cfiandra

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  • in risposta a: Classe memoir spaziatura formule matematiche #73393
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    Sartori” post=72437Salve a tutti,

    non sono nuovo all’utilizzo di latex ma sto utilizzando per la prima volta la classe memoir per scrivere la tesi. Essendo una tesi scientifica nel testo ci sono parecchie formule, molte nell’ambiente displaymath e alcune anche su più righe.

    Quando vado a compilare e a produrre il pdf però mi succede spesso che si creino grandi spazi bianchi tra una sezione e un’altra o tra sottosezioni perchè ad esempio una formula è dovuta andare nella pagina nuova. Ho fatto qualche prova e ho notato che, mentre con altre classi (report, article) latex regola lo spazio tra formula e testo prima e dopo di essa in modo da riempire il più possibile uniformemente la pagina, con la classe memoir questo spazio è fissato e il solo spazio che cambia è quello tra sezioni. Chiaramente però in questo modo mi ritrovo spesso con brutti e grandi spazi bianchi…

    Volevo sapere se c’è qualche impostazione da dare per riportare questo comportamento alla “normalità” perchè non vorrei dover passare pagina per pagina il mio documento per eliminare questi spazi con qualche “trucchetto”

    Grazie

    Ciao,

    non puoi riportare un esempio minimo che riproduca il tuo problema (il preambolo, alcune sezioni test e formule)? Io ho usato un paio di mesi fa memoir per appunti in cui le formule erano parecchie, ma non ho riscontrato tale effetto.

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: guida beamer #73241
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    cristina” post=72299Ciao a tutti.. dovrei realizzare la presentazione per la discussione della tesi.. Ho realizzato la tesi in latex e volevo fare anche la presentazione in tale modo.. ma ho un pò di problemini con il beamer.. io ho una guida in inglese.. qualcuno ha qualche guida in italiano?
    grazie mille in anticipo a tutti

    Il mio è un consiglio di parte :D: su questa pagina trovi alcune informazioni su un tema creato appositamente per la tesi, di cui esiste anche la documentazione in italiano.

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Intestazione e frontespizio con beamer #73188
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    Number22″ post=72248Ho fatto qualche prova, però con l’opzione `useoutertheme{infolines}` le informazioni non vengono visualizzate bene, sono tagliate e molto piccole. Inoltre se è presente non riconosce il comando `\frametitle`! Vedo se è il caso di cambiare radicalmente tema, grazie per le dritte!

    Considera che su questo sito trovi una galleria con molti temi predefiniti e puoi provare a configurare tema-colore. Non ci sono tutti, ma è un buon inizio.

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72667
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    lorenzo.pantieri” post=72162
    Allora, vediamo di metterci d’accordo sulla terminologia. In questo codice
    `\addplot`
    “color” è la chiave, “blu” è il valore, “color=blue” è l’opzione. Di solito quando il valore di una chiave è “true”, questo si può sottointendere e scrivere soltanto la chiave. Nel comando \addplot, se do semplicemente “blue” questo equivale a “draw=blue”, “fill=blue” o a “color=blue”? E se “thick” e “smooth” sono chiavi, quali sono i loro valori?

    Ti ho risposto in merito a color e thick nel mio precedente messaggio (con un edit recente e molto interessante sulla spiegazione delle chiavi per i colori :D)

    lorenzo.pantieri” post=72162
    Hai perfettamente ragione… scusami! 🙁 Ho rimediato, questo è il risultato:

    Continuo a trovare il grafico più piccolo (e anche spostato un po’ a sinistra rispetto agli altri due), ma forse è solo una mia impressione…

    Per robitex: ho letto l’articolo, ma cercavo qualcosa di un po’ più semplice per disegnare la gamma. Il metodo suggerito da Liverpool è decisamente facile: in definitiva, una volta generato il file con i dati, basta l’istruzione
    `\addplot [unbounded coords=jump] {gamma.txt};`

    Grazie mille! 🙂

    Di un grafico puoi specificare la dimensione con:

    `
    \pgfplotsset{width=….}
    `

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72660
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    lorenzo.pantieri” post=721382.
    Qual è la chiave corrispondente al valore “thick”? In altre parole: “blue” è come dire “color=blue”; “thick” a che cosa è equivalente?

