stefy84

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  • in risposta a: ricerca dell’eroore in una parte della mia tesi #38651
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    Grazie mille della disponibilità sono riuscita ad individuare gli errori ed a compilarlo.

    in risposta a: ricerca dell’eroore in una parte della mia tesi #38646
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    Perche non riesco a compilre con texmaker dove è l’errore????
    Ed inoltre ho anche pctex ma non so come si compila e si vedono i file in pdf, chi sa dirmelo??

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    %
    % CAPITOLO I DELLA TESI
    %
    %===========================================================================
    \chapter{CALCOLO DELLE PROBABILIT\`A}
    \pagestyle{myheadings}\markboth{CALCOLO DELLE PROBABILIT\`A }
    %============================= PARAGRAFO 1==================================
    \section{Introduzione}
    Il Calcolo delle Probabilit\`a \`e il ramo della matematica che
    studia il concetto di probabilit\`a, precisandone il contenuto e le
    regole formali, sviluppandole in un’ampia teoria.\\Lo studio della
    Probabilit\`a risale al XVI e XVII secolo; nasce dai giochi
    d’azzardo che traggono origine dall’antico gioco dei dadi. La
    corrispondenza tra Fermat e Pascal iniziata nel 1654 quando un
    problema fu posto a Pascal da un giocatore d’azzardo francese,
    condusse all’introduzione dei concetti di base, quali {\itshape
    probabilit\`a} e {\itshape aspettazione}.\\ Lo studio di tali
    problematiche fu intrapreso da vari autori e nel 1657 apparve quello
    che pu\`o essere considerato il primo trattato di probabilit\`a,
    {\bfseries {De Ratiocinio in ludo aleae}}, di Ch. Huygens. \`E
    importante, in questa fase di sviluppo, il lavoro di Giacomo
    Bernoulli che nel suo libro, {\bfseries {Ars Coniectandi}}, presenta
    i fondamenti dello studio del problema delle prove ripetute.
    Un’altra tappa fondamentale si ha con la {\bfseries {Th\’eorie
    analitique des Probabilit\’es}} di P.S. de Laplace, apparsa nel 1812,
    che presenta in una teoria organica gli sviluppi classici del
    Calcolo delle Probabilit\`a.\\ I contributi pi\`u importanti sono
    dati dallo studio dei processi aleatori che ha inizio con i processi
    a catena introdotti da Markov e si sviluppa poi con Kolmogorov, a
    cui \`e dovuta la formalizzazione del Calcolo delle Probabilit\`a
    pi\`u nota ed utilizzata.\\ Il Calcolo delle Probabilit\`a ha avuto
    uno sviluppo enorme a partire dall’inizio del XX secolo e ci\`o \`e
    collegato all’importanza sempre maggiore che esso ha assunto nelle
    applicazioni. Infatti in tutte le scienze sperimentali si riconosce
    nei fenomeni osservati la presenza di una componente casuale, e
    quindi si afferma sempre di pi\`u l’insufficienza delle leggi
    deterministiche nel descrivere i fenomeni, e di conseguenza la
    necessit\`a di ricorrere a leggi probabilistiche, le quali non
    predicono esattamente il risultato, ma specificano le probabilit\`a
    dei vari risultati possibili.\newpage
    \section{Definizioni di Probabilit\`a}
    \begin{enumerate}
    \item {\scshape definizione classica}\\ {\itshape La probabilit\`a di un evento
    \`e il rapporto tra i casi favorevoli all’evento e il numero di casi
    possibili, purch\’e questi siano equiprobabili}.\\ Questa
    chiaramente non \`e una vera definizione in quanto postula il
    concetto di uguale probabilit\`a.\\ \item {\scshape definizione
    frequentista}\\ {\itshape La probabilit\`a di un evento \`e il
    limite della frequenza dell’evento quando il numero delle prove
    cresce indefinitamente}.\\ Si definisce {\itshape frequenza relativa
    di occorrenza di un evento}, il rapporto $$\frac{\nu}{n}$$\\ dove
    $\nu$ indica il numero di volte in cui l’evento si verifica in
    \emph{n} prove tra loro indipendenti. Tuttavia anche la definizione
    frequentista si presta a varie critiche, in quanto si basa su un
    postulato empirico, {\bfseries la legge empirica del caso}, legata
    all’osservazione che per un gran numero di fenomeni traducibili in
    esperimenti casuali consistenti in \emph{n} prove ripetute, il
    verificarsi o meno di un prefissato evento esibisce talune
    regolarit\`a; e la frequenza, per \emph{n} sufficientemente grande
    tende a stabilizzarsi intorno ad un valore limite che, qualora
    individuabile, potrebbbe essere assunto come stima della
    probabilit\`a.\\
    \item{\scshape definizione soggettiva}\\ {\itshape La probabilit\`a
    di un evento \`e il grado di fiducia nel verificarsi dell’evento, o,
    operativamente, \`e la somma che si giudica equo pagare in una
    scommessa per ricevere 1 se l’evento si verifica e 0 se l’evento non
    si verifica}.\\ Questa definizione deve rispettare le condizioni di
    “equit\`a” e “coerenza”; cio\`e non si possono fissare le
    probabilit\`a dei vari eventi in modo tale che, con un’opportuna
    scelta di scommesse, si abbia una vincita certa o una perdita certa.
