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22 Aprile 2012 alle 13:58 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72625::
Elrond” post=71888LaTeX (e quindi pgfplots) ha limitate capacità di calcolo, ma nulla vieta di (anzi, dopo due minuti ti rendi conto che è quasi necessario) usare programmi esterni (tipo gnuplot) per far svolgere i compiti “numerici”. Più che altro il problema è che se i punti sono molti (migliaia o decine di migliaia e oltre) la compilazione del documento rallenta in maniera drastica, per questo motivo (e non solo, ne parlai in qualche altra discussione molto tempo fa) comunque preferisco usare direttamente gnuplot per fare i grafici di funzione.
Per questo esiste la libreria external:
`
\usepgfplotslibrary{external}
\tikzexternalize
`
Condivido che sia poco pratica, ma è un ottimo strumento per ovviare al problema che accennavi. Inoltre non è solo un “rallentamento” della compilazione, ma può capitare che per alcuni grafici proprio venga riportato l’errore: Here is how much of TeX’s memory you used[…]; esternalizzando si risolve.Ciao
Claudio
22 Aprile 2012 alle 12:44 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72617::
Ricopio anche io un precedente post, migliorando e aggiungendo ulteriori osservazioni.Post vecchio
Ho fatto solo una delle figure sul bilanciamento dei pesi. Ci ho messo una decina di minuti (ma era per ritrovare un pezzo di codice utile al colore ).
Ecco il codice (esempio compilabile da subito con TeXLive):
`
\documentclass{article}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{positioning}
\begin{document}
\begin{center}
\begin{tikzpicture}
% definizione colore di riempimento
\tikzset{myfillcolor/.style ={fill=#1, draw=none}}
% definizione delle caratteristiche del nodo
\tikzset{mynode/.style={rectangle,draw, minimum width=0.5cm, minimum height=0.5cm}}
%—-
% inserimento nodi orizzontali
\foreach \x in {0.5,1.5,…,5.5}
\node[mynode,myfillcolor=black] at (\x,0.75) {};
% inserimento nodi vertical
\foreach \y in {-0.6,-1.2,…,-3.6}
\node[mynode,myfillcolor=black]at (3,\y) {};
% inserimento path che collega i primi due nodi orizzontali
\draw (0.5,0.75)–(0.5,1.5)–(5.5,1.5)–(5.5,0.5);
% inserimento label A B C
\foreach \t/\text in {{(0.5,1.5)/A},{(3,1.5)/C},{(5.5,1.5)/B}}
\node[above]at \t {\text};
% inserimento path che collega B con i nodi verticali
\draw (3,1.5)–(3,-0.35);
\end{tikzpicture}
\end{center}
\end{document}
`
Il risultato che si ottiene è:[attachment=235]Immagine.jpg[/attachment]
Il codice di cui parlavo è:
`\tikzset{myfillcolor/.style ={fill=#1, draw=none}}`
Quando si definisce un nodo, tra le opzioni, questo “comando” permette di modificare il colore utilizzando le stesse impostazioni di forma. Mi spiego: se voglio definire un quadrato nero con:`
\tikzset{mynode/.style={rectangle,draw, minimum width=0.5cm, minimum height=0.5cm,color=black}}
`
successivamente non posso colorare mynode di grigio. Con quel comando si:`
\node[mynode,myfillcolor=black]at (0,0) {};
\node[mynode,myfillcolor=blue]at (5,5) {};
`
Al di là della piccola spiegazione tecnica, si può notare come il codice non sia scritto alla cieca: c’è una logica, come c’è una logica per redigere un documento, scrivere un file di stile o una classe.Con questo intervento non voglio convincere Lorenzo, o dimostrare qualcosa… ma la sfida (riprodurre una figura) era interessante. 😆
P.S. Rispetto alla figura originale, la mia ha una differenza: le tre label (A, B, C) non erano allineate, nella mia sì. Una seconda differenza è la distanza che separa i pesi verticali: l’ho impostata forse troppo grande.
Fine post vecchio.