    Ti posso rispondere in merito a questo. 🙂 La parola chiave thick corrisponde a scrivere:

    `\draw[line width=0.8pt](0,0)–(1,0);`
    Informazioni complete su tutte le parole chiave riguardanti lo spessore dei segmenti le trovi nella sottosezione 15.3.1 Graphic Parameters: Line Width, Line Cap, and Line Join.

    Per il colore, no la relazione non è corretta. Se scrivo:

    `\draw[blue](0,0)–(1,0) node

    {Ciao};`
    automaticamente anche la label “Ciao” diventa blu. Come mai? Perché definire un colore nelle opzioni automaticamente definisce: 1) colore del segmento, 2) colore del riempimento, 3) colore del testo. L’analogo di:

    `\draw[blue](0,0)–(1,0) node

    {Ciao};`
    è:

    `\draw[draw=blue,text=blue](0,0)–(1,0) node

    {Ciao};`
    Quello che si fa di solito è definire la colorazione in modo generale e poi cambiare solo la parte che serve. Ad esempio, per far si che la label “Ciao” sia rossa mantenendo il segmento blu:

    `\draw[blue,text=red](0,0)–(1,0) node

    {Ciao};`
    Se invece volessi costruire un box con segmento per il bordo blu, riempimento con blu sfumato e testo rosso al centro:

    `\draw[blue,fill= blue!10,text=red](0,0)–(1,0)–(1,0.5)–(0,0.5)–(0,0) node[above right]{Ciao};`

    EDIT: ho trovato una spiegazione migliore su come impostare i colori. Riporto due commenti di Andrew Stacey da questa risposta:

    When you use color=black then that is a meta-command which sets all colours to black: line colour, fill colour, and text colour. If you want to override any of those then you have to reset it afterwards.
    The order of doing things is more commonly important than not. That 2+3 = 3+2 ought to be surprising – the fact that it isn’t is merely because we’re so familiar with it that we don’t notice the oddity. But almost everywhere else, order matters. In Norway there is a children’s song which translates roughly to: “Open window, look out – hello weather, how are you?”. Imagine the difference if you first put your head out of the window and then opened it.

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: problemi di compilazione #73090
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    Annalis” post=72100mi fornite qualche indirizzo da cui posso scaricare Texlive….ancora una domanda:può entrare in conflitto con altri programmi?devo disinstallare qualcosa?

    http://www.tug.org/texlive/

    Io comunque prima disinstallerei MikTeX se proprio vuoi installare TeXLive.

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Pedici su due righe. #73107
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    Val” post=72096Salve a tutti,
    mi scuso se questo problema è già stato risolto, ma spero sarete pazienti (trovo anche difficoltà a esprimere chiaramente quello che vorrei ottenere).
    Nella mia tesi ho necessità inserire un simbolo di “estremo inferiore” (\inf) con pedice in cui compaiono troppe variabili per poter essere inserite in modo “elegante” una di seguito all’altra. Come potrei fare per richiedere al programma di scrivere su due righe le variabili che dovrebbero comparire sotto al simbolo \inf?
    Scusate la confusione e grazie in anticipo.

    Ciao!

    Cerca nell’Arte il comando:

    `\substack`

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Problema footmisc con beamer #73102
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    GennaroTedesco” post=72094Ciao a tutti,

    ho un problema con l’utilizzo del pacchetto footmisc con la classe beamer.
    Premetto che sono a conoscenza del fatto che in una presentazione è meglio
    evitare di utilizzare note a fondo pagina; nel caso in questione preferisco
    mantenerle in quanto si tratta esclusivamente di una pagina in cui viene riportato
    l’abstract di un articolo e le note a fondo pagina mi servono per richiamare
    un paio di referenze.

