Andrea

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  • in risposta a: Sondaggio: qual è la tua professione? #13300
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    mi sa che sono l’utente più giovane del forum… ho solo 16 anni… il nostro prof ci insegna LaTeX a scuola…

    Miii un prof Illuminato. Meno male che ne esistono ancora.

    in risposta a: Progetto LaTeXpedia – enciclopedia del LaTeX #11813
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    Ciao Lapo,

    ho dato un’occhiata al volo alle entry TeX e LaTeX in Wikipedia; c’è già un bel po’ di materiale, prevalentemente in Inglese; qualcosa in Italiano è abbozzato, ma volendo si potrebbe contribuire parecchio a traduzione e scrittura delle parti mancanti.

    Pensavi a LaTeXpedia perché quanto presente in Wikipedia non ti soddisfa o per un altro motivo?

    Ciao!

    in risposta a: Convenzioni tipografiche in italiano #11473
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    Ciao Lorenzo,

    sto rischiando di cadere nel polemico, per cui la chiuderò qui.

    La questione della disponibilità dell’articolo ritengo non si ponga, per i motivi addotti in precedenza, da altri, a meno dell’iscrizione al GuIT, prima di altri 4 mesi e mezzo circa.

    Dato questo per assodato, in merito alla tua osservazione su teoria e pratica: un salto in biblioteca non credo che sconvolga la vita di un laureando, tutt’altro. E questo nella pratica, non in teoria, senza eccetera, né valutazioni su quale soluzione sia migliore.

    In realtà, rileggendo solo questo thread, mi sono accorto che [Marco] non ha dichiarato di essere laureando; la mia frequentazione del forum è sporadica, per cui mi scuso qualora questa informazione si ricavi da altri thread, ma qui non l’ho trovata.

    Credo che le indicazioni che [Marco] ha ricevuto siano sufficienti per consentirgli di scegliere come soddisfare la sua curiosità. Ora sta a lui.

    Alla prossima!

    in risposta a: Convenzioni tipografiche in italiano #11471
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    Ciao Lorenzo,

    Il riferimento a una grammatica, o a un manuale di stile (purché recente) e l’adozione di uno stile coerente dovrebbero rappresentare una risposta più che adeguata alla richiesta sottoposta da [Marco].

    Non sono proprio d’accordo. L’articolo di Gus è relativamente completo (nel senso che risponde alla maggior parte dei problemi sulle “convenzioni tipografiche italiane” che si presentano mediamente a chi scrive un articolo o un libro), ma anche sintetico (è lungo una decina di pagine).

    Su un manuale c’è (quasi) tutto, certo, ma leggersi un intero libro non è sempre la soluzione più adatta, se non altro perché spesso non se ne ha il tempo! Penso al caso di un laureando medio: realistico che prima di mettersi a scrivere la tesi abbia il tempo di leggersi un articolo, più diffiile pensarlo alla prese con un intero manuale di “grammatica”.

    Capisco il senso, ma credo che un manuale di stile sia un investimento a ben più lungo termine della sola tesi e che tornerà utile nelle attività di stesura di documenti strutturati che – a un futuro laureato – si presume capiteranno ripetutamente durante la sua carriera. Anche fosse solo per la tesi, sarebbe comunque possibile leggere solo le parti di maggior interesse. Reperirne una copia in biblioteca, infine, non dovrebbe essere impossibile.

    Sono d’accordo con la tua osservazione sul fatto che leggere *un* libro non sia la soluzione più adatta: è sempre meglio consultare più fonti, quando possibile.

    Ho appena controllato: Il manuale di stile che ho citato oggi costa 30 € su IBS.

    Ciao,

    in risposta a: Convenzioni tipografiche in italiano #11466
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    (Ho provato a editare quello sopra, ma il gestore di post mi rifiuta una nuovo invio a distanza così ravvicinata; avrei voluto aggiungere quanto segue

    Cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/French_spacing

    in risposta a: Convenzioni tipografiche in italiano #11465
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    Il riferimento a una grammatica, o a un manuale di stile (purché recente) e l’adozione di uno stile coerente dovrebbero rappresentare una risposta più che adeguata alla richiesta sottoposta da [Marco].