Affrontando come prima cosa l’argomento grafici, io non sono un matematico e non conosco Mathematica, però mi sento di dire che userei pgfplots per qualsiasi lavoro. Ci si dimentica abbastanza spesso che, in caso non sia possibile creare il grafico in modo diretto con i comandi pgfplots, esiste sempre Matlab. È vero che questo comporta il fatto di dover conoscere/imparare un linguaggio diverso, però mi sento di affermare che non sia la fine del mondo. Una volta creato il grafico con Matlab, si lancia la libreria matlab2tikz.m ed automaticamente viene generato il codice TikZ (pgfplots per essere precisi) relativo per il grafico. Con la stessa precisione e qualità.
Considerando ora i grafici qualitativi, la cosa più importante è distinguere quale sia il target finale. Se il caso è:
Ricordo una tesi di didattica della fisica in cui (non chiedermi perché!) c’era bisogno di inserire una piazza con omini e donnine stilizzati, che interagivano tra loro in modo complesso, con freccine, faccine, simboli vari.
forse non il caso di usare TikZ, specialmente se l’utente vede il codice per la prima volta. In ogni caso, si badi che non ho detto: “non si può fare”. Ci vorrebbe un bel po’ di tempo e di pazienza, ma alla fine ci si riuscirebbe. Ogni volta che si parla di come creare disegni complicati con TikZ mi viene in mente un disegno, stupendo, pubblicato su TeXample. Ecco il link (buona visione 😉 ). Su questo punto concordo con Lorenzo: per il neofita non è la soluzione migliore.
Secondo me, in conclusione, molto dipende dalla curiosità e dalla voglia di un utente nel voler imparare. Se si è interessati, mi sento di affermare che con il tempo i risultati sono premianti; per questo motivo sono favorevole ad inserire nell’Arte la conclusione di Lorenzo, ma non a riportare spiegazioni sul codice come propone @Liverpool. Credo sia sufficiente dare i riferimenti e lasciare agli interessati l’onere di documentarsi meglio.
Un ultimo commento su:
Con TikZ (o pict2e) c’è una questione che bisogna inevitabilmente affrontare: è necessario conoscere almeno le basi della geometria analitica e non è detto che tutti la conoscano o se la ricordino. Per il disegno dei secchi la maggior parte del tempo l’ho persa nel ricavare le coordinate del pelo libero del liquido in funzione della percentuale di riempimento (prerequisito: equazione della retta per due punti).
È vero, ma dipende molto dalla precisione che vuoi nel tuo disegno. Tu hai scritto la soluzione “perfetta”, sia dal punto di vista del codice che del risultato finale. Se uno si “accontenta” può definire il secchio e il contenuto solo in termini di posizione (x,y) e successivamente a) ricopiare il codice modificando le coordinate, b) usando gli “shift”, ossia spostando le coordinate dei nuovi secchi in termini di distanza dal primo, di riferimento.
Ciao
Claudio
Attachments:
You must be logged in to view attached files.::lorenzo.pantieri” post=71842
Contano le esigenze dell’utente finale: le esigenze “grafiche” di un autore di documenti scientifici sono di due tipi: a) riprodurre funzioni “quantitative”, come appunto il seno della radice di prima; b) grafici “qualitativi”, come il disegnino del baricentro e i del secchi che ho mostrato poc’anzi. L’Arte, a oggi, consiglia un software come Mathematica per le esigenze del primo tipo, e uno come OmniGraffle per le esigenze del secondo tipo. Si tratta appunto di vedere come il disegno programmato con LaTeX possa sostituire o eventualmente affiancare questi strumenti.La risposta a questa domanda è sul pgfmanual. Nella sezione 19.5 Plotting a Function e nella Parte VI si illustra come pgf usa la matematica.
Per inciso: una delle figure che stavi aspettando l’ho realizzata e commentata in un mio post precedente.
