XeLaTeX e Microtype

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  • #64894
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    Se a qualcuno può interessare qui si può scaricare una versione provvisoria di microtype parzialmente compatibile con XeLaTeX. In particolare permette la protrusione dei caratteri, che non è tutto quello che può fare microtype, ma permette di eliminare parecchi underfull e overfull boxes.

    Con l’occasione chiedo a chi ne sa più di me: limitatamente alla protrusione il pacchetto è già affidabile? Devo comporre un testo con un font particolare, che ancora non ho ma che probabilmente sarà Open Type.

    Ciao
    Ivan

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    • #64895
      OldClaudio
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        Ho scaricato il pacchetto che porta la data di settembre 2011. Funziona con XeLaTeX e i font Linux Libertine O, (cito solo questi perché il mio documento di prova usa quelli, ma non ho fatto prove con altri font) e la protrusione funziona egregiamente; rispetto a prima, quando microtype non era invocato, c’è una visibile riorganizzazione delle righe e una diminuzione delle cesure in fin di riga.

        Complessivamente la pagina risulta di un “colore” più uniforme; direi che raggiunge lo scopo come promesso.

        Per la font expansion la vedo più difficile (comunque con il motore xetex non è ancora disponibile), perché per ogni font da espandere o da comprimere ci vuole un file di descrizione che dica come minimo quali caratteri sono modificabili, come lo dice per quelli, usati frequentemente con pdf(La)TeX, che ne dispongono.

        In sostanza con questa versione microtype si comporta come si comporterebbe con LaTeX quando compone un file DVI. Ricordiamo che ancora il motore xetex produce un file di uscita in formato XDV (eXtebded DeVice indpendent) che poi converte in formato PDF mediante xdvipdfmx; se il file XDV non poteva avere la espansione/contrazione dei font, chiaramente non la può avere nemmeno il file finale trasformato.

        Per avere microtype funzionate a pieno volume anche con XeLaTeX dobbiamo spettare che venga modificato il motore xetex afinché usi direttamente il linguaggio pdf di livello almeno uguale a quello che usa pdftex.

      • #64896
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        Perfetto! Ho notato anch’io un notevole miglioramento, come era previsto.
        In un documento di 250 pagine (giustezza di 10 cm) gli over(under)full box sono passati da 70 a 35.

        Sembra che l’espansione funzioni con lualatex ma solo con font type1. In ogni caso lualatex non ha supporto per polyglossia (e limitato per babel). Almeno per quello che ho capito.

        Ciao
        Ivan

      • #64897
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        Dunque, mi sembra di aver capito che mentre usando pdflatex microtype permette sia protrusione sia espansione dei caratteri sulla riga, usando xetex è permessa soltanto la prima delle due.
        Giusto?

        Ciao
        Tommaso

      • #64898
        OldClaudio
        Partecipante
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          Giusto!

          Ma anche solo con questo, il gioco vale la candela.

        • #64899
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          illinguista1972″ post=64038Dunque, mi sembra di aver capito che mentre usando pdflatex microtype permette sia protrusione sia espansione dei caratteri sulla riga, usando xetex è permessa soltanto la prima delle due.
          Giusto?

          Sì ma, precisiamo, solo con l’ultima versione di microtype! Speriamo che diventi presto una dotazione di TeX Live, perché come dice Claudio, anche solo la possibilità di fare la protrusione dei caratteri vale la candela. I warnign relativi ai box dimezzano. In ogni caso, anche usando pdfLaTeX, se non si ha la tabella per le espansioni del font si è limitati alla protrusione. Ho però notato che molti testi pubblicati (composti con Quark XPress) non usano la protrusione; non so se usino l’espansione.
          In definitiva: XeLaTeX + protrusione è un’ottima alternativa, anche sotto il profilo tipografico, agli impaginatori a pagamento.

          Ciao
          Ivan

        • #64900
          OldClaudio
          Partecipante
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            Primo bug, piccolo piccolo, ma c’è: i caratteri senza grazie non possono avere le grazie che protrudono fuori della giustezza, perché le grazie non ci sono; bisognerebbe aggiungere una specifica per le famiglie “sgraziate” in modo che non faccia protrudere niente, ma bisogna dirglielo. l’ho appena trovato questo piccolo bug, e non ho ancora avuto tempo di vedere come si fa in automatico; non deve essere complesso, però.

            Nel frattempo se al messaggio d’errore (ben nascosto dentro il codice, per cui è necessario specificare un valore di almeno una decina col contatore \errorcontextlines) si risponde con il codice ‘s’ la compilazione procede fino in fondo senza problemi.

            Con pdflatex lo stesso esempio non dà alcun problema. Con Xelatex oltre a definire la dichiarazione mancante, c’è la possibilità di specificare un font graziato, invece che sgraziato. Non è chiaramente una soluzione, ma spesso la scelta di “grazie sì, grazie no” è dettata più dall’ispirazione del momento, che dalla vera necessità di usare un font senza grazie.

          • #64901
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            Perdonate la domanda da newbie, ma esattamente di quella lista cosa scarico e cosa ne faccio? (cioè dove metto i files)
            Sono Mac-user, Texlive 2011, Texshop
            Grazie!

          • #64902
            OldClaudio
            Partecipante
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              La versione provvisoria di microtype la puoi installare nel tuo albero personale radicato in ~/Librart/texmf/…. Se non ce l’hai create uno con la stessa struttura degli alberi di sistema in /usr/local/texlive/2011/ (Usa Finder con il suo go to folder che ti permette di arrivare anche nei foolder normalmente non visibili.
              Tieni presente che nel tuo albero personale puoi mettere e togliere file e TeX Live non ha bisogno di ricorrere a database di file dei nomi.

              nei file di sistema non hai facoltà di aggiungere, togliere o modificare i file esistenti se non attraverso La TeX Live Utility che usi per aggiornare la distribuzione.