    Oltre al già citato Serianni, suggerirei il testo di Roberto Lesina, “IL [NUOVO] MANUALE DI STILE edizione 2.0”, Zanichelli, 1994.

    “frenchspacing”, pur non essendo io un filologo, credo sia stato scelto da Knuth in riferimento alla prima norma storica relativa all’uso della punteggiatura, che da vaghe memorie scolastiche mi pare fosse scritta e riferita alla (versione del tempo della) lingua francese. Sempre dai fumi delle mie memorie, la punteggiatura è stata introdotta nel medio evo, per cui parlare di puteggiatura “latina” lascia un che di vago. Infine, sebbene io non sappia dire al momento se la cosa sia riflessa anche nell’uso di \frenchspacing (tenderei a escluderlo) in TeX, in lingua francese i segni di interpunzione sono anche preceduti da uno spazio, cosa non propria né dell’inglese, britannico o americano, né dell’italiano. Nel TeXBook, a pagina 74 (nel capitolo 12, sulla colla, ovvero lo spazio parzialmente allungabile o riducibile tra parole e righe), Knuth scrive: “On the other hand, if you don’t care about such refinements of spacing you can tell plain TeX to make all spaces the same, regardless of punctuation marks, by simply typing `\frenchspacing` at the beginning of your manuscript.’.

    HTH.

    in risposta a: Diagrammi commutativi #8764
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    Ciao Memoval:

    XY-Pic l’ho usato per un po’ di tempo qualche anno fa; è *estremamente* efficace, ma ha un linguaggio di base, “orientato agli oggetti” sui generis, che dire stringato è dir poco; quando ti ci abitui, scrivere nel suo idioma si rivela anche divertente; la leggibilità, anche a breve, è da incubo (considera che ho sempre avuto un debole per le espressioni regolari) e spesso per fargli fare esattamente quello che vuoi devi procere per prove successive.

    HTH

    in risposta a: Emacs ed accenti #3229
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    BTW (off-topic rispetto al contenuto del thread ma correlato al suo titolo) per quei pochi che non l’avessero ancora scoperto, anche se avete una tastiera americana (di quelle senza lettere accentate ma con entrambi gli accenti, per intenderci) e il vostro emacs è stato compilato con il supporto multilingua (emacs-leim), dovreste avere la possibilità di attivare l’accentatura per composizione digrafica (stile US-International keyboard sotto Windows: prima l’accento e poi la lettera) o digitando C-\ (Control-Backslash, a meno che non lo abbiate riassegnato) o impartendo il comando toggle-input-method dal minibuffer. Si tratta, per l’appunto, di un toggle, per cui ripetendolo lo disattivate.

    Dovesse mai servire…

    Saluti,

    Andrea.

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    Ciao Rodolfo,

    l’organizzazione delle partizioni per un’istallazione *n*x è in buona misura un fatto di gusti personali, e – purtroppo – il default della MDK è “tutto nella stessa partizione” ma per il futuro ricordati di tenere una partizione separata per i dati degli utenti (/home), da NON riformattare nel passaggio da una versione a un’altra. In questo modo potrai migrare senza dolori, o quasi (dovrai ricompilare – e reinstallare, se non tieni i dati in locale – ciò che avevi costruito extra-distribuzione).

    Esperienza è il nome che diamo ai nostri errori 😉

    Ciao,

    Andrea.

    PS.: per il tuo problema di dati temo non ci sia proprio più niente da fare.

    in risposta a: ricerca avanzata con plain TeX #617
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    Ciao Rodolfo,

    Caro Andrea,
    facendo ulteriori semplici prove ho scoperto che in realt\`a l’impostazione della variabile TeX-master non c’entrava per niente: quella, come dici tu, \`e importante quando si ha a che fare con un progetto multifile, mentre il mio era un file singolo. La “colpa” del mancato funzionamento della ricerca in avanti nel mio messaggio del 10 sett era dovuta a un errore di sintassi nel file .emacs:
    la parola `tex’ va scritta con la T maiuscola, la e minuscola e la X maiuscola: TeX.