    Con il seguente codice`\documentclass[mathserif]{beamer}
    \usepackage[english]{babel}
    \usepackage[utf8x]{inputenc}
    \usepackage{microtype}
    \usepackage[multiple,flushmargin]{footmisc}

    \usetheme{CambridgeUS}
    \useinnertheme{rounded}
    \useoutertheme{infolines}
    \usecolortheme{seahorse}

    \begin{document}
    \begin{frame}
    \begin{center}
    \begin{minipage}{.70\textwidth}
    Testo Testo Testo Testo Testo Testo Testo Testo
    \footnote{\beamerbutton{prima}}\footnote{\beamerbutton{seconda}}
    \end{minipage}
    \end{center}
    \end{frame}
    \end{document}`
    la gabbia di minipage non viene centrata ma viene giustificata a sinistra. Se tolgo
    il pacchetto footmisc tutto funziona a dovere, ma vorrei mantenerlo perché
    introduce l’opzione multiple per numerare le note (magari ci saranno anche
    altri modi per farlo ma non li conosco). Avete qualche idea del perché si comporti
    in questo modo?

    Ciao e grazie,
    Gennaro

    Devi usare le opzioni definite da Beamer. Ho tolto il minipage che non mi sembrava essenziale e migliorato il preambolo.

    `
    \documentclass{beamer}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8x]{inputenc}
    \usepackage[english]{babel}

    \usepackage{microtype}
    \usepackage[multiple,flushmargin]{footmisc}

    \usetheme{CambridgeUS}
    \useinnertheme{rounded}
    \useoutertheme{infolines}
    \usecolortheme{seahorse}

    \begin{document}

    \begin{frame}{My frame with footnotes}
    Testo Testo Testo Testo Testo Testo Testo Testo
    \footnote[frame,1]{\beamerbutton{prima}}\footnote[frame,2]{\beamerbutton{seconda}}
    \end{frame}
    \end{document}
    `
    Risultato grafico:

    [attachment=245]prova3.pdf[/attachment]

    Ciao
    Claudio

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    in risposta a: spezzare un box creato con tikz su più pagine #72456
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    Matemax” post=72047Sicuramente con mdframed si può spezzare un box a fine pagina però non riesco ad integrare il mio codice tikz o tcolorbox con il pacchetto mdframed.

    Come ha detto Enrico, se non riporti un esempio che riproduca esattamente il problema (se ben ricordo, avevo riprodotto il tuo esempio con tcolorbox, ma siccome era un esempio semplice non andava su due pagine -> perché quindi spezzare in due 😕 ) è difficile darti un consiglio. La prima cosa che mi viene in mente è: non puoi adattare il testo in modo tale da non dover spezzare la box?

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria #72951
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    Marco87″ post=72049Ciao Claudio,

    Onestamente ammetto di avere creato la classe, basata su memoir, “copiando” alcune cose che ho visto in giro: lo stile dei capitoli in questa discussione

    Il link che hai inserito rimanda alla stessa discussione in cui ci troviamo… 🙁

    Ciao e grazie,
    Marco.

    😳 Non mi ero accorto.

    Il link corretto è: http://www.guitex.org/home/it/forum/12-tipografia/68982-memoir-titolo-e-chapterstyle-daleif1#68982.

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria #72940
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    Liverpool” post=71977Forse sono stato troppo conciso. Se vuoi che il resistore sia centrato, devi inserirlo tra | e |, altrimenti aggiungi un tratto orizzontale.
    Proverò a fare come suggerisci tu, ma temo che riprendere un circuito complesso dopo un po’ di tempo quando si sono usate le coordinate relative possa diventare un incubo.

    [OT]

    Io uso Adobe Acrobat X. Quello che vedo te lo riporto in uno stamp. Non so se si nota, ma sembra che la linea orizzontale sia interrotta in più punti. Ovviamente non è un problema che riscontro solo con questo circuito. Comunque non voglio sporcare il filone di Claudio.

