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OldClaudio.
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4 Luglio 2020 alle 12:16 #118302::
Cari esperti di latex, dopo molto leggervi proficuamente senza intervenire, mi sono deciso a registrarmi per avere un parere. Nel tempo libero dalla mia attività mi diletto a tradurre testi di Jules Verne, col proposito di rilasciare le traduzioni con licenza creative commons. Volevo altresì creare delle belle versioni impaginate per stamparne delle copie cartacee. Ho usato openoffice per il lavoro sul testo e writer2latex per convertire poi il tutto in modo da sfruttare la tipografia avanzata di Latex. Dopo molti problemi con la conformità di registro, sono riuscito, un po’ impostando il valore di /parskip a zero, un po’ con altri accorgimenti, utilizzando il carattere cochineal, ad ottenere una gabbia tipografica regolare con le righe di testo allineate fra le pagine ivi comprese le note, alcune delle quali corpose, che sono allineate con l’ultima riga della pagina adiacente. Nei miei ultimi controllu, però, dopo aver creato, con tikz, un reticolo quadrettato per avere un riferimento visivo su come le righe di testo venivano disposte, e attivato l’opzione showframe, mi accorgo alle pagg. 124-125 che l’ultima riga della nota di pag. 125 smargina di poco risultando non più perfettamente allineata all’ultima riga di testo della pagina adiacente.
Considerando che nel resto del libro ciò non si verifica in altri luoghi, mi chiedevo se per un lettore fosse uno smarginamento se non pienamente accettabile, almeno perdonabile. Ci sarebbero poi altre osservazioni da fare, come una forse probabile anomalia nelle scatole della pagina evidenziate da showframe derivante dalla conversione di writer2latex del file odt originario, ma la prima questione che mi premeva, era estetica.
Con context non avrei questi problemi, immagino, ma non so se context consente di utilizzare tutte le stesse opzioni del pacchetto microtype e inoltre, siccome uso molto il compilatore online di overleaf, che mi permette di lavorare sui file anche quando non ho il mio pc sottomano, e capita spesso, quest’ultimo purtroppo non compila il codice con la sintassi per context
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4 Luglio 2020 alle 13:37 #118303::
Benvenuto nel forum.Come “principiante” (nel senso che ti sei appena iscritto al forum, quindi principiante del forum) sei piuttosto avanzato. Bravo.
Ho guardato con molta attenzione l’immagine che hai inviato e in effetti la nota della pgina di destra sborda un poco, ma appena visibile, e lo è di più grazie alla griglia sottostante. La cosa non è impossibile per LaTeX, sebbene lo faccia molto raramente; Nel file log avrai anche un messaggio di overful Vbox poco prima che vi sia scritto il numero della pagina 125. Accanto c’è anche scritto di quanto sborda, probabilmente meno di 3pt, ciò meno di 1mm (a spanne).
In ogni caso non è grave; puoi cambiare le penalità per le note che sbordano, o puoi impostare \vfuzz in modo che non dia messaggi di errore per sbordamenti così piccoli.
Ma…
C’è sempre un ma! lavorare su Swrtier (OpenOfficie o LibreOffice) con il plugin writer2latex è un’operazione un po’ suicida; Swriter è un word processor del tipo WYSIWYG (what you see is what you get); ti fa sembrare di star lavorando con un word processor, con la visualizzazione immediata del risultato di qualsiasi tasto. È vero, riesce a tradurre il suo contenuto tramite writer2latex in modo approssimativo e senza servirsi dei millanta pacchetti disponibili direttamente per LaTeX. Overleaf può essere utile ma il softare che usa non è aggiornato tanto quanto potrebbe essere. e non è completo, tanto che non può compilare con il programma ConTeXt. Va benino quando si fanno cose relativamente semplici; è utile quando sei fuori sede e disponi solo di un tablet o un iPad, ma non è confrontabile, secondo me, con una installazione completa e aggiornata del Sistema TeX; ovvio che ti occuperebbe circa 5GiB di disco, ma ne vale la pena. Inoltre la versione TeX Live, che esiste per Windows, Linux e Mac (per questo l’installatore si chiama MacTeX) è aggiornabile, volendo, anche quotidianamente. È un po’ esagerato aggiornare ogni giorno, ma una volta ogni 7-10 giorni è una cadenza ragionevole; verso aprile di ogni anno bisogna reinstallare tutto daccapo, perché il Team Che se ne occupa ha bisogno di mettere delle pietre miliari, almeno una volta all’anno, in mod da partire da quell’origine dei tempi, senza dovere manutenere anche roba vecchia, obsoleta, e diventata inutile.
Ecco, le guide che si trovano qui nella sezione Documentazione descrivono spesso in dettagli le funzionalità, e quindi l’uso, dei pacchetti più utili e versatili, lasciando indietro quelli più specializzati (tra questi ultimi, per esempio, come comporre in mongolo; non è tanto per dire: il sistema TeX può comporre anche in mongolo!). Troverai certamente quale pacchetto usare per gestire le tue note.
Ti segnalo, invece, uno degli ultimi capitoli della guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; vi si descrive l’algoritmo di ottimizzazione per la composizione dei capoversi, e quello per la formazione delle pagine; ti permette di capire perché nella pagina 125 è successo quello che hai ottenuto.
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4 Luglio 2020 alle 14:15 #118304::
OldClaudio” post=118754Benvenuto nel forum.
Come “principiante” (nel senso che ti sei appena iscritto al forum, quindi principiante del forum) sei piuttosto avanzato. Bravo.
