Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Gero27″ post=95163
Cosa succede quando hai 2 autori di cui il primo ha 2 affiliazioni e il secondo 3? Come li stampi? Quando si è in fase di progetto devi prima pensare a tutta una serie di casi ed eccezioni per essere il più generale possibili. Poi, quando lo si fatto, in genere si scopre che manca sempre qualcosa 😉
Non succede, perché non è fra i miei casi… a dir la verità non ho neanche mai parlato di autore 🙂 l’”autore” è sempre unico, mentre le “affiliazioni” possono essere in numero variabile.
Ok!
Gero27″ post=95163Dunque, innanzitutto si parla di un frontespizio per le tesi di dottorato di un’università. Tra poco toccherà a me, e siccome quand’ho preso in mano quel modello ho avuto i brividi, sto tentando di riscriverlo; ma, ahimè, le mie conoscenze di TeX son (molto) limitate.
Il file che costruisce il frontespizio è, diciamo, Title_page.sty. Il suo interno, ridotto al minimo che può rendere l’idea è del tipo:
`\long\def\specialite#1{\gdef\@specialite{#1}}
\long\def\auteur#1{\gdef\@auteur{#1}}
\long\def\directeur#1{\gdef\@directeur{#1}}Thèse\\
Spécialité~: \@specialite\\
Présentée par \@auteur\\
Thèse dirigée par \@directeur`
Poi ci sarà un file, diciamo Tesi.tex, che conterrà
`\usepackage{Title_page}
\specialite{Controllo di sistemi in rete}
\auteur{un povero dottorando}
\directeur{l'uomo nero}
` Ora, io vorrei aggiungere in Title_page.sty un comando che funzioni come gli altri, ma che possa esser chiamato più volte, diciamo \affiliation; in modo tale che (modificando ovviamente opportunamente anche la seconda parte di tale file, in modo da costruire le righe che voglio aggiungere), aggiungendo in Tesi.tex una serie di comandi tipo
`\affiliazione{istituto di ricerca}
\affiliazione{laboratorio}
\affiliazione{scuola dottorale}`
mi ritrovi ad avere un frontespizio che recita:Thèse
Spécialité : Controllo di sistemi in rete
Présentée par un povero dottorando
Thèse dirigée par l’uomo nero
préparée au sein de l’istituto di ricerca, du laboratorio et de l’école doctorale scuola dottorale.Immagino mi debba costruire un vettore di affiliazioni e tirarle fuori a una a una, ma non ho idea di come possa fare una cosa del genere!
Ecco perché il mio consiglio precedente era sbagliato: per me “affiliazione” è l’università, non il laboratorio o la scuola di dottorato. La mia personalissima opinione è che per passare un argomento ad un comando sotto forma di lista, quella lista deve contenere un’informazione omogenea. Se per affiliazione intendiamo il nome dell’università, sono d’accordo. Una persona può essere affiliata a un numero variabile di università. Se per affiliazione intendiamo università, istituto di ricerca, dipartimento, gruppo, edificio, piano, numero di ufficio e sedia se condividi l’ufficio, allora non sono d’accordo. Se dovessi fare io questo tipo di lavoro, mi definirei un comando per ciascun elemento.
Poi fai tu. Chiaramente, però, affinché tu possa stampare:
préparée au sein de l’istituto di ricerca, du laboratorio et de l’école doctorale scuola dottorale.
non potrai usare semplicemente la macro [tt]\stampaaffiliazioni[/tt], ma dovrai accedere ai vari campi separatamente.
Ciao
Claudio
::emy” post=95154Per quanto riguarda le abbreviazioni, il mio prof mi ha mandato un file che le conteneva e così ho pensato di usarle, ma a quanto pare non va bene!
Scriverò tutto per intero.Non è per dare addosso al tuo professore, ma molte volte questi sedicenti file di impostazione sono più un danno che altro. C’è sempre da diffidare quando se ne vedono in giro perché spesso sono scritti da persone che hanno una qualche dimestichezza con LaTeX, ma non una buona conoscenza (ripeto: non parlo del caso specifico, ma in generale). Di solito questi file sono sono un’insieme di comandi presi da varie parti e messi insieme senza riflettere sul fatto che alcune impostazioni possono cozzare a vicenda, sovrascrivere impostazioni definite in precedenza e via discorrendo. Molto spesso qui sul forum, dopo una lettura di queste impostazioni, ci sono utenti che spiegano per filo e per segno cosa funziona e cosa no. Tutto ciò sarebbe evitabile con un piccolissimo gesto di buon senso, ossia chiedersi a cosa serva ogni impostazione. Sembra una cosa scontata, ma non lo è affatto. La semplice operazione “carico il pacchetto x” deve essere fatta avendo una minima idea delle funzionalità del pacchetto x.