            • #64903
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              Sembra strano, ma anch’io ogni volta che debbo installare a mano un pacchetto mi trovo in imbarazzo.
              Come si è visto in passato, le opinioni sul percorsi e le cose da creare divergono, per cui tendo a mettere i file nella mia cartella di lavoro con buona pace. Non sempre si può fare: con i font no, per esempio, perché andrebbero installati nell’albero locale, giusto? E anche questo microtype beta andrebbe installato per bene, e non solo messo nella cartella di lavoro.

              Mi piacerebbe trovare scritto per bene le operazioni da fare. La guida di Claudio ha una sezione dedicata, ma ci sono alcuni punti ancora oscuri, per me. Insomma: un brevissimo tutorial per installare a mano un pacchetto che dica le cose per bene. Dire “crèati le cartelle necessarie se non ci sono già” non sempre va bene, per gli inesperti. E io in questo mi sento molto all’inizio e devo dipendere da altri. Si può fare?

              Ciao
              Tommaso

            • #64904
              Doc
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                Posso segnalare che io mi sono limitato ad usare il repo TLContrib: cf. http://tlcontrib.metatex.org/
                E’ un sistema menu ‘pulito’ rispetto a quello indicato da OldClaudio, ma, a mio avviso almeno, più pratico.

                Ovviamente, si deve usare questo: http://tlcontrib.metatex.org/2011/ (io vi ho prelevato SOLO microtype, per evitare rischi).

                Come vedete, ivi si trova una versione di microtype datata al 6 settembre del 2011. Non so se ce ne sono di più recenti.

                Ciao
                Domenico

              • #64905
                OldClaudio
                Partecipante
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                  Certo, per prelevare e scaircara dall’esterno un pacchetto, bisogna sapre dove trovarlo; di solito tutto ciò che serve per davvero è già presente in TeX Live completo,, però pacchetti pserimentali come microtype beta non li si trova lì.

                  Allora una volta scaricato sul proprio PC il file zippato o compresso in formati tar,bz2 o in qualche altro formato più o meno esoterico, bisogna spostalo in una cartela di lavoro, decomprimerlo, leggere il README e agire di conseguenza. Se le cose non sono scriitte nel README c’è sicuramente aualche altro file di documentazione che dà le informazioni necessarie.

                  Ma il lavoro dell’albero personale (che NON È LA CARTELLA DI LAVORO, MA UN VERO ALBERO DA SISTEMA TeX, o il lavoro dell’albero locale sono cose diverse e più o meno complicate, non tanto da far tremare le vene e i polsi, erò.

                  Complicazioni:

                  1) albero locale; questo è un albero a cui possono accedere tutti gli utenti di una data macchina; se gli utenti che vi hanno accesso sono uno solo, non c’è differenza rispetto ad usare l’albero personale. Ma “machine wide” come è stato pensato, richiede le credenziali dell’amministratore, quindi richiede che si lavori dalla finestra comandi premettendo sudo (e dando la relativa parola chiave) ad ogni comando. Questa è una operazione che oggigiorno pochi utenti, abituati al sitema delle finestre e ai click del mouse, sono in grado di fare, non perché sia fuori del mondo, ma perché non c’è l’abitudine, e in particolare con i sistemi UNIX, potentissimi, le opzioni da specificare sono spesso tali e tante che ci si scoraggia.

                  2) albero personale: qui non ci sono le difficoltà elencate sopra, e il problema consiste nel fatto che spesso non esiste e bisogna crearselo; né TeX Live né MiKTeX creano un albero personale. Quando ne parlo dico sempre di crearne solo la radice e i pochi rami che servono a raggiungere l’estremità dell’ultimo rametto e non scendo nei dettagli. Ma non è complicato, anche perché le cose si possono fare per gradi. Infatti sulle macchine Linux esisterebbe un comando che permetterebbe di replicare una struttura di alberi TDS compliant (TeX Directory System compliant), ma è inutilmente complicato perché crea centinai di cartelle che non si useranno mai. Invece è semplicissimo studiarsi il documento texlive-en.pdf che si legge dando dal terminale il comando texdoc texlive; il capitolo 2 descrive dettagliatamente lo scopo di ogni albero, la sua struttura, se richiede un filename database, se richiede le credenziali di amministratore e quali sono i percorsi di ricerca predefiniti dal sistema kpathsea; bene i rami da creare sono gli stessi dei rami principali di ricerca; assicuro che non sono molti; tenete presente che alla fine di ogni path ricercato da kpathsea c’è un doppio slash che indica che da lì in poi si ricrcano anche tutte le sottocartelle, che quindi non è necessario creare esplicitamente.

                  Su Windows con MiKTeX bisogna leggere la documentazione di MiKTeX, ma sostanzialmente la situazione è la stessa anche se i nomi sono o possono essere diversi.

                  3) Naturalmente bisogna sapre dove radicare l’albero locale o l’albero personale. Con TeX Live l’albero locale comincia in …/texlive/texmf/ e non vi compoare l’anno. Con TeX Live l’albero personale è in ~\texmf\ (per Linux), ~\Library\texmf\ (per Mac) e in c:\Users\\texmf. Com MiKTeX l’albero personale può essre messo dovumque, basta che il suo prcorso sia ben indicatoo nella finestra di dialogo dei MiKTeX Settinga, nella sezione Roots. Queste cose per TeX Live sono spiegate nel documento indicato sopra. Per MiKTeX sono spiegate nella sua documentazione.

                  Non ditemi però che indirizzare un utente verso la documentazione non sia d’aiuto; anche questo lungo sproloquio è una documentazione, ed è lunga non solo perché io sono logorroico, ma anche perché ci sono molte cose da sapere.