Ho guardato con molta attenzione l’immagine che hai inviato e in effetti la nota della pgina di destra sborda un poco, ma appena visibile, e lo è di più grazie alla griglia sottostante. La cosa non è impossibile per LaTeX, sebbene lo faccia molto raramente; Nel file log avrai anche un messaggio di overful Vbox poco prima che vi sia scritto il numero della pagina 125. Accanto c’è anche scritto di quanto sborda, probabilmente meno di 3pt, ciò meno di 1mm (a spanne).
In ogni caso non è grave; puoi cambiare le penalità per le note che sbordano, o puoi impostare \vfuzz in modo che non dia messaggi di errore per sbordamenti così piccoli.
Ma…
C’è sempre un ma! lavorare su Swrtier (OpenOfficie o LibreOffice) con il plugin writer2latex è un’operazione un po’ suicida; Swriter è un word processor del tipo WYSIWYG (what you see is what you get); ti fa sembrare di star lavorando con un word processor, con la visualizzazione immediata del risultato di qualsiasi tasto. È vero, riesce a tradurre il suo contenuto tramite writer2latex in modo approssimativo e senza servirsi dei millanta pacchetti disponibili direttamente per LaTeX. Overleaf può essere utile ma il softare che usa non è aggiornato tanto quanto potrebbe essere. e non è completo, tanto che non può compilare con il programma ConTeXt. Va benino quando si fanno cose relativamente semplici; è utile quando sei fuori sede e disponi solo di un tablet o un iPad, ma non è confrontabile, secondo me, con una installazione completa e aggiornata del Sistema TeX; ovvio che ti occuperebbe circa 5GiB di disco, ma ne vale la pena. Inoltre la versione TeX Live, che esiste per Windows, Linux e Mac (per questo l’installatore si chiama MacTeX) è aggiornabile, volendo, anche quotidianamente. È un po’ esagerato aggiornare ogni giorno, ma una volta ogni 7-10 giorni è una cadenza ragionevole; verso aprile di ogni anno bisogna reinstallare tutto daccapo, perché il Team Che se ne occupa ha bisogno di mettere delle pietre miliari, almeno una volta all’anno, in mod da partire da quell’origine dei tempi, senza dovere manutenere anche roba vecchia, obsoleta, e diventata inutile.
Ecco, le guide che si trovano qui nella sezione Documentazione descrivono spesso in dettagli le funzionalità, e quindi l’uso, dei pacchetti più utili e versatili, lasciando indietro quelli più specializzati (tra questi ultimi, per esempio, come comporre in mongolo; non è tanto per dire: il sistema TeX può comporre anche in mongolo!). Troverai certamente quale pacchetto usare per gestire le tue note.
Ti segnalo, invece, uno degli ultimi capitoli della guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; vi si descrive l’algoritmo di ottimizzazione per la composizione dei capoversi, e quello per la formazione delle pagine; ti permette di capire perché nella pagina 125 è successo quello che hai ottenuto.Grazie innanzitutto: prima di usare pandoc che se non erro può convertire da odt a codice per context e risolvere quindi radicalmente la questione della composizione a griglia, vedrò di fare ulteriori tentativi (scribus mi gestirebbe ottimamente la composizione a griglia, ma ancora oggi il massimo della microtipografia che offre è il margine ottico e poco altro), la mia versione cartacea di latex cookbook suggeriva l’utilizzo del pacchetto gridset su cui devo ancora documentarmi.
Ho già cercato di utilizzare il pacchetto grid che però mi deformava il carattere (forse confligge con microtypr o chissà cos’altro) e comunque mi sballava l’allineamento, quindi inutile per me.Nel file di log ho diversi avvisi di overfull vbox, ma non vi figura il numero di pagina
`Overfull \vbox (2.06137pt too high) has occurred while \output is active /n
main.tex
Overfull \vbox (0.13138pt too high) has occurred while \output is active /n
main.tex
Overfull \vbox (0.24138pt too high) has occurred while \output is active /n
main.tex
Overfull \vbox (2.13136pt too high) has occurred while \output is active /`
Problemi a parte, sono molto soddisfatto della qualita della microtipografia. La versione di pdflatex, ho visto ora, su overleaf, è 2019
Fra l’altro ho usato anche il pacchetto lettrine. È come la donna baffuta (sempre piaciuta), o meglio attenersi a maggior sobrietà?
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4 Luglio 2020 alle 18:10 #118305::
Qualche anno fa, mi pare ne 2017, ma guarda un po’ prime e un po’ dopo, ho scritto un articolo su ArsTeXnica a proposito della composizione in griglia; Credo di avere dimostrato quanto sia difficile comporre in griglia uno scritto che non sia un romanzo, privo di inserti in display, privo di figure, privo di note. Neanche ConTeXT riuscirebbe a farlo se usi per le note un carattere più piccolo. Nell’articolo ho indicato come creare la griglia tale da poter aggiungere o togliere piccoli spazi verticali per aggiustare la composizione in griglia del testo principale. ma devono essere ritocchi piccolissimi. Cercalo nella sezione ArsTeXnica.
Pandoc fa un buon lavoro, ma non può inserire nel file trasformato quello che nel file da trasformare non c’è. Quindi smetti di usare OpenOffice e usa direttamente un buono shell editor adatto a LaTeX. Dipende da quale macchina usi, ma ci sono ottimi shell editor anche multipiattaforma; io, come gusto persnale, lavorando su un Mac, prediligo TeXShop, ma fra i multipiattaforma preferisco TeXstudio.
