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Evidentemente CSR non sta per il prodotto fra C, S e R; quindi dovresti scriverlo, se lo vuoi in corsivo, con \mathit; la differenza è sottile, ma non invisibile:
`\frac{\mathit{CSR}_\mathrm{M}}{\mathit{CSR}_{\mathrm{M}=7.5}}`A questa sottile differenza non ci ho pensato, però effettivamente il risultato è diverso. Dunque quando ho simboli matematici composti da più lettere devo usare questo comando. E’ una bella complicazione.
Mi rimane però il dubbio che la M vada in corsivo: se può assumere un valore è una variabile.
In effetti hai ragione, perchè la M indica che il rapporto CSR è valutato alla magnitudo 7.5 o ad una magnitudo generica.
Questo credo sia la mia soluzione definitva.
`\mathit{MSF}=\frac{\mathit{CSR}_M}{\mathit{CSR}_{M=7.5}}`
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Continuo qua perché il titolo di questa discussione è più attinente al problema rispetto all’altra discussione iniziata da me.Vi propongo questo codice:
`\documentclass[]{scrreprt} %Classe Koma-script
\usepackage{classicthesis-ldpkg}
\usepackage[eulerchapternumbers,subfig,
eulermath, pdfspacing, listsseparated]{classicthesis}
\usepackage[]{arsclassica}\usepackage{amsmath}
\begin{document}
\begin{equation}\label{eq:MSF_liq}
MSF=\frac{CSR_\mathrm{M}}{CSR_\textup{{M=7.5}}} \quad MSF=\frac{CSR_\mathrm{M}}{CSR_\textup{{$M=7.5$}}}\quad MSF=\frac{CSR_\mathrm{M}}{CSR_\mathrm{{M=7.5}}}
\end{equation}\end{document}`
Nessun risultato di questo codice mi soddisfa. Io vorrei il risultato della frazione centrale, cioé con il 7.5 scritto in caratteri “matematici” ma con una spaziatura tra il segno di uguale e il numero ridotta, come nel primo risultato. Ovviamente il carattere deve essere tondo.
Grazie per l’aiuto.
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Fonti secondarie: Se p.e. citi una fonte a), senza aver mai letto la fonte originale, basandoti sulla citazione di questa fonte da parte di un autore di una fonte b) in tuo possesso. Questo p.e. puó succedere se non riesci a trovare la fonte originale a), perché magari la tua biblioteca non ce l’ha in catalogo.Spero di essere stato chiaro.
::Ciao,
uso classicthesis e arsclassica. Vorrei creare alcune pagine A3 in orizzontale all’interno di un documento A4. E’ possibile, mantenendo le testatine e senza fare un documento apposito?
Si chiamano “tavole fuori testo”; non ci va né testatina né numero di pagina. Non è difficile inserirla (a lavoro finito) nell’elenco delle tabelle o delle illustrazioni.
Ciao
EnricoSi ma non é una tavola, bensì una tabella su piú pagine. La tabella deve essere numerata, oppure essere inserita in un’appendice numerata per citarla nel testo.
::Si accettano comunque soluzioni alternative.
Di soluzioni alternative ce ne possono essere diverse: ridurre il corpo dei font, riformulare le voci della tabella, allargare la gabbia, eventualmente ripensare ex novo la tabella,… Ridurre lo spazio attorno all’uguale per guadagnare un po’ di spazio mi sembra davvero da ultima spiaggia.
Ciao,
L.Tutto giá fatto. Dovró pensarci….
::`$d_\mathrm{gV}=\SI{32}{\metre\per\second\squared}$ oppure $\SI{303200}{\cubic\metre}\leq S<\SI{1035000}{\cubic\metre}$` Uso queste espressioni in una longtable. Lo spazio nelle colonne è ristretto. Vorrei evitare che le formule vengano spezzate in due. Como posso fare per ridurre lo spazio tra i segni di uguale/diseguaglianza? Fare cosí sarebbe poco ortodosso? `$d_\mathrm{gV}$=\SI{32}{\metre\per\second\squared}`
Sì molto poco ortodosso. Puoi evitare di spezzare dopo un certo segno di relazione scrivendo \nobreak
Ciao
EnricoC’è poco da mettere \nobreak se la larghezza della colonna è più piccola della relazione. ❓ ❓
::Cambiare (globalmente o, peggio ancora, localmente) un aspetto così intimo di LaTeX mi sembra davvero l’ultima spiaggia…
Ciao,
L.Devo fare una tabella riassuntiva su piú pagine in orizzontale tra varie normative europee del settore. Certe righe diventano molto alte e poi mi sembra brutto spezzare una formula come quelle sopra su più righe. Si accettano comunque soluzioni alternative. La tabella in questione è quella postata in un mio altro 3d.
::Non tanto bene: dipende dalla tabella. Una tabella complicata, con righe lunghe, potrebbe beneficiare dell’alternanza dello sfondo; una tabella a tre colonne, senza troppe spaziature fra una colonna e l’altra, diventa bruttina. Tieni conto che quegli sfondi turbano molto la distribuzione del colore sulla pagina (colore bianco e nero, si intende), creando un punto di attrazione per l’occhio.
Non hai tutti torti. Credo che useró questo metodo solo per le tabelle più complicate, lasciando le altre completamente in bianco. E lascerò le righe di intestazione sempre bianche.
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