Ciao
Claudio
::
Ho fatto solo una delle figure sul bilanciamento dei pesi. Ci ho messo una decina di minuti (ma era per ritrovare un pezzo di codice utile al colore :D).Ecco il codice (esempio compilabile da subito con TeXLive):
`
\documentclass{article}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{positioning}
\begin{document}
\begin{center}
\begin{tikzpicture}
% definizione colore di riempimento
\tikzset{myfillcolor/.style ={fill=#1, draw=none}}
% definizione delle caratteristiche del nodo
\tikzset{mynode/.style={rectangle,draw, minimum width=0.5cm, minimum height=0.5cm}}
%—-
% inserimento nodi orizzontali
\foreach \x in {0.5,1.5,…,5.5}
\node[mynode,myfillcolor=black] at (\x,0.75) {};
% inserimento nodi vertical
\foreach \y in {-0.6,-1.2,…,-3.6}
\node[mynode,myfillcolor=black]at (3,\y) {};
% inserimento path che collega i primi due nodi orizzontali
\draw (0.5,0.75)–(0.5,1.5)–(5.5,1.5)–(5.5,0.5);
% inserimento label A B C
\foreach \t/\text in {{(0.5,1.5)/A},{(3,1.5)/C},{(5.5,1.5)/B}}
\node[above]at \t {\text};
% inserimento path che collega B con i nodi verticali
\draw (3,1.5)–(3,-0.35);
\end{tikzpicture}
\end{center}
\end{document}
`
Il codice di cui parlavo è: \tikzset{myfillcolor/.style ={fill=#1, draw=none}}. Quando si definisce un nodo, tra le opzioni, questo “comando” permette di modificare il colore utilizzando le stesse impostazioni di forma. Mi spiego: se voglio definire un quadrato nero con:`
\tikzset{mynode/.style={rectangle,draw, minimum width=0.5cm, minimum height=0.5cm,color=black}}
`
successivamente non posso colorare mynode di grigio. Con quel comando si:`
\node[mynode,myfillcolor=black]at (0,0) {};
\node[mynode,myfillcolor=blue]at (5,5) {};
`Al di là della piccola spiegazione tecnica, si può notare come il codice non sia scritto alla cieca: c’è una logica, come c’è una logica per redigere un documento, scrivere un file di stile o una classe.
Con questo intervento non voglio convincere Lorenzo, o dimostrare qualcosa… ma la sfida (riprodurre una figura) era interessante. 😀
P.S. Rispetto alla figura originale, la mia ha una differenza: le tre label (A, B, C) non erano allineate, nella mia sì.
Ciao
Claudio
::
Questa discussione sul disegno programmato capita veramente a fagiolo perché proprio in questi giorni scrivo una piccola guida incentrata su TikZ. 😀Seconda casualità, ho letto un post interessante su TeX.StackExchange che riporto in quanto può offrire a tutti spunti nuovi: link.
È innegabile che per riuscire fare cose eccellenti con TikZ serva un po’ di tempo, ma la qualità? Vogliamo mettere? Dal mio punto di vista non c’è storia. Lorenzo in un post precedente ha inserito un link (punto 2). Io consiglio:
Scrivere quel codice non vuol dire procedere alla cieca, ma “inventare”, “costruire” e “modellare” la propria figura. 🙂 Il codice, a dirla tutta, segue esattamente uno schema logico: la definizione dei nodi attraverso la loro posizione, colore, forma e testo. Certo, le prime volte non è semplice da intuire il meccanismo; occorre “visualizzare” la propria figura su un piano cartesiano, in modo tale da riuscire a definire facilmente le coordinate x e y per nodi e linee.
La sfida che ha lanciato Lorenzo, detto molto onestamente, secondo me non ha molto senso. 😉 Esistono persone che sicuramente possono rifare alcuni di quei disegni in pochissimo tempo con il codice. Come? Semplicemente grazie a vecchi disegni (nel corso di tre anni che uso LaTeX ne ho collezionati parecchi). Si prendono e si adatta il codice vecchio alla nuova figura da fare. 😀 Quanto ci si impiega? Boh. Con del buon copia e incolla magari anche meno di 5 minuti. Tuttavia, anche dimostrando a Lorenzo che è possibile, il discorso non regge per il principiante.
La mia considerazione finale è: nell’Arte un paragrafo sul disegno programmato dovrebbe esserci, ma solo per accennare ai vari pacchetti che esistono e offire un riferimento.