Inoltre, traducendo da francese, suppongo che tu disponga di una edizione pubblicata in Francia. Non comporre nello stesso modo; la tipografia italiana è un po’ diversa. In particolare i dialoghi; Guida tematica Comporre in italiano. Nulla è dogmatico in tipografia, ma in questa guida tematica ci sono tanti consigli.
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4 Luglio 2020 alle 19:27 #118306::
OldClaudio” post=118759Qualche anno fa, mi pare ne 2017, ma guarda un po’ prime e un po’ dopo, ho scritto un articolo su ArsTeXnica a proposito della composizione in griglia; Credo di avere dimostrato quanto sia difficile comporre in griglia uno scritto che non sia un romanzo, privo di inserti in display, privo di figure, privo di note. Neanche ConTeXT riuscirebbe a farlo se usi per le note un carattere più piccolo. Nell’articolo ho indicato come creare la griglia tale da poter aggiungere o togliere piccoli spazi verticali per aggiustare la composizione in griglia del testo principale. ma devono essere ritocchi piccolissimi. Cercalo nella sezione ArsTeXnica.
Pandoc fa un buon lavoro, ma non può inserire nel file trasformato quello che nel file da trasformare non c’è. Quindi smetti di usare OpenOffice e usa direttamente un buono shell editor adatto a LaTeX. Dipende da quale macchina usi, ma ci sono ottimi shell editor anche multipiattaforma; io, come gusto persnale, lavorando su un Mac, prediligo TeXShop, ma fra i multipiattaforma preferisco TeXstudio.
Inoltre, traducendo da francese, suppongo che tu disponga di una edizione pubblicata in Francia. Non comporre nello stesso modo; la tipografia italiana è un po’ diversa. In particolare i dialoghi; Guida tematica Comporre in italiano. Nulla è dogmatico in tipografia, ma in questa guida tematica ci sono tanti consigli.Dall’anno scorso non uso più openoffice che usavo quando latex mi sembrava troppo difficile. Purtroppo ho 13 libri già tradotti che mi daranno gli stessi grattacapi per le correzioni da apportare al codice, poi terminati questi potrò usare geometry con le varie opzioni per definire l’aspetto delle pagine.
In effetti alla fine potrei anche scrivere un saggio: “l’arte masochistica di tormentarsi la carne e lo spirito con writer2latex” ????Uso linux e vedrò con quale editor mi troverò meglio.
La guida comporreItaliano l’ho trovata subito e sono immediatamente andato alla sezione dialoghi dove ci sono indicazioni che mi sembrano sensate. In effetti il mio intento era trovare un modo per separare graficamente i discorsi diretti da quelli indiretti. Una delle soluzioni proposte:
2.Si usano i trattini per separare incisi narrativi all’interno di una battuta detta, per esempio:
«Sì. È proprio così – affermò con decisione – ne sono assolutamente certa.»Mi può anche andare bene. Il trattino lungo prima dei dialoghi mi piaceva perché lo avevo trovato in vecchissimi testi italiani (forse influenzati da tipografia di altri paesi?) perché marcava ben evidentemente l’inizio dei discorsi diretti dei personaggi, ma provo a sostituirlo. Se aiutera a contenere gli overfull \hbox (anche minimi invisibili) tanto di guadagnato.
A proposito dei dialoghi introdotti dal trattino lungo, avevo scoperto che dovevo inserire uno spazio insecabile fra trattino iniziale e virgolette:
— «Corbezzoli!»
Altrimenti in alcuni casi, le successive battute introdotte dal trattino non erano più allineate (in rarissimi casi, uno o due)
`— «Corbezzoli!»
— «Che avete, Hatteras?»`L’articolo sulla composizione a griglia me lo ricordo quando ancora lurkavo, devo solo trovarlo. Credo sia proprio quello.
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5 Luglio 2020 alle 5:10 #118307::
Ricordati che spessoe volentieri certi piccoli disallineamenti verticali, come quello delle tue note si risolvono elegantemente con il comando [tt]\enlarghetispage*{lunghezza}[/tt] Con l’asterisco il comando cerca di far stare nella pagina quel che occorre, non aggiungendo allo specchi di stampa la lunghezza specificata,ma contraendo lo spazio verticale presente nel resto della pagina; nel tuo caso hai una lista; lo spazio fra gli item della lista può essere compresso senza problemi.In un precedente messaggio hai segnalato che hai creato con TikZ una griglia di sfondo per controllare meglio la composizione in griglia. Nell’articolo che ti ho segnalato ho spiegato come ottenere un effetto migliore con il semplice ambiente picture usato in modo ‘creativo”, con il comando che ho definito in quell’articolo le righe create con picture sono distanziate esattamente di \baselineskip e posizionate correttamente perché combacino con le righe di basse delle linee di testo; secondo me è più facile controllare la composizione in griglia; non solo, ma è meno invasivo; TikZ occupa molto spazio in memoria e comunque viene aggiunto a quel che il nucleo di LaTeX contiene; ci si possono fare cose meravigliose, ma per un semplice grigliato è sprecato, viso che il nucleo di LaTeX già contiene tutto il, necessario. In realtà, l’ambiente picture è molto più versatile rispetto a quello che si potrebbe credere leggendone le poche pagine di documentazione. È facile crearsi delle macro ad hoc; con qualche più o meno piccola estensione dei comandi originali si possono fare costruzioni geometriche che nemmeno Leslie Lamport, il creatore di LaTeX — e quindi di picture — si sarebbe mai immaginato. TikZ, naturalmente, fa molto, molto di più; PSTricks ancora di più; ma picture è semplice e finora ho dovuto ricorrere raramente a TikZ, meno che mai a PSTricks; dipende da quali disegni uno fa di solito, ma ho l’impressione che oggi TikZ venga usato anche per cose banali; lo vedo da quello che molti frequenttori del forum richiedono qui sul forum. Forse mi sbaglio, ma è la sensazione che ho.