    Hmm, ancora più curioso:

    1) L’xdvi-search.el in mio possesso, cioè quello scaricato dalla pagina di Ulrich e pensato per funzionare con versioni di xdvi dalla 22.40 in poi, cita testualmente nel commento introduttivo
    (linee 42-52)

    ;;;; You could also bind this command to a key, e.g. by adding
    ;;; a binding to tex-mode-hook:
    ;;;
    ;; (add-hook ‘tex-mode-hook (lambda ()
    ;;; (local-set-key “\C-c\C-j” ‘xdvi-jump-to-line)))
    ;;;
    ;;; (without AucTeX; use LaTeX-mode-hook instead of tex-mode-hook with AucTeX.
    ;;; Note that with AucTeX, C-c C-j is already bound to LaTeX-insert-item, so
    ;;; you might want to use a different key combination instead.)

    2) Se io, nel mio .emacs, pongo TeX-mode-hook al posto di tex-mode-hook, la ricerca in avanti non funziona più.

    3) Ho controllato il tex-mode.el dell’installazione di Mdk9.1: il modo definito è tex-mode, e TeX-mode risulta essere un alias di quello, latex-mode è derivato da text-mode e contiene alcuni pezzi in condiivisione con tex-mode, e infine LaTeX-mode è un alias di latex-mode.

    Mh. Provo a ipotizzare: non è che, per caso, in alcune delle prove che hai effettuato hai ridefinito al volo il modo maggiore del file in corso di editazione? Questo ha effetto sulla definizione della variabile TeX-master, assegnandole valore nil, il che porta, alla prima esecuzione di una ricerca in avanti, all’errore

    let*: Wrong type argument: stringp, nil

    (Lo vedi così nel buffer *Messages*, nel minibuffer lo vedi, solo temporaneamente, come

    Wrong type argument: stringp, nil)

    Fammi sapere.

    Ciao!

    in risposta a: ricerca avanzata con plain TeX #614
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    Ciao Rodolfo,

    quelle righe alla fine del file le avevo scritte, omettendo però la voce `mode’ o altre volte scrivendo `mode: plain TeX ‘; ma in realtà, dopo aver aggiunto quelle righe io ho scoperto che devo chiudere il file e poi riaprirlo. Infatti, digitando `C-h v’ da emacs puoi controllare lo stato della variabile, e la tua impostazione viene recepita solo dopo aver chiuso e poi
    riaperto il file. Almeno, questo è quello che succede a me.

    Il comportamento che hai rilevato è normale: (X)emacs interpreta il contenuto delle local line solo all’apertura del file. se non vuoi assegnare la variabile a mano per la sessione di editing in corso, ammesso che tu abbia già salvato il file, puoi rieseguire l’interpretazione delle local line eseguendo il comando

    C-x revert-buffer

    rispondendo “yes” alla richiesta di conferma.

    Nota: revert-buffer riapre in editazione la versione su disco; se non si salva il file prima di eseguire revert-file si perdono tutte le modifiche effettuate dopo l’ultimo salvataggio.

    Il file in questione non era parte di un progetto multifile, era un file singolo, e quindi dovremmo concludere che quelle righe sono sempre necessarie. Io adesso come Masterfile ho scritto il path completo:
    %TeX-master: “~/subdirectory/filename.tex”
    e la cosa sembra funzionare.

    Curioso, non dovrebbe essere necessario: per caso, in assenza delle local line, ottieni un messaggio tipo

    “Wrong type argument: stringp, nil” ?

    Il comportamento di xdvi-search dovrebbe essere controllato dalla variabile TeX-master che, se posta a nil dovrebbe causarti l’errore sopra riportato, altrimenti dovrebbe farti apparire nel minibuffer la richiesta d’identificazione del master file, offrendoti la possibilità di salvare quell’informazione per te nel file che stai editando.

    Mh, potrebbe dipendere dalla copia di xdvi-search che stai utilizzando, forse.

    La mia è una leggera modifica a quella che era scaricabile al 10 di giugno scorso.

    Bene, un altro elemento del quale tenere conto nel documento riassuntivo.

