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  • in risposta a: inserire immagini #16615
    DMW
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      si le ho viste. Ma le mie necessità sono molto piu’ semplici;
      Al momento attuale il mio “article” è formattato in modo tale che se inserisco un’immagine (da file), nel pdf appare nell’ordine : testo (a capo), immagine (a capo), testo.
      Io vorei capire come inserire: testo (a capo), immagine (a margine di sinistra), testo (affiancato all’immagine; quindi (scusate la terminologia) se la mia immagine ha altezza che corrisponde a 10 righe di testo, avro’: immagine sulla sinistra e sulla destra dell’immagine le 10 righe di testo;
      `
      Nel mezzo del cammin di nostra

      XXXXXXX vita mi ritrovai per una
      Ximma X selva oscura
      X gineX …………………
      XXXXXXX …………………….
      ancora testo
      Spero di essermi spiegato….`

      Pacchetto wrapfig http://tug.ctan.org/macros/latex/contrib/wrapfig/multiple-span.txt
      o picins http://latex.tugraz.at/mpic.pdf

      Poi c’è il pacchetto floatflt che però è un po’ obsolleto.

      Ciao

      Andrea

      in risposta a: Simbolo °C in modalità matematica #16662
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        Se ti dà questo:
        `
        Package SIunits Warning: Option `italian' provided.
        (SIunits) Command \unit defined by babel.
        (SIunits) Mind to use \unita instead. on input line 18.`

        è tutto normale. Non è un solito warning. SIunits ti avverte solo che hai fornito l’opzione italian e quindi ti ricorda/consiglia di usare il comando \unita e basta. Non è un LaTex warning come, ad esempio, lo sono gli overfull o underfull \hbox…

        Infatti winedt non lo segnala nemmeno.

        Vai tranquillo

        Ciao

        Andrea

        in risposta a: Simbolo °C in modalità matematica #16660
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          Mettendo anche

          `
          \usepackage[italian,squaren]{SIunits}
          `

          non da alcun problema con qualsiasi delle soluzioni proposte.

          Naturalmente. Come spiegato sopra.

          Ciao

          Andrea

          PS: l’orologio del server è tornato a fare le bizze.

          in risposta a: Simbolo °C in modalità matematica #16659
          DMW
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            Ho utilizzato sia squaren che italian, questo è il mio preambolo:

            \documentclass[a4paper,12pt,oneside,openright]{book}
            \usepackage[italian]{babel}
            \usepackage[ansinew]{inputenc}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage[pdftex]{graphicx}
            \usepackage{setspace}
            \usepackage{amsmath,amssymb}
            \usepackage{bm}
            \usepackage{wrapfig}
            \usepackage{newlfont}
            \usepackage{amssymb}
            \usepackage{amsfonts}
            \usepackage[Lenny]{fncychap}
            \usepackage{multirow}
            \usepackage{float}
            \marginsize{3cm}{2cm}{2cm}{3.5cm}

            Togli il driver pdftex da graphicx, che lo riconosce lui;

            Non usare il pacchetto anysize con il comando \marginsize, ma usa il pacchetto geometry che è molto meglio per gestire il layout di pagina;

            Il pacchetto newlfonts è utile ma puoi anche non caricarlo, basta che non usi \rm, \it o \bf…ma i comandi \textbf{}, \textit{} o \bfseries, \itshape…

            Per il resto tutto bene, a parte scrivere in 12pt che secondo me è un po’ troppo. Meglio in 11pt.

            Ciao

            Andrea

            in risposta a: Simbolo °C in modalità matematica #16656
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              Meglio questo in pdf
              http://tug.ctan.org/macros/latex/contrib/SIunits/SIunits.pdf

              l’altro è un dvi in francese.

              Comunque in generale se usi amsmath/amssymb devi aggiungere squaren come opzione a siunits, perché c’è un conflitto con il comando \square di amssymb.

              Poi se usi il pacchetto babel con l’opzione italian, c’è un conflitto e devi aggiungere l’opzione italian a siunits. Leggi il pdf a pag. 25.

              Inoltre c’è un nuovo comando \unita oltre a \unit.

              Comunque ho notato che con l’opzione italian e il comando \unita le misure vengono spaziate diversamente.

