virgolette

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  • #108030
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    Salve a tutti,

    dovrei racchiudere una parola tra virgolette inglesi, qui sul forum ho trovato un vecchio post di Pantieri:

    `
    \documentclass{article}
    %\usepackage[latin1]{inputenc}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \begin{document}
    “< virgolette ">
    “”virgolette''
    \end{document}
    `

    Purtroppo non ottengo il risultato sperato come mai?

    Riccardo

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    • #108031
      Massimiliano
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        Ciao dearick,

        io ho provato con:
        `
        \documentclass{article}
        \usepackage[latin1]{inputenc}
        \usepackage[T1]{fontenc}
        \usepackage[italian]{babel}
        \begin{document}
        ''virgolette''
        \end{document}
        `
        e ho ottenuto il risultato che vedi in allegato, è quello che ti serve?
        [attachment=1750]senza-nome-1.pdf[/attachment]

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      • #108032
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        Ciao Marluxia,

        ho provato anch’io come hai fatto tu, ma le prime virgolette dovrebbero essere girate nel verso giusto.

        Riccardo

      • #108033
        Massimiliano
        Partecipante
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          Prova a sostituire le virgole fatte col doppio ‘ (ovvero ”virgolette”) con quelle fatte col tasto 2 della tastiera (ovvero “virgolette”), il codice viene:
          `
          \documentclass{article}
          \usepackage[latin1]{inputenc}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[italian]{babel}
          \begin{document}
          “virgolette''
          \end{document}
          `

        • #108034
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          Grazie Marluxia,

          risolto.

        • #108035
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          Le scorciatoie per le virgolette e i caporali vanno attivate con il comando \setactivedoublequote nel preambolo, come indicato nella documentazione del modulo di babel per l’italiano. L’alternativa è usare due accenti gravi, cosa che può essere complicata con il layout di tastiera standard italiano di Windows
          `
          \documentclass{article}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[italian]{babel}

          \setactivedoublequote

          \begin{document}
          “< virgolette ">

          “”virgolette''

          “virgolette''
          \end{document}
          `
          Ciao
          Matteo

        • #108036
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          Grazie Matteo.

        • #108037
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          dearick” post=108158Salve a tutti,

          dovrei racchiudere una parola tra virgolette inglesi, qui sul forum ho trovato un vecchio post di Pantieri:

          `
          \documentclass{article}
          %\usepackage[latin1]{inputenc}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[italian]{babel}
          \begin{document}
          “< virgolette ">
          “”virgolette''
          \end{document}
          `

          Purtroppo non ottengo il risultato sperato come mai?

          Riccardo

          Dearick, davvero hai problemi con le virgolette con 300 e più messaggi sul forum? E davvero bisogna scomodare un vecchio post che usa ancora [tt]latin1[/tt] quando qui predichiamo di usare solo Unicode?

          Che cosa non va nel codice qui sotto?
          `\documentclass{article}
          \usepackage[utf8]{inputenc}

          \begin{document}

          “virgolette”

          “virgolette''

          ‘‘virgolette’’

          \end{document}`

          Ciao
          Tommaso

        • #108038
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          illinguista1972″ post=108166[…]
          Che cosa non va nel codice qui sotto?
          […]

          Be’, che dovrebbe essere
          `
          \documentclass{article}
          \usepackage[T1]{fontenc} % <<< linea aggiunta \usepackage[utf8]{inputenc} \begin{document} “virgolette” ``virgolette'' ‘‘virgolette’’ \end{document} ` :smile: Per fortuna, le virgolette inglesi si trovano anche nella codifca OT1, e quindi, a stretto rigore, @illinguista1972 ha ragione; ma credo sia meglio abituare gli utenti, soprattutto se principianti, a usare il codice qui sopra.

          Ciao.


          Gustavo

        • #108039
          OldClaudio
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            Poffarre!
            Quando le doppe virgolette diritte erano un carattere attivo c’era chi protestava; da quando le ho disettivate, ma per usare attive bisogna dare il comando \setactivedoublequotes, nessuno, tranne @matteo.I, legge la documentazione e le sa attivare.

            Gustavo ha ragione a dire che i caratteri ascii “ e ‘ ‘ fanno quello che devono fare perché queste legatura sono valide anche con la codifica OT1, che è quella minimale e di default con ogni classe,

            Ma se uno scrive in italiano e usa una tastiera italiana ha difficoltà ad introdurre il segno ` detto anche backtick.

            Se uno usa un Mac con il sistema operativo OS X, non ha problemi perché dispone di scorcatoie di sistema che valgono con qualunque programma; ma anche gli utenti dei Mac hanno spesso difficoltà a esplorare il loro sistema e ad attivare le opportune voci di menu per avere disponibile sia il visualizzatore della tastiera, sia la tabella dei caratteri UNICODE.

            Con le macchine Windows credo che solo dalla versione Win8 sia disponibile il visualizzatore della tastiera. Per le macchine Linux non saprei se sia disponibile un visualizzatore attivo, tale da poterlo usare con il mouse e le dita dell’altra mano sui tasti di controllo.

            L’informazione di @dearik iniziale era giusta, ma come al solito raccolta chissà dove, e senza leggere la documentazione con texdoc babel-italian.

