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La soluzione di Ivan mi soddisfa. Istruisce Latex a fare proprio quello che mi serve e che avevo chiesto.Nulla, il testo centrato mi serviva per scrivere dei comandi in sintassi SQL(Structured Query Language) tipo formule matematiche in stile Display in modo tale da essere centrati tra un capoverso e l’altro ed avere più ampio respiro nella pagina, cosi come le formule matematiche in stile display.
Enzo.
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OldClaudio come al solito, sarò anche ripetitivo, ma non mi stancherò mai di dirlo, le tue risposte sono eccelse e piu esaurienti che mai.
E’ un piacere leggerle, ci si appassiona.A quanto pare la “soluzione pratica”(l’ultima che hai scritto) sembra la più fattibile per due motivi, secondo me, il primo è dovuto al fatto che non sono ancora cosi pratico con LaTeX da saper fare tutte queste acrobazie per poter ottenere il risultato che voglio; la seconda è che, pur se ci riuscissi si snaturerebbe la filosofia di LaTeX, altrimenti esso stesso offrirebbe un metodo più semplice per farlo senza dover ricorrere a “trucchetti” particolari.
Ma poi, alla fine, dapperutto, nei testi, articoli, etc. etc. si trovano frasi del tipo, quanto appena detto è alla figura x pag. y, come tu stesso hai detto. Quindi nella mia tesi va più che bene questa soluzione.
Grazie infinite!
Enzo.
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cfiandra dice:Da quanto so, non credo si possa fare qualcosa per un caso particolare con fancyhdr… cioè secondo me non è possibile “capire” che hai introdotto un capitolo/sezione in modo fittizio, cosa che ottieni con il comando indicato.
Come non detto, ero sulla strada sbagliata allora! 🙂
Ciao, Enzo
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ilLinguista ha scritto:Continui a non leggere con attenzione l’Arte…
C’è scritto anche questo. Poi non prendertela se ti diciamo di leggerti un manuale. Leggitelo.
Io non me la prendo assolutamente sul fatto che mi si dice di leggere l’arte. Sono stati i toni con cui mi è stato detto ovvero con una certa arroganza e presunzione(ed anche questa volta!). Tutto qua. Però non capisco perchè sei ritornato sull’argomento. Se vogliamo riaprire la polemica facciamolo pure!!!! Se possiamo evitare meglio non credi?? punto primo!
Punto due, io l’arte la leggo nei limiti del possibile, anzi è la mia guida di riferimento. Ce l’ho sempre accanto a me quando uso LaTeX. Però non si può pretendere che si conosca a memoria ogni parola o rigo dell’arte. Permetti che alcune cose sfuggono???? Io sto scrivendo una tesi di laurea!! appare normale che alcune cose sfuggono dall’Arte seppur avendole lette!
Punto terzo, io di solito vado a consultare direttamente le documentazioni ufficiali dei vari comandi package o dichiarazioni come dir si voglia!!!
Punto quarto, spero che non si accantoni questa polemica, altrimenti mi costringete a non scrivere piu sul forum!!!
Punto quinto ed ultimo, sembra un accanimento nei miei confronti, visto che come mai il fatto di leggere l’Arte non è stato specificato anche all’OP(ovvero stiprox) che è un principiante anch’egli??? … e cosi come ad egli anche a tanti altri?
Ciao. Enzo
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Cfiandra ha scritto:dancko ha scritto:
Avevo intenzione di risolcerlo con il package fancyhdr modificando la relativa testatina.
In che modo?
Purtroppo non so risponderti. So solo che il package fancyhdr è proprio adatto a personalizzare le testatinee piedi. Infatti non sapendo come fare l’ho lasciata stare cosi la testatina dell’introduzione per poi risolverla con calma appena avrei avuto un po di tempo con fancyhdr. Probabilmente non si può neanche fare, non lo so.
Fortunatamente, nemmeno a farlo apposta ho avuto una risposta funzionante proprio ora da te 🙂
Ciao, Enzo
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Ciao Cfiandra
Mi sono accorto di aver lo stesso ed identico problema di stiprox anche io. Avevo intenzione di risolcerlo con il package fancyhdr modificando la relativa testatina.
Ma poi ho provato con \markboth{Introduzione}{Introduzione} come hai suggerito tu con un semplice comando è risolto!
Una curiosità ma dove va messo precisamente il comando \markboth{Introduzione}{Introduzione}?