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7 Luglio 2020 alle 13:58 #118308::
OldClaudio” post=118762Ricordati che spessoe volentieri certi piccoli disallineamenti verticali, come quello delle tue note si risolvono elegantemente con il comando [tt]\enlarghetispage*{lunghezza}[/tt] Con l’asterisco il comando cerca di far stare nella pagina quel che occorre, non aggiungendo allo specchi di stampa la lunghezza specificata,ma contraendo lo spazio verticale presente nel resto della pagina; nel tuo caso hai una lista; lo spazio fra gli item della lista può essere compresso senza problemi…
Devo inserire [tt]\enlargethispage*{lunghezza}[/tt] all’inizio della pagina? L’avevo inserito dopo il primo paragrafo ma non aveva effetto
Ho anche provato `\vspace*{-2pt}` e mi riportava l’ultimo rigo delle note a pie’ di pagina entro il margine, però ho notato che le righe di testo della pagina non sono più allineate con quelle della pagina adiacente.
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9 Luglio 2020 alle 5:08 #118309::
Non è facile dirti che cosa fare, snza vare a disposizione la stessa pagina sulla quale stai lavorando e il preambolo completo del tuo documento.
Ti posso dire che a me \enlargethispage* funziona bene quasi sempre, e il “quasi” spiega che non è infallibile. Certo la lunghezza va specificata con un valore acconcio; per te 4pt potrebbero andare bene.
\vspace*, anche lui, fa quello che deve fare se viene usato in modo verticale.Resta il problema che a te queste cose non funzionano.
Ripeto: la soluzione consiste nel ridurre gli spazi bianchi verticali che comapiono nella pagina; se le soluzioni che hai provato non ti funzionano, avrei in mente altre due strade:
a) una consisterebbe nel ridurre lo spazio fra gli item della lista che compare nella stessa pagina; il modo migliore per farlo consiste nel usare il pacchetto eunitem. studiandone la documentazione, e usando l’argomento facoltativo del comando di apertura [tt]\begin{itemize}[…][/tt] inserendo al posto dei puntini una nuova assegnazione al parametro giusto (*), in modo che sia un punto tipografico in meno del suo valore di default. (*) “giusto” deriva dal fatto che lo spazio fra gli item dipende da diversi parametri e quindi solo studiando la documentazioni trovi uello più adatto.b) puoi ridefinire \footnoterule; è decisamente più complesso, puoi leggere la spiegazione della guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato
Senza poter sperimentare “in corpore vili”, non riesco a dirti altro.
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9 Luglio 2020 alle 12:54 #118310::
Preambolo: che sto ancora ripulendo (fra l’altro nella versione definitiva userò utf-8 invece della codifica predefinita di writer2latex che per inesperienza avevo mancato di impostare) e con le tracce commentate dei miei vari esperimenti
`% This file was converted to LaTeX by Writer2LaTeX ver. 1.2
% see http://writer2latex.sourceforge.net for more info
\documentclass[twoside,pdftex]{book}
\usepackage[showframe]{geometry}
\usepackage {lettrine}
\usepackage[ascii]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsmath}
\usepackage[bottom]{footmisc}
\usepackage[osf]{cochineal}
\usepackage[protrusion=true,expansion=true, tracking=false,kerning=false]{microtype}%———————————-
%——————
%\pretolerance=10000
%\tolerance=2000
%\emergencystretch=10pt
\lefthyphenmin4
\righthyphenmin4%\clubpenalty150
%\widowpenalty15%\usepackage[all]{nowidow}
\setlength{\parskip}{0pt}
\usepackage{amssymb,amsfonts,textcomp}
\usepackage{color}
\usepackage{array}
\usepackage{hhline}
\usepackage{hyperref}\usepackage{sectsty}
\allsectionsfont{\centering}
% Set to 0pt outside sections, to keep section heads
% uniformly spaced. The value of parskip is set
% to leading value _within_ sections.