Ciao
Claudio
::Number22″ post=71767Ciao a tutti, ho cercato su internet ma non ho trovato nulla che faccia al caso mio. Ho inserito nel mio documento latex frammenti di codice sorgente matlab con il comando
\begin{verbatim}, però in alcuni casi voflio citare dei comandi nel testo magari per spiegarne il funzionamento. Come posso fare perchè abbiano la stessa formattazione che hanno dentro \begin{verbatim}? Cioè vorrei un analogo di quanto accade con \begin{equation} e i marcatori $…$ per inserire le formule nel testo. Spero di essermi spiegato bene e che qualcuno possa darmi una mano (ancora 😀 )! Grazie a tutti!Io non ho capito. Comunque prova il pacchetto listings (texdoc listings da terminale/prompt dei comandi).
Ciao
Claudio
19 Aprile 2012 alle 12:18 in risposta a: Elenco delle figure ed Elenco dei codici nella stessa pag #72519::lord_g” post=71745Salve a tutti, volevo sapere se conoscete un metodo che permetta di inserire l’ ELENCO DELLE FIGURE e l’ ELENCO DEI CODICI nella stessa pagina. Mi spiego meglio:
ho utilizzato in sequenza i seguenti comandi:`
\tableofcontents
\listoffigures
\lstlistoflistings
`e quando vado a compilare con pdflatex, mi da tre pagine diverse una per ogni indice/elenco. Mi sta bene avere pagine separate tra l’indice generale e i due elenchi, ma vorrei che questi ultimi vadano nella stessa pagina. Grazie per tutte le risposte che mi darete.
Se usi la classe article, avere i vari indici nella stessa pagina è normale:
`
\documentclass{article}
\usepackage{lipsum}\usepackage{listings}
\begin{document}
\tableofcontents
\lstlistoflistings\section{The social interaction}
\subsection{Homophily}
\lipsum[1]
\subsection{Social distance}
\lipsum[2]\begin{lstlisting}
abc
\end{lstlisting}\begin{lstlisting}
def
\end{lstlisting}
\end{document}
`
Con questo codice puoi controllare di persona.Ciao
Claudio
::lord_g” post=71681
Infatti, se leggi l’inizio del file log c’è scritto:
This is pdfTeX, Version 3.1415926-1.40.10 (TeX Live 2009/Debian)
Non hai nessun bisogno di usare sudo per eseguire i programmi di TeX Live.
Imposta il tuo TeXworks in modo che i path siano corretti verso gli eseguibili di TeX Live, non verso quelli della versione Debian.
Io ho compilato il tuo codice (a aprte el impostazioni-personali) e il pacchetto frontespizio viene caricato perfettamente e non presenta errori di sorta; in effetti il file log presenta la prima riga per il caricmaanto del fole frontespizio.sty così:
[quote]
(/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/frontespizio/frontespizio.stye vedi benissimo dal path che sta caricando il vecchio frontespizio della versione Debian [erché la versione TL2011 è radicata in [tt]/usr/local/texlive/2011/…[/tt]
Il tuo problema è tutto lì.
I path del tuo TeXworks si aggiustano andando a correggere adeguatamente quanto trovi nelle Preferenze | typesetting, nella sotto finestra intitolata Paths for TeX and related programs.
Mi dispiace, ma io non uso TeXworks… Come posso cambiare manualmente il path?[/quote]
Se per esempio usi TeXMaker, semplicemente disinstalla e reinstalla l’editor (la procedura ti permette automaticamente di riconoscere il path giusto).
Ciao
Claudio
::Mattep” post=71657Ah! Sì, scusa!
Allora\usetheme{Berkeley}
\useoutertheme{sidebar}
Credo che forse per me sarebbe già sufficiente riuscire a ridurre l’altezza della barra in alto (quella che contiene il titolo ed eventualmente sottotitolo del frame) e così eviterei anche di dover togliere la barra di navigazione
Grazie
P.S. Ormai che ci sono ne approfitto per un altro “capriccio”. Mi sarebbe piaciuto avere in basso anche il numero dei frame totali con l’indicazione, durante la presentazione, del frame che si sta visualizzando. Ho provato con
\useoutertheme{infolines}
ma così facendo tolgo anche il logo dell’università che, senza scrivere nel preambolo \useoutertheme{infolines}, compariva in alto a destra.
