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  • in risposta a: Nitro PDF Reader #67236
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    Anche il Foxit reader lo sa fare. E funziona anche su Linux con Wine.
    Tomáš

    in risposta a: Presentazioni fullscreen in .pdf su Linux #19432
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    Ma questo non è un problema delle applicazioni e neanche del sistema operativo o di qualche configurazione. È solo un “circuito corto” della mente che a ognuno di noi ogni tanto capita.
    Una presentazione pdf è composta di pagine di un certo rapporto fisso tra la larghezza e l’altezza. Se il tuo screen differisce in questo rapporto dalla presentazione, non c’è niente da fare (senza deformazione) – è come se cercassi di visualizzare senza cornice nera una pagina orientata nel modo “portrait”!
    I proiettori di solito hanno il rapporto classico 4:3, come anche le tue pagine – lì il problema non ci sarà.

    in risposta a: Revisioni LaTeX senza LaTeX #21656
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    Su Mandriva 2008.0 funziona bene (SOTTO WINE) la versione per Windows.

    Ho dimenticato una cosa: Ogni pagina annotata con Foxit Reader ottiene un timbro rosso (tre righe) nella testatina “Edited by Foxit Reader…ecc….”. Siccome, però, il motivo per cui un TeXista ne potrebbe avere bisogno (e per cui ne era stata cominciata la discussione uno o due anni fa) sono le REVISIONI di documenti creati da TeX da persone che preferiscono farle direttamente nel pdf, credo allora che il timbro non dia nessun fastidio, pensando che la versione finale sarà ricreata da TeX.

    in risposta a: “carattere 12 interlinea doppia” #8973
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    Sono d’accordo con quasi tutto ciò che scrive egreg, solo non mi pare che il corpo 12 significhi un’orrore. Mi sa che la leggibilità di testo stampato con caratteri di una certa grandezza diminuisce aumentando la larghezza dello specchio di stampa (lunghezza delle righe). Più lunga la riga, più grande deve essere il corpo per non far saltare gli occhi a una riga vicina prima di finire quella attuale, cioè per seguirla senza difficoltà. Non sono per niente sicuro che libri di formati simili all’A4 (se non a 2 colonne) vengono spesso stampati con il corpo 10. A me sembra il 12 giusto per il formato solito delle tesi (naturalmente con una spaziatura decente). Con caratteri più piccoli qualche volta perdo la riga. (E i miei occhi sono molto buoni).

    Saluti

    Tomas

    in risposta a: Unire più pdf in un unico pdf #5392
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    Avete provato il pdftoolkit? (http://www.accesspdf.com/pdftk/)

    Ciao
    Tomas

    in risposta a: hyperref e bookmark #4440
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    Ciao,
    sono stato qualche tempo senza internet, allora rispondo solo adesso. Sono contento che tutto ti funziona.
    Non capisco perche’ vuoi mettere bookmarks nel .ps, dove non possono funzionare. Beh, ti scrivo come ho capito il problema (se mi sbaglio, spero che qualcuno da’ migliori informazioni).
    Se usi pdfTeX, ci sono comandi per utilizzare tutte le “features” del formato pdf direttamente nel pdfTeX stesso. Se vuoi passare via .dvi, devi mettere nel .dvi (a tutte le posizioni dove vuoi avere qualcosa non conosciuto dal formato dvi) un messaggio per il programma che legge il .dvi e ne crea un altro formato (di solito pdf o ps). Questi messaggi sono contenuti nel parametro del comando \special del file .tex. In .dvi non si manifestano in nessun modo (se il tuo dvi viewer non conosce anche ps), ci sono solo per caso che tu decida di convertire il .dvi in .ps o .pdf. LaTeX con il hyperref mette nel .dvi proprio questi \special (no, solo il contenuto del loro parametro).
    Se usi il parametro dvipdfm, hyperref crea gli \special in modo che dvipdfm li capisca e che contengano istruzioni da mettere nel .pdf. Altrimenti si creano \special conosciuti da dvips, con istruzioni di PostScript. E anche PostScript possiede mecanismi per contenere istruzioni di .pdf. Non so quali sono, ma funzionano analogamente a \special nel .dvi (non servono a niente se non vuoi convertire il file ps. a .pdf). E hyperref crea gli \special per
    PostScript in modo che contengano anche questi comandi per l’eventuale conversione di .ps in .pdf.
    La riga che ti ho scritto di mettere nel documento contiene solo un comando per .pdf e viene utilizzata quando il .pdf si crea direttamente dal .dvi. Se vuoi passare via .ps, dovrai invece scrivere uno \special per .ps, che dica di includere nel .ps il comando di .pdf per caso della conversione, altrimenti lo special viene ignorato.
    Come vedi, la funzione della riga si perde quando converti .dvi in .ps.

