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AutoreRisposte
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Il codice che hai fornito sembra essere perfetto. Nel riquadro si può andare a capo?
Bo!! Trova tu la risposta e fammi sapere 😉
Il manuale CVS è circa 200 pagine in più a quello mio. Cosa ha in più?
Ha un po’ di librerie in più, tra le quali quella necessaria per trovare le intersezioni tra due curve qualsiasi. Senza questa non avrei potuto fare molti disegni tra cui quello del nvelivolo intero mostrato in questo topic.
Non ti scoraggiare, continua ad impararlo….i risultati saranno ottimi.
Saluti
Michele
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Ciaoscusa non ti ho detto che mi riferivo al manuale di TikZ/PGF della versione CVS e non della 2.00.
Per scaricare l’ultima versione di Tikz/PGF guarda qui.
La soluzioe che ti propongo è questa:
`
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[italian]{babel}\usepackage{graphicx}
\usepackage{pgfplots,tikz}
\pgfplotsset{width=7cm,compat=1.3}\pagestyle{empty}
\begin{document}\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
xmax = 6,
ymax = 40,
xlabel = $x$,
ylabel = {$f(x) = x^2 – x +4$},
x = .5cm,
y = 1mm,
]\addplot {x^2 – x +4};
\node[
anchor = north west,
draw = black,
fill = white,
minimum height = 1cm,
minimum width = 2cm] at (axis cs:2,40){Sol.1};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\end{document}
`Molto probabilmente si potrebbe fare meglio ma è un buon inizio.
Da pagina 221 del manuale di PGFplots probabilmente c’è qualche comando base che ti permette di fare queste cose con maggiore “controllabilità”, ma non ho mai indagato più di quanto ho fatto per risponderti.
Saluti
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Ciao,..bè… io conosco LaTex da quando sono all’università visto che le dispense dei professori su cui studiavo meglio erano scritte appunto in LaTex. Poi ho deciso di prendere la situazione in mano poche settimane prima di chiedere l’inutile tesi triennale, il quale scopo è stato quello di avermi fatto imparare il LaTex.
Successivamente ho scritto la relazione per l’esame di costruzione di macchine, con la quale ho conosciuto la grafica vettoriale(Inkscape+textetxt) e l’importantanza delle figure.
Poi leggendo gli articoli di Agostino De Marco ho scoperto Sketch e da li TikZ/PGF……e come se avessi scoperto l’america.
Ora sto scrivendo la relazione per l’esame di costruzioni aeronautiche dove ho fatto interamente tutte le figure con TikZ/PGF e PGFplots. Visto che io ed i miei colleghi facevamo degli errori nel codice al Matlab, e quindi la geometria del velivolo cambiava spesso, ho fatto delle figure parametrizzate con questa in modo che ogni volta che cambiava qualcosa bastava cambiare una riga di codice.
Il risultato è scaricabile quiVisto che poi i velivoli sono tre con geometrie diverse, è convenuto fare delle figure in questo modo.
Per quanto riguarda la domanda sul tempo di apprendimento di tale pacchetti, ti posso dire che ho veramente imparato ad usarlo da quando ho fatto queste figure e non quando ho in cominciato a fare delle prove a caso.
Ti mentirei se ti dicessi che ci vuole poco tempo, ma una volta raggiunta una buona conoscenza del tipo di figure che vuoi disegnare il problema è risolto.Una cosa importantissima non è tanto sapere conoscere i singoli comandi di TikZ(che sono veramente una enormità) ma sapere cosa il pacchetto può fare e cosa no, in modo da consultare in modo efficiente il manuale ed ovviare alle limitazioni con programmi esterni come Inkscape o MatLab.
Ciao spero di non aver annoiato nessuno e di essere stato chiaro.
Qualcuno di voi ha mai disegnato qualcosa al LaTex?
Me lo fate vedere?
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Ciao.A questa pagina c’è un libro sul TikZ dove sono trattate i grafici a torta.
http://math.et.info.free.fr/TikZ/Exemples.html
a pag 91 del file.
Saluti
Michele
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Ciao,i grafici riguradano il dimensionamento a compressione dei pannelli dorsali del cassone alare di un velivolo.
Per quanto riguarda l’uso incrociato di di Matlab con PGFplots, semplicemente creo un file .m dove richiamo i dati finali dello studio numerico e li salvo in .dat per caricarli con il LaTex.
