Ammonio

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 3 risposte – dal 1 al 3 (di 3 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Numeri, capilettera, note a margine Plain TeX #48517
    Up
    0
    Down
    ::


    No, certo, ben vengano i consigli, ci mancherebbe. Mi sono rivolto al Forum apposta.

    Forse mi sono spiegato male su un paio di cose.
    Uso LaTeX da più di tre anni e come dicevo non ho mai avuto di che lamentarmene. Non sono né un esperto né niente del genere, chiaramente, ma mi ci muovo senza grossi probemi. Uso LaTeX per scivere prosa, versi o saggistica, e mi è capitato di impaginare qualche volume per una legatoria universitaria che me l’aveva chiesto. Testi graficamente abbastanza uniformi che richiedono la definizione di pochi parametri: geometria e stile della pagina, cropmarks, testo a fronte, note, indici e poco altro.
    Questo per dire che pur non essendo un utente avanzato sono perfettamente consapevole di tutto quello che dici, e quando lavoro su aspetti anche specifici ma comunque standard della composizione uso LaTeX con una certa sicurezza.

    Sono finito nelle sabbie mobili quando ho cominciato a incuriosirmi del “dietro le quinte” di LaTeX e dei vari pacchetti che uso, a spippolare questo e quello per provare a fare le cose diciamo “più rapidamente”. Non ho provato alcun maldestro intervento correttivo (ho la fortuna di aver avuto uno stampatore in famiglia e so distinguere un lavoro di gusto da una ciofeca); ho solo cercato delle scorciatoie — perdendomi, lo ammetto. Forse in un bicchiere d’acqua, da un certo punto di vista: il mio problema non è certo selezionare i font o cambiare i margini, ma approfondire cose come l’uso dei condizionali o dei codici di categoria mi riesce piuttosto difficile. Non ho mai studiato informatica, programmazione ecc.: ai miei tempi alle medie non se ne insegnava (non parliamo delle elementari!) e dopo ho seguito la più classica ortodossia umanistica. Per esempio dare il bellissimo esame di Filosofia del Linguaggio fu in parte anche un incubo, con tutta quella (relativamente poca) logica formale, le equazioni di verità e la semantica modellistica. Tutta roba da cui senza un minimo di elasticità (appunto) formale non ci levi letteralmente le gambe. Naturalmente so bene cosa significhi “booleano” e quali siano le condizioni che descrive, ma da qui a dire che riesco ad appicare praticamente questa cognizione quando sono davanti al computer ce ne corre.
    È chiaro che il mio problema riguarda più questo genere di cose — questo genere di rigetto, forse — che non questo o quel markup. Ci sto lavorando, in definitiva, perché mi piace e perché mi piace riuscire, e non mi sento affatto dissuaso dalle tue osservazioni, che sono state chiare e puntuali. Devo solo evitare che mi si incrocino gli occhi quando leggo le spiegazioni dei dettagli più complessi.

    Grazie ancora,
    A.

    in risposta a: Numeri, capilettera, note a margine Plain TeX #48515
    Up
    0
    Down
    ::


    Ti ringrazio molto per l’attenzione e la completezza della risposta. Devo chiaramente concordare su tutta la linea. Il punto, per me, è che mi occupo soltanto di letteratura, a differenza — credo — della maggior parte degli utenti di LaTeX. Le mie esigenze, fatto salvo tutto l’aspetto di impaginazione e di composizione tipografica di un volume, in realtà sono contenute; i testi che scrivo o i libri che impagino non contengono “a lot of mathematics”, né tabelle o elenchi particolarmente elaborati. Essendomi abituato illo tempore alla buona vecchia macchina da scrivere, ho usato per quasi vent’anni il maledetto Word, che di quella vuol essere una sorta di evoluzione, arrivando a odiarlo profondamente.
    Quando poi qualche anno fa ho scoperto (del tutto casualmente) LaTeX, mi è sembrato di vedere né più né meno la Luce; essendo essenzialmente un maniaco del controllo e della precisione, trovavo LaTeX semplicemente perfetto, e perfettamente adatto a quello che serviva a me. L’ho provato per un paio di settimane, poi ho disinstallato Word e ho dato una festa.