Io l’ho messo subito dopo il comando chapter nel seguente modo e funziona:`\chapter*{Introduzione}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Introduzione}
\markboth{Introduzione}{Introduzione}
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Scusatemi, ma non capisco perchè wrapfig non è stato sviluppato in modo che potesse funzionare anche con testo “non puro” ma mischiato con codice come, ad esempio, lo sono gli elenchi numerati.
Nell’Arte si parla di ragioni estetiche.Però volevo fare una considerazione personale a proposito, anche se di tipografia capisco poco anzi proprio nulla non avendola mai studiata che è la seguente, sperando di non dire eresie:
io, ad esempio, nella mia tesi sto parlando del ciclio di vita dei sistemi informativi, il quale è composto da 6 fasi. Ora se si avvolge l’elenco delle 6 fasi attorno ad una bella foto che mostra le 6 fasi graficamente cosa c’è di strano o antiestetico? Oltretutto, una foto aiuterebbe non poco il lettore, facilitandogli la comprensione.Inoltre, alla fine, il risultato che ottengo in output(nel pdf per intenderci) sarà sempre “testo puro” che avvolge la foto. E’ nel file sorgente(il . tex per capirci) che il testo è mischiato con codice( del tipo \begin{enumerate}….testo….\end{enumerate}) ma nel file di output il risultato sarà una foto avvolta da “testo puro”(ovvero stringhe di caratteri), in ogni caso, sia se parliamo di elenchi numerati sia se non.
Ciao, Enzo.
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@OldClaudio come al solito sei sempre esauriente nelle tue risposte. Grazie infinite.
I tuoi consigli, ma in generale di tutti voi che siete esperti e colonne portanti del forum, sono sempre ben accetti! Li ascolto molto volentieri.Darò uno sguardo alla documentazione di Donald Arsenau.
Ciao.
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@OldClaudio grazie per il consiglio, mi tocca seguirlo anche perche cosi evito di avere risultati poco piacevoli.Ciao, Enzo.
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Bè devo ammettere che io ancora non ho studiato nulla sulle geometrie che una pagina può avere. Quindi sto provando a fare delle modifiche da profano senza effettuare nessun tipo di calcolo.Pero a quanto pare, non vorrei dire eresie, geometry aiuta molto in questo ed è adatto proprio per coloro che non hanno nessuna nozione sulle geometrie delle pagine.
Semplicemente inizializzando i parametri opzionali(top, bottom, right, left, ed altri) con dei valori espressi in unità di misura noti e senza fare nessun tipo di calcolo, ti permette di spostare il corpo del documento liberamente senza combinare troppi pasticci.
Enzo.
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lorenzo.pantieri dice:Se per ottenere qualcosa hai bisogno di codice “sporco”,probabilmente non stai facendo le cose nel modo giusto
Con biblatex (style=numeric) sono un paio di giorni che ci gioco e pian piano modificando un po i file correlati ho iniziato ad ottenere piu o meno i campi delle voci formattate come volevo, ma poi mi sono accorto che erano solo dei “sporchi” trucchetti che non mi portavano a nulla e quindi a questo punto meglio farla con \thebibliography nell’immediato.
Quindi tu vuoi dire che vale lo stesso anche per l’ambiente \thebibliography, ovvero se modifico lo stile standard dell’ambiente con codice codice “sporco” per ottenere dei risultati differenti da quelli per cui è stato pensato e sviluppato, non serve a nulla. Meglio lasciarlo cosi come è.
Enzo.
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lorenzo.pantieri dice:meglio passare a biblatex, si tratta di investire un po’ di tempo per impararlo e per riscrivere la bibliografia, ma è tempo molto ben speso, te l’assicuro.
Ho iniziato direttamente a scrivere la bibliografia con biblatex.
Però ci ho rinunciato subito perche lo stile numeric(che è quello che a me serve) non formattava i campi delle voci come io volevo e, per modificare, anche solo minimamente in piccola parte, i campi di ogni tipo di voce bibliografica è un casino assurdo.Ho provato ad aprire i file biblatex.def, standard.bbx, biblatex.sty, etc. ed ho visto che la cosa non è immediatissima. Ci vuole del tempo(ed appena finiro la tesi mi riprometto di dedicarlo a biblatex) che adesso non ho. Probabilmente per imparare a fondo biblatex ci vorrebbe una tesi di laurea a parte. 🙂 Ho provato anche a leggere la guida Ivan Valbusa che è necessaria ma non sufficiente e non basta da sola per poter effettuare delle modifiche profonde. Sono necessari e probabilmente sufficienti studi apporfonditi sul manuale proprio di biblatex(ibiblatex.pdf, “The biblatex Package”) ma ora non ho molto tempo per farlo. 🙁
Ciao, Enzo
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