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  • in risposta a: Adobe Reader X #57771
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    Android, non so quanto sia complicato portarlo anche sui veri e propri sistemi operativi GNU/Linux.

    Un bagno di sangue, in ogni caso senza sorgenti è (quasi, ma in realtà è) impossibile. Android è su architettura ARM e la maggior parte delle distro non ha la versione ARM, o per lo meno non è la più supportata, quindi è ancora più impensabile pensare di farcela.

    Ecco che succede a usare programmi non liberi: dipendi completamente dallo sviluppatore, non c’è la possibilità che qualcun altro possa mettere mano al programma per effettuare il porting.

    E’ un po’ OT ma quoto in pieno.

    Ciao Alberto

    in risposta a: Booklet #55544
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    Da una rapida prova sembra funzionare, anche se credo di capire che distrubuisca il testo (lasciando quindi delle pagine bianche) sul numero di pagine preordinato. Io devo riempire 8 facciate di un formato A5 e se non ho testo a sufficienza (ma l’avrò nella versione definitiva) mi lascia, appunto, delle pagine bianche. Ora sono su un pc di servizio e non posso verificare se ciò che ipotizzo è vero, ma lo farò presto.

    Lui riempie le pagine in base al testo che gli metti e con l’ordine prefissato. Se per esempio quello che hai scritto occupa 5 pagine al compilatore servono 2 fogli per far stare tutto ma questo comporta che le pagine 6/7/8 rimangano bianche. (ovviamente il discorso si ripete anche con 4n+1 pagine completate che fa restare bianche le pagine 4n+2/4n+3/4n+4)

    Spero di aver reso l’idea.

    Ciao Alberto

    in risposta a: Booklet #55540
    in risposta a: Booklet #55539
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    Un amico deve stampare un opuscoletto in A5 composto di due fogli A4 (che verranno quindi piegati e puntati in mezzo); tutte le otto facciate avranno delle parti scritte. Ho visto che c’è il pacchetto Booklet e che l’argomento è stato anche trattato qualche anno fa sul forum. Confesso che ho provato a leggere il breve manuale di Peter Wilson del pacchetto, ma non l’ho trovato chiarissimo e facendo un po’ di prove non sono riuscito ad ottenere il risultato desiderato: un testo distribuito in sequenza nelle otto facciate dei miei due fogli A4, tutto qui 😆
    C’è qualcuno che avrebbe un codice semplice semplice da postarmi?
    Ciao,
    Luca

    Vedi se questo ti può andare bene:

    `
    %Impostazioni globali
    \documentclass[a4paper,12pt]{article}
    \usepackage{hyperref}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}

    \usepackage[1to1,print]{booklet}
    \setlength{\topmargin}{1in}

    \usepackage{geometry}
    \geometry{centering}
    \geometry{width=108.5mm,height=170mm}

    \begin{document}
    \setpdftargetpages



    \end{document}

    `

    Ciao Alberto

    in risposta a: [OT} Su mac, creare un archivio .zip per Windows #54746
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    Mi dite un modo per creare su mac un archivio “pulito”, ovvero senza la roba Mac?

    Guarda qui:
    http://www.silzenna.net/2009/03/08/mac-creare-zip-files-da-terminale/

    Ciao Alberto

    in risposta a: LaTeX + git #50977
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    ciao a tutti,
    sto preparando un documento che descrive come usare git in accoppiata con latex.
    Diciamo, quasi una guida 🙄
    La licenza è CreativeCommons Attribution-NonCommercial-ShareAlike.

    E da un po’ che aspettavo un messaggio del genere, ogni tanto tento di dire nel forum che si può utilizzare anche git per “sviluppare” documenti con LaTeX e tenere traccia delle modifiche (tipo nel topic per la nuova versione dell’Arte dei mitici Lorenzo&Tommaso) e privatamente lo faccio da un po’. Appena ho un attimo di tempo [1] do una occhiata a tutto quello che hai fatto sperando di esserti d’aiuto.

    Ciao Alberto

    [1] La rete dell’università non mi consente di scaricare le nulla da git e neanche di scaricare il file .pdf

    in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47453
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    Grazie per la disponibilità, ma no: sono contrario. L’Arte prende è la sintesi di tantissimi contributi, certo, ma ritengo opportuno che le scelte (linguistiche e contenutistiche) non siano fatte “cooperativamente”. Maggiore è il numero di persone che lavora a un progetto, maggiore è il numero di compromessi; a un certo punto, il tempo impiegato per coordinare un lavoro diventa più di quello impiegato per scriverlo.
    Credo che l’Arte in inglese ci sarà, e state sicuri che chiederò aiuto sul forum, come ho sempre fatto. Insomma, direi di procedere come abbiamo fatto finora: mi pare una ricetta che si è rivelata vincente… 😉

    Ok tu sei il CEO dell’Arte e quindi decidi tu, nessun problema. Nel caso di versione in inglese vedrò di dare il mio contributo, se riesco, riportando degli appunti sul testo.

