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MI riferisco a moodle 2.3 appena rilasciato, ma è presente anche in moodle 2.2 e precedenti (fino alla 1.9 credo). Vai in amministrazione–>plugin–>Filtri–>Gestione FiltriTrovi verso il fondo Notazione TEX, abilita il filtro dal menù a tendina. Poi puoi andare in impostazioni per settarlo. Ora se vai a creare qualsiasi cosa nell’editor tinyMCE trovi un pulsante per inserire le formule matematiche. Da quel che ho letto (non ho provato) affinché funzioni devono essere inserire tra $$. Però qui leggi la documentazione perché non ricordo.
Per quanto riguarda la resa, a meno che tu non abbia moodle su un tuo server e tu ci abbia installato una distribuzione tex (dubito) il sistema utilezzerà mimetex sempre che l’host dove sei lo supporti (ho visto qualche esempio e graficamente non mi fa impazzire).
Comunque sono la persona meno indicata a spiegare moodle. Sto mettendo in piedi un mio sito (già sistemato il tema ed altro) ma sono solo 2 settimane che mi studio moodle e ce n’è da imparare! Oltrettutto la 2.3 ha introdotto un bel po’ di novità e mi devo riguardare la documentazione.
Fine OT, scusate, ma mi sembrava giusto condividere quel poco che so.;-)
::OldClaudio” post=74455
Se proprio debbo fare le pulci ai font di Claudio, che uso sempre quando ne ho bisogno e che ritengo essere tra i più leggibili, ci sono due cose che per il mio gusto estetico si potrebbero migliorare: lo iota sottoscritto, che non sembra affatto uno iota, e lo spazio tra il circonflesso e la lettera sottostante, che per me è troppo piccolo.
Ma Claudio sa bene perché ha fatto quelle scelte, perciò ignorate il mio commento 🙂
Sì, credo che sia opportuno sapere perché ho fatto quelle scelte; quando ho cominciato a lavorare con METAFONT sui caratteri greci sono partito dai font di Silvio Levi, greco di nascita e ora prof di matematica, se ricordo bene, negli USA. Li pubblicò nel 1991 e i sui esempi nonché i suoi file di documentazione sono solo per Plain TeX; LaTeX2e non esisteva ancora. La soluzione che Silvio aveva trovato per le due forma della sigma minuscola era una soluzione farraginosa, che si basava su legature, ma trovai che era molto meglio realizzare le legature in modo diverso e così feci, liberando nella tavola dei 256 font gestibili con TeX e LaTeX negli anni ’90 molto spazio per altri caratteri e altri segni analfabetici. I font di Silvio sono solamente bitmapped; non ne esiste la versione Type 1.
I parametri grafici scelti da Silvio erano basati su quelli dei Computer Roman, compresa l’altezza degli accenti sulle lettere sulla quali dovevano trovarsi; identici a quelli dei CM; la iota era a bastoncino; forse era anche un modo per imitare i font Didot senza copiarli integralmente; i font Didot della GreeFont Society hanno la iota sottoscritta a forma di “amo da pesca”, senza l’arpione; cioè una piccola iota. La iota sottoscritta di Silvio era una specie di bastoncino verticale o una goccia, che mi ricordava moltissimo la iota sottoscritta che avevo trovato nei miei libri di testo a liceo, per cui conservai la forma di Silvio. Visto che disegnavo quei font quando erano già apparsi i font EC decisi di creare i nuovi font greci con i parametri grafici dei font EC, molto simili a quelli dei font CM, ma non identici; scelsi la stessa serie di corpi ottici dei font EC, anzi usai lo stesso identico algoritmo per determinare i parametri grafici in base al corpo. Mentre Silvio aveva fatto solo i font “regolari” (per i font latini diremmo la forma “tonda”) e poi successivamente anche la forma sans serif, io feci tutte le forme e le serie Degli EC compresa la forma per le slide. Sottoposti al giudizio del TUG Ellenico, ne ricevetti subito non solo una approvazione entusiasta, ma anche suggerimenti di miglioramento e la richiesta di altre forme, come per esempio la forma che contiene solo il contorno, oppure la forma con le minuscole graziate, oppure il bel font Lipsiano, ricreato da zero partendo da un testo pubblicato in greco dalla Tipografia Teubner di Lipsia. Migliorando la qualità dei font e tracciandoli prima con autotrace e poi con potrace ho creato anche la versione vettoriale Type 1. e verso il 1997 divennero i font greci di default per il sistema TeX.