    8) Io la versione 9.1 di Mandrake ce l’ho, conservata in un cassetto. Quando in futuro decidessi di
    installarla, posso chiederti qual’è e dove è possibile scaricare la corrispondente versione di xdvi-search?
    O forse è già contenuta in Mdk9.1?

    Ahia, ho appena scoperto di aver perso tutte le mail che avevo scambiato con Stefan Ulrich in merito all’uso di xdvi-search 🙁

    Da una rapida ricerca ho ripescato

    http://xdvi.sourceforge.net/inverse-search.html

    come sito di partenza per xdvi-search (contiene la procedura di setup in inglese). Incidentalmente, proprio a quell’indirizzo, ho scoperto che esiste una traduzione in italiano della procedura di impostazione per l’uso di xdvi search con emacs, Xemacs, vim 6.0 o un editor generico scritta da Ulrich. La traduzione è di Onofrio de Bari, reperibile all’URL

    http://www.linux.it/~ondeb/inverse-search_it.html

    Ciao!

    in risposta a: ricerca avanzata con plain TeX #612
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    Ciao Rodolfo,

    eccomi qua, con uno spaventoso ritardo accumulato sulla riformulazione della procedura per la ricerca incrociata .dvi<->.tex. Questo messaggio non serve a colmare quel ritardo, ma solo a provare a tamponare la falla che descrivi; il riassunto verrà più avanti, temo.

    Procediamo

    Salve a tutti.

    Spero che Andrea sia nei paraggi, perché qui si tratta nuovamente della ricerca in avanti e inversa con Emacs e xdvi
    trattata nel thread “Ricerca avanzata con plain TeX”.
    Negli ultimi mesi ho fatto largo uso di queste due funzioni, che, come spiegato in quel thread,
    consentono di creare un cordone ombelicale tra il file sorgente e quello di output
    (cioè tra il file.tex e il file.dvi) nei documenti compilati con TeX o con LaTeX,
    collegamento che consente con dei semplicissimi comandi (una volta impostato tutto correttamente)
    8) di schizzare dall’uno all’altro file e viceversa, nel punto desiderato.
    Dicevo che negli ultimi mesi ne ho fatto largo uso, eseguendo alla lettera le operazioni descritte nell’ultimo messaggio di quel thread, quello riassuntivo del 19 giugno, e tutto ha funzionato per il meglio.
    Probabilmente però devo averle usate sempre con lo stesso file,
    perché l’altro giorno, quando ho provato a lanciare la ricerca in avanti da un altro file,
    col solito comando `C-x C-j’ impartito da Emacs, non ha funzionato.
    Facendo diverse prove mi sono accorto che la ricerca in avanti mi funziona solo con un determinato file e con tutti gli altri no (!!),
    fatto apparentemente davvero inesplicabile.

    Prima domanda: i file sono tutti nella stessa directory, o in directory separate? Nel primo caso l’installazione della 9.0 basta, nel secondo caso no.

    Ricordo che, per rendere possibile la ricerca in avanti direttamente da Emacs, con Mandrake Linux 9.0,
    occorre e basta aggiungere all’inizio del file il comando
    \input /usr/share/texmf/tex/latex/srcltx/srctex.sty
    se si sta usando plain TeX, ovvero
    \usepackage[active]{srcltx}
    se si sta usando LaTeX (a patto che si sia opportunamente modificato il file .emacs come spiegato in quel messaggio).
    ❓ Ebbene, tutti i file con cui ho provato avevano quel comando iniziale, ma solo con uno (quello su cui più frequentemente ho lavorato ultimamente) la cosa funziona.(!)
    Invece, col comando
    xdvi -sourceposition “linenumber filename.tex” filename.dvi (invio)
    impartito direttamente dalla console di Linux (come spiegato nel messaggio del 29 maggio)
    la ricerca in avanti funziona senza problemi con tutti i file, anche se ovviamente è più scomoda.

    😯 Una spiegazione logica ci sarà senz’altro, ma io non riesco proprio a immaginarla.