                  Per installare microtype beta io farei così (sostituire lo slash con il bacjkslash per le macchine Windows):
                  1) creerei nel mio albero personale tre cartelle “nuove”:
                  …/texmf/tex/latex/microtype/
                  …/texmf/doc/latex/microtype/
                  ,,,/texmf/suorce/latex/microtype/

                  2) dopo aver scaricato dalla rete la versone beta di microtype sposteri quanto ho scaricato dalla cartella Downloads alla cartella nel ramo source;
                  3) decomprimerei il pacchetto compresso direttamente nella cartella di microtype del ramo source
                  4) lancerei pdflatex sul file microtype.dtx ottenendo microtype.pdf
                  5) se il pacchetto microtype non è “auto dezippante” allora la cartella contine anche un file microtype.ins; lancio pdflatex su questo file e ottengo gli sty, i def, e tutti gli altri file di lavoro
                  6)sposterei il file microtype.pdf nella sua cartella nel ramo doc
                  7) sposterei tutti gli altri file nella sua cartella nel ramo tex
                  8 ) nel ramo source cancellerie tutti i file aux e compagnia lasciando solo il file zippato, il file dtx e, se c’è, il file ins.
                  9) su TeX Live l’albero personale non ha bisogno di un dabase dei nomi dei file; su MiKTeX non lo so, ma nel caso non sarebbe un problema aprire MiKTeX Settings e nella sezione General cliccare sul grosso bototno rettangolare che espressamente “rinfresca il database dei nomi dei file” (Refresh filename dataabse)
                  10) FINE. Il tutto ha richiesto 9senza contare il tempo per leggere la documentazione) non più di un paio di minuti.

                  Queste sono le stesse operazioni da fare, in generale, per ogni altro pacchetto: per installare il pacchetto pippo eseguirei le stesse 10 fasi cambiano di nome microtype con il nome pippo.

                  Le cose diventano molto più complicate se il pacchetto compresso contiene anche dei font; in questo caso penso che sia meglio guardare nella GuidaGuIT.

                  Se qualcuno ha voglia di scrivere una guida tematica è il benvenuto; aspetti solo che @robitex abbia scritto e pubblicato la guida tematica sull’uso della finestra comandi/terminal.

                • #64906
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                  Perdonate la domanda da ignorantone, ma questo post mi ha talmente incuriosito che mi domando che cosa sia Microtype. Qualcuno mi può dire di che si tratta e, soprattutto, come mai non si trova già nel pacchetto TeXLive e quindi bisogna istallarlo a mano?

                  Grazie,

                  Andrea

                • #64907
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                    logos” post=68852Perdonate la domanda da ignorantone, ma questo post mi ha talmente incuriosito che mi domando che cosa sia Microtype. Qualcuno mi può dire di che si tratta e, soprattutto, come mai non si trova già nel pacchetto TeXLive e quindi bisogna istallarlo a mano?

                    Grazie,

                    Andrea

                    Hai già installato microtype, quasi sicuramente. Puoi verificarlo tu stesso richiamandone la documentazione con texdoc.

                    Qui si parla di una versione “beta” non ancora accolta in texlive. In pratica, tu dovresti avere la 2.4 (credo), ma io, ad esempio, ho la versione 2.5.

                  • #64908
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                    Scusami Claudio, rispetto al tuo post (in spoiler qui sotto), non ho capito una cosa e chiedo in anticipo perdono per la eventuale domanda scema. Seguendo questa procedura in che relazione si troverebbero poi i pacchetti microtype beta e quello “normale”? Uno sovrascriverebbe l’altro oppure coesisterebbero in locazioni diverse?
                    E nel secondo caso, come faccio a capire se sto evocando il primo o il secondo visto che si chiamano allo stesso modo?
                    Grazie,

                    Spoiler

                    OldClaudio” post=68837Certo, per prelevare e scaircara dall’esterno un pacchetto, bisogna sapre dove trovarlo; di solito tutto ciò che serve per davvero è già presente in TeX Live completo,, però pacchetti pserimentali come microtype beta non li si trova lì.

                    Allora una volta scaricato sul proprio PC il file zippato o compresso in formati tar,bz2 o in qualche altro formato più o meno esoterico, bisogna spostalo in una cartela di lavoro, decomprimerlo, leggere il README e agire di conseguenza. Se le cose non sono scriitte nel README c’è sicuramente aualche altro file di documentazione che dà le informazioni necessarie.

                    Ma il lavoro dell’albero personale (che NON È LA CARTELLA DI LAVORO, MA UN VERO ALBERO DA SISTEMA TeX, o il lavoro dell’albero locale sono cose diverse e più o meno complicate, non tanto da far tremare le vene e i polsi, erò.

                    Complicazioni:

                    1) albero locale; questo è un albero a cui possono accedere tutti gli utenti di una data macchina; se gli utenti che vi hanno accesso sono uno solo, non c’è differenza rispetto ad usare l’albero personale. Ma “machine wide” come è stato pensato, richiede le credenziali dell’amministratore, quindi richiede che si lavori dalla finestra comandi premettendo sudo (e dando la relativa parola chiave) ad ogni comando. Questa è una operazione che oggigiorno pochi utenti, abituati al sitema delle finestre e ai click del mouse, sono in grado di fare, non perché sia fuori del mondo, ma perché non c’è l’abitudine, e in particolare con i sistemi UNIX, potentissimi, le opzioni da specificare sono spesso tali e tante che ci si scoraggia.

