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Elrond” post=83946
Edit 2: rileggendo il tuo messaggio penso di avlor interpretato male. Ovviamente Emacs riconosce il layout del sistema operativo su cui si trova, quello che intendevo prima (sono stato poco chiaro) è che Emacs non lo utilizza su Windows 😉In realtà Emacs anche su Windows usa il layout di tastiera del sistema operativo, come si può facilmente vedere scegliendo ad esempio quello americano, quelli che gestisce internamente sono i tasti modificatori: Control, Meta, Alt, Super e Hyper.
Ciao,
Matteo
::Doc” post=83945
Ma come? Emacs non riconosce il layout di tastiera di un DE linux? E io che scrivo spesso, anzi spessissimo in greco, come dovrei fare? 😕Non dobvrebbero esserci problemi, su Mac OS e Windows Xp uso abitualmente layout di tastiera personalizzati che si comportano come quello di Linux, il problema che ha Marco secondo me è dovuto all’uso di Control, che Emacs vede come modificatore, immagino che l’errore sia “C-è is undefined”.
::Elrond” post=83898
Se non mi sono perso qualche pezzo della discussione il problema è che Marco87 non trova la home per Emacs su Windows 8. La guida che hai linkato arriva a Windows 7 e 2008 e dice che su W7 il percorso dovrebbe essere C:\Users\username\AppData\Roaming ma questa cartella sembra non esserci su W8 (non è che va creata manualmente?).Sono stato poco chiaro, volevo dire che il percorso ~/.emacs è il modo universale per indicare la posizione del file di configurazione all’interno di Emacs, cioè che usando Emacs per aprirlo `C-x C-f ~/.emacs` si è certi che venga salvato nella posizione giusta. Per scoprire il percorso in cui viene creato si può usare dired `C-x d ~`. A questo punto il problema può essere come scrivere la tilde con la tastiera italiana, ma è un argomento ampiamente discusso sul forum.
Ciao,
Matteo
::Elrond” post=83889Grazie. Speravo in una risposta più utile per capire dove vada l’init file su Windows, quel percorso va bene solo nei sistemi Unix
Secondo la documentazione ufficiale di emacs quel percorso dovrebbe funzionare anche su windows, un’alternativa che funziona su tutti i sistemi operativi è il file init.el all’interno di .emacs.d.
::Elrond” post=83855Anche a me piace molto DejaVu Sans, però Zenburn è un tema nato per Vi, non puoi usarlo! 👿 (ovviamente scherzo, sinceramente non mi importa granché della guerra fra Emacs e Vi)
Credo che la lista di sistemi operativi che uso abitualmente indichi chiaramente la mia refrattarietà alle guerre di religione 😉 , a meno che si parli di LaTeX contro Word 👿 .
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Sono l’unico autore della guida che non ha ancora spiegato perché usa Emacs, provvedo subito a colmare la lacuna.Per me il principale vantaggio di Emacs è che mi permette di avere un ambiente per modificare file di testo (c, python, xml, html, LaTeX sono i formati che frequento più spesso) in maniera coerente a prescindere dal sistema operativo: Mac OS 10.6, Windows XP e qualche esperimento con linux a casa, Mac OS 10.4, Windows XP, Vista e 7, più qualche server linux in ufficio. La cartella .emacs.d è sotto controllo versione per avere la stessa configurazione su tutte le macchine che uso abitualmente, in più ho anche una copia di Emacs per Windows su una chiavetta che ho sempre in tasca per modificare file sui computer su cui lavoro saltuariamente. Per non farmi mancare nulla un paio di estensioni per Firefox e Thunderbird mi permettono di usare Emacs come editor per i campi testuali delle pagine web (come quello in cui scrivo questo post) e le email.
Nonostante le innumerevoli funzioni di Emacs le due che più mi mancano quando uso un altro programma sono piuttosto banali: la ricerca incrementale e il kill ring. La ricerca dei dettagli nel manuale di Emacs è lasciata come esercizio al lettore.
Per quanto riguarda la grafica sono nel 50% che disattiva la barra dei comandi, anche se non sono ancora arrivato a disattivare i menu per affrancarmi completamente dal mouse. Secondo me un edtor di testo deve avere un font facilmente leggibile (per me una buona scelta è DejaVu Sans) e una buona combinazione di colori (da quando ne ho scoperto l’esistenza mi sono innamorato di Zenburn), tutto il resto sono dettagli, in particolare quando si usa Emacs a schermo intero suddiviso in più finestre.
Ciao,
Matteo
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Su mac OS X con il comando emacs da terminale si avvia la versione preinstallata, che non ha l’interfaccia grafica, se non vuoi cambiare le tue abitudini puoi definire un alias emacs=”open -a Emacs” nel file di configurazione della tua shell (bash di default su OS X). L’uso del comando open ha il vantaggio di non avviare una seconda istanza di Emacs se lo usi più volte.Ciao,
Matteo
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Il manuale di Emacs è più preciso:
C:\Documents and Settings\username\Application Data fino a XP e C:\Users\username\AppData\Roaming da Vista in avanti, a meno che non ci sia un file .emacs in C:\ oppure la variabile d’ambiente %HOME% non sia impostata.Ciao,
Matteo
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[OT]
Alla domanda “Emacs può fare…?” la risposta è normalmente sì, la cosa difficile può essere scoprire come farlo.
Emacs può leggere e scrivere in un’infinità di codifiche diverse (infinità è un’esagerazione ma le 889 codifiche disponibili nella mia installazione sono davvero tante). Per scegliere la codifica di lettura dopo aver aperto un file e aver scoperto caratteri strani puoi usare il comando revert-buffer-with-coding-system, associato di default alla combinazione di tasti “C-x RET r”; per scegliere la codifica in cui salvare il file il comado set-buffer-file-coding-system, associato a “C-x RET f”.
[/OT]Ciao,
Matteo
29 Aprile 2012 alle 15:26 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72652::Liverpool” post=72114
Tu hai provato (eventualmente con numeri diversi che sforino la memoria)? Lo puoi confermare? Se sì, come te lo spieghi?Ciao
Ho provato con gli stessi numeri del tuo esempio e posso confermare che il primo non compila mentre il secondo sì. Non conosco i meccanismi interni di pgfplot per cui non azzardo spiegazioni.
Ciao
Matteo
29 Aprile 2012 alle 14:47 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72650::
Il numero di disegni non è ininfluente sulla quantità totale di memoria utilizzata. Dopo aver trovato il numero massimo di campioni con cui il grafico del sombrero compila senza errori (54 sulla mia macchina) ho inserito una copia identica del grafico e la compilazione è fallita, usando external va tutto bene, anche con copie multiple del grafico più pesante.Ciao
Matteo
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Le tabelle grandi sono un problema a prescindere dallo strumento utilizzato per comporle, il limite è dato dalle dimensioni di pagina, per tornare al tuo esempio, una matrice 35×35 su foglio A4 senza margini ha le celle di 8,5×6 mm^2, poco più di due quadretti di un quaderno scolastico; LaTeX, Word, l’html, l’incisore che prepara a mano l’acquaforte non possono fare miracoli.Ciao
Matteo
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