Nel caso specifico, l’alias [tt]\be[/tt] al posto di [tt]\begin{equation}[/tt] (e tutti gli altri che puoi avere in quel mitico file) ti è già stato spiegato perché non va bene. Sembra un gran risparmio di caratteri, ma non è così. Punto 1) il codice perde di leggibilità. Come hai visto, se hai un problema e devi inviare parte del file, è bene che quel file sia scritto con regole condivise da tutti. Altrimenti gli altri non capiscono. Ora, [tt]\be[/tt] si intuisce cosa sia, ma immagina ti trovarti di fronte [tt]\aa[/tt]. Punto 2) gran parte degli editor moderni, ha una funzione che si chiama autocompletamento. Ti basta scrivere parte del comando e l’editor automaticamente riconosce cosa hai in mente e piazza le dichiarazioni di inizio e fine ambiente. Quindi non ha molto senso creare alias corti al solo scopo di ridurre il numero di caratteri da digitare.
Ciao
Claudio
::
In effetti la tua domanda è decisamente ambigua e necessita di più dettagli.Cosa succede quando hai 2 autori di cui il primo ha 2 affiliazioni e il secondo 3? Come li stampi? Quando si è in fase di progetto devi prima pensare a tutta una serie di casi ed eccezioni per essere il più generale possibili. Poi, quando lo si fatto, in genere si scopre che manca sempre qualcosa 😉
Non so quale sia il tuo scopo, non avendo quei dettagli, ma io cercherei di tenere le cose il più semplici possibile, per esempio un comando [\tt]\affiliazione[/tt] per autore in cui il parametro sia la lista di affiliazioni. Se ce n’è una bene, se ce ne sono di più si itera sulla lista.
Ciao
Claudio
::Little” post=95105Non avete capito quello che ho scritto ma fa niente…me ne farò una ragione.
Ho perso fin troppo tempo per cercare di spiegarlo (evidentemente male) ma non intendo spenderne ancora visto e considerando anche che non era questo l’argomento del Thread 🙂Ci sei quasi 🙂
Il punto è che non c’è “informazione ridondante”. Se tu dai come specifica larghezza+altezza hai un risultato. Se dai larghezza+altezza+keepaspectratio ci possono essere tre alternative:
1): larghezza+altezza vengono mantenute perché soddisfano la relazione che OldClaudio ha allegato;
2): la larghezza è eccessiva rispetto all’altezza e viene ridimensionata;
3): l’altezza è eccessiva rispetto alla larghezza e viene ridimensionata.Come vedi, senza quell’informazione, questi tre casi non sono esisterebbero. Perciò non è ridondante.
Ciao
Claudio
::Nevermind” post=95098Mi riferisco alle transizioni rientranti nella seguente categoria:
`\transblindshorizontal
Horizontal blinds pulled away
\transblindsvertical
Vertical blinds pulled away
\transboxin
Move to center from all sides
\transboxout
Move to all sides from center
\transdissolve
Slowly dissolve what was shown before
\transglitter
Glitter sweeps in specified direction
\transslipverticalin
Sweeps two vertical lines in
\transslipverticalout
Sweeps two vertical lines out
\transhorizontalin
Sweeps two horizontal lines in
\transhorizontalout
Sweeps two horizontal lines out
\transwipe
Sweeps single line in specified direction
\transduration{2}
Show slide specified number of seconds`Resto quindi in attesa di gentile riscontro. 🙄
Beh, questo è strano perché Acrobat Reader dovrebbe essere il programma che riconosce questi effetti per eccellenza. Mi spiace, ma non saprei proprio come aiutarti.
Ciao
Claudio
::Nevermind” post=95090Salve a tutti,
ho la mia presentazione in beamer con all’interno qualche frame di poche TRANSIZIONI ma nel computer portatile dove ho il visualizzatore pdf Evince tutto a posto 🙂Ma nel computer fisso 🙁 (con Windows) dove ho come visualizzatori pdf Acrobat e Sumatra NON riesco nel momento che clicco “Visualizza – Presentazione” a visualizzare quelle poche ma UTILI TRANSIZIONI. . . vedo solo l’inserimento incrementale dato dal comando `\pause` ❓
Come mai 😕
Ma parli di transizioni (esempio [tt]\transdissolve[/tt]) riportate nel manuale di Beamer nella sezione 14.3 Slide Transitions? Per animazioni realizzate con i soliti comandi [tt]\visible[/tt], [tt]\only[/tt] eccetera o con TikZ, non ho mai riscontrato i problemi che dici.