                    2) albero personale: qui non ci sono le difficoltà elencate sopra, e il problema consiste nel fatto che spesso non esiste e bisogna crearselo; né TeX Live né MiKTeX creano un albero personale. Quando ne parlo dico sempre di crearne solo la radice e i pochi rami che servono a raggiungere l’estremità dell’ultimo rametto e non scendo nei dettagli. Ma non è complicato, anche perché le cose si possono fare per gradi. Infatti sulle macchine Linux esisterebbe un comando che permetterebbe di replicare una struttura di alberi TDS compliant (TeX Directory System compliant), ma è inutilmente complicato perché crea centinai di cartelle che non si useranno mai. Invece è semplicissimo studiarsi il documento texlive-en.pdf che si legge dando dal terminale il comando texdoc texlive; il capitolo 2 descrive dettagliatamente lo scopo di ogni albero, la sua struttura, se richiede un filename database, se richiede le credenziali di amministratore e quali sono i percorsi di ricerca predefiniti dal sistema kpathsea; bene i rami da creare sono gli stessi dei rami principali di ricerca; assicuro che non sono molti; tenete presente che alla fine di ogni path ricercato da kpathsea c’è un doppio slash che indica che da lì in poi si ricrcano anche tutte le sottocartelle, che quindi non è necessario creare esplicitamente.

                    Su Windows con MiKTeX bisogna leggere la documentazione di MiKTeX, ma sostanzialmente la situazione è la stessa anche se i nomi sono o possono essere diversi.

                    3) Naturalmente bisogna sapre dove radicare l’albero locale o l’albero personale. Con TeX Live l’albero locale comincia in …/texlive/texmf/ e non vi compoare l’anno. Con TeX Live l’albero personale è in ~\texmf\ (per Linux), ~\Library\texmf\ (per Mac) e in c:\Users\\texmf. Com MiKTeX l’albero personale può essre messo dovumque, basta che il suo prcorso sia ben indicatoo nella finestra di dialogo dei MiKTeX Settinga, nella sezione Roots. Queste cose per TeX Live sono spiegate nel documento indicato sopra. Per MiKTeX sono spiegate nella sua documentazione.

                    Non ditemi però che indirizzare un utente verso la documentazione non sia d’aiuto; anche questo lungo sproloquio è una documentazione, ed è lunga non solo perché io sono logorroico, ma anche perché ci sono molte cose da sapere.

                    Per installare microtype beta io farei così (sostituire lo slash con il bacjkslash per le macchine Windows):
                    1) creerei nel mio albero personale tre cartelle “nuove”:
                    …/texmf/tex/latex/microtype/
                    …/texmf/doc/latex/microtype/
                    ,,,/texmf/suorce/latex/microtype/

                    2) dopo aver scaricato dalla rete la versone beta di microtype sposteri quanto ho scaricato dalla cartella Downloads alla cartella nel ramo source;
                    3) decomprimerei il pacchetto compresso direttamente nella cartella di microtype del ramo source
                    4) lancerei pdflatex sul file microtype.dtx ottenendo microtype.pdf
                    5) se il pacchetto microtype non è “auto dezippante” allora la cartella contine anche un file microtype.ins; lancio pdflatex su questo file e ottengo gli sty, i def, e tutti gli altri file di lavoro
                    6)sposterei il file microtype.pdf nella sua cartella nel ramo doc
                    7) sposterei tutti gli altri file nella sua cartella nel ramo tex
                    8 ) nel ramo source cancellerie tutti i file aux e compagnia lasciando solo il file zippato, il file dtx e, se c’è, il file ins.
                    9) su TeX Live l’albero personale non ha bisogno di un dabase dei nomi dei file; su MiKTeX non lo so, ma nel caso non sarebbe un problema aprire MiKTeX Settings e nella sezione General cliccare sul grosso bototno rettangolare che espressamente “rinfresca il database dei nomi dei file” (Refresh filename dataabse)
                    10) FINE. Il tutto ha richiesto 9senza contare il tempo per leggere la documentazione) non più di un paio di minuti.

                    Queste sono le stesse operazioni da fare, in generale, per ogni altro pacchetto: per installare il pacchetto pippo eseguirei le stesse 10 fasi cambiano di nome microtype con il nome pippo.

                    Le cose diventano molto più complicate se il pacchetto compresso contiene anche dei font; in questo caso penso che sia meglio guardare nella GuidaGuIT.

                    Se qualcuno ha voglia di scrivere una guida tematica è il benvenuto; aspetti solo che @robitex abbia scritto e pubblicato la guida tematica sull’uso della finestra comandi/terminal.

                  • #64909
                    OldClaudio
                    Partecipante
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                      La versione beta è un superset della versione normale; quindi se carichi microtype nel tuo albero personale, questo avrà sempre la precedenza sugli altri alberi del sistema TeX, ma tu non ci perdi niente, perché se usi pdflatex usi la versione beta che fa tutto quello che serve; se usi xelatex, usi lo stesso la versione beta, che fa per xelatex quello che può, cioè solo la protrusione. Nota che impostando l’opzione giusta o una impostazione locale, anche con la versione normale si può escludere l’estensione dei font e conservare solo la protrusione; quindi con xelatex ai fini di microtype è come se stessi usando pdflatex con una chiamata a microtype senza espansione.

                      Io ho microtype beta installata da tempo, diversi mesi, e quando uso pdflatex non noto nessuna differenza rispetto a prima quando usavo microtype normale.

                      Se vuoi maggiori dettagli per sapere in che cosa differiscono la versione normale e la versione beta, te li potrei dare, ma sono veramente molto tecnici.

                      Ciao
                      Claudio

                    • #64910
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                      Caro Claudio,
                      ho seguito alla lettera tutte le indicazioni, ma subito mi imbatto in alcune difficoltà. Ho provato a bypassarle, ma il risultato è che sembra che quando evoco microtype, il compilatore vada a leggere ancora quello “vecchio”.
                      Il problema è che dentro

                      MacintoshHD\Libreria

                      Non ho affatto una directory \texmf, ma al massimo una directory \Tex che a sua volta contiene una directory \Root che a sua volta contiene una directory \texmf, tale che alla fine invece di avere (come da tua indicazione)

                      ~\Library\texmf\

                      Ho:

                      MacintoshHD\Libreria\Tex\\Root\texmf

                      Qui i problemi non sono finiti, per due motivi:
                      1) Quando vado su \Root vengo reindirizzato alla cartella 2011, dunque qui c’è l’anno, mentre tu avevi detto che non doveva esserci
                      2) Anche nele ramificazioni ulteriori, la struttura non coincide con quella che hai dato tu. Ho provato a creare ciò che manca ma il risultato è quello che ho detto.