Inoltre è vero che appaiono data ed indicazione dei frame ma, in basso a sinistra, compaiono anche delle parentesi vuote (che credo siano eventualmente per l’istituzione), ma che a me non interessano e che, lasciate così, sono piuttosto antiestetiche.Se è facile e immediato risolvere questi ultimi problemi ok, ma se devi perderci tempo non ti preoccupare! Che è solo una questione di finezza esteica della quale posso fare tranquillamente a meno! Grazie ancora
Tranquillo non è una cosa tanto complicata. Ho riadattato un esempio per un post diverso con le modifiche al tema. 😉
Prima una precisazione:
`
\usetheme{Berkeley}
\useoutertheme{sidebar}
`
a me la compilazione fornisce il seguente errore: ! LaTeX Error: Option clash for package beamerouterthemesidebar. La cosa è ragionevole perché Berkeley richiama già di suo il tema sidebar; per specificare se inserire a destra o a sinistra la sidebar è sufficiente utilizzare la giusta opzione:`
\usetheme{Berkeley}
\usetheme{Berkeley}
`Ecco invece il codice per avere un tema: con footline simile a infolines (senza le parentesi che servono solo ad inserire l’ateneo con il comando \institute{} (siccome un sacco di persone chiedono di toglierle mi domando perché il tema non fornisca un’opzione per farlo 😆 )) e con la possibilità di ridurre l’altezza della barra del titolo.
`
\documentclass{beamer}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{amsmath,amssymb}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{fit,calc}\newcommand{\tikzmark}[1]{%
\tikz[overlay,remember picture,baseline] \node [anchor=base] (#1) {};}\definecolor{mybrown}{RGB}{255,218,195}
\definecolor{myframe}{RGB}{197,122,195}%——————–
% Theme definition\usetheme
{Berkeley}
\makeatletter
% To reduce the header: pay attention to the logo size!!!
%\setlength\beamer@headheight{1cm}%——————–
% Create a footline similar to infolines (without the institute)
\setbeamertemplate{footline}{
\leavevmode%
\hbox{%
\begin{beamercolorbox}[wd=.333333\paperwidth,ht=2.25ex,dp=1ex,center]{author in head/foot}%
\usebeamerfont{author in head/foot}\insertshortauthor
\end{beamercolorbox}%
\begin{beamercolorbox}[wd=.333333\paperwidth,ht=2.25ex,dp=1ex,center]{title in head/foot}%
\usebeamerfont{title in head/foot}\insertshorttitle
\end{beamercolorbox}%
\begin{beamercolorbox}[wd=.333333\paperwidth,ht=2.25ex,dp=1ex,right]{date in head/foot}%
\usebeamerfont{date in head/foot}\insertshortdate{}\hspace*{2em}
\insertframenumber{} / \inserttotalframenumber\hspace*{2ex}
\end{beamercolorbox}}%
\vskip0pt%
}\makeatother
\author{Pippo}
\title{Presentazione}\pgfdeclareimage[width=1.575cm]{logopolito}{logopolito}
\logo{\pgfuseimage{logopolito}}\begin{document}
\titlepage\section{Formula}
\subsection{Una sottosezione}
\begin{frame}{Titolo}
\begin{block}{}
\begin{equation}\label{eq:Qsold} \notag
