- Questo topic ha 8 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 8 anni, 3 mesi fa da
Davide.
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15 Novembre 2012 alle 7:22 #80663::
Salve,sto scrivendo la tesi di laurea e mi sono ritrovato a scrivere delle piccole porzioni di una section. Penso che per la loro lunghezza ed importanza sarebbe “””giusto””” metterle in una subsubsection. Ora mi chiedo: è compositivamente/stilisticamente sbagliato? Potreste spiegarmi le ragioni pro e contro di questa cosa? A me sembra che una section con delle subsubsection fatichi a meritarsi l’etichetta di section, ma così ho impostato il documento. Chiedo lumi ai luminari.
Con anticipati ringraziamenti
Marco
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15 Novembre 2012 alle 8:09 #80664::
nazgul17″ post=79843Salve,
sto scrivendo la tesi di laurea e mi sono ritrovato a scrivere delle piccole porzioni di una section. Penso che per la loro lunghezza ed importanza sarebbe “””giusto””” metterle in una subsubsection. Ora mi chiedo: è compositivamente/stilisticamente sbagliato? Potreste spiegarmi le ragioni pro e contro di questa cosa? A me sembra che una section con delle subsubsection fatichi a meritarsi l’etichetta di section, ma così ho impostato il documento. Chiedo lumi ai luminari.
Con anticipati ringraziamenti
MarcoDov’è il problema a usare [tt]\subsection[/tt]? Se è perché (giustamente) non le vuoi numerate, basta scrivere
`\setcounter{secnumdepth}{1}`
nel tuo preambolo. Ma no, non ha molto senso saltare un livello.Ciao
Enrico
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15 Novembre 2012 alle 8:36 #80665
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16 Novembre 2012 alle 14:22 #80666::
Potresti provare con [tt]\paragraph[/tt]: inserisce un semplice capoverso con titolo (che naturalmente non viene aggiunto all’indice).Se vuoi una singola subsection non numerata, puoi usare la versione asteriscata del comando: [tt]\subsection*{Titolo}[/tt]. Anche in questo caso non viene aggiunta automaticamente all’indice.
Ciao,
Antonio
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18 Maggio 2018 alle 16:06 #80667::
Buonasera. Spero di non sbagliare nel riattivare un post vecchio di cinque anni, ma mi sembra sia meglio che aprire un argomento nuovo. Se ho sbagliato scusatemi.
Ho lo stesso problema espresso nel titolo e con le stesse motivazioni di nazgul17. Ho capito le risposte, ma volevo approfondire un attimo, se possibile, citando le risposte del prof. Gregorio.egreg9″ post=79845
Dov’è il problema a usare [tt]\subsection[/tt]?Quindi secondo lei è più sensato usare una subsection anche se di poche righe, piuttosto che saltare il livello e usare una subsubsection (o un paragraph, come proponeva il sig. Antonio)?
Il punto è che, nel mio caso, il lavoro prevede un’analisi basata su diversi criteri. Per illustrare alcuni di questi criteri c’è materiale per una subsection numerata e con titolo importante, mentre in altri casi la spiegazione si riduce a poche righe che andrebbero bene in un ambiente description, tuttavia la coerenza logica imporrebbe (credo) di sezionare tutto allo stesso modo, ponendo il dilemma che dà origine alla discussione.egreg9″ post=79845Se è perché (giustamente) non le vuoi numerate
Mi sembra di capire (da quel “giustamente”) che secondo lei non si dovrebbero numerare le subsection? Come mai? Oppure ho inteso male?
egreg9″ post=79845
Ma no, non ha molto senso saltare un livello.La riterrebbe una regola generale o ci sono casi in cui avrebbe senso farlo?
Ringrazio chi potrà rispondere e mi scuso per eventuali errori di netiquette o simili nel riaprire un post così vecchio.
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18 Maggio 2018 alle 19:40 #80668::
Se salti las \subection del capitolo 3, sezione 2, la \subsubsection ti viene numerata 3.2.0.1Le vuoi così le subsubsection, con uno zero prima del loro numero?