                      In generale trovo estremamente esoterico questo riferirsi a cartelle che puntualmente non riesco a trovare. Qualche suggerimento per fare passi avanti (e guadagnare in salute e in minor frustrazione) e soprattutto capire dove sbaglio?
                      Grazie,

                    • #64911
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                      Teodoro Studita” post=69422Caro Claudio,
                      ho seguito alla lettera tutte le indicazioni, ma subito mi imbatto in alcune difficoltà. Ho provato a bypassarle, ma il risultato è che sembra che quando evoco microtype, il compilatore vada a leggere ancora quello “vecchio”.
                      Il problema è che dentro

                      MacintoshHD\Libreria

                      Non ho affatto una directory \texmf, ma al massimo una directory \Tex che a sua volta contiene una directory \Root che a sua volta contiene una directory \texmf, tale che alla fine invece di avere (come da tua indicazione)

                      ~\Library\texmf\

                      Ho:

                      MacintoshHD\Libreria\Tex\\Root\texmf

                      Qui i problemi non sono finiti, per due motivi:
                      1) Quando vado su \Root vengo reindirizzato alla cartella 2011, dunque qui c’è l’anno, mentre tu avevi detto che non doveva esserci
                      2) Anche nele ramificazioni ulteriori, la struttura non coincide con quella che hai dato tu. Ho provato a creare ciò che manca ma il risultato è quello che ho detto.

                      In generale trovo estremamente esoterico questo riferirsi a cartelle che puntualmente non riesco a trovare. Qualche suggerimento per fare passi avanti (e guadagnare in salute e in minor frustrazione) e soprattutto capire dove sbaglio?
                      Grazie,

                      Se la cartella ~/Libreria/texmf non c’è, creala. Non confondere ~ con “/Macintosh HD”! Il simbolo ~ indica la tua cartella iniziale: hai messo roba dove proprio non si deve.

                      Ciao
                      Enrico

                    • #64912
                      OldClaudio
                      Partecipante
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                        Il mio messaggio parlava espressamente di albero personale.

                        Capisco che non tutti sanno che cosa sia l’albero personale, benché ci sia scritto anche nell’Arte e in tutte le guide.

                        Come ha detto Enrico, il tuo albero personale è radicato nella Libreria della tua “Home”, quindi devi solo aprie il finder, andare nel ramo intestato, diciamo, Teodoro, l’ì trovi una Libreria, che non è la Libreria di sistema ma è la tua Libreria personale, e qui crei sempre con finder una cartella texmf/ dentro alla quale metti tutte le parti di microtype beta nelle sottocartelle che ti ho indicato; Se e quando nella distribuzione/aggiornamento di TeX Live 2011 inserireanno la versione di microtype di novembre 2011, allora potrai staccare i ramoscelli che cominciano con il nome microtype dal tuo albero personale, lasciando però il troco e i rami principali, perché ti potrà tornare utile per tuoi file, per altri pacchetti beta, per pacchetti non distribuiti da o con TeX Live.

                        Ma l’albero personale è sempre radicato in una parte personale del sistema di cartelle del PC; ~ per Linux, ~/Libreria/ per Macintosh, c:/users/>nome utente> per windows 7, eccetera.

                        Ciao
                        Claudio

                      • #64913
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                        egreg9″ post=69423 ~ indica la tua cartella iniziale

                        Questo è il genere di informazioni che ti cambiano la giornata. Ora, voi potete lecitamente chiedere come sia possibile che uno che usa mac da dieci anni non sappia una cosa del genere che voi considerate talmente ovvia da dare per scontato che tutti i lettori capiscano, eppure posso assicurarvi che per l’utente medio non è affatto scontata, per cui ringrazio sentitamente e vi invito, magari, nel futuro a pensare che alcune informazioni che date per scontate possono non esserlo.
                        Ora vedo di riportare il tutto allo status quo ante e seguire le indicazioni
                        Grazie ragazzi

                      • #64914
                        Doc
                        Partecipante
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                          OldClaudio” post=69426Se e quando nella distribuzione/aggiornamento di TeX Live 2011 inserireanno la versione di microtype di novembre 2011

                          Scusa Claudio, dove posso trovare questa versione di novembre? Io sono riuscito a trovare solo quella di Settembre.

                          Grazie mille anticipate,
                          Domenico

                        • #64915
                          OldClaudio
                          Partecipante
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                            Da un vecchio messaggio di Ivan http://www.guitex.org/home/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=5&id=64004&lang=it&Itemid=71#64004

                            Il sito è http://xetex.tk/mediawiki/index.php/Microtype_package_(preliminary_version), e il messaggio di Ivan parlava di una cosa provvisoria del settembre 2011, io poi l’ho riscaricata dallo stesso sito il 23 novembre e dentro i il file zip porta tutte date del 19 novembre.

                            In realtà, come risposta a Ivan, avevo verificato il funzionamento della versione di settembre, e per quel che posso dire funzionava bene allora e funziona bene anche quella che da me riporta la data di novembre;

                          • #64916
                            Doc
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                              OldClaudio” post=69435Da un vecchio messaggio di Ivan http://www.guitex.org/home/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=5&id=64004&lang=it&Itemid=71#64004

                              Il sito è http://xetex.tk/mediawiki/index.php/Microtype_package_(preliminary_version), e il messaggio di Ivan parlava di una cosa provvisoria del settembre 2011, io poi l’ho riscaricata dallo stesso sito il 23 novembre e dentro i il file zip porta tutte date del 19 novembre.