              Ciao

              Andrea

              in risposta a: Simbolo °C in modalità matematica #16653
              DMW
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                Salve a tutti, ho un problema nell’inserire in modalità matematica il simbolo °C, ho provato con l’apposito pacchetto \usepackage{SIunits} ma riscontro degli avvisi di errore.
                Uso Miktex
                Grazie

                Ecco qua:
                `
                \documentclass{article}
                \usepackage[italian]{babel}
                \usepackage{amssymb}
                \usepackage{amsfonts}
                \usepackage{amsmath}
                \usepackage[italian,squaren]{SIunits}
                \begin{document}
                \[
                T=\unita{90}{\degreecelsius}
                \]
                \end{document}
                `

                Ciao

                Andrea

                Ps. inoltre segnalo un altro ottimo pacchetto, anche più recente di SIunits.
                Si chiama sistyle
                http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/SIstyle/source/latex/SIstyle/
                e può essere usato anche con lo stesso SIunits. Leggere la doc. che è molto esauriente.

                in risposta a: definizione di \limits #16599
                DMW
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                  Se tu scrivi:
                  `
                  \[\xrightarrow[\text{sotto}]{\text{sopra}}\]`

                  puoi notare che la scritta sopra e attaccata alla freccia. Infatti la gamba dela p e quasi attaccata alla linea della metà superio della punta. Mentre la scritta sotto è molto più staccata dalla freccia. E questo succede con tutte le altre frecce.

                  La cosa si nota ancora di più se scrivi
                  `\[\xrightarrow[\text{\fbox{sotto}}]{\text{\fbox{sopra}}}\]`

                  Allora ho pensato di modificare la macro \def\ext@arrow, aggiungendo un \raise1.15mm\hbox ma non tira su la scritta sotto.

                  La cosa succede, in maniera minore, anche con la sommatoria
                  `\[\sum^{\text{\fbox{sopra}}}_{\text{\fbox{sotto}}}\]`
                  ma qui la differenza è molto piccola e si nota appena visto che la sommatoria è pure un simbolo alto, al contrario della freccia che è molto stretta.

                  Non c’è qualche parametro che modifica la distanza tra l’operatore e l’apice e il pedice?
                  Non so, qualcosa simile a \delimitershortfall.

                  Un modo che ho trovato, ma senza garanzie che funzioni al modo corretto, è di sostituire il tuo
                  `\raise2mm\hbox{$\scriptstyle #6$}`
                  con
                  `\vtop{\kern-\fontdimen12 \the\textfont3 \hbox{$\scriptstyle#6$}}`
                  Il parametro 12 del font per gli operatori è responsabile del posizionamento del limite inferiore.

                  Ciao
                  Enrico

                  Prof. Funge e come. 😀 😀

                  Grazie mille

                  Ciao

                  Andrea

                  in risposta a: definizione di \limits #16597
                  DMW
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                    Se tu scrivi:
                    `
                    \[\xrightarrow[\text{sotto}]{\text{sopra}}\]`

                    puoi notare che la scritta sopra e attaccata alla freccia. Infatti la gamba dela p e quasi attaccata alla linea della metà superio della punta. Mentre la scritta sotto è molto più staccata dalla freccia. E questo succede con tutte le altre frecce.

                    La cosa si nota ancora di più se scrivi
                    `\[\xrightarrow[\text{\fbox{sotto}}]{\text{\fbox{sopra}}}\]`

                    Allora ho pensato di modificare la macro \def\ext@arrow, aggiungendo un \raise1.15mm\hbox ma non tira su la scritta sotto.

                    La cosa succede, in maniera minore, anche con la sommatoria
                    `\[\sum^{\text{\fbox{sopra}}}_{\text{\fbox{sotto}}}\]`
                    ma qui la differenza è molto piccola e si nota appena visto che la sommatoria è pure un simbolo alto, al contrario della freccia che è molto stretta.

                    Non c’è qualche parametro che modifica la distanza tra l’operatore e l’apice e il pedice?
                    Non so, qualcosa simile a \delimitershortfall.

                    Ciao

                    Andrea

                    in risposta a: inserire immagini #16611
                    DMW
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                      ….un attimo, io non avevo messo del tutto quella inclusione del pacchetto fontenc, perche’ sono nuovo dell’ambiente e tutto pareva funzionare lo stesso. Tu mi stai consigliando di includere certi pacchetti; a parte che non so cosa sono i CMR; soprattutto: perche’ sconsigli di levare il T1? Diaciamo che il mio documento andra’ letto sul PC ( e non stampato). Chi lo legge diventerebbe pazzo…

                      Grazie in anticipo.