    La critica a questa definizione \`e legata al fatto che la
    probabilit\`a di un evento varia da persona a persona.
    \end{enumerate}
    \section{Teoria della Probabilit\`a}
    \subsection{Concetti di base}
    \begin{itemize}
    \item \emph{esperimento casuale:} processo di cui non sia prevedibile
    con certezza il risultato o lo sviluppo ma di cui \`e sempre
    possibile definire e precisare i possibili esiti
    \item \emph{prova:} ogni singola esecuzione dell’esperimento casuale
    \item \emph{spazio campione $\Omega$:} l’insieme dei possibili
    risultati dell’esperimento casuale. Pu\`o essere finito, numerabile
    o continuo
    \item \emph{eventi elementari o punti campione $\omega$:} sono i
    possibili risultati dell’esperimento casuale, cio\`e sono gli
    elementi dell’insieme $\Omega$
    \item \emph{evento:} \`e un sottoinsieme di $\Omega$; si dice che
    l’evento E si verifica quando il risultato $\omega$
    dell’esperimento casuale effettuato appartiene ad E. Il
    concetto di evento \`e inscindibilmente legato a quello di
    \emph{osservabilit\`a} e di \emph{misurabilit\`a}, cio\`e deve
    potersi stabilire se il risultato dell’esperimento casuale,
    appartiene o meno ad E; deve anche essere possibile
    “misurare” l’evento, ossia associare ad E una misura
    P(E).
    \end{itemize}
    \subsection{Assiomatizzazione}La Teoria matematica
    del Calcolo delle Probabilit\`a si basa su un insieme di assiomi
    dai quali deriva una teoria intrinsecamente coerente. La validit\`a
    della teoria va poi verificata mettendo a confronto i risultati
    teorici con i dati sperimentali. Gli assiomi stessi sono fissati in
    modo da tradurre in forma qualitativa le propriet\`a suggerite da
    osservazioni di natura empirica.
    \subsubsection{Assiomatizzazione di Kolmogorov}
    \begin{definizione}
    Una famiglia $\mathcal{A}$ di parti di $\Omega$ si dice
    \textbf{algebra} su $\Omega$ se soddisfa: \begin{enumerate}
    \item $\Omega \in \mathcal{A}$
    \item $\mbox{se}\; A,\;B \in \mathcal{A}\Rightarrow A \cup B\in \mathcal{A}$
    \item $\mbox{se}\; A \in \mathcal{A}\Rightarrow \bar{A}\in \mathcal{A}$
    \end{enumerate}
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Una famiglia $\mathcal{F}$ di parti di $\Omega$, costituisce una
    $\sigma-$\textbf{algebra} su $\Omega$ se sussistono le seguenti
    propriet\`a:\begin{enumerate}
    \item $\Omega \in \mathcal{F}$
    \item $\mbox{se}\; {A_{n}}\in \mathcal{F}\;\;\;\;\forall{\emph{n}}\in \mathbb{N}\,\Rightarrow\, \displaystyle \bigcup_{n=1}^{+\infty}{A_{n}\in \mathcal{F}} $
    \item $A \in \mathcal{F}\Rightarrow\bar{A}\in \mathcal{F}$
    \end{enumerate}
    Osserviamo che una $\sigma-$\textbf{algebra} \`e un’algebra chiusa
    rispetto alle operazioni di unione, intersezione, e complementazione
    di eventi, ripetute anche un numero infinito di volte; ci\`o
    garantisce che mediante queste operazioni si generano altri eventi.
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Una $\sigma-$\textbf{algebra} $\mathcal{F}$ su $\Omega$ si dice
    \textbf{generata} da una famiglia $\mathcal{G}$ di sottoinsiemi di
    $\Omega$ se ogni $\sigma-$\emph{algebra} su $\Omega$ contenente
    $\mathcal{G}$ contiene $\mathcal{F}$.