                              In realtà, come risposta a Ivan, avevo verificato il funzionamento della versione di settembre, e per quel che posso dire funzionava bene allora e funziona bene anche quella che da me riporta la data di novembre;

                              OK! Allora, è la stessa versione scaricata da me.

                              Tuttavia, a me i files paiono tutti di settembre… Bah!

                              Inoltre, non riesco nemmeno a capire dove sia il link di Ivan. ❓

                            • #64917
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                http://www.guitex.org/home/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=5&id=64004&lang=it&Itemid=71#64004

                                Era nella prima riga del mio messaggio precedente; purtroppo i link sono evidenziati con un colore troppo simile a un grigio scuro e non si vedono bene, ma ci sono.

                                Per altro è il primo messaggio di questo stesso filone.;-)

                                Ciao
                                Claudio

                              • #64918
                                Doc
                                Partecipante
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                                  OldClaudio” post=69438http://www.guitex.org/home/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=5&id=64004&lang=it&Itemid=71#64004

                                  Era nella prima riga del mio messaggio precedente; purtroppo i link sono evidenziati con un colore troppo simile a un grigio scuro e non si vedono bene, ma ci sono.

                                  Per altro è il primo messaggio di questo stesso filone.;-)

                                  Ciao
                                  Claudio

                                  😆 Conoscevo il messaggio di Ivan, ma lamentavo il fatto che ivi non ci sia il link a microtype. 😆 😆

                                  Comunque, grazie di tutto!

                                • #64919
                                  OldClaudio
                                  Partecipante
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                                    Il link c’è ed è formato dalla parola “qui” in verde scuro che non emerge drispotto al colore del testo, ma se ci porti sipra la manina del browser vedi che “qui” è cliccabile 🙂

                                  • #64920
                                    Doc
                                    Partecipante
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                                      OldClaudio” post=69440Il link c’è ed è formato dalla parola “qui” in verde scuro che non emerge drispotto al colore del testo, ma se ci porti sipra la manina del browser vedi che “qui” è cliccabile 🙂

                                      AZZ! Per mesi ho percorso TUTTO il post di Ivan alla ricerca del fatidico link!!!!!! Certo che questo tema…. Bah! 🙄

                                    • #64921
                                      Up
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                                      OldClaudio” post=69426 devi solo aprie il finder, andare nel ramo intestato, diciamo, Teodoro, l’ì trovi una Libreria, che non è la Libreria di sistema ma è la tua Libreria personale, e qui crei…

                                      Problema.

                                      Nel mio “ramo intestato” non c’è una directory “Libreria”
                                      Ce n’è una subito dentro Macintosh HD e un’altra dentro una cartella “Sistema” che sta anch’essa subito in Macintosh HD.

                                      Ho un problema? Che faccio?

                                      (intanto ho cancellato ciò che avevo messo prima in posti a caso)

                                    • #64922
                                      Up
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                                      Teodoro Studita” post=69443

                                      devi solo aprie il finder, andare nel ramo intestato, diciamo, Teodoro, l’ì trovi una Libreria, che non è la Libreria di sistema ma è la tua Libreria personale, e qui crei…

                                      Problema.

                                      Nel mio “ramo intestato” non c’è una directory “Libreria”
                                      Ce n’è una subito dentro Macintosh HD e un’altra dentro una cartella “Sistema” che sta anch’essa subito in Macintosh HD.

                                      Ho un problema? Che faccio?

                                      (intanto ho cancellato ciò che avevo messo prima in posti a caso)

                                      Purtroppo in Lion (Mac OS X 10.7) la “Libreria” personale non è più visibile. Poco male: apri una finestra del Finder e premi “Command-Shift-G”; nella finestrella che si apre scrivi “~/Library” (senza le virgolette) e il Finder ti porterà dove ti serve; lì crea la cartella “texmf” e via via le cartelle necessarie.

                                      Più “semplice” ancora: apri il terminale e scrivi
                                      `mkdir -p ~/Library/texmf/tex/latex/microtype && open ~/Library/texmf/tex/latex/microtype`
                                      Ti si aprirà la cartella del Finder dove copiare [tt]microtype.sty[/tt] e file connessi.

                                      Ciao
                                      Enrico

                                    • #64923
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                                      Sei un capolavoro di sintesi e chiarezza.
                                      Fatto, ora ci rimetto il microtype beta e vediamo.
                                      Grazie mille 🙂

                                    • #64924
                                      Up
                                      0
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                                      Allora, ho installato tutto con successo, ma il risultato è decisamente inaspettato. Gli overfull hbox sono più che raddoppiati, anche se raramente sforano i 10 punti. Sembra che microtype abbia delle antipatie con Ledmac, inoltre mi invita a fare dell customizzazioni relative al font per avere risultati ottimali, che ovviamente non ho la minima idea di come fare.
                                      Dunque un po’ di domande:

                                      – Ha senso usarlo?
                                      – Qual è il limite sopra il quale debbo intervenire a manina sugli overfull?
                                      – Posso eventualmente dare un comando per non vedere sul compilatore tali overfull “sotto-soglia”?
                                      – Eventualmente come fare questi “font-specific settings” per i Linux Libertine O ?

                                      Grazie!

                                    • #64925
                                      Doc
                                      Partecipante
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                                        Teodoro Studita” post=69450Allora, ho installato tutto con successo, ma il risultato è decisamente inaspettato. Gli overfull hbox sono più che raddoppiati, anche se raramente sforano i 10 punti. Sembra che microtype abbia delle antipatie con Ledmac, inoltre mi invita a fare dell customizzazioni relative al font per avere risultati ottimali, che ovviamente non ho la minima idea di come fare.
                                        Dunque un po’ di domande:

                                        – Ha senso usarlo?
                                        – Qual è il limite sopra il quale debbo intervenire a manina sugli overfull?
                                        – Posso eventualmente dare un comando per non vedere sul compilatore tali overfull “sotto-soglia”?
                                        – Eventualmente come fare questi “font-specific settings” per i Linux Libertine O ?