    Lo scopo della sequenza C-x C-j in (X)emacs (purché il file di configurazione sia stato modificato alla bisogna) è la costruzione di un comando con la esatta sintassi da te riportata, ovviamente con i campi linenumber, filename.tex e filename.dvi impostati ai valori corretti.

    Ora, specie per un progetto multifile, è facile che le radici (i nomi senza estensione) del campo filename.tex e del campo filename.dvi siano diverse. Chiamiamo Masterfile quello che trasmette il nome al .dvi e Nonmaster ogni altro file del progetto: se (X)emacs non viene adeguatamente informato di quale sia il Masterfile per il file corrente, la ricerca in avanti può fallire dato che nella costruzione del comando per la visita del .dvi, emacs, in assenza di altre informazioni, usa la radice del file in corso di editazione; se questo è un Nonmaster NON ha un suo .dvi e xdvi non sa cosa visualizzare. Impartendo C-x C-j mentre si sta editando il Masterfile, invece, tutto dovrebbe funzionare, a meno che il .dvi non sia stato ridenominato per qualche ragione.

    Per ovviare al problema è necessario inserire, alla fine di ciascun file del progetto, le linee

    % Local Variables:
    % mode: latex
    % TeX-master: “Masterfile
    % End:

    il package emacs xdvi-search, ovvero quello che contiene il codice richiamato dalla sequenza C-x C-j, cerca queste informazioni e le usa per puntare a Masterfile.dvi.

    Incidentalmente, usando il package AUCTeX per la scrittura di progetti multifile sotto (X)emacs, queste righe vengono introdotte dalle routine del package alla prima compilazione lanciata dal file in editazione, in modo interattivo.

    E’ quasi tutto qui: manca solo il fatto che, con l’installazione di Xdvi presente nella Mandrake9.0 non è possibile fare ricerche tenendo in conto il path del file (con conseguenti problemi nel caso in cui più file del progetto abbiano lo stesso nome ma si trovino in directory distinte 🙁 ): in altre parole, per poter usare la ricerca in avanti e inversa con emacs e Xdvi è bene che tutti i file del progetto si trovino nella stessa directory. La cosa non è più richiesta se si usa l’Xdvi della Mandrake 9.1.

    Nota: le due diverse versioni di xdvi richiedono due diverse versioni di xdvi-search.

    Anche in progetti multifile, invece, la ricerca all’indietro dovrebbe funzionare correttamente, a causa del diverso meccanismo di ricorstruzione delle informazioni necessarie (nella ricerca all’indietro è xdvi che estrae le informazioni dagli \special immersi nel .dvi all’inizio di ogni paragrafo e al cambio di file sorgente); ripensandoci, credo che siano state apportate delle modifiche anche all’installazione di teTeX (si passa dalla 1.0.x in Mdk9.0 alla 2.0.1 in Mdk9.1, se non ricordo male) che potrebbero condizionare la ricerca all’indietro sotto Mdk9.0 in caso di progetti multifile con file .tex distribuiti in directory distinte.

    (Prima di produrre il documento riassuntivo dovrò risolvere questi dettagli.)

    Spero che questo possa servirti, nell’immediato.

    Ciao!

    in risposta a: Curva di gauss e altri disegni #1050
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    Ciao Lucia,

    mi aggancio a questo thread, con discreto ritardo, per un suggerimento già discusso in passato, altrove:

    Se la tua necessità è, nello specifico, tracciare diagrammi, in ambiente GNU/Linux (e in generale in UNIX) puoi avvalerti di gnuplot.

    Per il tracciamento della curva di Gauss (assumo si tratti della distribuzione Normale, che per semplicità ho ridotto a 1/(2*pi)*exp(-x**2/2)), realizzata in modo che sia poi facile utilizzarla in (La)TeX, una volta lanciato gnuplot puoi impartire i comandi

    set terminal pslatex
    set output “gauss.tex”
    plot [-pi:pi] 1/(2*pi)*exp(-x**2/2) title “$\\frac{1}{2}e^{\\frac{-x^2}{2}}$”
    set output

    e uscire (quit).

    In questo modo avrai generato il file gauss.tex con le istruzioni necessarie per il plotting.

