Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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2 Giugno 2015 alle 20:17 in risposta a: Toptesi: la prima pagina del \mainmatter inizia su pag. pari #101927::
Ciao Ivan,
grazie di nuovo.
Mi sembra scomodo sostituire tutti i \cite perché ho parecchi file annidati e sarebbe facile dimenticare qualche sostituzione o inserire errori.
Anche se sul link c’è l’esempio per tutti i comandi, non ho capito la funzione che ha \textcites poiché senza aggiungere la “mia” modifica dà lo stesso risultato di \cite. Ho cercato anche sul manuale di biblatex ma non ho trovato una buona descrizione.Alla fine ho inserito`\let\cite\textcite`e funziona molto bene
Ciao
Marco
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Grazie ivan,
ho seguito il consiglio di prendere come esempio il tuo link.
Vorrei usare questo codice:
`\usepackage[autostyle,italian=guillemets]{csquotes}
\usepackage[style=authoryear-comp, backref, hyperref, useprefix]{biblatex}
\newrobustcmd*{\parentexttrack}[1]{%
\begingroup
\blx@blxinit
\blx@setsfcodes
\blx@bibopenparen#1\blx@bibcloseparen
\endgroup}
\AtEveryCite{%
\let\parentext=\parentexttrack%
\let\bibopenparen=\bibopenbracket%
\let\bibcloseparen=\bibclosebracket}
\addbibresource{Bibliografia/bibliografia.bib}`Per poi usare il comando `\textcites{…}`Il problema è che finora ho sempre usato`\cite{…}` A dire il vero non ho capito la differenza tra i due comandi, però visto che sarebbe piuttosto scomodo sostituire tutti i cite, ti chiedo: conosci un modo per trasformare il codice sopra per modificare e poter tenere il comando che usavo in origine?Ciao
Marco
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Al momento non dispongo di un dizionario però cercando in Google la parola e leggendo, ad esempio, le prime tre voci, lecco che esaustivo esiste ed è sinonimo di esauriente. Quindi perché non usarlo? In effetti l’ultima voce che il motore di ricerca propone nella pagina collega a un forum dell’Accademia della Crisca. Li spiegano perché non si debba usare esaustivo. Però dicono anche che se non si abusa dei sinonimi, l’utilizzo diventa lecito.Lo so che sono solo voci su internet (non autorevoli come un vero e proprio dizionario) ma è l’unico modo che ora ho per partecipare alla pignoleria.
Marco
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Grazie a entrambi per le spiegazioni!Giusto per evitare equivoci:
OldClaudio” post=99553
Marchetto, non so perché vai a cercare quelle cose in rete, quando le hai nel tuo hardisk. Se apri il terminale e vi scrivi dentro texdoc suftesi, dopo aver premuto il tastoti si apre il pdf con lo stesso documento che hai trovato in rete. OVVIAMENTE, SEMPRE CHE TU ABBIA UNA DISTRIBUZIONE COMPLETA DI TEX LIVE O DI MIKTEX!
Ma se hai una distribuzione completa, oltre ad avere già tutto a bordo, hai anche i sorgenti.
La distribuzione installata è completa (TexLive) e, cosa fondamentale, texdoc è uno dei primi comandi che ho memorizzato quando ho iniziato a giochicchiare con Latex. Il messaggio era destinato alle colonne portanti di questo forum, i pochi, se non gli unici che potevano rispondere alla mia domanda. So che i link in questo caso erano superflui ma il forum è frequentato anche da meno esperti (leggi marchetto) che potrebbero interessarsi alla domanda e che talvolta sono anche pigri (leggi ancora marchetto) e potrebbero gradire i collegamenti diretti ai file in questione. Ad ogni modo una rinfrescata alla teoria non fa mai male.
OldClaudio” post=99553Apri il file suftesi.dtx che dovrebbe essere nelal cartella …/source/latex/suftesi/; vedrai nel dettaglio come ha fatto Ivan a scrivere la documentazione.
Avevo già aperto il .dxt ma, sempre per pigrizia, non sono arrivato a leggere il codice fino a riga 108 poiché, scoraggiato dal non aver familiarità con questi file, sono scappato subito.
ivan” post=99558Aggiungo soltanto che quel preambolo è una giungla. Non l’ho mai rifinito decentemente, perché i dtx sono file che di solito vengono visti solo dell’autore del pacchetto… Dovrò ripulirlo prima o poi 🙂
Complimenti per il lavoro già fatto. il manuale ha un aspetto molto piacevole.
Ciao
Marco
::A golden_boy che” post=99260…a me darebbe molto fastidio prendere di meno (o di più in una relazione) solo in base all’aver scritto 11 o undici… non ha un senso nè logico nè adatto ad un ambito in cui si deve valutare il lavoro pratico.
Giusto per chiarire: non ho mai scritto che l’articolo è per l’università. Certo per scopi scolastici a volte si può essere più flessibili su certe regole che su altre, sempre evitando di inciampare in cadute di stile. Però credo che, almeno nel mio caso, lasciando lasco il controllo su queste formalità, andando avanti col tempo ci si dimentichi la vera forma da usare. Non sarebbe quindi brutta cosa applicare sempre quelle regole, se non altro per non dimenticarle proprio come è successo a me con i numeri scritti in lettere o in numeri.
Marco
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Nel frattempo ho trovato la risposta, è riportata in Arstexnica n.5 nell’articolo di Guiggiani, Mori, “Consigli su come non maltrattare le formule matematiche”.Riporto un pezzo del testo:
”
• I numeri inferiori a venti11 vanno in lettere.
Per esempio: il pignone ha undici denti.
• Se un numero rappresenta una misura precisa,
va in cifre. Per esempio: il lato è lungo 1,5 m.
• Se è una misura indicativa va in lettere, purché
il numero non sia troppo grande (quando
è scritto). In questo caso è facile arrotondare,
tanto non interessa se un posto è lontano
un chilometro o 1123 m (tranne alcuni casi
specifici). Quando si riportano numeri approssimati
anche le unità di misura vanno scritte
per esteso. Si scrive dunque “tra circa venti
metri” e non “tra circa 20 m”.
• Se il numero appare accoppiato a un altro che
va scritto in cifre, anche questo va in cifre.
Per esempio va scritto: ci sono 10 soggetti del
primo tipo e 154 del secondo.
• Mai cominciare
”
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