    Ciao Alberto

    in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47442
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    Per quanto riguarda la traduzione inglese… Quanto prendi all’ora? 😉

    Penso che nessuno di voi due venga pagato per “sviluppare” l’Arte, inoltre la rilasciate in modo gratuito quindi a mio modo di vedere chi si vuole offrire lo dovrebbe fare in maniera volontaria.

    Detto questo che è stata una precisazione, se si mettesse tutto on-line (L’Arte allo stato attuale) con un sistema di controllo di versione la traduzione potrebbe essere fatta nel modo divide et impera da più persone, si potrebbe forkare il progetto e in maniera molto “meccanica” modificare i periodi in italiano con quelli in inglese. In quel caso darei la mia disponibilità a partecipare, non posso dire di avere una profonda conoscenza dell’inglese (solo esame TOEFL all’università) ma il mio apporto ad un progetto così non potrei non darlo.

    Ciao Alberto

    in risposta a: Non riesco a terminare la compilazione #49185
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    Penso di aver risolto,
    mi ero dimenticato l’ \end{document} !
    Inserendolo tutto torna alla normalità, grazie comunque per la tua risposta 😀

    Nessun problema, può capitare di dimenticare un pezzo.
    Quando scrivo i documenti in LaTeX e apro un ambiente/comando/altro prima di concentrarmi su quello che va dento cerco sempre di chiudere quell’ambiente in modo da non fare quell’errore, finchè si tratta del \begin{document} … \end{document} si può trovare “facilmente” ma con altri ambienti (ed i relativi errori in fase di compilazione) può diventare snervante la caccia al tesoro 😉

    Ciao Alberto

    in risposta a: Non riesco a terminare la compilazione #49183
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    Ciao a tutti,
    sto imparando a scrivere con il LaTex da pochissimo tempo,
    uso TeXShop su Mac OS X 10.6.4,
    mi capita alcune volte di non riuscire a ottenere il file pdf dal file sorgente, ovvero compilando non sembrano esserci errori ma la console si ferma cosi

    Potresti prendere un sorgente tra quelli che danno questo problema e postarlo?

    Ciao Alberto

    in risposta a: Creare file .epub #47957
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    Ma il compilatore c’è… è il compilatore che hai usato per generare l’HTML.
    Il formato è infatti basato proprio sull’XHTML, quindi la compilazione è esattamente quella. Da lì non si scappa.

    Si ma non vorrei farlo in più passaggi ma in uno solo. Di fatto il formato .epub non è altro che un .zip a cui è stata cambiata l’estensione e che ha le cartelle in un certo modo. All’interno di queste cartelle ci sono dei file esseziali che se mancano di informazioni importanti rendono illeggibile il file, questo file cambiano di volta in volta a seconda del documento che stai considerando.
    In questi giorni ci lavoro e vedo cosa ne può venire fuori sfruttando il convertitore “tex to html”.

    Se ciò che vuoi è arrivare al file definitivo con un solo comando, e nessuno ci ha già pensato prima, basta che ti scriva uno scriptino che esegua automaticamente i vari passaggi.

    Infatti è quello che al momento fa il mio sciptino, ma pensando ad un file complesso (capitoli, figure) il mio scriptino fallisce. Quindi magari c’era già un pezzo di un compilatore (una versione di testing di texlive per fare un esempio) che faceva il lavoro che volevo in modo che io gli dia in pasto il .tex e lui mi dia il .epub con i capitoli/sezioni/immagini/tabelle “alla LaTeX”.

    Forse non ho capito io ciò che intendi, ma non c’è e non ci potrà mai essere una strada migliore di questa.

    C’è sempre una strada migliore.

    Ciao Alberto

    in risposta a: Creare file .epub #47955
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    Googolando qualche minuto ho visto che non sembrerebbe troppo difficile:
    LaTeX → (X)HTML → .epub

    Si ok, ma io cercavo un compilatore che lo facesse partendo dal file .tex (nello stesso modo del pdflatex), per ora ho bypassato il problema con un piccolo programmino in python che mi genera un file spartano .epub partendo da un html ma mi piacerebbe di più un compilatore, ripeto, alla pdflatex.