    Spero di avermi spiegato.

    Tomas

    in risposta a: hyperref e bookmark #4438
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    Una domanda: come produci il .pdf? Io l’ho provato con dvipdfm e con la riga

    \special{pdf: out 1 << /Title (Abstract) /Dest [ @thispage /Fit ] >>}

    ha funzionato bene.

    Hai ragione che con questo metodo le righe

    \ifx\pdfoutput\undefined\def\pdfdest name#1 fit{\relax} \def\pdfoutline goto name#1#2{\relax}\fi
    \let\WriteBookmarks\relax
    \pdfdest name{prova} fit
    \pdfoutline goto name{prova}{Abstract}

    sono inutili. Le ultime due sono solo per pdfTeX, la prima e’ per non confondere TeX con comandi di pdfTeX (quando un file scritto per pdfTeX lo vuoi usare anche con TeX) e la rimanente dice di non riscrivere il file .out (quando lo hai cambiato a mano).

    \special serve generalmente per indicare in un file .dvi un commando che non appartiene al sistema di commandi .dvi, ma si puo’ interpretare quando il .dvi driver conosce anche il linguaggio in cui quel commando e’ scritto o quando il .dvi si converte a un file di tale linguaggio – per es. postscript (.ps) o .pdf.
    Lo \special che ora usi tu e’ un messaggio di questo genere al programma che converte .dvi a .pdf., cioe’ al dvipdfm. Fa probabilmente parte della tua distribuzione di TeX. Io non so cosa succede con questo messaggio se il .dvi si converte in .ps e solo dopo al .pdf. Quindi prova la diretta conversione con il dvipdfm.

    Tomas

    in risposta a: hyperref e bookmark #4436
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    1) La riga

    \ifx\pdfoutput\undefined\def\pdfdest name#1 fit{\relax} \def\pdfoutline goto name#1#2{\relax}\fi

    c’e’ solo perche’ TeX non ti dia un’errore di compilazione quando non utilizzi pdfTeX. Non puo’ creare nessun bookmark.

    2) Sei sicuro che \let\WriteBookmarks\relax si mette nel file .out e non nel tuo file .tex? (Forse hai ragione, ma meglio che ti assicuri)

    3) Che il bookmark dopo click non va da nessuna parte significa che non esiste la sua destinazione nel documento. Hai scritto anche

    \pdfdest name{prova} fit

    nel .tex? Comunque, questo sarà utilizzabile solo con pdfTeX.
    Se veramente devi passare per il .dvi, bisogna sapere come nel .dvi sono marchiati i bookmarks, forse con uno \special?
    Ora ho guardato un po’ – prova a mettere nella pagina di cui si tratta (nel documento .tex):

    \special{pdf: out 1 << /Title (Abstract) /Dest [ @thispage /Fit ] >>}

    e dimentica per ora delle altre modificazioni del .tex e del .out.

    E vedremo

    Tomas

    in risposta a: hyperref e bookmark #4434
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    Ciao!
    Le righe che hai scritto non potevano funzionare con pdfTeX, le dovevi scrivere cosi’:

    \pdfdest name{prova} fit
    \pdfoutline goto name{prova}{Abstract}

    Questi commandi creano il bookmark senza la necessita’ di un file ausiliare (.out). Se vuoi invece di pdfTeX usare TeX, devi scrivere (non so se funzionera’ con LATeX, io uso plain)

    \ifx\pdfoutput\undefined\def\pdfdest name#1 fit{\relax} \def\pdfoutline goto name#1#2{\relax}\fi

    altrimenti TeX ti scrivera’ che \pdfdest e \pdfoutline sono commandi non definiti (perche’ li conosce solo pdfTeX) e i loro parametri trattera’ come testo normale, cioe’ li mettera’ nel documento. Con queste righe TeX li interpreta come \relax e pdfTeX li riconosce.

    (E’ possibile che in LATeX invece di \def c’e’ qualcosa come \newcommand e forse anche i parametri (#1, #2 ecc.) si scrivono in un altro modo, non lo so.)

    Perche’ devi fare prima il .dvi, non lo capisco (non ci sono delle immagini?).

