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Ciao a tutti,su una recente discussione ho letto quanto segue:
ivanL’alternativa è usare XeLaTeX, sempre che tu non debba inserire troppa matematica.
Comunque, a me pare che al riguardo non ci siano grossi problemi. Se, per esempio, uso questo preambolo:
`\documentclass[a4paper,11pt,openany]{memoir}\usepackage{etex}
\usepackage{etoolbox}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[greek,italian]{babel}
\usepackage{microtype}% Matematica
\usepackage{amsmath,amsthm,amssymb}
% Font
\usepackage{mathpazo}% Font
\usepackage{mathspec}
%Apici e pedici (dopo mathspec)
\usepackage[no-sscript]{xltxtra}
\defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
\setmainfont[BoldFont=Junicode Bold,Numbers=OldStyle]{EB Garamond}
\setsansfont[Numbers={OldStyle,Proportional},Scale=MatchLowercase]{senzaGrazie}
\setmonofont[Numbers=OldStyle,Scale=MatchLowercase]{monospaziato}\begin{document}
Testo.
\[
\int_a^b x^2 dx.
\]\end{document}`
mi pare di poter sfruttare le potenzialità di XeLaTeX nel maneggiare i font e al contempo di poter avere la matematica che avrei con pdfLaTeX. C’è qualcosa che mi sfugge? Di questa cosa ne ho parlato recentemente su un’ulteriore altra discussione (in realtà lì parlavo della microtipografia), ma ho pensato di aprire questa per non andare OT e per raccogliere opinioni di persone ben più esperte di me.Grazie,
Marco.
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