            Ve ne aggiungo un’altra; per scrivere “virgolette” si può scrivere (con qualunque tastiera [tt]\lq\lq virgolette\rq\rq[/tt] — funziona con qualunque codifica, anche se oggi la codifica utf8 dovrebbe essere l’unica ad essere usata. D’accordo, ci ho messo del tempo anch’io per abituarmici, ma oramai sono anni che ne sono convinto al 100%; presenta solo vantaggi e nessuno degli svantaggi che molti anni fa credevo che fossero presenti nell’usare quella codifica.

          • #108040
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            OldClaudio” post=108169[…]
            Ve ne aggiungo un’altra; per scrivere “virgolette” si può scrivere (con qualunque tastiera [tt]\lq\lq virgolette\rq\rq[/tt] — funziona con qualunque codifica, anche se oggi la codifica utf8 dovrebbe essere l’unica ad essere usata. […]

            Be’, a questo punto, mi sembra il caso di aggiungere anche [tt]\textquotedblleft[/tt] e [tt]\textquotedblright[/tt], che sono i nomi «LICR» (LaTeX Internal Character Representation) delle virgolette che qui sopra abbiamo deciso di chiamare «inglesi». Lo faccio perché l’input [tt]\lq\lq[/tt] e [tt]\rq\rq[/tt] è a tutti gli effetti identico a [tt]“[/tt] e [tt]”[/tt], rispettivamente ([tt]\lq[/tt] è una macro che si espande in [tt]`[/tt], e similmente [tt]\rq[/tt]), e quindi funziona grazie a una legatura, purché

            1. la legatura sia prevista nel font in uso, e
            2. le virgolette facciano parte di testo che viene tipocomposto.

            Un esempio lampante in cui non è vera la condizione 2 è nel testo dei segnalibro generati dal pacchetto hyperref (vi sono anche altri casi, naturalmente). Ecco perché è sempre meglio usare il pacchetto inputenc, persino quando si scrive in inglese.

            Ecco un esempio compilabile che illustra, credo, bene la questione:
            `
            \documentclass{article}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage[utf8]{inputenc}
            \usepackage[italian]{babel}
            \usepackage{hyperref}

            \newcounter{auto-ref}
            \newcommand*{\ProvaVir}[1]{%
            \par
            \stepcounter{auto-ref}%
            \pdfbookmark{\arabic{auto-ref}: #1}{BOOK\arabic{auto-ref}}%
            \noindent \arabic{auto-ref}: #1\par
            }

            \begin{document}

            \ProvaVir{“virgolette”}

            \ProvaVir{“virgolette''}

            \ProvaVir{‘‘virgolette’’}

            \ProvaVir{\lq\lq virgolette\rq\rq}

            \ProvaVir{\textquotedblleft virgolette\textquotedblright}

            Tra parentesi, un discorso analogo vale per i «caporali»:

            \ProvaVir{«caporali»}

            \ProvaVir{<>}

            \ProvaVir{\guillemotleft caporali\guillemotright}

            \pdfbookmark{Conclusione:}{Conc}
            In conclusione:

            \section{Potreste avere una “sorpresa''\dots}
            \ldots se usate gli apici (o anche \verb|\lq\lq|\,\dots\verb|\rq\rq|).

            \section{Nessuna “sorpresa”, invece…}
            …usando il pacchetto \textsf{inputenc} e le virgolette “native” nel testo
            sorgente stesso (o anche \verb|\textquotedblleft|\,…\verb|\textquotedblright|).

            \end{document}
            `

            Un’ultima cosa: chi mi conosce sa che io tendo a evitare l’uso di inputenc, specie nei messaggi che affiggo nei forum di Internet. Il motivo per cui lo faccio è che ho sempre paura (una paura abbastanza irrazionale, lo ammetto) di quel che potrebbe succedere quando un frequentatore del forum volesse copiare il codice e incollarlo in un suo documento; ragion per cui faccio anche i salti mortali per non uscire dalla codifica ASCII a 7 bit, eventualmente ricorrendo alla LICR ove necessario per evitare “sorprese” come quelle illustrate sopra. Tenete comunque presente che:

            1. predico bene (come in questo messaggio), ma razzolo male;
            2. entro certi limiti, non ben precisati, so quel che faccio — o m’illudo di saperlo… 😉

            Ciao.


            Gustavo

          • #108041
            OldClaudio
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              Hai perfettamente ragione che nei bookmarks si possono avere sorprese.

              Infatti la codifica dei font usati per il bookmarks usati/creati da hyperref NON è la codifica T1 specificata per il testo del documento.
              Non è un caso che hyperref definisca un comando \texorpdfstring{…}{…} dove il primo argomento vale per il testo e il secondo vale per i bookmark.

              In sostanza hyperref riesce a interpretare alcuni (pochi) comandi LaTeX per ciò che deve essere messo nei bookmarks, e nient’altro deve finire nei bookmarks, altrimenti succedono pasticci.
              Certo usando la codifica utf8 e i codepoint dei caratteri UNICODE, oppure le macro che mappano certi simboli ai rispettivi codepoint (LICR), si risolve il problema; prima di tutto, però, bisogna sapere e ricordare che i bookmark SONO un problema.

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