutto lì, in quella cavolo di A che risulta dannatamente coricata!!! 👿

      Un altro problema sta quando devo indicare la trasposta di una matrice scritta esplicitamente. Avete presente:
      `$$ {}^t\begin{pmatrix} a & b \\ c & d \end{pmatrix} $$`
      Ecco, appunto. E meno male che si tratterebbe di due sole righe…

    • #1737
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      Se desideri la vita più semplice usa la notazione tradizionale per la trasposta, altrimenti scrivi alla Boringhieri per sapere come fanno. Credo siano le uniche alternative per non impazzire più.

    • #1738
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      Se desideri la vita più semplice usa la notazione tradizionale per la trasposta, altrimenti scrivi alla Boringhieri per sapere come fanno. Credo siano le uniche alternative per non impazzire più.

      Beh, il problema è che credo che alla Boringhieri non usino il TeX… 😕 O almeno, nel libro di cui parlavo, nisba.

      Fosse per me, passerei anche subito alla notazione più comune, ma quelli che sto scrivendo sono semplici appunti di un corso. Servono a me, ma credo che serviranno anche ad altri miei colleghi, e nella mia facoltà credo che tutti siano abituati alla convenzione del Sernesi… che, per dirla sinceramente, non mi pare neppure malaccio.

      Comunque, su indicazione di it.comp.software.tex, è saltato fuori questo pacchetto leftidx. E’ un pacchetto generico per gli indici a sinistra, e offre due comandi: \leftidx per gli indici, e \ltrans proprio per la trasposta che dicevo io.
      In generale non è malaccio, oltretutto la t non è in corsivo ma in roman, ma non è comunque perfetto. Se la cava con la A, ma con la C e la G siamo troppo vicini così come con la V, e con T addirittura c’è una legatura. Bene con le matrici con le parentesi quadre, un po’ distante per quelle con parentesi tonde.
      Beh, per ora lo uso…

    • #1739
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      Certo, mi fa piacere che tu abbia trovato il pacchetto ‘leftidx’, che fa al caso tuo. 😀

      probabilmente lavora un po’ con gli spazi negativi come nell’esempio che ti avevo scritto e comunque è difficile ottenere la perfezione soprattutto perché le lettere in modo matematico sono “inclinate”… 😕

      Torna a farci visita! 😉

    • #1740
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      E’ un pacchetto generico per gli indici a sinistra, e offre due comandi: \leftidx per gli indici, e \ltrans proprio per la trasposta che dicevo io.
      In generale non è malaccio, oltretutto la t non è in corsivo ma in roman, ma non è comunque perfetto. Se la cava con la A, ma con la C e la G siamo troppo vicini così come con la V, e con T addirittura c’è una legatura. Bene con le matrici con le parentesi quadre, un po’ distante per quelle con parentesi tonde.

      beh, se pensi al meccanismo che usa latex per comporre il testo è logico che sia così. latex incolla fra di loro tanti rettangolini che hanno la lettera con il colore del testo e lo sfondo bianco. è logico che un pacchetto ti va a mettere l’esponente subito fuori dal rettangolino, poi l’effetto visivo è meglio, ed è proprio per questo che sono stati inventati gli spazi, per ottimizzare le eccezioni.
      insomma, se il pacchetto funziona già bene puoi correggere i casi particolari aggeggiando un filo con gli spazi.
      ciao ciao e buona fortuna
      f

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