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DirkPitt” post=94165
Domanda un po’ OT: ma chi era già socio lo scorso anno deve nuovamente iscriversi attraverso questo formulario? O può semplicemente donare la quota relativa (per socio ordinario)?
SalutiMa lo status “studente” include iscritti a scuole di dottorato di ricerca non italiane?
Non credo.(avevo letto di fretta) Se lo status studente comprende gli studenti di dottorato italiani non vedo perché non debba comprendere quelli iscritti in università straniere. Comunque, si può sempre scegliere per lo status di socio ordinario: la quota non è molto dissimile e sono soldi ben spesi. Io, per esempio, rientro nella categoria, ma avevo scelto la quota di socio ordinario.OldClaudio” post=94132ArsTeXnica 17, il numero di aprile, è in tipografia e presto arriverà ai soci del GuIT; siccome sarà accessibile ai non soci fra un anno, questo sarebbe un buon motivo per diventare soci.
Sarà presto anche accessibile su http://www.guitex.org/home/it/arstexnica? Sempre per i soci, ovviamente.
Ciao
Claudio
::l3on4rdo” post=94129Nella mia fretta avevo capito che la libreria spy fosse deprecata.
Grazie per avermi fermato in tempo 🙂
Dove avresti letto che è deprecata? Io so che rallenta la compilazione e il pdf risultante è “pesante” da visualizzare, ma a parte questo non mi vengono in mente elementi per dire che è deprecata. Invece, è raccomandabile non utilizzare [tt]tikzpicture[/tt]s annidate:
1) Nesting “tikzpicture” within “tikzpicture” elements – Good or bad practice?
2) tikz : how to refer to a node, in nested nodesCiao
Claudio
::pisi86″ post=94099Correggetemi se sbaglio: BibTeX devo farlo girare aprendo i file bu*.aux, giusto? Non aprendo i diversi capitoli del libro o sul main.
Si, BibTeX deve analizzare i file ausiliari, .aux quindi. Non ho mai usato bibunits, ma probabilmente genera diversi file ausiliari come multibib. Quando si raccomanda di seguire la procedura: `
(pdf)latex file
bibtex file
(pdf)latex file
(pdf)latex file
` in realtà si sottointende che: a) la prima passata genera i vari file ausiliari, b) bibtex analizza [tt]file.aux[/tt] (l’estensione la trova automaticamente), c) le ulteriori passate sistemano i riferimenti incrociati e il layout della pagina. Se ci sono file ausiliari diversi per la bibliografia, è necessario lanciare bibtex per ognuno di essi.Ciao
Claudio
::pisi86″ post=94096Ciao OldClaudio. Non capisco questo tuo atteggiamento “alla difensiva” nella tua risposta. Nessuno ha detto che non mi sei stato utile. Solo che ho provato quello che mi avete consigliato ma che il problema persiste. Non stavo criticando nessuno.
Poi non capisco questa frase del “d’altra parte da quel poco che ci hai detto, …”. Cosa devo dirvi ancora? Ho specificato problema, codice in input, output, messaggi di errore, prove effettuate, … se manca ancora qualcosa per favore dimmi che ti serve.Il codice che mi hai passato l’ho provato giusto ora. Andando a compilare con BibTeX il file Bibliografia.bib ottengo nuovament el’errore “I couldn’t open filen name ‘Bibliografia.aux’ “.
Ho provato a ricompilare i vecchi documenti che avevo scritto qualche mese fa, senza le nuove modifiche che ho apportato il passato fine settimana. Nulla, stesso errore di impossibilità di lettura dei file .aux, problema che prima non avevo.
Grazie ancora a te e tutti quanti.
DavideHai provato a compilare con un editor diverso?
Ciao
Claudio
::Elrond” post=94061
Con gli altri coautori usiamo git, ma secondo lui: “it’s a very uncomfortable way to keep track of changes”.
😕 😕 😕
Per quando riguarda il problema di clidre, fare le annotazioni sul PDF?
Il problema di clidre, secondo me, non è fare le annotazioni sul PDF. Infatti il suo professore vuole annotare su Word. Che poi si possa passare dal formato PDF al formato docx è un altro discorso.
Per il resto, riportavo la mia esperienza, cosa che sicuramente può lasciare il tempo che trova. Tuttavia, può suggerire che una certa “flessibilità” è buona cosa visto che persone diverse nello stesso gruppo di ricerca preferiscono strumenti diversi.