% 12 Jan\hypersetup{ colorlinks=false, linkcolor=black, citecolor=black, filecolor=black, urlcolor=black, pdftitle=, pdfauthor=, pdfsubject=, pdfkeywords=}
\usepackage[]{graphicx}
% footnotes configuration
\makeatletter
\renewcommand\thefootnote{\arabic{footnote}}
\makeatother
% Outline numbering
\setcounter{secnumdepth}{0}
% Page layout (geometry)
\setlength\paperwidth{12.7cm}
\setlength\paperheight{20.32cm}
\setlength\voffset{-1in}
\setlength\hoffset{-1in}
\setlength\topmargin{1.301cm}
\setlength\oddsidemargin{1.401cm}
\setlength\evensidemargin{2.2cm}
\setlength\textheight{16.817999cm}
\setlength\textwidth{8.799cm}\setlength\footskip{1.2cm}
\setlength\headheight{0cm}
\setlength\headsep{0cm}
% Footnote rule
\setlength{\skip\footins}{0.119cm}
\renewcommand\footnoterule{\vspace*{-0.018cm}\setlength\leftskip{0pt}\setlength\rightskip{0pt plus 1fil}\noindent\textcolor{black}{\rule{0.25\columnwidth}{0.018cm}}\vspace*{0.101cm}}
% Pages styles
\makeatletter
\newcommand\ps@Standard{
\renewcommand\@oddhead{}
\renewcommand\@evenhead{}
\renewcommand\@oddfoot{{}— \thepage{} —}
\renewcommand\@evenfoot{\@oddfoot}
\renewcommand\thepage{\arabic{page}}
}
\newcommand\ps@FirstPage{
\renewcommand\@oddhead{}
\renewcommand\@evenhead{}
\renewcommand\@oddfoot{}
\renewcommand\@evenfoot{}
\renewcommand\thepage{\arabic{page}}
}
\newcommand\ps@parti{
\renewcommand\@oddhead{}
\renewcommand\@evenhead{}
\renewcommand\@oddfoot{}
\renewcommand\@evenfoot{}
\renewcommand\thepage{\arabic{page}}
}
\newcommand\ps@secondapagina{
\renewcommand\@oddhead{}
\renewcommand\@evenhead{}
\renewcommand\@oddfoot{}
\renewcommand\@evenfoot{}
\renewcommand\thepage{\arabic{page}}
}
\makeatother
\pagestyle{Standard}
\title{}
\author{}
\date{2017-01-15}
``
\begin{document}
\clearpage\subsection{CAPITOLO XX}
\subsubsection{L'Isola Beechey}
Il 25 giugno, l'\textit{Avanti} arrivava in vista del Capo Dundas, all'estremit\`a nord-ovest della Terra del Principe
di Galles. L\`i, le difficolt\`a si accrebbero in mezzo a ghiacci pi\`u numerosi. Il mare si restringe in questo luogo,
e la linea delle isole Crozier, Young, Day, Lowther, Garret, disposte come fortini davanti a una rada, obbligano gli
iceberg ad accumularsi nello stretto. Quel che il brigantino, in un'altra circostanza, avrebbe fatto in una volta, lo
impegn\`o dal 25 al 30 giugno. Esso si arrestava, tornava sui suoi passi, attendeva l'occasione propizia per non
mancare l'Isola Beechey, dispensando pi\`u carbone, contentandosi di moderare i suoi fuochi durante le sue soste, ma
senza mai spegnerli, allo scopo di rimanere in pressione a ogni ora del giorno e della notte.Hatteras conosceva tanto bene quanto Shandon lo stato delle sue scorte; ma, certo di trovare del combustibile all'Isola
Beechey, egli non intendeva perdere un minuto per misura d'economia. Era assai in ritardo per via della sua deviazione
a sud e, se aveva preso la precauzione di lasciare l'Inghilterra sin dal mese di aprile, non si trovava, ora, pi\`u
innanzi delle spedizioni precedenti a una tale epoca. Il 30 si rilev\`o il Capo Walker, all'estremit\`a nord-est della
Terra del Principe di Galles.\`E la punta estrema che Kennedy e Bellot videro il 3 maggio 1852, dopo un'escursione attraverso tutto il Nord-Sommerset. Gi\`a nel 1851, il capitano Ommaney, della spedizione Austin, aveva avuto di potervi rifornire il suo
distaccamento. Quel capo, assai elevato, \`e notevole per il suo colore d'un rosso bruno. Da l\`a, quando \`e sereno,
la vista pu\`o spaziare fino all'imbocco del Canale Wellington. Verso sera, si vide il Capo Bellot separato dal Capo
Walker dalla Baia di MacLeon. Il Capo Bellot fu cos\`i chiamato al cospetto del giovane ufficiale francese che la
spedizione inglese salut\`o con un triplice hurr\`a. In quel luogo, la costa \`e fatta di una pietra calcarea
giallastra, d'apparenza assai rugosa. Essa \`e difesa da enormi ghiacci che i venti del nord vi accumulano nella
maniera pi\`u imponente. Essa fu ben presto perduta di vista dall'\textit{Avanti}, che si apr\`i, attraverso ghiacci
mal cementati, una strada verso l'Isola Beechey, attraversando lo Stretto di Barrow. Hatteras, risoluto a marciare in
linea retta, per non essere trascinato al di l\`a dell'isola,
%\vspace*{-1.4pt}
non lasci\`o mai il suo posto durante i giorni seguenti;
egli saliva frequentemente sulle crocette del parrocchetto per scegliere i passaggi vantaggiosi. Tutto ci\`o che
possono fare l'abilit\`a, il sangue freddo, l'audacia, il genio anche di un marinaio, egli lo fece durante la
traversata dello stretto. La sorte, \`e vero, non lo assecondava per nulla, poich\'e a quell'epoca egli avrebbe dovuto
trovare il mare pressappoco sgombro. Ma, alla fine, non lesinando n\'e il suo vapore, n\'e il suo equipaggio, n\'e se
stesso, raggiunse il suo scopo. Il 3 luglio, alle undici del mattino, il pilota artico segnal\`o una terra a nord.
Fatta la sua osservazione, Hatteras riconobbe l'Isola Beechey, quel punto d'incontro comune di tutti i navigatori
artici.L\`i approdarono quasi tutti i navigatori che si avventurarono in questi mari. L\`i Franklin affront\`o il suo primo
svernamento prima di addentrarsi nello Stretto di Wellington. L\`i Creswell, il luogotenente di MacClure, dopo aver
superato quattrocentosettanta miglia sui ghiacci, si riaggreg\`o alla \textit{Fenice} e ritorn\`o in Inghilterra.