Tommaso ha ragione quando trova un po minimalista la iota sottoscritta a bastoncino o a goccia; ma a me piaceva perché non ne conoscevo altre dai tempi del mio liceo ed era piuttosto difficile realizzare al forma a uncino, che per altro sono riuscito a realizzare nel font Lipsiano. Invece per la distanza degli accenti dalle lettere sottostanti non ho mai pensato che potesse esserci un problema; io il problema l’avevo avuto quando era necessario impilare un circonflesso sopra uno spirito o sopra una dieresi, perché rischiavo di eccedere l’altezza non solo del carattere ma dell’intero font, così da no poter mantenere gli avanzamenti di riga ugualia quelli che vengono imposti di default con i caratteri latini e anche con quelli cirillici.
Complessivamente ho disegnato 944 polizze di 256 caratteri con più forme e più serie di quelle dei font EC, con gli stessi corpi ottici, ma con un driver generale per ogni font dal quale METAFONT può estrarre le dimensioni (moltiplicate per 100) e creare corpi ottici di qualunque dimensione compresa fra 5pt e 99.99pt.
Quando uscirono i font Latin Moder, con file di definizione di famiglie forme e serie ridotte rispetto a quelle dei font EC, ho pensato di ridurre anch’io la moltitudine di polizze; ho creato i file .fd per fara coesistere i miei font greci con i font Latin Modern, ma si tratta solo di avere gli stessi corpi, non disegni diversi. Usando il pacchetto teubner si può usare un comando che crea i file .fd per i font greci che vadano d’accordo, come coprpi con i font Times, Palatino, fourrier, eccetera, ma ovviamente si tratta solo di cuna compatibilità di nomi delle famiglie e dei copri, non una variazione di disegno.
Oggi non sarei più disposto a spendere circa quattro anni per fare i “miei” font con i parametri stilistici dei Times, Palatino, Fourier, eccetera; ognuna di queste operazioni potrebbe richiedere alcuni mesi grazie al fatto che METAFONT, mi consente di riutilizzare i programmi già scritti per i font EC; dovrei tutta via estrarre da ogni collezione, per ogni famiglia serie e forma i parametri metrici del disegno, si tratta di circa 150 parametri per ogni font; e un errore anche piccolo su uno qualunque di essi potrebbe portare a brutture indescrivibili. Ecco perché i “miei” font, resteranno quelli lì e chiunque, visto che si tratta di software rilasciato sotto al licenza LPPL può metterci le mani e farci quello che io non mi sento più di fare.
Vista la mia età potrei “dipartire” prima di aver finito i lavoro.Questa piccola storia non si trova scritta da nessuna parte, ma non serve per giustificare delle scelte, alcune delle quali furono forzate, e altre eseguite senza tante considerazioni nella mia “beata” solitudine di precursore, quando nemmeno i greci, tranne Silvio Levi, avevano preso nessuna iniziativa per dotarsi almeno di una collezione completa di font di default da usare come noi usiamo gli EC (o loro surrogati). Penso che possa interessare a un apio di persone, non credo che più di due siano arrivate a leggere fino a qui.
Ciao
ClaudioIo sono stato il terzo!:) Interessante e affascinante, certo un lavoro “mostruoso” quello sui font che hai fatto (ma meno male che l’hai fatto!). Una curiosità. Visto che citavi il font lipsiano cioè il pacchetto teubner se si volesse utilizzare quello, il preambolo come andrebbe modificato? (prima di combinare qualche altro mio pastrocchio). Mi piacerebbe vedere la resa anche di quei font…
Devo essere sincero, mi serviva solamente qualcosa di “veloce” per essere subito “operativo” nel mio piccolo, ma ad ogni post sorgono domande e curiosità nuove e si vuole capire il perché di certe soluzioni…:grin: Siete contagiosi!
::illinguista1972″ post=74446
Hai fatto bene a segnalarlo: il pot-pourri (che è un delizioso piatto della cucina francese) che hai fatto è quello di usare le lettere italiane accentate mescolate ai segni canonici del markup corrispondente alla codifica LGR.
Invece per quanto riguarda i segni << ... >> in ambiente greco sentiamo che cosa ci dicono Lorenzo e Tommaso 😉
A pagina 161 dell’Arte c’è scritto qualcosa in proposito, e visto che quella parte era stata attentamente vagliata da OldClaudio prima di essere approvata, credo che almeno lì le cose siano giuste 😉
Se proprio debbo fare le pulci ai font di Claudio, che uso sempre quando ne ho bisogno e che ritengo essere tra i più leggibili, ci sono due cose che per il mio gusto estetico si potrebbero migliorare: lo iota sottoscritto, che non sembra affatto uno iota, e lo spazio tra il circonflesso e la lettera sottostante, che per me è troppo piccolo.