                      La codifica T1 rappresenta la nuova codifica i caratteri in LaTeX 2e ed è consigliabile attivarla, guarda qui
                      alla sezione 5.3 a pag. 23.

                      I fonts cmr, o meglio cm, sono i fonts standard computer modern, creati da Knuth per TeX.
                      Di default LaTeX/TeX carica i fonts cmr (cm roman) per il corpo normale, carica i fonts cmb e cmi per i fonts bold e italic, i cmss per i fonts sans serif, altre famiglie tipo small-caps e typewriter, e poi i fonts cmm per la matematica.
                      La famiglia si chiama cm.

                      Se tu attivi la codifica T1 latex carica i fonts cm con codifica T1, che sono stati rinominati sf (super-fonts). Però la famiglia è la stessa ed i fonts sono quasi identici a parte qualche piccola miglioria tipo la spaziatura la larghezza…Tra l’altro i fonts matematici restano cmm ed anche quelli small-caps restano cmsc.

                      Quindi attiva la codifica T1 che tra l’altro non è stata attivata di default solo per motivi di compatibilità con le versioni precedenti.

                      Il pacchetto microtype serve per spaziare meglio i caratteri e le parole e quindi è buona regola caricarlo.

                      Il pacchetto type1ec carica i fonts cm-super sf ( che contiene le specifiche dei fonts EC/TC/LH) , con diverse dimensioni fino a 30pt ed oltre. Quindi se hai fatto fatto bene l’installazione e carichi il pacchetto fontenc con l’opzione T1, puoi lasciarlo anche stare. Però se usi lettrine e ti servono caratteri grossi, lo devi caricare.
                      Guarda il readme di questa pagina.

                      Ciao

                      Andrea

                      in risposta a: inserire immagini #16609
                      DMW
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                        grazie; è bastato mettere l’immagine dentro ai tag del titolo (anche se c’e’ ancora molto spazio tra l’immagine e il top del foglio)
                        Questa riga qua: \usepackage[T1]{fontenc} – ho notato che se compilo con questa il pdf diventa 17K piu’ grande e i caratteri appaiono diversi MA la stampante mi stampa il documento uguale; come mai questa cosa???
                        CIao

                        se vuoi i cmr senza codifica T1, toglila. Però te lo sconsiglio.
                        E usa
                        `\usepackage[latin1]{inputenc}`
                        così stampi pure le lettere acentate senza mettere gli accenti a mano.

                        Inoltre usa il pacchetto microtype e se vuoi anche type1ec.

                        Ciao

                        Andrea

                        in risposta a: inserire immagini #16607
                        DMW
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                          Prima di tutto potevi indicare la classe.
                          Poi se vuoi fare un frontespizio usa l’ambiente titlepage
                          `
                          \documentclass[a4paper,11pt,titlepage]{article}
                          \usepackage[italian]{babel}
                          \usepackage[T1]{fontenc}
                          \usepackage{graphicx}
                          \begin{document}
                          \begin{titlepage}
                          \centering
                          \Huge Università Studi di qualche città\par\bigskip
                          \includegraphics[width=.8\textwidth]{foto}\par\bigskip
                          Titolo\par
                          Nome Cognome
                          \end{titlepage}
                          Testo

                          \end{document}`
                          e cerca sul forum che queste cose sono state dette.

                          Per cose un po’ più raffinate usa
                          http://profs.sci.univr.it/~gregorio/front-th.zip
                          oppure
                          http://profs.sci.univr.it/~gregorio/frontevr.sty

                          leggi le istruzioni dentro i file sty.

                          Per quanto riguarda il dvi, io problemi non ne ho. Uso anche io miktex e yap.

                          Comunque, in generale usa il pdf o il ps e lascia stare il dvi.
                          O compili con pdflatex oppure segui l’altro modo e cioè latex->dvips->ps2pdf.

                          Ciao

                          Andrea

                          in risposta a: chiarimenti su $, $$, \(, \[ #16604
                          DMW
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                            Nelle formule in linea il comando $..$ non è obsoleto ed è identico a \( … \). Infatti quasi tutti usano $…$, compreso me.