Ciao
Claudio
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Io mi trovo in una situazione simile e con il mio supervisor abbiamo trovato una sorta di soluzione di compromesso.La primissima bozza che invio contiene il sia il .pdf che il .tex. Lui legge il .pdf, prende il .tex e incolla tutto in un documento word che può annotare a piacere.
Quando ricevo indietro la prima bozza, mi creo un secondo .tex di “annotazioni mie” in cui con il pacchetto [tt]changes[/tt] tengo traccia delle modifiche, generalmente solo le mie. Prima di inviare la nuova versione, compilo una seconda volta dando l’opzione final al pacchetto per rimuovere il markup. A quel punto invio il .tex e i due pdf creati. Così può vedere sia le modifiche che la versione pulita per una lettura più agevole.
Con gli altri coautori usiamo git, ma secondo lui: “it’s a very uncomfortable way to keep track of changes”. Però, a dire il vero, una volta che si prende la mano quella bizzarra procedura funziona decisamente bene.
Ciao
Claudio
::egreg9″ post=94038Non farlo. Non guadagni nulla, anzi ci perdi: tieni ciò che è matematica dentro il modo matematico: è più logico e non difficile da scrivere. C’è poi il problema dello spazio dopo, che [tt]\xspace[/tt] cerca di risolvere, ma non sempre funziona. Invece [tt]$\Lx$[/tt] è senza controindicazioni.
Già che ci sei, definisci
`\newcommand{\Lx}{L_{\mathrm{X}}}`
che è meglio. Non tanto per [tt]*[/tt] (è del tutto irrilevante), quanto per le graffe.Ciao
EnricoOT:
In effetti mi aspettavo un tuo intervento sapendo che preferisci usare [tt]\ensuremath[/tt] solo quando necessario 😉Ciao
Claudio
::robitex” post=94017Ciao,
tempo fa grazie a questa segnalazione ho mandato un esempio a Stefan che dopo un po’ lo ha inserito volentieri nella gelleria.
Vi riporto il link dell’esempio tratto dall’articolo su pgfplots che scrivemmo io ed Agostino per ArsTeXnica ed il meeting 2011.
http://pgfplots.net/tikz/examples/oscillator/
Grazie.
Un saluto.
R.Congratulazioni Roberto!!!
OldClaudio” post=94025PS: Incidentalmente questi disegni sono stati fatti con un insieme di macro costruite sui comandi dell’ambiente picture come risulta esteso mediante la sua estensione “ufficilale” pict2e; soddisfano anche alle norme UNI sui diagrammi.
Curiosità, le macro fanno parte del pacchetto [tt]circuito.sty[/tt] mai distribuito?
Ciao
Claudio
::koliacos” post=94031Buongiorno a tutti, è parecchio che non scrivo nel forum, ma noto che siete sempre molto attivi.
Mi sto accingendo a scrivere la tesi di dottorato, e dato che utilizzo molti simboli definiti da me sia in modalità testo che in modalità matematica mi chiedevo se non fosse possibile dare una definizione “elastica” di un simbolo in modo tale che possa essere richiamato sia nel testo che nella matematica, senza utilizzare $\comando$ quando lo voglio citare nel testo.
Mi spiego meglio, un comando che uso molto è:\newcommand*{\Lx}{L_\mathrm{X}}
che poi richiamo in modalità matematica come \Lx, mentre in modalità testuale sono costretto ad utilizzare $\Lx$.
C’è un modo di definire questo semplice simbolo in modo tale che io possa chiamare \Lx sia in modalità testo che in modalità matematica?Con`\newcommand*{\Lx}{\ensuremath{L_\mathrm{X}}}`forse? Esempio: `
\documentclass[a4paper,11pt]{article}\usepackage{amsmath}
\newcommand*{\Lx}{\ensuremath{L_\mathrm{X}}}
\begin{document}
bla bla bla: \Lx\[\Lx\]
\end{document}
`
Ciao
Claudio
::felaslatex” post=93996Ho creato il mio Cv con modercv, ora volevo mettere l’immagine EuroPass in alto a sinistra..ma come?
esempio: http://biccari.altervista.org/c/curriculum/Francesco_Biccari_curriculum_vitae_english.pdf
Con il comando [tt]\photo[
][ ]{nome-immagine}[/tt]. Ciao
Claudio
::felaslatex” post=93995ho risolto così:
sudo apt-get install latex-xcolor
grazie 🙂
Si, fino al prossimo pacchetto mancante hai risolto.