\tilde{Q}_{t,s} = \tikzmark{a}\sum_{k \in K} q_{k,t,s}\tikzmark{b} + \tikzmark{c}\sum_{w\in W} g_{w,t,s} \tikzmark{d}-\tikzmark{e} \sum_{i\in \textit{I}}z^{+}_{i,t,s}\tikzmark{f} + \tikzmark{g}\sum_{i\in \textit{I}}z^{-}_{i,t,s}\tikzmark{h}
\end{equation}
\begin{tikzpicture}[remember picture,overlay]
\coordinate (aa) at ($(a)+(0.1,0.5)$);
\coordinate (bb) at ($(b)+(0,-0.5)$);
\node<1>[draw=myframe,line width=1pt,fill=mybrown,opacity=0.4,rectangle,rounded corners,fit=(aa) (bb)] {};
\coordinate (cc) at ($(c)+(0.1,0.5)$);
\coordinate (dd) at ($(d)+(0,-0.5)$);
\node<2>[draw=myframe,line width=1pt,fill=mybrown,opacity=0.4,rectangle,rounded corners,fit=(cc) (dd)] {};
\coordinate (ee) at ($(e)+(0.1,0.5)$);
\coordinate (ff) at ($(f)+(0,-0.5)$);
\node<3>[draw=myframe,line width=1pt,fill=mybrown,opacity=0.4,rectangle,rounded corners,fit=(ee) (ff)] {};
\coordinate (gg) at ($(g)+(0.1,0.5)$);
\coordinate (hh) at ($(h)+(0,-0.5)$);
\node<4>[draw=myframe,line width=1pt,fill=mybrown,opacity=0.4,rectangle,rounded corners,fit=(gg) (hh)] {};
\end{tikzpicture}
\end{block}
\end{frame}\end{document}
`
La parte che ti interessa è quella che inizia con il commento “Theme definition”. Puoi regolare l’altezza decommentando la riga che inizia con \setlength mentre la definizione della footline avviene nella parte seguente.
Nota che in questo modo non ti serve richiamare infolines. Puoi aggiustare i colori della footline andando a leggere la guida “Introduzione alla personalizzazione di Beamer” che trovi nella sezione documentazione fra le guide tematiche.Immagine del risultato:
[attachment=210]myprova.jpg[/attachment]
EDIT: l’unica pecca è che la sidebar viene coperta in basso dalla footline, ma mi ci vorrebbe un po’ di tempo per capire come ovviare al problema.
Ciao
Claudio
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You must be logged in to view attached files.::Filo” post=71609Rieccomi,
sei stato gentilissimo.
Io ho provato ad inserire il codice che mi hai inviato nel mio file.
Ma mi da un sacco di errori, forse è la sequenza di comandi che non va…
non so, non riesco a venirne a capo.
Ti invio il mio file con la sola pagina “incriminata”
(senza il tuo codice)
Se riesci a darci un occhiata e ad inserire il codice nel punto giusto
mi faresti un favore.
Se non hai tempo non preoccuparti, lascio tutto com’è e ci riprovo in un momento di maggiore calma
(dopo la seduta 😉 )
Grazie ancora
FiloMi viene il dubbio che se hai errori probabilmente dipenda dalla distribuzione che usi… TeXLive o MikTeX?
::Filo” post=71603Ciao Claudio,
grazie per la risposta.
Purtroppo non sono riuscita a risolvere il problema.
L’ambiente block, lo uso già per evidenziare tutta la formula.
La seconda soluzione la trovo un po’ complessa e credo che non si possa utilizzare all’interno dell’ambiente
equation per evidenziare parte di una formula.
Però ammetto la mia ignoranza 😉
Grazie lo stesso
FiloHai ragione: la soluzione è un po’ complessa 😆 .
