Variabili dipendenti dal tempo

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  • #78989
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    Ciao a tutti.

    Ora capisco perché molti libri tralasciano la dipendenza esplicita di certe variabili dal tempo. Io vorrei, in linea di principio mantenerla. In pedice alla variabile ho l’indice che indica di che componente si tratta. Mentre in apice alla variabile inserisco qualche informazione su di essa (es: G per la forza di gravità, lim per la velocità limite, …). Ora mi trovo però confrontato ad un problema: dove metto l’elevazione a potenza? Al posto dell’informazione quando questa non c’é oppure racchiudendo la variabile tra parentesi?

    Quale delle seguenti formule è tipograficamente migliore/corretta (si veda la velocità)?

    `F^T_z(t) = -\frac{\rho S C}{2} v^2_z(t)
    F^T_z(t) = -\frac{\rho S C}{2} (v_z(t))^2`

    Grazie

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    • #78990
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      Rocco M.” post=78013Ciao a tutti.

      Ora capisco perché molti libri tralasciano la dipendenza esplicita di certe variabili dal tempo. Io vorrei, in linea di principio mantenerla. In pedice alla variabile ho l’indice che indica di che componente si tratta. Mentre in apice alla variabile inserisco qualche informazione su di essa (es: G per la forza di gravità, lim per la velocità limite, …). Ora mi trovo però confrontato ad un problema: dove metto l’elevazione a potenza? Al posto dell’informazione quando questa non c’é oppure racchiudendo la variabile tra parentesi?

      Quale delle seguenti formule è tipograficamente migliore/corretta (si veda la velocità)?

      `F^T_z(t) = -\frac{\rho S C}{2} v^2_z(t)
      F^T_z(t) = -\frac{\rho S C}{2} (v_z(t))^2`

      Grazie

      Nessuna delle due.
      `v_{z}(t)^{2}`
      è più che sufficiente.

      Ciao
      Enrico

    • #78991
      Liverpool
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        egreg9″ post=78017Nessuna delle due.
        `v_{z}(t)^{2}`
        è più che sufficiente.

        Perché non \(v^2_z(t)\)? A me sembra molto meglio. In fondo si scrive \(\sin^2(t)\). Capisco che si obietti che è la \(v_z\) che è al quadrato e non la \(v\), ma dubito che la notazione possa dare adito a confusione. Se proprio si vuole essere più espliciti, si può inserire un piccolo spazio prima del 2 (oppure un [tt]\phantom{z}[/tt]):
        \(v_z^{\,2}(t)\) con [tt]v_z^{\,2}(t)[/tt] o \(v_z^{\;2}(t)\) con [tt]v_z^{\;2}(t)[/tt].

        Ciao

      • #78992
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        Grazie per le risposte!

        `v_{z}(t)^{2}`

        é molto utilizzata? Perché a mio avviso non è molto chiara come notazione. Più che altro se poi la stessa variabile v_z la utilizzo per designare un valore discreto (analisi numerica: ho v_z(t) come funzione continua e v^n_z l’approssimazione di v_z(t) al tempo t_n).

        Per questo motivo trovo ambigua la notazione
        `v_z^{2}(t)`

        Potrebbe confondersi con v_z^2, ossia il valore di v_z(t_2)… Non so se sono riuscito a farvi capire le mie perplessità, ma alla luce di queste nuove informazioni rimanete sulla vostra?

      • #78993
        OldClaudio
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          Be’ in apice vanno solo gli esponenti; metterci altre informazioni è fuorviante e confonde le idee al lettore; Non ho sottomano testi di telecomunicazioni o di teoria dei segnali discreti, ma non ricordo di avere mai visto l’indice del punto discreto del tempo a esponente. Invece ho visto [tt]v_z^2(nT)[/tt] dove si capisce benissimo che si tratta del campione rilevato al tempo nT (ovviamente con T che rappresenta l’intervallo di tempo fra due campioni successivi).

        • #78994
          Liverpool
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            Rocco M.” post=78029Non so se sono riuscito a farvi capire le mie perplessità, ma alla luce di queste nuove informazioni rimanete sulla vostra?

            Io sì 🙂 Poi è il contesto che chiarisce la notazione. “pesca” da solo può essere una voce verbale oppure un sostantivo con più significati, ma all’interno di una frase la funzione lessicale diventa quasi sempre inconfondibile.

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