Il problema, credo, sia dato dal fatto che hai una distribuzione non completa perciò ti mancano dei pacchetti (anche piuttosto importanti come xcolor). Per questo motivo, se non risolvi alla radice, il problema ti si ripresentarà presto. Installando con apt-get non si ottiene mai la versione completa di TeXLive, perciò qui raccomandiamo sempre di seguire le istruzioni della guida texlive-ubuntu.
Ciao
Claudio
::light kira” post=93981ti risponde uno che ha scoperto Tikz da poco e l’ha usato per alcune cose: è abbastanza complesso, all’inizio controintuitivo, ma sembra potente.
ovvio, dipende da quanto tu vuoi cimentarti, sperimentare, provare. se hai del tempo da dedicarci e cosa vuoi creare… io cercavo di creare oggetti abbastanza complessi con pochi esempi guida , quindi le difficoltà sono state e sono tante. non c’è una vera guida completa al 100% per tutte le esigenze. mi sento di dire, quindi, magari parlo da profano eh, ma per le cose classiche va bene, per cose più articolate, essendoci poche linee guida è tutto un provare, testare, ripetere . cosa vuoi ottenere? conoscenza di tikz , un buon risultato e soddisfazione? allora investi del tempo. vuoi creare oggetti base / normali: usa tikz e le varie guide, i vari esempi, magari modificando dapprima qualcosa che già è stato fatto. partire da 0 , secondo me, è la cosa sbagliata … non comprendi bene i comandi e non sai cosa serve e cosa no …
se , invece, vuoi fare creazioni complesse, dove c’è poca documentazioni e pochi esempio (nel mio caso volevo fare mind map e grafici visuali), tikz è la scelta sbagliata. certo, alòa fine ho ottenuto una mind map ben fatta, ma ci ho messo un paio di ore solo per capire codice, cercare e tutto il resto. poi , avuto il necessario, modificare mi ha richiesto circa un’altra mezzoretta. con un programma open source di mindmap ci avrei messo 10 minuti al massimo e avrei importato un’immagine…alla fine sono scelte personali, e dipende dal prodotto finito.
per concludere ti consiglio di valutare una cosa prima di imbarcarti subito con tikz: quello che vuoi fare sei sicuro che non si possa fare altrimenti? è bello usare un solo strumento per ottenere un documento completo, ma latex non credo sia una suita versatile al 100%, almeno non in tutti i casi. crea l’oggetto che vuoi con un software esterno a tikz. in questo modo avrai anche un’idea del prodotto che vuoi realizzare. dopo usa tikz e vedrai , in termini di difficoltà e temp, se il gioco vale la candela! 🙂
Dirò una banalità, ma la documentazione serve a documentare non a svolgere il lavoro al posto tuo. Ho sempre detto che con TikZ partire da un esempio è meglio, ed è naturale. Tuttavia, non si può pretendere di trovare un esempio per tutto e magari cambiare solo due righe di codice per ottenere il proprio risultato. Senza qualche sforzo come si può pretendere di avere grafici di alta qualità. Nota, che il tuo programma open source per la mindmap ti avrebbe permesso di creare una mindmap che importata in un documento LaTeX anche in formato PDF sarebbe stata di medio-bassa qualità. Il punto è tutto lì: vuoi grafici di qualità? Usa TikZ. Non è facile, questo è pacifico. Ma seguendo questo ragionamento, perché usi LaTeX allora? Tanto ci sono prodotti open source.. chiaro non compongono la matematica bene come LaTeX, ma quanto è difficile imparare a scrivere bene la matematica con LaTeX.
Ciao
Claudio
::light kira” post=93978salve a tutti. l’università di bologna mette a disposizione questo file di esempio .tex per la propria tesi di laurea
Link: esempio bologna
a parte che io uso dei pacchetti diversi e importo i capitoli , per meglio strutturare il tutto, in altre relazioni ho usato il pacchetto \usepackage{layaureo}. mi chiedo se qui ha senso, o se ciò che è stato scritto lo sostituisce! perchè è molto importante capire quali sono i margini.
ps: non fate caso alla confusione del file .tex (tra commenti e comandi utili) : lo “stanno aggiornando” da anni 😀
Occhio a `
\oddsidemargin=30pt \evensidemargin=20pt%impostano i margini
`
In quel template, come in tutti template accademici che vedo, si carica sempre [tt]latexsym[/tt]. Continua a sfuggirmi il motivo, dato che dalla seconda riga della documentazione si legge:These fonts are not automatically included in the NFSS2/LATEX2 since they take up important space and aren’t necessary if one makes use of the packages amsfonts or amssymb.
e nel 99% dei casi, come il tuo, [tt]amssymb[/tt] è anche caricato.
Ciao
Claudio
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