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    \textbf{$\sigma-$algebra di Borel}, $\mathcal{B}$, \`e la
    $\sigma-$algebra generata dalla famiglia degli aperti della
    topologia naturale su $\mathbb{R}$ , i cui elementi vengono detti
    \emph{boreliani}
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    \textbf{Spazio Probabilizzabile} \`e la coppia
    ($\Omega$,$\mathcal{F}$), dove $\Omega$ \`e uno spazio campione ed
    $\mathcal{F}$ \`e una $\sigma-$algebra generata da sottoinsiemi di
    $\Omega$\
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Sia $E\,\in\mathcal{F}$ un evento di $\Omega$ tale che
    $E\,\neq \emptyset.$ L’evento E \`e detto
    \textbf{evento elementare} se non si pu\`o ottenere come unione di
    altri eventi; intersecandolo con un qualsiasi altro evento fornisce
    l’evento impossibile o se stesso.
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Sia $(\Omega,\mathcal{F})$ uno spazio probabilizzabile. Si dice
    \textbf{misura di probabilit\`a} sullo spazio campione $\Omega$ una
    funzione
    $$P:\mathcal{F}\longrightarrow \mathbb{R} $$ che gode delle seguenti
    propriet\`a:
    \begin{enumerate}
    \item $P(A)\geq 0\;\;\; \forall A\in \mathcal{F} $
    \item $P(\Omega)= 1$
    \item (additivit\`a numerabile) se $\displaystyle \{A_{n}\}_{n \in \mathbb{N}}$
    \`e una successione di eventi
    incompatibili, cio\`e tali che
    ${A_{i}\cap A_{j}}={\emptyset }\;\;\forall\,i\neq j\;\mbox{allora}\:$
    $$P(\displaystyle \bigcup_{n\in \mathbb{N}}A_{n})=\displaystyle
    \sum_{n\in\mathbb{N}}P(A_{n})$$
    \end{enumerate}
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Ogni tripla ($\Omega$,$\mathcal{F}$,P), dove $\Omega$ \`e uno spazio
    campione, $\mathcal{F}$ una $\sigma–$algebra, P una misura di
    probabilit\`a su $\Omega$, \`e detta \textbf{spazio di
    probabilit\`a}
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Un evento A si dice \textbf{quasi certo} se $P(A)=1$
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Un evento A si dice \textbf{quasi impossibile} se $P(A)=0$
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Due \textbf{eventi} A e B, si dicono \textbf{indipendenti} se:
    $$P(A \cap B)=P(A)\cdot P(B) $$
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Siano A e B due eventi qualsiasi, \textbf{la probabilit\`a} di A
    \textbf{condizionata} dall’evento B si indica con $P(A|B)$ ed \`e
    tale che:$$P(A|B)=\frac{P(A\cap
    B)}{P(B)}\:\:\:\:\:\:\mbox{se}\:P(B)\neq 0$$
    \end{definizione}\newpage
    \subsubsection{Variabili Casuali} Nella Teoria della Probabilit\`a
    \`e fondamentale il concetto di \emph{variabile
    casuale}\footnote{useremo l’abbreviazione v.c.}; infatti nella
    maggior parte degli esperimenti casuali, la variabile che esprime il
    numero richiesto non assume un unico valore, ma pi\`u valori che
    dipendono dai risultati degli esperimenti aleatori considerati.
    Nasce quindi l’esigenza di introdurre un nuovo concetto di variabile
    che coinvolga intrinsecamente la struttura degli eventi e la misura
    di probabilit\`a definita su di essa.
    \begin{definizione}
    Sia E un insieme, $\varepsilon$ una $\sigma-$algebra su E, \emph{g}
    un’applicazione di E in $\mathbb{R}$; si dice che \emph{g} \`e
    $\varepsilon-$\textbf{misurabile} se la controimmagine tramite
    \emph{g} di un boreliano \`e un elemento di $\varepsilon$
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Consideriamo uno spazio di probabilit\`a ($\Omega$,$\mathcal{F}$,P);
    una funzione
    $$X:\Omega\longrightarrow \mathbb{R}$$ si dice \textbf{v.c.} se \`e
    $\mathcal{F-}$misurabile, ovvero se la controimmagine di un
    boreliano \`e un evento.
    \end{definizione}
    \begin{definizione}
    Data una v.c. $X:\Omega\longrightarrow \mathbb{R}$ si dice \textbf{funzione
    di distribuzione} di X, la funzione
    $$F_{X}:\mathbb{R}\longrightarrow[0,1]$$cos\`{\i} definita: $F_{X}=P(\omega\in\Omega:X(\omega)\leq
    x)\equiv P(X\leq x)\equiv P(X^{-1}(-\infty,x])$
    \end{definizione}
    Osserviamo che la funzione di distribuzione \`e definita $\forall
    x\in \mathbb{R}$, ogni v.c. possiede una funzione di distribuzione ma vv.cc.
    distinte possono avere la medesima funzione di distribuzione.\\
    {\large{Propriet\`a della funzione di distribuzione}}:
    \begin{enumerate}
    \item$ F_{X}\mbox{ \`e non decrescente in }\mathbb{R}$, ossia $$ \forall x_{1},x_{2}:x_{1}