    Per visualizzare il file puoi usare un file (chiamalo, per esempio, gausswrapper.tex, o come altro ti piaccia, purché eviti il nome gauss.tex 😉 ) tipo

    \documentclass{article}
    \begin{document}
    \include{gauss}
    \end{document}

    Et voilà!

    gnuplot ha una miriade di opzioni che ti permettono di controllarne il comportamento in modo estremamente fine, ma se ti accontenti dei suoi standard puoi ottenere risultati notevoli con pochissimo sforzo.

    Il formato di uscita di default è il terminale grafico X11 (in pratica puoi avere un preview pressoché immediato) ma a richiesta puoi scegliere tra un’altra cinquantina di formati, tra i quali è compreso anche il png. Nell’esempio che ti ho riportato sopra ho usato pslatex perché mi è parso che vada nella direzione delle tue prove. Il vantaggio di usare uno dei terminali (La)TeX sta nella possibilità di incorporare facilmente formule scritte sfruttando il modo matematico del TeX. Incidentalmente, gnuplot può eseguire grafici tridimensionali (con rimozione delle linee nascoste, all’occorrenza) e tradurre in diagrammi dati tabulati precalcolati o calcolati al volo, oltre che, come nell’esempio mostratoti, diagrammare funzioni.

    Per l’esempio ho usato la versione 3.7 patchlevel 3, distribuita con un manuale di 129 pagine. E’ reperibile per certo nella distribuzione Mandrake 9.1, ma presumo che molte altre distribuzioni contengano gnuplot; alla peggio potrai comunque scaricarlo da internet. Dovrebbe essere disponibile anche per Windows (vado a memoria).

    Se invece sei interessata a tracciare diagrammi, oltre al già consigliato xfig ti suggerirei di dare un’occhiata a dia (http://www.lysator.liu.se/~alla/dia). Ne ho sentito parlare bene, anche se non l’ho ancora provato di persona.

    Ciao,

    Andrea.

    [

    in risposta a: ricerca avanzata con plain TeX #609
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    Ciao Rodolfo,

    Con quale comando lanci la ricerca in avanti direttamente da emacs?
    Control-qualche cosa, cosa?

    Sì: Control-x Control-j.
    Digitando questa sequenza in un punto del testo .tex sorgente xdvi visualizza la pagina contenente il paragrafo, racchiudendo lo stesso in un rettangolo.

    Per poter utilizzare la sequenza occorre aver introdotto nel .emacs le linee di codice seguenti

    (add-hook
    ‘LaTeX-mode-hook
    (lambda () (local-set-key “\C-x\C-j” ‘xdvi-jump-to-line)))
    (add-hook
    ‘tex-mode-hook
    (lambda () (local-set-key “\C-x\C-j” ‘xdvi-jump-to-line)))

    Che fanno sì, sempre che sia stato attivato il modo maggiore TeX o LaTeX, che la sequenza Control-x Control-j causi l’esecuzione della funzione xdvi-jump-to-line; questa, purché tu stia utilizzando AucTeX, si prende cura di ricostruire tutte le informazioni necessarie per richiamare xdvi con gli argomenti opportuni per consentire la ricerca in avanti anche in documenti strutturati su più file.

    Detto così può sembrare leggermente complicato, ma si tratta solo di avere un minimo di dimestichezza con il concetto di modo di Emacs. Fammi sapere se occorrono ulteriori informazioni al riguardo. Giusto per avere un’indicazione: quando apri un file con estensione .tex emacs ti mostra la scritta (TeX) nella barra di stato (ovvero la linea nella zona bassa della finestra di emacs che riporta anche il titolo del file in editazione)?

    2) per ovviare a eventuali problemi di mancato matching

    Io sto usando entrambe le funzioni (ricerca in avanti e ricerca inversa) utilizzando i passi descritti nel messaggio del 29 maggio, e mi sembra funzionino alquanto bene, con una precisione di paragrafo. A cosa tendono dunque precisamente questi tuoi ulteriori sforzi? Forse ad ottenere addirittura una precisione di riga?
    O forse riscontri qualche difetto, qualche malfunzionamento, che invece io finora non ho rilevato?