Ho pensato quindi di crearti un esempio minimo con la formula che riportavi nel messaggio iniziale:
`
\documentclass{beamer}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{amsmath,amssymb}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{fit,calc}\newcommand{\tikzmark}[1]{%
\tikz[overlay,remember picture,baseline] \node [anchor=base] (#1) {};}\definecolor{mybrown}{RGB}{255,218,195}
\definecolor{myframe}{RGB}{197,122,195}\usetheme{Copenhagen}
\begin{document}
\begin{frame}{Titolo}
\begin{block}{}
\begin{equation}\label{eq:Qsold} \notag
\tilde{Q}_{t,s} = \tikzmark{a}\sum_{k \in K} q_{k,t,s}\tikzmark{b} + \tikzmark{c}\sum_{w\in W} g_{w,t,s} \tikzmark{d}-\tikzmark{e} \sum_{i\in \textit{I}}z^{+}_{i,t,s}\tikzmark{f} + \tikzmark{g}\sum_{i\in \textit{I}}z^{-}_{i,t,s}\tikzmark{h}
\end{equation}
\begin{tikzpicture}[remember picture,overlay]
\coordinate (aa) at ($(a)+(0.1,0.5)$);
\coordinate (bb) at ($(b)+(0,-0.5)$);
\node<1>[draw=myframe,line width=1pt,fill=mybrown,opacity=0.4,rectangle,rounded corners,fit=(aa) (bb)] {};
\coordinate (cc) at ($(c)+(0.1,0.5)$);
\coordinate (dd) at ($(d)+(0,-0.5)$);
\node<2>[draw=myframe,line width=1pt,fill=mybrown,opacity=0.4,rectangle,rounded corners,fit=(cc) (dd)] {};
\coordinate (ee) at ($(e)+(0.1,0.5)$);
\coordinate (ff) at ($(f)+(0,-0.5)$);
\node<3>[draw=myframe,line width=1pt,fill=mybrown,opacity=0.4,rectangle,rounded corners,fit=(ee) (ff)] {};
\coordinate (gg) at ($(g)+(0.1,0.5)$);
\coordinate (hh) at ($(h)+(0,-0.5)$);
\node<4>[draw=myframe,line width=1pt,fill=mybrown,opacity=0.4,rectangle,rounded corners,fit=(gg) (hh)] {};
\end{tikzpicture}
\end{block}
\end{frame}\end{document}
`
Ammetto di essere estremamente soddisfatto 8) : il risultato della presentazione è veramente carino. Ricordati di compilare due volte per far apparire correttamente la parte evidenziata.Enjoy,
Claudio
::Matemax” post=71596Salve, volevo sapere se era possibile in qualche modo spezzare questo box creato con tikz su più pagine.
\tikzstyle{mybox} = [draw=blue, text width=0.85\textwidth, fill=gray!20, very thick,
rectangle, rounded corners, inner sep=10pt, inner ysep=20pt]
\tikzstyle{fancytitle} =[fill=red, text=white]\begin{tikzpicture}
\node [mybox] (box){%
Sia $A \in M_{m \times n}{\R}$, esplicitamente
\[
A = \begin{pmatrix}
a_{11} & a_{12} & \cdots & a_{1n} \\
a_{21} & a_{22} & \cdots & a_{2n} \\
\vdots & \vdots & & \vdots \\
a_{m1} & a_{m2} & \cdots & a_{mn}
\end{pmatrix} = \setlength{\arraycolsep}{1pt} %spazio tra le colonne di una matrice
\begin{pmatrix}
\trattino & a_1 & \trattino \\
\trattino & a_2 & \trattino \\
\trattino & a_m & \trattino
\end{pmatrix} = \setlength{\arraycolsep}{3pt}
\begin{pmatrix}
| & | & & | \\
a^1 & a^2 & \cdots & a^n \\
| & | & & | \\
\end{pmatrix}
\]
dove $\left( \trattino \ a_i \ \trattino \right) = \vtre{a_{i1}}{\ldots}{a_{in}}$ indica la $i$-ma riga e $\displaystyle \begin{pmatrix}
| \\
a^j \\
|
\end{pmatrix} = \begin{pmatrix}
a_{1j} \\
a_{2j} \\
\vdots
a_{mj} \\
\end{pmatrix}$
indica la $j$-ma colonna.
};
\node[fancytitle, rounded corners, right=10pt] at (box.north west) {$\bullet \ \textbf{Notazione}$};
%\node[fancytitle, rounded corners] at (box.east) {$\clubsuit$};
\end{tikzpicture}Magari inserendolo in una tabella o minipage. Finora non sono riuscito a farlo.