                                        Grazie!

                                        Debbo dirti che io non ho notato particolari cambiamenti quando, tempo fa, sul mio ledmac, misi il microtype.
                                        Carico il libertine in questo modo:
                                        `\usepackage[libertine={Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle}]{libertineotf}`
                                        quindi non con fontspec.

                                        Comunque, quando ho tempo, dunque non prima di domani, farò delle compilazioni con e senza microtype.

                                      • #64926
                                        Up
                                        0
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                                        Doc” post=69441

                                        Il link c’è ed è formato dalla parola “qui” in verde scuro che non emerge drispotto al colore del testo, ma se ci porti sipra la manina del browser vedi che “qui” è cliccabile 🙂

                                        AZZ! Per mesi ho percorso TUTTO il post di Ivan alla ricerca del fatidico link!!!!!! Certo che questo tema…. Bah! 🙄

                                        [OT]
                                        Esiste una soluzione “lato client”:

                                        1. Se sei in Chrome o Firefox, tasto destro sulla barra dei preferiti/segnalibri e clicca su “Aggiungi pagina…” (Chrome) o “Nuovo segnalibro” (Firefox).
                                        2. Come nome mettici “Evidenzia link”.
                                        3. Come indirizzo inserisci questo codice:
                                          `javascript:(function(){var i,x;for(i=0;x=document.links;++i){x.style.color=[“orange”];x.style.fontWeight='bold';}})()`

                                        Apri la pagina con il post di Ivan e poi “apri” il segnalibro “Evidenzia link” appena creato (in quella stessa pagina, non in una nuova!).

                                        Finalmente potrai vedere anche il link nascosto in questo messaggio… Ti piace l’arancione? 😀
                                        [/OT]

                                        Ciao,
                                        Antonio

                                      • #64927
                                        OldClaudio
                                        Partecipante
                                          Up
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                                          Già, siccome mi sono ceato un simbolic link che mi porta direttamente nella Libreria e l’ho messo nella mia Home, io la cartella Libreria la vedo sempre (anche se è un symlink) e non mi perdo più con l’idiosincrasia di Lion di non mostrare la Libreria; poi ci sarebbe la possibilità di modificare certe impostazioni interne che si possono veder e mettere in praitc leggendo quanto scritto in

                                          http://www.mikesel.info/show-hidden-files-mac-os-x-10-7-lion/

                                          Si può fare una cosa del genere anche solo per la Libreria, ma ho preferito aprire il temrinale e digitra i seguenti comandi (avendo il sistema operativo in inglese ho preferito non combinare pasticci he ho messo il symlink in italiano; tu Teodoro puoi fare il contrario):
                                          `
                                          cd ~
                                          ln -s ~/Library/ ./Lbreria
                                          `

                                          dop di che il tuo Finder ha nella prima colonna anche la cartella Libreria con una minuscola frecciolina nell’angolo inferiore sinistro che qualifica quella cartella come un symlink per il resto si comporta come una cartella vera.

                                        • #64928
                                          Up
                                          0
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                                          Doc” post=69452
                                          Carico il libertine in questo modo:
                                          `\usepackage[libertine={Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle}]{libertineotf}`
                                          quindi non con fontspec.

                                          Io uso la medesima stringa.

                                          Ho fatto una prova con e senza il microtype, e il risultato, su circa 200 pagide di greco con Ledmac è:

                                          Senza MT: 28 overfull hbox di cui 4 sopra i 10 punti
                                          Con MT: 77 overfull hbox di cui 6 sopra i 10 punti

                                          Donde ripeto le mie domande:

                                          – Ha senso usarlo?
                                          – Qual è il limite sopra il quale debbo intervenire a manina sugli overfull?
                                          – Posso eventualmente dare un comando per non vedere sul compilatore tali overfull “sotto-soglia”?
                                          – Eventualmente come fare questi “font-specific settings” che mi chiede microtype per i Linux Libertine O ?

                                          Grazie,

                                        • #64929
                                          Up
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                                          Teodoro Studita” post=69457

                                          Carico il libertine in questo modo:
                                          `\usepackage[libertine={Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle}]{libertineotf}`
                                          quindi non con fontspec.

                                          Io uso la medesima stringa.

                                          Ho fatto una prova con e senza il microtype, e il risultato, su circa 200 pagide di greco con Ledmac è:

                                          Senza MT: 28 overfull hbox di cui 4 sopra i 10 punti
                                          Con MT: 77 overfull hbox di cui 6 sopra i 10 punti

                                          Donde ripeto le mie domande:

                                          – Ha senso usarlo?
                                          – Qual è il limite sopra il quale debbo intervenire a manina sugli overfull?
                                          – Posso eventualmente dare un comando per non vedere sul compilatore tali overfull “sotto-soglia”?
                                          – Eventualmente come fare questi “font-specific settings” che mi chiede microtype per i Linux Libertine O ?

                                          Grazie,

                                          Feci tempo fa una prova con una pagina di greco, con e senza microtype. Non ho notato nessuna differenza, tanto da concludere che microtype non agisce sul testo greco. Ma forse sto dicendo una castroneria.

                                          Ciao
                                          Tommaso

                                        • #64930
                                          Up
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                                          illinguista1972″ post=69458
                                          Feci tempo fa una prova con una pagina di greco, con e senza microtype. Non ho notato nessuna differenza, tanto da concludere che microtype non agisce sul testo greco. Ma forse sto dicendo una castroneria.

                                          Ho stampato testè la prima pagina del lavoro sia con e senza, e le ho messe sovrapposte con dietro una luce alogena per vedere le differenze. Nel mio caso il microtype sembra lavorare producendo delle piccole protrusioni alla fine di alcune righe, oltre a spostare tutto il testo qualche punto (3-5 max) più in alto. Poi il fatto che sia così diversa la risposta in overfull su 200 pagine tra con e senza dimostra che qualcosa fa. Il punto è che non so se abbia davvero senso usarlo.