Ciao
Claudio
::
Prova con: `
\documentclass{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphicx}\nofiles
\begin{document}
\begin{figure}
\centering
\fbox{\includegraphics[scale=0.4]{TRACE}}
\caption{La figura enorme}
\label{fig:la-figura-enorme}
\end{figure}
\end{document}
`Ciao
Claudio
::Nevermind” post=95053Ti ringrazio, sei stato bravissimo cfiandra ❗
Grazie: tutto merito di a) leggere la documentazione e tentare di capirla, b) qualche milione di tentativi infruttuosi. E pensare che durante i primi tentativi quei pacchetti non esistevano 😉
Nevermind” post=95053
Tutto “quasi” perfetto. . . nel senso che quando le due slide compaiono nella presentazione, mi viene tagliata un po’ la parte di destra, nel senso che il diagramma nel suo complesso è spostato un po’ sulla destra del riquadro bianco, nonostante il comando che hai inserito da codice `\begin{center}
`Come posso spostare il tutto più al centro o leggermente sulla SX, quel tanto che basta a non tagliare parte di testo del diagramma ❓
Inoltre volevo cogliere l’occasione per chiederti, che influenza ha il comando `\phantom{bla}}; % per avere i blocchi con la stessa altezza`, nel senso che il “bla” che c’è all’interno non lo vedo comparire da nessuna parte e quindi non riesco a visualizzare la sua influenza 😕
Resto in attesa per favore di un gentile riscontro. Grazie.
Visto che recentemente ti è stato insegnato come aumentare lo spazio verticale fra un blocco ed un altro, penso che tu abbia tutti gli strumenti per spostare in orizzontale il diagramma. Consiglio: il comando che ti serve è menzionato in una qualsiasi guida in cui trovi la spiegazione per [tt]\vspace[/tt].
Come ha detto bene Tommaso, il comando [tt]\phantom{bla}}[/tt] non mostra il contenuto del suo argomento, ma permette di tenere conto dello spazio che l’argomento occuperebbe. Se tu avessi provato a fare un paio di schemi con TikZ, ti saresti accorto che nodi con contenuti differenti hanno altezze diverse. Ci sono molti modi per ovviare a questo problema, uno di questi è appunto [tt]\phantom[/tt] come dice anche il commento che ho lasciato apposta.
Ciao
Claudio
::illinguista1972″ post=95050Claudio, lo sai che nella guida L’arte di disegnare con LaTeX c’è una sezione in cui gli autori elencano tutti i pacchetti basati su TikZ con una brevissima descrizione di quello che fanno, e tra questi c’è anche il pacchetto che nomini tu? Pensa che c’è anche un esempio pratico di quello che fa questo pacchetto.
Che matti, gli autori di questa guida… 😉
Ciao
TommasoLo sapevo che era un’ottima guida… consiglierò di leggerla più spesso 😉
Ciao
Claudio
::
Si, in effetti sono stato impreciso.Il mio commento era dovuto al fatto che per il pubblico è difficile leggere un capoverso intero in una presentazione. Dal mio punto di vista, la presentazione non sono le diapositive, ma ”ciò che dice chi presenta”, e le diapositive devono essere uno strumento di aiuto ”a chi le presenta”, perciò trovo sia meglio riassumere un capoverso con una frase significativa e spiegarlo a voce. Ma è un parere personale 🙂
Ciao
Claudio
::Nevermind” post=95032Ecco subito 3 richieste veloci veloci:
- Come agire sulle impostazioni predefinite per cambiare il colore dei punti elenco del blocco “esempi” di beamer ❓
- come distanziare in verticale due blocchi all’interno di un frame ❓
- il comando \fbox va bene solo per racchiudere una parola o come impostare il comando per racchiudere una lunga frase all’interno del box e fare in modo che il box sia centrato all’interno del frame
Ancora grazie ❗
1) [tt]\setbeamercolor{}{
}[/tt] cerca sulla documentazione il template corretto (itemize/enumerate e simili).
2) [tt]\vspace{}[/tt] fra un blocco e il successivo.
3) Potresti usare l’idea in http://tex.stackexchange.com/q/116900/13304 basata sulla macro [tt]\tikzmark[/tt] tuttavia, in una presentazione, se hai un paragrafo intero c’è qualcosa che non funziona.Ciao
Claudio
::
In realtà, per uno schema di questo tipo credo che la divisione in due diapositive sia la più corretta (tre sono troppe, ma con due si può illustrare il problema iniziale e successivamente mostrare a quali risultati ha portato il follow up).Per il primo quadro, che è uno schema, ti serve qualche concetto base di TikZ (puoi leggere la guida introduttiva di Tommaso, Liverpool e Lorenzo scaricabile dalla Sezione Documentazione -> Guide per iniziare -> L’Arte di disegnare con LaTeX). Per il secondo, ho usato [tt]hf-tikz[/tt] perciò fai riferimento alla documentazione del pacchetto (per quanto mal scritta) e ricordati di compilare due volte per avere il risulato.