    In realtà dopo mi sono accorto che forse l’avevo fatta troppo facile. Oltre all’ovvio aspetto della “rivoluzione copernicana” cui tocca riabituarsi nel passaggio da un sistema all’altro (file sorgente, stringhe di programmazione ecc.), tutta una serie di cose non erano intuitive da realizzare e richiedevano un bel po’ di applicazione — cosa di cui non mi sono preoccupato molto, ma appunto la mia formazione è molto lontana da quella che mi sembra necessaria per orientarsi rapidamente nei vari codici e manuali. Ho letto Introduzione all’arte della composizione tipografica, il libro di Pantieri e diversi manuali in inglese che ho trovato in rete. Un paio di giorni fa mi sono finalmente procurato il TeXbook. Il fatto però è che quando si comincia ad andare un po’ troppo nel tecnico mi perdo. Non ho idea di come si trattino le variabili, per dire, di cosa sia un valore booleano o roba del genere. Nessuna idea. Cioè, leggo e prendo tutto più o meno per fede: come diceva Arbore, “non capisco ma mi adeguo”. Questo per dire che la programmazione che interessa a me si limita più che altro alla definizione di qualche macro, qualcosa di semplice per cui devo sbattermi una volta sola, non certo la scrittura di classi o pacchetti. E in realtà anche di quelli ho scoperto che per far fronte alle mie esigenze me ne bastano relativamente pochi.

    Per questo, sì, studiare tutta la parte “esoterica” del linguaggio primitivo mi interessa molto ma in reltà mi affascina più di quanto non la comprenda, e dunque accostarmi a Plain TeX era nelle mie intenzioni più che altro una scorciatoia per arrivare a quello che mi serve senza dover provare a indovinare come è stato definito da altri secondo quello che questi possono aver giudicato comodo o sensato — anche perché LaTeX reimposta molti comandi di TeX in modo da renderli inutilizzabili altrimenti (rifaccio l’esempio della modifica dei margini in un punto solo del documento, che usando la vecchia versione di Geometry non mi riusciva ma che in TeX si regola semplicemente con \leftskip, \rightskip e \hsize, comandi che non riesco a utilizzare col markup di LaTeX perché i messaggi di errore si sprecano; lo stesso per quanto riguarda il comando \font, che in TeX è comodissimo e in LaTeX non esiste, e via dicendo).

    Per concludere, perciò, proverò a impratichirmi di TeX prendendo in considerazione le altre soluzioni che mi suggerivi (ConTeXt prima di tutto), oltre naturalmente a continuare a usare LaTeX, che non mi ha mai sbagliato un colpo e mi ha permesso di realizzare cose a cui prima non mi sarei mai sognato di arrivare.

    Grazie ancora per la pazienza e l’occasione di scambiare qualche idea, che pian piano comincio ad avere più chiara.

    A presto,
    A.

    in risposta a: Numeri, capilettera, note a margine Plain TeX #48513
    Up
    0
    Down
    ::


    Grazie mille! Scusa il ritardo della risposta ma non ho più avuto disponibilità di una connessione fino ad ora. Sei stato chiarissimo — anche se vagamente, ehm, dissuasivo — e vedrò di studiare bene le soluzioni che mi suggerivi. Purtroppo non ho ncora reperito il TeXbook e per ora mi sto arrangiando con Gentle introduction e con TeX for the impatient, che per esempio non menzionano le note a margine di cui chiedevo.

    Comunque sì, in effetti l’intuitività del mark-up di LaTeX non si discute, e difatti non ho certo smesso di utilizzarlo del tutto. Solo che a volte il suo essere predisposto secondo gli standard di utilizzo della maggior parte degli utenti diventa seccante: tanto per dire, prima della nuova versione di Geometry (col comando \newgeometry ecc.), per cambiare i margini di un documento solo in un paragrafo o in una pagina impazzivo due giorni — certamente a causa delle mie conoscenze superficiali, ma anche perché non mi pare che fosse previsto nulla di altrettanto “pronto” e immediato come per altri aspetti della formattazione (senza caricare un altro pacchetto). Così mi sono incuriosito di Plain TeX specie dopo che mi è capitato sotto gli occhi Gentle introduction; e in effetti devo dire che programmare le macro solo per quello che mi serve è piuttosto divertente, anche se temo sia un lusso che mi posso concedere ora che sono in vacanza…

    In ogni caso grazie per il suggerimento della direzione nella quale cercare ciò che mi serve. Proverò a levarci le gambe da solo, altrimenti tornerò al caro vecchio LaTeX senza grossi problemi.

    Saluti,
    A.

Stai visualizzando 3 risposte – dal 1 al 3 (di 3 totali)

Go to top