L'ultima nave che gett\`o l'ancora all'Isola Beechey prima dell'\textit{Avanti}, fu il \textit{Fox}; MacClintock vi si
riforn\`i l'undici agosto 1855 (\footnote{\ \ Svista di Verne: siamo nel 1860, e il \textit{Fox} approd\`o a
quest'isola nel 1858, non nel 1855: nel capitolo XIV aveva infatti scritto: — {\guillemotleft}…\textit{lady
Franklin sperava ancora e, coi resti della sua fortuna, equipaggi\`o il Fox, comandato da MacClintock. Esso part\`i nel
1857, svern\`o nei paraggi in cui voi ci siete apparso, capitano, pervenne all'Isola Beechey l'undici agosto 1858…
}{\guillemotright} La vera data \`e infatti: 11 agosto 1858, correndo fra l'altro, nella finzione del romanzo, l'anno
1860 all'arrivo dell'\textit{Avanti} a detta isola.}) e vi riatt\`o le abitazioni e i magazzini. Non erano passati che
due anni da allora; Hatteras era al corrente di questi dettagli.Il cuore del nostromo batteva forte alla vista di quell'isola; quando la visit\`o, egli era allora quartiermastro a
bordo della \textit{Fenice}; Hatteras lo interrog\`o sulla disposizione della costa, sulla facilit\`a dell'ancoraggio,
sull'approdo possibile. Il tempo diveniva magnifico; la temperatura si manteneva a cinquantasette gradi
(+14{\textdegree} centigradi).
\end{document}
`
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10 Luglio 2020 alle 6:43 #118311::
Sto lavorando sul pezzo di codice che hai allegato nel tuo messaggio precedente: Ho notato diverse cose, compresa l’inffficacia dell’impostazione dei \lefthyphenmin e \roghthyphenmin, perchè nel tuo testo originale del tuo prime messaggio, e in quasto, la praola prima ha la cesura “pri-ma” quando con il valori 4 non dovrebbe avere nessuna cesura; inutile dire che per fortuna l’impostazione 4 non ha avuto effetto, perché con quella impostazione solo le parole con almeno 8 caratteri potrebbero ricevere la cesura; risultato: un mucchio di righe lasche e il povero microtye che non ce la fa.Nel file che hai inviato epr prova, c’è ancora l’impostazione di codifica ascii; non è errato, ma ci ho messo mezzo minuto a trasformare tutte le sequenze ascii dele lettere accentate in lettere utf8. Ti consiglio di farlo sui tutti i file della tua traduzione, se non altro perché il testo sorgente si legge molto meglio. Tieni presente che ora la codifica utf8 è quella predefintia per tutti i file sorgente da dare in pasto a pdflatex e, ovviamente, a xelatex e lualatex.
Il preambolo contine molti errori; alcuni di concetto; non so se derivino da Writer2latex o da te, ma li sto correggendo, o almeno commentando.
Invece ti scrivo per chiederti il prosieguo del testo di almento un’altra pagina, perché mancando la lista della seconda pagina la nota viene composta benissimo al suo posto corretto. Temo che con la lista si manifesti l’inconveniente che segnalavi, ma senza quella lista e un po’ di testo successivo non sono in grado di trovare una soluzione alla nota che sborda.
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10 Luglio 2020 alle 11:35 #118312::
Eccomi qui di nuovo. Ho sostituito la lista che ti chiedevo con una lista fasulla che ho modificato fino a replicare lo sbordamanto della nota. Ho quindi lasciato le tue impostazioni del formato della griglia di stampa, ma le ho racchiuse fra [tt]\iffalse[/tt] e [tt]\fi[/tt] in modo che non vengano eseguite; ho invece usato il comando [tt]\geometry[/tt] subito dopo aver chiamato il pacchetto geometry, in modo da specificargli gle ulteriori opzioni come geometry si aspetta, con la sintassi chiave = valore, tanto comoda in varie circostanze. Come puoi leggere dal codice qui sotto, il tutto èmolto più chiaro e intuitivo che non usando i comandi nativi di TeX. Il pacchetto geometry è formidabile; tra l’altro nota che consente di usare la chiave [tt]heightrounded[/tt] in modo che corregge l’altezza specificata in modo che corrisponda ad un numero intero di righe di testo normalmente interlineate.Ora copiati il mio esempio, salvalo con un nome qualsisasi, ma diverso, ovviamente, da quello degli altri tuoi file, compilalo con pdfLaTeX e vedrai che la nota va al suo posto perfettamante giustificata verticalmente, senza sbordare; Metti un segno di commento prima dell’argomento opzionale dell’apertura dell’ambiente itemize, e vedrai che la nota sborda. Ciò dimostra che usare il pacchetto enumitem, usandone le funzionalità di configurazione delle liste, è molto vantaggioso.
Il file che ti mando contiene ancora degli errori, non so se tuioi o di Writer2latex. Comunque quello relativo a \footnoterule è grave; rileggi nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato perché quella ridefinizione è profondamente sbagliata.