    Ho letto, ma non riesco più a trovare il post, che il problema di sgranatura delle linee dipende anche dal visualizzatore di pdf. Io ho compilato i vostri esempi e con su anteprima di Mac non vedo nessuna sgranatura.

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria #72939
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    Ringrazio tutti per i commenti! 🙂

    Cerco in questo messaggio di rispondere a tutti.


    @Tommaso
    : perché togliere l’indice delle figure? È per la diversità rispetto all’indice principale? Se è per questo, la mia intenzione sarebbe quella di realizzare anche per l’indice delle figure, non appena trovo tempo, qualcosa di simile a quanto fatto per l’indice principale (che mi piace veramente tanto).


    @Orlando
    e Marco: non conosco lo stile degli appunti di calcolo numerico che accennavi. Onestamente ammetto di avere creato la classe, basata su memoir, “copiando” alcune cose che ho visto in giro: lo stile dei capitoli in questa discussione, le testatine nell’header sono farina mia (credo che la colorazione parziale si adatti molto bene al resto del documento), il frontespizio è parzialmente ricavato dal document titlepages di Peter Wilson (texdoc titlepages) in cui ho sostituito il semplicemente il simbolo { ed, infine, l’indice è frutto di qualche modifica a questo post.


    @Elrond
    e @Liverpool: vi ringrazio per aver fornito versioni migliori per il codice del circuito. E pensare che io ho cercato di semplificare parte dei codici. 😀 La motivazione principale è che, secondo me, è più facile creare il disegno partendo dalle coordinate assolute (magari mi sbaglio però). Io ho imparato a disegnarli partendo dal cartaceo perciò mi era facile individuare le coordinate, solo successivamente sono passato ai riferimenti relativi (e se prima uno si è sporcato un po’ le mani con le coordinate se ne afferra meglio l’utilità ;)). Pensavo, se siete d’accordo, di riportare nella guida entrambe le vostre versioni: in questo modo si può evidenziare come ci siano molte strade per realizzare un disegno.


    @Liverpool
    (in particolare): grazie per le precise segnalazioni che dimostrano un’attenta lettura della guida. Provo a rispondere ad alcune:

    Come mai nei listati [tt]tikz[/t] viene riconosciuto come parola chiave e colorato in rosso, mentre pgfplots no? E perché scrivi TikZ normalmente, mentre pgfplots senza grazie nel testo? Quando carichi pgfplots, tikz non viene caricato automaticamente?

    Per i listati, è finito un tikz nelle parole chiave assolutamente non voluto; invece hai ragione ad osservare la discrepanza di font tra TikZ e pgfplots: questa era intenzionale, ma forse è meglio uniformare le cose.

    Per quanto riguarda i diagrammi di Bode, l’asse delle pulsazioni dovrebbe essere logaritmico (visto l’andamento dei grafici), perciò al tuo posto aggiusterei la griglia, oppure la eliminerei proprio o userei pgfplots.

    È vero che i diagrammi hanno l’asse sbagliato (interessante che me lo abbiate fatto notare voi e non chi mi ha corretto l’homework a suo tempo :D), ma piuttosto cerco di aggiustare la griglia invece di usare pgfplots. Il messaggio è: si possono ottenere grafici qualitativi, approssimati, senza l’ausilio di pgfplots. Credo sia un modo per far capire, di nuovo, che esistono tante strade per arrivare al risultato (inoltre aiuta ad espandere le proprie conoscenze e non a usare pgfplots per qualsiasi cosa).

