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Volevo sapere, quindi, se sia possibile inserire in un documento book impaginato in a4 delle pagine formato a3.
Vi ringrazio anticipatamente dell’attenzione e delle eventuali risposte.Ciao.
Come fai ad inserire un A3 in un A4?
Anche ponendo a zero i margini resta sempre un foglio A4…Puoi dare un’occhiata ai seguenti pacchetti:
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geometry. Per dimensionare la pagina A4;
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chngpage. Per modificare singole pagine del documento;
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longtable. Per la gestione di tabelle lunghe;
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lscape. Per ruotare il contenuto delle pagine.
Oppure dai un esempio minimale della questione per capire meglio il problema.
Ciao,
Roberto.
::ma che ne dite di dare uno sguardo a memoir?
Sicuramente valida, ma l’OP non ha fornito indizi sulla classe in uso, quindi era più semplice suggerire l’uso del pacchetto universalmente considerato il più appropriato.
Riguardo la gestione del formato della carta e dell’impaginazione, memoir e geometry hanno approcci diversi e forse l’utilizzo del secondo è più “diretto” (si tratta solo di un’opinione personale e come tale dovrebbe essere considerata).
E’ vero, non si specifica la classe. Volevo solo dare un impulso per utilizzare questa classe che reputo molto interessante e completa, adatta ad ogni tipo di documento:
Salve, è possibile specificare nel preambolo dimensioni del foglio di carta diverse dalle solite opzioni di \documentclass ? A me servirebbe una dimensione del foglio di 17×24 cm.
Forse lui non ha ancora iniziato a comporre il suo documento, allora perché non dare uno sguardo ad una nuova classe?
Concordo in pieno sul fatto che, iniziato un documento con una classe, è preferibile dare i ritocchi vari con i singoli pacchetti disponibili. Il fatto è che geometry non mi sconfinfera più di tanto 😕 , tuttavia a volte lo uso comunque, data la facilità di utilizzo nelle impostazioni di base.
Ciao,
Roberto.
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Ciao.So che può essere complicato cambiare classe, ma che ne dite di dare uno sguardo a memoir? Oltre ad avere una documentazione formidabile, ha varie opzioni che tengono conto dell’area di scrittura e della vera dimensione del foglio in cui si stampa. Inoltre include in se numerosi pacchetti che non hanno così bisogno di essere caricati.
Ciao,
Roberto.
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Ciao.Ovviamente il problema sta in \linespread. Problema noto (qui).
Soluzione: usare il pacchetto setspace con questa sintassi:
`
\usepackage{setspace}
.
.
.
\begin{singlespace}
\begin{longtable}{…}
…
\end{longtable}
\end{singlespace}
`Semmai puoi ridefinirti l’ambiente longtable per implementare direttamente l’interlinea singola.
Ciao,
Roberto.
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Ciao.Qua sopra c’è il link al documento principe dei simboli: The Comprehensive LaTeX Symbol List
Ciao,
Roberto.
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Ciao.
Se hai l’obbligo di utilizzare il documento in *.dvi non so come aiutarti perché non lo uso, però se il formato PDF ti aggrada puoi inserire l’output del primo documento come una qualsiasi immagine nel secondo documento (così è proprio l’output pdf). Altrimenti verbatim credo che sia il più indicato, ma non lo conosco.Ciao,
Roberto.
::Oppure prendendo la definizione di proof:`\usepackage{amsthm}
\makeatletter
\newenvironment{tfa}[1][\tfaname]{\par
\pushQED{\qed}%
\normalfont \topsep6\p@\@plus6\p@\relax
…`Stavi scherzando, vero?
Ciao
EnricoSi… stavo scherzando… 😳
Ho saltato la parte della numerazione romana, inoltre è decisamente più semplice utilizzare la definizione di proof piuttosto che creare la nuova definizione da zero.Però la label me la restituisce in cifra (?).
Scusate la distrazione!
Ciao,
Roberto.
::Oppure prendendo la definizione di proof:`\usepackage{amsthm}
\makeatletter
\newenvironment{tfa}[1][\tfaname]{\par
\pushQED{\qed}%
\normalfont \topsep6\p@\@plus6\p@\relax
…`Stavi scherzando, vero?