`%%% Righe magiche
% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode% This file was converted to LaTeX by Writer2LaTeX ver. 1.2
% see http://writer2latex.sourceforge.net for more info
%\documentclass[twoside,pdftex]{book}% opzioni di default inutili
\documentclass{book}
\usepackage {lettrine}
\usepackage[utf8]{inputenc}% Inseriti tutti i caratteri accentati
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsmath,amssymb,textcomp}% amsfonts è già chiamato da amssymb
\usepackage{xcolor}% meglio xcolor di color, che comunque viene chiamato da xcolor al momento giusto
\usepackage[bottom]{footmisc}
\usepackage{enumitem}
%\usepackage[protrusion=true,expansion=true, tracking=false,kerning=false]{microtype} % Basta semplicemente:
\usepackage{microtype}
\usepackage{graphicx}%———————————————–
\usepackage[osf]{cochineal}% con le cifre Old Style, minuscole
\usepackage[showframe]{geometry}
% Page layout (geometry)
% Ma se è stato caricato geometry, perché qui si imposta la geometria
% della pagina usando i comandi nativi del linguaggio TeX?
% non cambio niente, ma con geometry basta una riga di codice, più
% qualche impostazione preliminare
\setlength\headheight{0cm}
\setlength\headsep{0cm}
%\setlength\footskip{12mm}
\geometry{papersize={127mm,203mm},body={88mm,168mm},includefoot,
top=15mm,bottom=10mm,inner=14mm,heightrounded}\iffalse
\setlength\paperwidth{127mm}
\setlength\paperheight{203mm}
\setlength\voffset{-1in}
\setlength\hoffset{-1in}
\setlength\topmargin{13mm}
\setlength\oddsidemargin{14mm}
\setlength\evensidemargin{22mm}
\setlength\textheight{168mm}
\setlength\textwidth{88mm}
\fi
%————————————
%———————————-%\pretolerance=10000
%\tolerance=2000
%\emergencystretch=10pt
%\lefthyphenmin4 % I valori di default 2 e 2 vanno benissimo
%\righthyphenmin4 % Però sei libero di mettere anche valori maggiori%\clubpenalty150
%\widowpenalty15%\usepackage[all]{nowidow}
\setlength{\parskip}{0pt}
\usepackage{array}
%\usepackage{hhline}% ORRORE, ORRORE ORRORE! Non è così che si compongono le tabelle%\usepackage{hyperref} va chiamato per ultimo, comunque dopo qualunque pacchetto che modifichi comandi di sezionamento e comandi di crossreference, comprese le citazioni e i riferimenti ad ogggetti elencati negli indici analitici
\usepackage{sectsty}
\allsectionsfont{\centering}
% Set to 0pt outside sections, to keep section heads
% uniformly spaced. The value of parskip is set
% to leading value _within_ sections.
% 12 Jan\usepackage{hyperref}
\hypersetup{ colorlinks=false, linkcolor=black, citecolor=black, filecolor=black, urlcolor=black, pdftitle=, pdfauthor=, pdfsubject=, pdfkeywords=}
% footnotes configuration
%\makeatletter% questi due servono solo se ci fossero @ da trattare come lettere
\renewcommand\thefootnote{\arabic{footnote}}
%\makeatother% Vedi sopra
% Outline numbering
\setcounter{secnumdepth}{0}% Sezioni non numerate? OK ma allora bisogna
\setcounter{tocdepth}{0} % perché ha poco senso elencare nell'indice
% generale le sezioni non numerate del corpo del
% testo% Footnote rule
\setlength{\skip\footins}{0.119cm}
\renewcommand\footnoterule{\vspace*{-0.018cm}% definizione errata
% Vedi la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato
% Il filetto separaore delle note de=ve complessivamente impegnare unno
% Spazio verticale nullo
% Questi ulteriori comandi servono per le note? Sono al posto sbagliato!
\setlength\leftskip{0pt}\setlength\rightskip{0pt plus 1fil}\noindent\textcolor{black}{\rule{0.25\columnwidth}{0.018cm}}\vspace*{0.101cm}}
% Pages styles
% Questi sitili di pagina che contengono renewcommand paiono un po'
% arrampicati sui vetri.
% \renewcommand, mi pare di ricolrdare che esegua una ridefinizione
% globale, mentre queste definizioni devono restare locali
% inoltre \thepage è già stato ridefinito come arabic; perché ridefinirlo
% ripetutamente?
\makeatletter
\newcommand\ps@Standard{
\renewcommand\@oddhead{}
\renewcommand\@evenhead{}
\renewcommand\@oddfoot{{}— \thepage{} —}
\renewcommand\@evenfoot{\@oddfoot}
\renewcommand\thepage{\arabic{page}}
}
\newcommand\ps@FirstPage{
\renewcommand\@oddhead{}
\renewcommand\@evenhead{}
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\renewcommand\thepage{\arabic{page}}
}
\newcommand\ps@parti{
\renewcommand\@oddhead{}
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\renewcommand\@oddfoot{}
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}
\newcommand\ps@secondapagina{
\renewcommand\@oddhead{}
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}
\makeatother
\pagestyle{Standard}
\title{}
\author{}
\date{2017-01-15}\begin{document}
% Perché i capitoli sono intestati come sezioni?