    Ciao Alberto

    in risposta a: Come gestire progetti voluminosi con Windows e Mac? #44997
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    Per mantenere la sincronia fra i due ambienti di lavoro ti conviene prendere in considerazione qualche sistema di controllo delle revisioni il maggiore impegno iniziale si ripaga con una netta riduzione dei problemi durante il lavoro.

    In questo senso il controllo di versione è lo strumento perfetto, soprattutto per grandi progetti (per piccoli progetti non so quanto ne valga la pena).
    LaTeX ha file di testo come i sorgenti dei programmi quindi il controllo di versione lavora alla perfezione.
    Personalmente penso che il programma che meglio svolge questa funzione sia Git, pensato per il controllo di versione per i programmi ma estendibile senza problemi anche ad altri progetti (sia i programmi che i file LaTeX nascono da semplici file di testo).
    Ci sono però alcune “noie” che si devono superare all’inizio:
    – si deve trovare un “posto” on-line che possa gestire un repository, io personalmento ho uno spazio su Github.
    – si deve imparare quel minimo di sintassi per poter fare i commit e i push/pull.

    Altra cosa che potrebbe tornare utile per migliorare la velocità del sistema è tenere sotto controllo di versione solo i sorgenti dei file, quindi per intenderci solo i .tex (o eventualmente particolari .sty creati da noi), non ha invece senso tenere sotto controllo di versione i file .idx, .aux, .toc ne tantomeno .pdf, .dvi.

    my 2 cents,
    Alberto

    in risposta a: Che mondo sarebbe senza le ” Arti ” di Pantieri… #43198
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    un testo è diviso in capitoli section e subsection… ma la presentazione in cosa????

    Teoricamente anche la presentazione è divisa in sezioni e sottosezioni e lo noti quando scegli un stile che inserisca la “navigation bar” in cui viene mostrato una specie di diagramma ad albero che mostra come è strutturato il documento e evidenzia in quale sezione/sottosezione ti trovi.

    Si fa una confusione tra frame e section …. di sicuro ho notato che qualcosa se non la si scrive in section non è nell’indice …. ma allora le frame a cosa servono…isolano gli argomenti ???..

    \begin{frame}…\end{frame} è l’ambiente che devi mettere quando vuoi creare una nuova diapositiva (o slide).

    Poi mi chiedo cosa controlla Latex???…il numero di diapositive e il numero di frasi in ognuna di esse???….perchè a me capita che per lunghi elenchi di punti il sistema cerca di metterle tutte in una pagina (che poi nel PDF sono piu d una in versione non stampabile) tagliando la parte eccedente….

    LaTeX fa quello che può per mettere tutto nella frame che tu dici ma quando la “cosa” è troppo grande anche lui non può fare i miracoli. Anche l’autore deve controllare con le cose e in generale una presentazione con, in una slide, un elenco puntato chilometrico non è proprio il massimo dal punto di vista della chiarezza.

    Poi c’è da dire che se mando a schermo intero ho 2 belle striscie di nero sul monitor che circondano la presentazione … è normale???… con power point le diapositive occupano l’intero monitor….

    Per questo c’è un’opzione che al momento non ricordo, se ne era parlato un po’ di tempo fa sul forum.

    Infine come controllo la risoluzione con Beamer???…nel senso che mi hanno detto di creare diapositive in 1024*768 pixel…

    Questo non mi pare avere troppo senso, la risoluzione è una proprietà dello schermo( eventualmente esterno) o del proiettore e non di beamer. Ha senso invece dire che lo schermo su cui dovranno essere proiettate lavorerà a 1024*768 quindi avrai che il tuo schermo sembrerà un po’ “piccolo” e probabilmente le proporzioni/distanze tra le cose saranno sfalsate rispetto a come le vedi in una risoluzione 1280*800, in ogni caso con Beamer non dovresti averei problemi perchè crei una presentazione in .pdf e le proporzioni non vengono modificate al cambio della risoluzione essendo il formato .pdf vettoriale (qui potrei sbagliarmi).

    Ciao Alberto

    in risposta a: Formato eps non riconosciuto #42218
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    Ok grazie.anche voi utilizzate eps2pdf o qualche altra utility?

    Sulla mia openSUSE si chiama epstopdf ma praticamente è lo stesso programma, da linea di comando semplice ma funzionale.

    Ciao Alberto

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