Poi nello stesso file .m creo direttamete il file .tex specifico per l’immagine che devo disegnare.
La domanda sorge spontanea: ma perché crei il file .tex dal Matlab?
Semplicemente perché quando uno richiama il file .dat con pgfplot nel modo seguente
`
\addplot[] table[x index=0,y index=1]{ .dat};
`non può richiamare in qualche modo un punto X che risulta essere una riga del file.dat, quindi, ad esempio, per mettere i valori delle line di livello nel secondo grafico, una volta ‘trovato’ al MatLab il punto dove posizionare il nodo e di quanto ruotarlo per renderlo tangente alla linea, scrivo al Matlab
`
fprintf(fid,['\\node[fill=white,font=\\tiny,inner sep=1pt,rotate=',num2str(ang),'] at (axis cs:',num2str(nodoX),','num2str(nodoY),'){',num2str(livello(ind)),'};\n']);
`Tutto qui.
Faccio così e non uso Matlab2tikz.m perché preferisco scrivere con mano cosa faccio.
Voi avete qualche altro modo con cui fate i grafici?
Questo è un’altro mio risultato:
Per il primo dei due, nel grafico ho disegnato dei pin creandoli come nodi con dentro il nome del flap e l’ \includegraphics che richiama il file .pdf con il profilo del flap.
In questo caso non ho saputo usare il comando per creare i pin con PGFplots.
Spero di aver risposto alle tue domande Ansys.
Saluti
Michele
20 Aprile 2010 alle 6:34 in risposta a: Font per simboli e grandezze matematiche ad ingegneria #44377::
ciao,Nella versione 1.3 del pacchetto PGFplots sono date due soluzioni, nella documentazione si trovano rispettivamente a pag.186 e 205. Io preferisco la seconda.
Lo svantaggio è la mancanza delle lettere sottotanti ad ogni subfigure ma a questo si può avviare facendo riferimento al grafico defiderato con i label ed i ref che mette a disposizione il pacchetto stesso.
Se vuoi vedere l’effeto con 4 grafici guarda questo topic.
Saluti
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Rieccomi.Ecco ciò che avevo in mente:
Purtroppo ho usato un codice un pò grezzo e non molto efficiente, infatti se il testo del titolo del capitolo risultasse più lungo di due righe(giustezza riga 0.6\textwidth per fare spazio all’aereo sulla destra) esce dal box nero diventando una schifezza.
Oltre tutto a volte conviene andare a capo, ma se lo si fa va a capo anche il titolo nell’indice, quindi è obbligatorio l’uso del titolo opzionale(intendo quello tra parentesi quadre) in modo da scriverlo solo su una riga sull’indice.
Comunque sia ecco il codice inserito sul file .cls:
`
\def\@makechapterhead#1{%
{\Huge\bfseries \@chapapp\space \thechapter}\hfill
\vskip 6pt
\hrule
\vskip 6pt
\tikzpicture
\draw[fill] (0,0) rectangle(\textwidth,1.7);
\node[anchor=north east] at (\textwidth-10pt,1.7){\includegraphics{a-300_capitolo.pdf}};
\node[anchor=north west] at (0,1.6){%
\begin{minipage}{0.6\textwidth}
\ifnum \c@secnumdepth >\m@ne\textcolor{white}{\huge\bfseries #1}\fi
\end{minipage}};
\endtikzpicture
\vskip 6pt
}
`Inoltre vi dirò che l’aereo che si muove anche sulla pagina dell’inizio del capitolo mi piace perché da continuità al Layout.
Fatemi sapere che ne pensate della testa del capitolo.
Saluti
Michele
::cmq il numero di pagina l’ho impostato su formato b5, all’interno dei settaggi di francyhdr:
Bè….si….Enrico Gregorio mi aveva detto di fare così, ma ho preferito lavorare sul file .cls perché è un Layot con cui devo lavorare con altre due persone che non sono molto dentro LaTeX quindi gli ho voluto semplificare la vita creando direttamente la classe e non riempire il preambolo di commandi.
Per la testa del capitolo sto provando varie soluzioni, ma devo dire che è difficile trovare il giusto equilibrio tra le cose che voglio fare.
Saluti
Michele
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