GrazieInvece di complicarsi la vita con TikZ, io userei il pacchetto tcolorbox (distribuito sia su TeXLive che MikTeX). Ad esempio:
`
\documentclass{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{amsmath,amssymb}
\usepackage{tcolorbox}
\newcommand{\trattino}{-}\begin{document}
\begin{tcolorbox}[colback=red!5,colframe=red!75!black
,title=Notazione]
Sia $A \in M_{m \times n}\in R$, esplicitamente
\[
A = \begin{pmatrix}
a_{11} & a_{12} & \cdots & a_{1n} \\
a_{21} & a_{22} & \cdots & a_{2n} \\
\vdots & \vdots & & \vdots \\
a_{m1} & a_{m2} & \cdots & a_{mn}
\end{pmatrix} = \setlength{\arraycolsep}{1pt} %spazio tra le colonne di una matrice
\begin{pmatrix}
\trattino & a_1 & \trattino \\
\trattino & a_2 & \trattino \\
\trattino & a_m & \trattino
\end{pmatrix} = \setlength{\arraycolsep}{3pt}
\begin{pmatrix}
| & | & & | \\
a^1 & a^2 & \cdots & a^n \\
| & | & & | \\
\end{pmatrix}
\]
dove $\left( \trattino \ a_i \ \trattino \right) = a_{i1}{\ldots}{a_{in}}$ indica la $i$-ma riga e $\displaystyle \begin{pmatrix}
| \\
a^j \\
|
\end{pmatrix} = \begin{pmatrix}
a_{1j} \\
a_{2j} \\
\vdots
a_{mj} \\
\end{pmatrix}$
indica la $j$-ma colonna.
\end{tcolorbox}
\end{document}
`
Ovviamente non sapevo cosa fosse il tuo comando \trattino.Ciao
Claudio
::lord_g” post=71582
Non so come tu abbia installato TeX Live su Ubuntu.
Se hai usato la versione che si sinstala con apt-get e relative interfacce grafiche, sei nei particci, perché quella installazione conforme ai dettami del consorzio Debian è in ritardo, moltissimo in ritardo.
Se hai installato TeX Live 2011 seguendo le indicazioni contenute in texlive-ubuntu.pdf di Enrico Gregorio, allora dovresti ottenere dal comando which tlmgr la seguente risposta dal sistema operativo:
`
/opt/texbin/tlmgr
`Anche se quel percorso è nel tuo path, devi dare allora da console/terminal
`
sudo /opt/texbin/tlmgr -gui
`Ho lanciato il comando which tlmgr e non mi da niente…
Riguardo il tipo di installazione, avevo installato texlive tramite sudo apt-get install, ma poi ho scaricato la versione 2011 e ho installato quella seguendo questa guida http://tug.org/texlive/acquire-netinstall.html . Adesso però non so se l’ha sovrascritta… Come posso fare a vedere quale versione di texlive ho installata?
E lanciando:
`which tex`
cosa ottieni?
::lord_g” post=71577
[quote=”OldClaudio” post=71573]Allora hai la TeX Live del 2011; bene. Ma è aggiornata? quand’è che hai
usato per l’ultima vota tlmgr per aggiornarla?In realtà l’ho scaricata ma non l’ho mai aggiornata… 🙁
Io sono su Ubuntu come posso fare per aggiornarla?? Che intendi quando dici di utilizzare tlmgr?
Ho appena lanciato il comando
`sudo tlmgr update –list`e mi dice
tlmgr: command not found
In seguito ho lanciato il comando
`tex -v`e in output mi da
`
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`[/quote]Da terminale dai solo:
`sutlmgr`
ti si aprirà la gui. Basta premere “aggiorna installati”.Ciao
Claudio
::Mattep” post=71562
Un’ulteriore ultima domnda…:oops:
Sapete per caso come si fa a togliere la barra di navigazione (quella che permette di andare avanti ed indietro e muoversi tra le slide), da un solo frame?Grazie in anticipo!
Matteo
Riesci per prima cosa a dire quale tema usi? Non è ben specificato perché vuoi togliere la barra da un solo frame, ma se il tuo intento è di inserire un’immagine molto grande potresti provare con:
`
\begin{frame}[plain]
….
\end{frame}
`
In questo modo si toglie non solo la barra di navigazione, ma tutti gli elementi (headline, footline). Ad ogni modo, sapendo che tema usi (e quindi da quale tipo di barra è composto), forse si riesce a fare qualcosa di meglio.Ciao
Claudio
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