                            Per quanto riguarda le formule in displaymath, l’ambiente $$…$$ va evitato perché a volte ha una spaziatura verticale non proprio perfetta ed è per questo che si usa \[…\].

                            guarda qui

                            Ciao

                            Andrea

                            in risposta a: dubbio su declaremathoperator #16601
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                              nel mio testo, uso per scrivere la divergenza il comando \Div, definito come:
                              \DeclareMathOperator{\Div}{div}

                              scrivendo, mi sono trovato “costretto” ad usare le doppie tonde, per essere più chiaro, nell’argomento della divergenza ci sono delle tonde, qualcosa del tipo:
                              div(a+(b+c)).

                              siccome pensavo (ma magari è solo una cosa mia) che non fosse troppo…bello, ho ingrandito le parentesi esterne, scrivendo:
                              \Div \big( a+(b+c) \big).

                              compilando, mi è sembrato però che sia aumentato lo spazio tra il “div” e le parentesi che lo seguono. ora, data la mia scarsa esperienza, vorrei chiedervi se secondo voi devo:
                              1) fregarmene?
                              2) usare un modo per diminuire questo spazio? (come?)
                              3) eliminare i \big e tenere le 4 parentesi della stessa grandezza?
                              4) altro?

                              grazie

                              Io scriverei \Div(a+(b+c))

                              se proprio sei costretto ad usare parentesi un po’ più grandi, per non lasciare spazio devi usare \bigl e \bigr:
                              `
                              \[\Div \bigl( a+(b+c) \bigr)\]`

                              ciao

                              Andea

                              in risposta a: = e poi a capo = ? #16589
                              DMW
                                Up
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                                ::

                                Giusto per chiarire la discussione.

                                Se nell’ambiente dove ti alzi la mattina non si supportano certe raffinatezze stilistiche, è evidente che incominci ad abbandonare certe soluzioni e, di conseguenza, quando scrivi qualcosa di piu’ serio scientificamente, come ti dicevo, perdi un po’ l’occhio e la dimistichezza con certe cose. 😯

                                Poi, con tutto il rispetto per il Latex che adoro e su cui investo, amorevolmente e coscientemente, tanto tempo,
                                la serieta’ scientifica “morale” dovrebbe essere, sempre,
                                contenuta in quello che si scrive.
                                😉
                                Tra l’altro sono uno di quelli che vanta Latex a piu’ non posso..cercando di fare proseliti
                                anche in ambienti non strettamente scientifici.

                                Spero di averti chiarito. 😉

                                Un saluto cordialissimo da Francesco.

                                Francesco.

                                Io userei l’ambiente plit o multline oppure caricherei il pacchetto mathtools ed userei l’ambiente multlined.

                                Se invece vuoi numerare tutti i passaggi, allora è meglio align o alignat. Ti metto due esempi:
                                `
                                \begin{align}
                                ciccio&+bla+bla bla bla+\\
                                &+bla=5bla+ciccio
                                \end{align}
                                \begin{align}
                                ciccio&+bla+bla bla bla+bla=\\
                                &=5bla+ciccio
                                \end{align}`

                                In generale il + o = a fine rigo non lo metto ma solo all’inizio del successivo.

                                Ciao

                                Andrea

                                in risposta a: Tabella Ruotata & intestazione #16562
                                DMW
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                                  Si, perfetto, grazie mille per la gentilezza.
                                  One question: Ma afterpage, come si comporta? cioè, serve a gestire le impostazioni della pagina successiva a quella dove compare il comando?
                                  Grazie ancora, perchè è merito di sto forum se forse ce la faccio pure io a fare la mia porca figura con una tesi fatta come Dio comanda! 🙂 8)

                                  Afterpage fa semplicemente questo.

                                  Appena inserisci il comando \afterpage lui termina la pagina corrente con quello che ha prima e con quello che ha dopo di sé e appena si ha un cambio di pagina lui inserisce ciò che ha dentro di sé. E tutto poi torna come prima senza problemi né con la sillabazione e né, tanto meno, con gli spazi bianchi a fine pagina.

                                  In pratica il comportamento è simile a quello di un float che inizia a pagina nuova.
                                  Naturalmente poi dipende anche da quello che vuoi fare.

                                  Ciao

                                  Andrea

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