Ciao
EnricoMmmh, perché? Visto che Vasco voleva un ambiente identico a proof, perché non utilizzarne la definizione? Tanto più che amsthm lo ha già caricato…
E poi mi funziona…Cosa ho sbagliato?? 😕
Ciao,
Roberto.
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Oppure prendendo la definizione di proof:
`
\usepackage{amsthm}
\makeatletter
\newenvironment{tfa}[1][\tfaname]{\par
\pushQED{\qed}%
\normalfont \topsep6\p@\@plus6\p@\relax
\trivlist
\item[\hskip\labelsep
\itshape
#1\@addpunct{.}]\ignorespaces
}{%
\popQED\endtrivlist\@endpefalse
}
\providecommand{\tfaname}{Teorema Fondamentale dell'Algebra}
\makeatother
`Ciao,
Roberto.
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Ciao.
Come suggerito da fabusdr, la cosa logica è proprio cercare il sorgente della documentazione di listing (il dtx) ed estrarci la parte relativa all’indice:`
\csname @twocolumntrue\endcsname
%\maketitle %%tralasciato per il momento
%\enlargethispage{2\baselineskip} %%anche questo superfluo
\csname @starttoc\endcsname{toc}
\onecolumn
`Tuttavia, anche in base alla classe utilizzata (in listing.dtx usa ltxdoc ma è lo stesso con le altre), non dà proprio un bel risultato se non con qualche piccola modifica:
`
\twocolumn
\csname @twocolumntrue\endcsname
\csname @starttoc\endcsname{toc}
\onecolumn
`Facendogli capire che è twocolumn.
Anche in questo caso non è proprio soddisfacente: termina la prima colonna fino a \textheight e poi si sposta sulla seconda colonna, col risultato che un indice lungo una colonna e mezzo risulta esteticamente inaccettabile, anche perche il twocolumn cambia pagina alla fine dell’opzione.
Io penso che, come di’ano a Pisa, <
> sia l’utilizzo del pacchetto multicol.
Un esempio potrebbe essere:`
{\noindent\hfill\Large\bfseries\contentsname\hfill}
\begin{multicols}{2}
\csname @twocolumntrue\endcsname
\csname @starttoc\endcsname{toc}
\end{multicols}
`Ovviamente i colori presenti in listing.dtx, provengono da hyperref, mentre i puntini dipendono dalla classe usata.
Ciao,
Roberto.
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Ciao.Comunque per gli altri stili del pacchetto fncychap il problema non c’è, basta usare solo il pacchetto appendix…avete idea del perchè?
Perché nel pacchetto fncychap, l’opzione Bjarne è l’unica che utilizza il controllo \ifinapp che si diceva, il quale gestisce proprio la questione che riguarda l’essere o meno all’interno di un’appendice. Insomma, non è programmato per funzionare se non usando il comando \appendix. Per renderlo compatibile con lo stile appendix andrebbe un po’ modificato uno dei due pacchetti, forse meglio fncychap. Vedremo, magari qualcun’altro può darci una mano e qualche indicazione 🙄 …
A proposito, avete una idea di dove reperire qualche documento in rete per avvicinarmi alla programmazione in LaTeX?O esistono solo libri sull’argomento?
Io, personalmente ho imparato le poche cose che so iniziando dal Beccari, poi utilizzando il forum, leggiucchiando il TeXBook ma soprattutto leggendo i codici e i doc dei vari pacchetti.
Ciao,
Roberto.
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Ciao
C’ho spippolato un po’ ma non ne vengo molto a capo. Andrebbe controllato a modo il richiamo di \ifinapp che fa il pacchetto fncychap. L’unico modo che mi ha risolto il problema è stato quello di scrivere così:
`
…
\begin{appendices}\appendix
\chapter{La mia appendice}
…
\end{appendices}
…
`Con tale comando fncychap sa di essere nell’appendice. Non conosco però le potenzialità del pacchetto appendix, quindi non so se il comando \appendix crea degli effetti indesiderati.
Comunque andrebbe visto meglio il comportamento del comando \appendix sui file di definizione della classe book, ma mi sembra, a prima vista, che non crei particolari disagi al pacchetto ed all’ambiente appendices.
Facci sapere 🙂Ciao,
Roberto.
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