    A voler essere precisi, a pag. 6 \draw serve per tracciare un segmento, non una linea. Sempre nella stessa pagina, a proposito dei nodi, vuoi dire che l’etichetta del nodo può essere usata come un alias della sua posizione. Nel punto successivo ti è sfuggito “un asse”. Sul costrutto \foreach nella pagina successiva, direi che “serve ad automatizzare una sequenza di istruzioni definite una volta per tutte, come l’inserimento di nodi…”

    Le tue notazioni sono più rigorose delle mie. 🙂 Mi sono accorto, in quella parte di aver omesso un particolare importante:

    La definizione di nuovi oggetti avviene all’apertura dell’ambiente tikzpicture attraverso:
    `\begin{tikzpicture}[nomestile/.style={opzioni}] .. \end{tikzpicture}`

    mentre nel codice faccio uso anche di \tikzstyle (e si potrebbe usare analogamente \tikzset nonostante una piccola differenza, si veda questo post).

    Il metodo proposto nel par. 6.2 è molto interessante, ma sarebbe meglio se il riquadro colorato finisse al di sotto del testo, altrimenti più che evidenziare la formula sembra che la si voglia oscurare (pensa al contrasto di un proiettore per presentazioni). Non si può modificare?

    Assolutamente sì, ma il costo non è indifferente. 😀 Ho preso spunto da questo post adattando alla matematica l’esempio praticamente identico per gli algoritmi. In effetti Andrew Stacey propone un metodo per far si che il testo non sia in background, ma mi devo ancora mettere a capirlo. 😀

    Concludo dicendo che credo @Marco abbia capito appieno il senso della guida, ovvero essere di ispirazione a chi voglia utilizzare TikZ e far capire che il campo di applicazioni è decisamente vasto. Ho cercato di inserire esempi per diversi ambiti in cui ho avuto esperienza personale (forse ho insistito troppo sulle reti: è il mio campo :D), ma ovviamente con un po’ di astrazione anche un ingegnere civile può realizzare con soddisfazione numerosi disegni. E non solo gli ingegneri civili…

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72635
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    Liverpool” post=71933Grazie. Non sarebbe il caso di aprire una nuova discussione per dare maggiore risalto?

    Ho dato una lettura veloce. Mi dispiace che manchino le carte di Smith, che si possono tracciare con [tt]pgfplots[/tt] e qualcosa tipo luogo delle radici.


    @cfiandra
    posso fare un paio di annotazioni?

    Ciao

    Sono le benvenute. 😉 Dopo apro un filone apposito in modo tale da ricevere lì considerazioni ed eventualmente nuovi contributi.

    Ti rispondo in merito alla CdS: non sapevo assolutamente che esistesse un’integrazione con pgfplots 😮 (grazie per la segnalazione :wink:). Ho dato un’occhiata al manuale e alla libreria e mi sembra veramente ottima.

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Ambiente Center #72923
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    dancko” post=71927La soluzione di Ivan mi soddisfa. Istruisce Latex a fare proprio quello che mi serve e che avevo chiesto.

    Nulla, il testo centrato mi serviva per scrivere dei comandi in sintassi SQL(Structured Query Language) tipo formule matematiche in stile Display in modo tale da essere centrati tra un capoverso e l’altro ed avere più ampio respiro nella pagina, cosi come le formule matematiche in stile display.

    Enzo.

    Se devi scrivere del codice, anzichè inventarti questi strani metodi perchè non usi il pacchetto listings (che supporta SQL) e ti permette di evidenziare automaticamente parole chiave eccetera?

    Ciao
    Claudio

    in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72631
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    Liverpool” post=71893

    per questo motivo sono favorevole ad inserire nell’Arte la conclusione di Lorenzo, ma non a riportare spiegazioni sul codice come propone @Liverpool. Credo sia sufficiente dare i riferimenti e lasciare agli interessati l’onere di documentarsi meglio.

    All’inizio avevo capito il contrario. Comunque probabilmente avete ragione voi.

    Anche nel primo intervento nel filone “L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione” dicevo:

    La mia considerazione finale è: nell’Arte un paragrafo sul disegno programmato dovrebbe esserci, ma solo per accennare ai vari pacchetti che esistono e offire un riferimento.

    Ciao
    Claudio

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