Ma Claudio sa bene perché ha fatto quelle scelte, perciò ignorate il mio commento 🙂
Finché il documento è tutto in greco, il font non pone particolari problemi, per come la vedo io. Quando ci sono altre lingue, invece, si tratta di scegliere un font che si adatta bene con i caratteri latini del resto del documento. Chissà che l’amico che sta facendo il lavoro sui font non ne tenga conto 🙂
Per quanto riguarda il piatto francese… L’ha scritto Lorenzo, ma rispettando le regole di traslitterazione, e non trovando scorciatoie. 🙂
Ciao
TommasoChiarissimo tutto, io stesso ho ammesso di aver fatto un pot-pourri utilizzando le vocali accentate; tuttavia scrivendo in italiano e greco, dovendo caricarle per l’italiano, non vedo perché non usarle anche per il greco. Capisco che le convenzioni siano diverse e le rispetto, mi adeguo. Ho fatto solo osservare la cosa. Tutto lì.
::OldClaudio” post=74434Stai facendo un pot-pourri di regole di scrittura; se funziona, continua pure, ma non commettere gli errori che vedo: il segno < serve per lo spirito aspro in greco e due di seguito producono die spiriti aspri a meno che la parola che segue non cominci per vocale (greca_ accentata o semplice; analogamente > serve per lo spirito dolce e due di seguito producono due spiriti dolci. per avere le virgolette alte doppie aperte e chiuse la documentazione non da nessuna indicazione, perché in greco antico non si usavano e in greco moderno si usano solo le virgolette uncinate che si ottengono con (( e )) rispettivamente.
Siccome tu stai citando dei brevi passi di greco classico togli le virgolette.
Per il resto fa come è stato indicato in un altro filone di questi giorni; se vuoi usare la codifica LGR, non caricare solo inputenc con l’opzione utf8 che andrà poi bene anche per il greco, ma la traslitterazione è eseguita da lgreek e il file di codifica LGRx; leggi il messaggio 74235.
Io farò un pot-pourri, comunque non è farina del mio sacco, è un esempio di greco tratto da L’arte di Pantieri, pag. 160. Per cui il pot-pourri che ho fatto, e che non ho capito, l’ha fatto anche qualcun altro… o no? Io ho solo utilizzato le vocali accentate, ma a parte quello, per il resto l’esempio è copiato pari pari. L’originale:
`
\begin{otherlanguage*}{greek}
Th| p’anta dido’ush| ka‘i
>apolambano’ush| f’useiid’hmwn
l’egei; <ap’olabe, <‘o j’eleic>>.
L’egei d‘e to~uto o>u
katajrasun’omenos, >all‘a
peijarq~wn m’onon ka‘i
e>uno~wn a>ut~h|.
\end{otherlanguage*}
`
::
Forse hai ragione, nell’arte non se ne fa menzione, almeno per quel che riguarda in greco politonico. Tuttavia è meglio scrivere
`kaì`o come vorrebbe l’Arte
`k'ai`
PS.: non è un’apostrofo, ma il risultante di ALT+96 (del tastierino numerico)?
Poi è chiaro che le convenzioni vanno mantenute.
::
Ho modificato leggermente il preambolo per poter usare anche le lettere accentate (scoprendo l’acqua calda, c’è scritto nell’Arte, lol:oops: , così:`
\documentclass[a4paper,12pt]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[greek,italian]{babel}
\languageattribute{greek}{polutoniko}
\begin{document}
\begin{otherlanguage*}{greek}
Th| p'anta dido'ush| kaì
>apolambano'ush| f'useiid'hmwn
légei; <ap'olabe, <`o jéleic>>.
Légei dè to~uto o>u
katajrasun'omenos, >allà
peijarq~wn m'onon kaì
e>uno~wn a>ut~h|.
\end{otherlanguage*}
\end{document}
`Le accentate mi tornano utili sia per l’italiano che per il greco, evitandomi un po’ di traslitterazione. Oppure non dovrei usarli così?
Da profano, a me la resa dei font piace.
::illinguista1972″ post=74409
Grazie a tutti ora è tutto più chiaro. Mi rimangono solo 2 questioni:
1) poter utilizzare font maggiori di 12pt
2) poter aumentare l’interlinea
Se riuscissi a capire anche questi 2 problemucci sarebbe il massimo. Grazie ancora per la pazienza e la disponibilità.:wink:
Ma si può mai sapere a chi e a che cosa serve un corpo maggiore di 12 punti? Ci sarà un motivo per cui si può scegliere nell’intervallo 10-12pt, no?
Prova con extbook, per esempio. Ma caratteri greci più grandi di 12 punti sono orribili.
Ciao
TommasoCapito, grazie.
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