\clearpage\subsection{CAPITOLO XX}
\subsubsection{L'Isola Beechey}
Il 25 giugno, l'\textit{Avanti} arrivava in vista del Capo Dundas, all'estremità nord-ovest della Terra del Principe
di Galles. Lì, le difficoltà si accrebbero in mezzo a ghiacci più numerosi. Il mare si restringe in questo luogo,
e la linea delle isole Crozier, Young, Day, Lowther, Garret, disposte come fortini davanti a una rada, obbligano gli
iceberg ad accumularsi nello stretto. Quel che il brigantino, in un'altra circostanza, avrebbe fatto in una volta, lo
impegnò dal 25 al 30 giugno. Esso si arrestava, tornava sui suoi passi, attendeva l'occasione propizia per non
mancare l'Isola Beechey, dispensando più carbone, contentandosi di moderare i suoi fuochi durante le sue soste, ma
senza mai spegnerli, allo scopo di rimanere in pressione a ogni ora del giorno e della notte.Hatteras conosceva tanto bene quanto Shandon lo stato delle sue scorte; ma, certo di trovare del combustibile all'Isola
Beechey, egli non intendeva perdere un minuto per misura d'economia. Era assai in ritardo per via della sua deviazione
a sud e, se aveva preso la precauzione di lasciare l'Inghilterra sin dal mese di aprile, non si trovava, ora, più
innanzi delle spedizioni precedenti a una tale epoca. Il 30 si rilevò il Capo Walker, all'estremità nord-est della
Terra del Principe di Galles.È la punta estrema che Kennedy e Bellot videro il 3 maggio 1852, dopo un'escursione attraverso tutto il Nord-Sommerset. Già nel 1851, il capitano Ommaney, della spedizione Austin, aveva avuto di potervi rifornire il suo
distaccamento. Quel capo, assai elevato, è notevole per il suo colore d'un rosso bruno. Da là, quando è sereno,
la vista può spaziare fino all'imbocco del Canale Wellington. Verso sera, si vide il Capo Bellot separato dal Capo
Walker dalla Baia di MacLeon. Il Capo Bellot fu così chiamato al cospetto del giovane ufficiale francese che la
spedizione inglese salutò con un triplice hurrà. In quel luogo, la costa è fatta di una pietra calcarea
giallastra, d'apparenza assai rugosa. Essa è difesa da enormi ghiacci che i venti del nord vi accumulano nella
maniera più imponente. Essa fu ben presto perduta di vista dall'\textit{Avanti}, che si aprì, attraverso ghiacci
mal cementati, una strada verso l'Isola Beechey, attraversando lo Stretto di Barrow. Hatteras, risoluto a marciare in
linea retta, per non essere trascinato al di là dell'isola,
%\vspace*{-1.4pt}
non lasciò mai il suo posto durante i giorni seguenti;
egli saliva frequentemente sulle crocette del parrocchetto per scegliere i passaggi vantaggiosi. Tutto ciò che
possono fare l'abilità, il sangue freddo, l'audacia, il genio anche di un marinaio, egli lo fece durante la
traversata dello stretto. La sorte, è vero, non lo assecondava per nulla, poiché a quell'epoca egli avrebbe dovuto
trovare il mare pressappoco sgombro. Ma, alla fine, non lesinando né il suo vapore, né il suo equipaggio, né se
stesso, raggiunse il suo scopo. Il 3 luglio, alle undici del mattino, il pilota artico segnalò una terra a nord.
Fatta la sua osservazione, Hatteras riconobbe l'Isola Beechey, quel punto d'incontro comune di tutti i navigatori
artici.Lì approdarono quasi tutti i navigatori che si avventurarono in questi mari. Lì Franklin affrontò il suo primo
svernamento prima di addentrarsi nello Stretto di Wellington. Lì Creswell, il luogotenente di MacClure, dopo aver
superato quattrocentosettanta miglia sui ghiacci, si riaggregò alla \textit{Fenice} e ritornò in Inghilterra.
L'ultima nave che gettò l'ancora all'Isola Beechey prima dell'\textit{Avanti}, fu il \textit{Fox}; MacClintock vi si
rifornì l'undici agosto 1855 (\footnote{\ \ Svista di Verne: siamo nel 1860, e il \textit{Fox} approdò a
quest'isola nel 1858, non nel 1855: nel capitolo XIV aveva infatti scritto: — {\guillemotleft}…\textit{lady
Franklin sperava ancora e, coi resti della sua fortuna, equipaggiò il Fox, comandato da MacClintock. Esso partì nel
1857, svernò nei paraggi in cui voi ci siete apparso, capitano, pervenne all'Isola Beechey l'undici agosto 1858…
}{\guillemotright} La vera data è infatti: 11 agosto 1858, correndo fra l'altro, nella finzione del romanzo, l'anno
1860 all'arrivo dell'\textit{Avanti} a detta isola.}) e vi riattò le abitazioni e i magazzini. Non erano passati che
due anni da allora; Hatteras era al corrente di questi dettagli.Il cuore del nostromo batteva forte alla vista di quell'isola; quando la visitò, egli era allora quartiermastro a
bordo della \textit{Fenice}; Hatteras lo interrogò sulla disposizione della costa, sulla facilità dell'ancoraggio,
sull'approdo possibile. Il tempo diveniva magnifico; la temperatura si manteneva a cinquantasette gradi
(+14{\textdegree} centigradi).
\begin{itemize}[itemsep=3pt minus 1pt]
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\end{itemize}
\end{document}`
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10 Luglio 2020 alle 16:02 #118313::
Grazie innanzitutto per la pazienza, gli errori sono quasi tutti ascrivibili a writer2latex, ora la nota è perfettamente allineata: (ho fatto una prova applicando \item~ a due battute)
`\hhline` non so da dove writer2latex l’abbia preso, non ho tabelle nel testo!
Se non si trattasse delle battute dirette dei personaggi avrei risolto definitivamente ma ho comunque imparato moltissime cose
Curiosamente il pdf risultante non risulta avere un indice! Ma magari ho fatto qualche sciocchezza io, devo controllare
Domanda da principiante: e se riducessi l’interlinea (lo scartamento) solo nella nota di pag. 125?
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10 Luglio 2020 alle 20:22 #118314
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AutoreRisposte
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