    Non si trattava di un tentativo teso a migliorare la precisione della ricerca in avanti (quello potrebbe rappresentare il passo successivo; per esso, tuttavia, è necessario modificare src(tex|ltx).sty, cosa che a mio avviso richiede un minimo di pianificazione): i miei ulteriori sforzi miravano all’individuazione di un modo per garantire il funzionamento della combinazione =22.38], srctex.sty, xdvi-search.el> anche con documenti multifile, avendo constatato che xdvi 22.40k (ovvero quello reperibile nella Mandrake9.0) NON esegue il matching tra nomi di file senza path (come compaiono nel .dvi) e con path assoluto (come vengono prodotti da alcune versioni di xdvi-search.el, che andrebbero perciò modificate per lavorare correttamente con la 22.40k).

    In sostanza, ho dovuto fare un po’ di prove con diverse versioni di xdvi e xdvi-search, cercando di trarre vantaggio da quanto scrittomi da Stefan Ulrich; a complicare ulteriormente le cose è intervenuta anche la versione di teTeX utilizzata: quella che si trova nella Mandrake9.0 è la 1.0.7, che NON gestisce l’opzione -src nelle chiamate a (La)TeX. La versione di teTeX reperibile con Mandrake9.1, ovvero la 2.0.1, accetta quell’opzione.

    Più in là sarà bene poi riassumere tutto quanto in un elenco dettagliato di istruzioni passo passo (sei d’accordo?), come io ho cercato di fare nel messaggio del 29 maggio.

    Senz’ombra di dubbio; la mia idea attuale è di ripartire la descrizione in due casi principali, distinti per versione di xdvi utilizzata, così da poter raccomandare l’uso del xdvi-search.el più adatto.

    Devo ancora sperimentare l’opzione -src. con teTeX 2.0.1: mi piacerebbe commentarne gli effetti nel resoconto.

    D’altro canto fabusdra aveva riferito che qualcuno in guit stava preparando della documentazione; forse converrebbe raccordare gli sforzi.

    A presto!

    in risposta a: ricerca avanzata con plain TeX #607
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    Ciao Rodolfo,

    ecco un primo resoconto dello scambio di mail con Ulrich:

    1) il file dxdvi-search.el scaricabile partendo dall’indirizzo <http://xdvi.sourceforge.net/inverse-search.html>
    funziona bene con la versione corrente di xdvi, ovvero:

    xdvik-22.74.2

    Questa versione, stando a quanto afferma Ulrich, esegue un matching “intelligente” tra i path dei file passati come argomento di chiamata e i tag trovati all’interno del .dvi

    Io non l’ho ancora provata.

    Per versioni precedenti, come la 22.40k presente in mandrake 9.0, e comunque non precedenti alla 22.38, occorre usare un altro file, reperibile all’indirizzo

    http://cvs.sourceforge.net/cgi-bin/viewcvs.cgi/xdvi/xdvik/texk/xdvik/xdvi-search.el?rev=1.2.4.7

    Impostata la variabile d’ambiente EDITOR a “emacsclient –no-wait +%l %f” sono stato in grado di eseguire ricerche in avanti e inverse, da emacs, senza intervenire minimamente sul .el

    2) per ovviare a eventuali problemi di mancato matching in base a quanto scrive Ulrich dovrebbe essere possibile specificare l’opzione -src sulla linea di chiamata a (La)TeX

    latex -src test
    latex -src ./test
    latex -src ~/tex/test

    le tre chiamate porterebbero, rispettivamente, a .dvi senza path, con path locale (./) o con path assoluto.

    Io ho provato a usare l’opzione -src sia con TeX, sia con (La)TeX, ma l’istallazione di TeX della MDK9.0 (teTeX 1.0.7) non la riconosce. Sotto MDK9.1, teTeX 2.0.1 sembra invece in grado di gestirla (ho solo provato a specificare l’opzione sulla linea di chiamata, senza eseguire una vera elaborazione). BTW, da CTAN è possibile scaricare teTeX 2.0.2.

    Presto ulteriori info.

    Ciao.

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