Se usi \subsection come proponeva Enrico anni fa ottini i numeri giusti.
Però secondo me se quel che devi descrivere contiene anche un solo elemento di poche righe, dovresti usare una description, la quale accetta anche \item composti di diversi capoversi.
LA scelta è tua, ma certamente non puoi saltare il livello precedente rispetto a qualche sezionamento più basso, altrimenti ti vengono fuori gli zeri. Il livello di sezionamento gerarchicamente più altro è il capitolo; tutti gli altri devono essere inseriti gerarchicamente; non solo ma un capitolo non può contenere una sola \section; una \section non può contenere una sola \subsection, eccetera.
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19 Maggio 2018 alle 5:22 #80669::
Nel lavoro attuale uso la classe book con le subsubsection non numerate, quindi il problema dello zero non si presenta.Provo a fare un esempio per chiarire (se serve). Supponiamo che io stia scrivendo: “Il pranzo di Natale in Italia” basato su statistiche, così strutturato:
Capitolo 1 – Gli antipasti
Capitolo 2 – I primi
2.1 – La pasta
2.2 – Il riso
2.2.1 – Il risotto
2.2.2 – Gli arancini
2.2.3 – Il sushi
2.3 – Le minestre
Capitolo 3 – I secondi
[etc]solo che, mentre sul risotto e sugli arancini avrei da scrivere informazioni in una quantità tale da giustificare l’attribuzione di una subsection numerata, nel caso del sushi — che deve essere contemplato necessariamente perché presente nella mia indagine statistica — posso scrivere, per qualche motivo, solo due righe. A questo punto, escludendo per ipotesi la rivisitazione dei contenuti e la loro riorganizzazione, cosa sarebbe opportuno fare nel sezionamento? Eviterei la description perché nell’elenco avrei delle voci (risotto e arancini) che coprono più pagine e mi sembra eccessivo. Quindi cosa si può fare? Saltare i livello delle subsection e sostituirle con delle subsubsection (non numerate) a causa della parte sul sushi, oppure lasciare gli argomenti a livello di subsection (numerate) nonostante ci siano solo due righe per il sushi? La mia domanda ha lo scopo di capire se esistono eventuali criteri tipografici derivanti da norme o almeno da consuetudini e sensibilità di chi ha una certa esperienza. Ovviamente capisco che la scelta sia mia e opterei per far fare a LaTeX, ma in questo caso sono obbligato a scegliere, rischiando di fare della brutta tipografia 😯
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19 Maggio 2018 alle 6:15 #80670::
Il sushi va nella sezione del riso? Se sì, anche se si tratta di poche righe, lo tratti come il risotto e gli arancini, se no, comincia un’altra sezione, anche se contiene solo due righe.[OT] Questo che dico ora è chiaramente off totpic: è vero che quello che chiamiamo sushi contiene del riso, ma come cibo “etnico” è di una categoria diversissima dal riso usato nelle ricette italiane; lo è tanto quanto usare il riso al vapore come contorno a carni come gli stracotti, gli umidi, e simili cotture sugose; in Italia il riso si usa solo come primo. Il sushi non è necessariamente un primo, anzi, io lo metterei nella sezione degli antipasti. Parlo con cognizione di causa, sia perché ho partecipato a pranzi eleganti dove il sushi era fra gli antipasti, sia perché avendo un ramo della mia famiglia in Giappone, ho una certa esperienza diretta di cibo giapponese, dove il sushi può formare la totalità di un pasto o di un’apericena, rarissimamente come parte di un pasto che comporti anche altre vivande (prescindiamo dal fatto che la cucina giapponese non contempla una successione di piatti come nella tradizione occidentale; si mette tutto in tavola e ognuno si serve nell’ordine che preferisce alternando i singoli bocconi da un piatto all’altro).
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19 Maggio 2018 alle 6:45 #80671
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