    Dovrebbe essere possibile dire a TeX di mettere una riga nel file .out via il commando \write (o forse, consultando il tuo primo messaggio, \WriteBookmarks in LATeX).
    Prima di combinare questo, pero’, prova di mettere alla prima pagina la righa

    \pdfdest name{prova} fit

    e nel file .out, invece di quello che hai fatto, scrivi

    \BOOKMARK [1][-]{prova}{Abstract}{}

    Se funzionasse, potremmo pensare come fare TeX scriverlo invece di te.

    Ti saluto.

    Tomas[/quote]

    in risposta a: hyperref e bookmark #4432
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    Ciao,
    il seguente funziona benissimo in PlainTeX e se il tuo pacchetto di LaTeX (o LaTeX stesso) non lo disabilita, dovrebbe funzionare anche per te.
    Sono commandi primitivi di pdfTeX che si usano solo per il output di .pdf. Per il .dvi invece, li devi ridefinire vuoti (\relax).
    Alla pagina a cui la bookmark deve riferire metti:

    \pdfdest name{NOME} fit

    (NOME e’ il nome per cui pdfTeX riconosce a quale \pdfdest deve riferire la \pdfoutline. Lo devi scegliere tu. Puoi avere solo una \pdfdest per ogni NOME. fit significa “visualizza tutta la pagina”, se vuoi un altro modo di visualizzazione, lo trovi nel manuale di pdfTeX.)

    Poi metti, meglio subito dopo, questo:

    \pdfoutline goto name{NOME} count 0 {TESTO DEL BOOKMARK}.

    (count e’ il numero di “sottobookmarks diretti” della bookmark. Se non c’e’ nessuna, si puo’ ommettere).

    Altri informazioni le trovi nel manuale di pdfTeX.

    Spero di averti aiutato.
    Tomas

    in risposta a: i font cm con le lettere accentate della lingua italiana #3384
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    Grazie, mi sa che gli EC fonts sono quello che stavo cercando. La birra me la berro’, anche se non alla “Tigre d’oro” ma “U t\v{r}í bojovník\accent23{u}” (Tre guerrieri). Saluti! Tomas

    in risposta a: i font cm con le lettere accentate della lingua italiana #3381
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    Grazie, quello con il babel integrato in plain e’ molto interessante, non ne sapevo nulla, lo provero’. La sillabazione italiana l’ho gia’ inclusa nel formato, grazie. Non ti preoccupare con la grammatica, io so come scrivere gli accenti (certo che non lo faccio come nelle e-mail) e scusa che ho usato un esempio poco appropriato. Nel mio documento devo riprodurre parti di un testo di 65 anni fa, dove, specialmente in nomi geografici, si usa l’acuto anche sulla “a” (per es. Adriático). Comunque ti ringrazio e vado a provare il bplain. Tomas

    in risposta a: i font cm con le lettere accentate della lingua italiana #3378
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    Grazie a tutti, per precisare la mia domanda scritta prima un po’ vagamente: Uso davvero il PlainTeX. Con l’input dalla tastiera non c’e’ problema, uso la tastiera ceca, sapendo quali charatteri cechi nella tabella ISO-8859-2 corrispondono a quelli accentati italiani in 8859-1 (aprendo poi il documento come se scritto in 8859-1, vedo i caratteri giusti, ma di solito non ce n’e’ bisogno). Nel mio documento tutti questi caratteri sono impostati “attivi”, ciascuno portando al corrispondente comando tipo \'{a}, e questo e’ la cosa che mi porta problemi: con queste macro non lavora bene la sillabazione (non ho dimenticato di includerla nel formato neanche di attivarla nel documento), credo che TeX non puo’ riconoscere parole contenenti queste macro. In ceco, ci sono i font CS, che sono i CM contenenti (oltre agli standard ASCII) anche i caratteri accentati del ceco, dello slovacco e del tedesco. Si usano direttamente, non sono dunque composizioni dell’accento e della lettera. Cosi’ si evita il problema con la sillabazione. E percio’ cerco un font contenente tutti i caratteri accentati italiani gia’ COMPLETI. Forse la risposta di Fabusdra e’ la piu’ vicina a quel che cerco. La sillabazione e’ veramente il mio unico problema. Grazie a tutti ancora una volta, se a qualcuno di voi viene a mente una possibile soluzione, lo ringrazio in anticipo. Ciao. Tomas

    in risposta a: i font cm con le lettere accentate della lingua italiana #3375
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    Grazie, provero’ l’inputenc, ne ho gia’ fatto una ricerca preliminare, ma non ho trovato niente sull suo uso con plain. Comunque, lo provo e se non ci riesco domandero’ di nuovo. Ciao Tomas

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