                                        • #64931
                                          OldClaudio
                                          Partecipante
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                                            Se ho ben capito il tuo testo viene “rovinato” da MT solo quando componi il testo greco (per altro dentro ad ambienti di ledmac, mi pare, per la numerazione delle righe e degli apparati critici); leggi la documentazione di MT: puoi disabilitare la protrusione (l’unica che puoi fare con XeLaTeX) dentro ambienti scelti; così come puoi disabilitarla completamente subito dopo \begin{greek}.

                                            Nella GudaGuIT, per altro composta con pdfLaTeX, quindi con l’espansione dei font disponile, ho composto a titolo d’esempio lo stesso testo su tre colonne (in caratteri latini) un testo disabilitando completamente MT, un testo con la sola protrusione attiva, e un testo con la protrusione e l’espansione; le differenze, con il testo in caratteri latini si vedono, eccome.

                                            Comunque, se con il testo greco hai dei problemi, disabilita MT.

                                            Per la verità, visto che scrivi il testo normale in corpo 14 (che già da solo dà dei problemi di overfull…) forse non ti conviene usare MT del tutto; non perderci più tempo, e lascia stare.

                                            Creare i file descrittivi per la protrusione per una polizza che contenga anche caratteri non latini è piuttosto complesso; penso che “piuttosto” sia un eufemismo 🙁

                                            Ciao
                                            Claudio

                                          • #64932
                                            Doc
                                            Partecipante
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                                              Teodoro Studita” post=69457

                                              Carico il libertine in questo modo:
                                              `\usepackage[libertine={Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle}]{libertineotf}`
                                              quindi non con fontspec.

                                              Io uso la medesima stringa.

                                              Ho fatto una prova con e senza il microtype, e il risultato, su circa 200 pagide di greco con Ledmac è:

                                              Senza MT: 28 overfull hbox di cui 4 sopra i 10 punti
                                              Con MT: 77 overfull hbox di cui 6 sopra i 10 punti

                                              Donde ripeto le mie domande:

                                              – Ha senso usarlo?
                                              – Qual è il limite sopra il quale debbo intervenire a manina sugli overfull?
                                              – Posso eventualmente dare un comando per non vedere sul compilatore tali overfull “sotto-soglia”?
                                              – Eventualmente come fare questi “font-specific settings” che mi chiede microtype per i Linux Libertine O ?

                                              Grazie,

                                              Ho fatto le prime prove e ti posso dire che la mia situazione è mooooooooolto peggiore della tua, tanto peggiore che non ho avuto voglia alcuna di fare conti. Arrivo anche a 47 punti!!!!!!!!!!!!!!!!!

                                              La situazione non migliora nemmeno togliendo microtype. Le protrusioni di 47 punti, evidenti anche ad occhio nudo, rimangono!

                                              Intanto, controllando gli outputs vedo, oltre al warning

                                              Package microtype Warning: Loading generic settings for font family `LinLiberti
                                              ne_R’.
                                              (microtype) For optimal results, create font-specific settings.
                                              (microtype) See the microtype manual for details.

                                              anche il warning

                                              Package microtype Warning: xetex does not allow
                                              (microtype) character protrusion in paragraphs with line
                                              (microtype) numbering by the `ledmac’ package.
                                              (microtype) Use pdftex or luatex instead.

                                              Sono a 215 pagine e meno della metà del lavoro, ma con 11 punti. Siamo messi bene! 🙄

                                              Ecco un punto su cui studiare! Quando ho tempo, ci lavoro sopra.
                                              Potremmo anche contattare l’amico sviluppatore di ledmac… 😉

                                            • #64933
                                              OldClaudio
                                              Partecipante
                                                Up
                                                0
                                                Down
                                                ::

                                                La situazione non migliora nemmeno togliendo microtype. Le protrusioni di 47 punti, evidenti anche ad occhio nudo, rimangono!

                                                Non le chiamerei ‘protrusioni’, ma pesanti overful hbox: 47 pt sono circa 15 mm 👿 🙁 🙄

                                                Allora, avevo sospettato bene: MT non funziona con le parti di testo (latino, o greco o cirilico, o…) sottoposte a ledmac.

                                                Package microtype Warning: Loading generic settings for font family `LinLiberti
                                                ne_R’.
                                                (microtype) For optimal results, create font-specific settings.
                                                (microtype) See the microtype manual for details.

                                                Non è che non funzioni fuori di ledmac, ma informa che per ottenere “optimal results” bisogna creare i file specifici per il font che si sta usando; un lavoraccio terribile, ma anche senza fare questo lavoraccio, quando si scrive in caratteri latini vengono usate delle impostazioni di protrusione generiche che sono accettabili in media: danno solo dei risultati decenti, non ottimali. Se uno li vuole ottimali allora fa anche il lavoraccio.

                                                Poi c’è la questione di ledmac. Avendo provato a scrivere il codice per numerare le righe a cinquine so quanto sia difficile farlo e che vincoli vengono imposti al file da numerare. Non mi stupisco che gli autori di ledmac non abbiano affrontato questa questione; nello stesso tempo quando Lavagnino & Co. hanno scritto edmac, che poi Wilson lo ha ripreso e lo ha adattato in parte a LaTeX chiamandolo ledmac, microtype non esisteva. Oggi credo che Lavagnino & Co. non lavorino più e anche Wilson ha lasciato il testimone a Maïeul Rouquette; non conosco questo signore né di nome né di faccia, ma penso che né Wilson né Roquette abbiano voglia di affrontare un lavoro così complesso che sarebbe tanto gradito ai linguisti, i quali hanno bisogno di ledmac ma hanno anche il legittimo desiderio di ottenere una composizione perfetta come solo MT sa fare.

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