Il codice:`
\documentclass{beamer}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{lmodern,amsmath,amssymb}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{overlay-beamer-styles,decorations.pathreplacing,positioning}\tikzset{blocco/.style={
rounded corners,
draw=blue,
fill=gray!30,
align=center
},
testo/.style={
align=center
},
collegamento/.style={
-stealth,
very thick,
orange
}
}\usepackage[customcolors,markings]{hf-tikz}
\tikzset{offset def/.style={
above left offset={-0.1,0.4},
below right offset={0.1,-0.2},
},
hl/.style={
offset def,
set fill color=gray!30,
set border color=blue,
}
}\begin{document}
\begin{frame}
\begin{center}
\begin{tikzpicture}[node distance=0.5cm]
\node[blocco] (tot) {$\textrm{Totali}=40$\\ età media al $\textrm{TCSE}=9.3$ anni};\node[testo,below left=of tot] (a){Bla bla\\ bla};
\node[testo,below right=of tot] (b){Bla bla\\ bla};\draw (tot.west) edge[collegamento,bend right](a.north);
\draw (tot.east) edge[collegamento, bend left](b.north);% SECONDA SLIDE
\begin{scope}[visible on=<2>]
\draw[decorate,decoration={brace,mirror},very thick, orange] (a.south)–(b.south)
coordinate[pos=0.5] (x);
\node[blocco, below=of x] (follow) {bla bla bla};\node[testo,below left=of follow] (c){Bla bla\\ bla\\ \phantom{bla}}; % per avere i blocchi con la stessa altezza
\node[testo,below right=of follow] (d){Bla bla\\ bla\\ bla};\draw (follow.south) edge[collegamento,bend left](c.east);
\draw (follow.south) edge[collegamento, bend right](d.west);\node[draw=blue,rounded corners,below=2cm of follow,align=center]{bla bla bla\\ bla};
\end{scope}
\end{tikzpicture}
\end{center}
\end{frame}\begin{frame}{}
\begin{itemize}
\item \tikzmarkin[mark at=0.05,hl]{a}bla bla\tikzmarkend{a}
\begin{tikzpicture}[remember picture,overlay, visible on=<2>]
\draw[use marker id,-stealth,very thick,orange]
(0,0) –++(30:1cm)node[right,text=black]{bla bla};\draw[use marker id,-stealth,very thick,orange]
(0,0) –++(-30:1cm)node[right,text=black]{bla bla};
\end{tikzpicture}
\vspace*{2cm}
\item \tikzmarkin[mark at=0.05,hl]{a1}bla bla\tikzmarkend{a1}
\begin{tikzpicture}[remember picture,overlay, visible on=<2>]
\draw[use marker id,-stealth,very thick,orange]
(0,0) –++(30:1cm)node[right,text=black]{bla bla};\draw[use marker id,-stealth,very thick,orange]
(0,0) –++(-30:1cm)node[right,text=black]{bla bla};\node[draw=orange, rounded corners,align=center] at (7,0){bla bla \\ bla};
\end{tikzpicture}
\end{itemize}
\end{frame}\end{document}
`
Ciao
Claudio
::Parmenas” post=94992E spero che non mi si accusi di dedicare troppe parole a un programma come Scrivener su un forum che è dedicato al sistema TeX. Ma lo faccio a ragion veduta. Proprio su questo forum, infatti, Scrivener merita forse, se non aperti apprezzamenti, almeno un po’ di benevolenza, visto che di tutti i programmi che producono testo (cerco di evitare il termine ‘word processor’), Scrivener è probabilmente quello più disponibile verso l’esperienza (La)TeX. L’esportazione da Scrivener prevede infatti anche l’opzione LaTeX, che passa attraverso un altro tipo di codice (‘markup language’) di nome MultiMarkdown, che è incorporato in Scrivener.
E vedo che sulla peraltro pregevolissima guida GuIt non si parla mai né di Scrivener né di MultiMarkdown. Forse sarebbe il caso di dedicarvi in una futura nuova edizione almeno due parole, fosse solo perché Scrivener può aiutare a colmare, o almeno ad abbreviare, la distanza tra il mondo dei word processor e il mondo di TeX, che continua ad essere grande, troppo grande.
E Lyx? Mi sembra ci sia quanto meno un’analogia fra ciò che si propone Lyx e quanto dici di Scrivener. Non dubito che per un neofita ci siano dei vantaggi, ma a lungo andare quali sono “i limiti” del non poter usare direttamente il codice?
Tutte le volte che si sente parlare di “esportazione” (da qualsiasi linguaggio a qualsiasi linguaggio) è bene tenere presente che, per quanto ben fatta, c’è sempre una “perdita”. Quanto grande dipende dal grado di precisione del tool. Se sia accettabile o meno dipende invece da ciò che deve fare l’utente.
Ciao
Claudio
-
AutoreRisposte