Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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si le ho viste. Ma le mie necessità sono molto piu’ semplici;
Al momento attuale il mio “article” è formattato in modo tale che se inserisco un’immagine (da file), nel pdf appare nell’ordine : testo (a capo), immagine (a capo), testo.
Io vorei capire come inserire: testo (a capo), immagine (a margine di sinistra), testo (affiancato all’immagine; quindi (scusate la terminologia) se la mia immagine ha altezza che corrisponde a 10 righe di testo, avro’: immagine sulla sinistra e sulla destra dell’immagine le 10 righe di testo;
`
Nel mezzo del cammin di nostraXXXXXXX vita mi ritrovai per una
Ximma X selva oscura
X gineX …………………
XXXXXXX …………………….
ancora testo
Spero di essermi spiegato….`Pacchetto wrapfig http://tug.ctan.org/macros/latex/contrib/wrapfig/multiple-span.txt
o picins http://latex.tugraz.at/mpic.pdfPoi c’è il pacchetto floatflt che però è un po’ obsolleto.
Ciao
Andrea
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Se ti dà questo:
`
Package SIunits Warning: Option `italian' provided.
(SIunits) Command \unit defined by babel.
(SIunits) Mind to use \unita instead. on input line 18.`è tutto normale. Non è un solito warning. SIunits ti avverte solo che hai fornito l’opzione italian e quindi ti ricorda/consiglia di usare il comando \unita e basta. Non è un LaTex warning come, ad esempio, lo sono gli overfull o underfull \hbox…
Infatti winedt non lo segnala nemmeno.
Vai tranquillo
Ciao
Andrea
::Ho utilizzato sia squaren che italian, questo è il mio preambolo:
\documentclass[a4paper,12pt,oneside,openright]{book}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[ansinew]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[pdftex]{graphicx}
\usepackage{setspace}
\usepackage{amsmath,amssymb}
\usepackage{bm}
\usepackage{wrapfig}
\usepackage{newlfont}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage[Lenny]{fncychap}
\usepackage{multirow}
\usepackage{float}
\marginsize{3cm}{2cm}{2cm}{3.5cm}Togli il driver pdftex da graphicx, che lo riconosce lui;
Non usare il pacchetto anysize con il comando \marginsize, ma usa il pacchetto geometry che è molto meglio per gestire il layout di pagina;
Il pacchetto newlfonts è utile ma puoi anche non caricarlo, basta che non usi \rm, \it o \bf…ma i comandi \textbf{}, \textit{} o \bfseries, \itshape…
Per il resto tutto bene, a parte scrivere in 12pt che secondo me è un po’ troppo. Meglio in 11pt.
Ciao
Andrea
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Meglio questo in pdf
http://tug.ctan.org/macros/latex/contrib/SIunits/SIunits.pdfl’altro è un dvi in francese.
Comunque in generale se usi amsmath/amssymb devi aggiungere squaren come opzione a siunits, perché c’è un conflitto con il comando \square di amssymb.
Poi se usi il pacchetto babel con l’opzione italian, c’è un conflitto e devi aggiungere l’opzione italian a siunits. Leggi il pdf a pag. 25.
Inoltre c’è un nuovo comando \unita oltre a \unit.
Comunque ho notato che con l’opzione italian e il comando \unita le misure vengono spaziate diversamente.
Ciao
Andrea
::Salve a tutti, ho un problema nell’inserire in modalità matematica il simbolo °C, ho provato con l’apposito pacchetto \usepackage{SIunits} ma riscontro degli avvisi di errore.
Uso Miktex
GrazieEcco qua:
`
\documentclass{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage{amsmath}
\usepackage[italian,squaren]{SIunits}
\begin{document}
\[
T=\unita{90}{\degreecelsius}
\]
\end{document}
`Ciao
Andrea
Ps. inoltre segnalo un altro ottimo pacchetto, anche più recente di SIunits.
Si chiama sistyle
http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/SIstyle/source/latex/SIstyle/
e può essere usato anche con lo stesso SIunits. Leggere la doc. che è molto esauriente.
::Se tu scrivi:
`
\[\xrightarrow[\text{sotto}]{\text{sopra}}\]`puoi notare che la scritta sopra e attaccata alla freccia. Infatti la gamba dela p e quasi attaccata alla linea della metà superio della punta. Mentre la scritta sotto è molto più staccata dalla freccia. E questo succede con tutte le altre frecce.
La cosa si nota ancora di più se scrivi
`\[\xrightarrow[\text{\fbox{sotto}}]{\text{\fbox{sopra}}}\]`Allora ho pensato di modificare la macro \def\ext@arrow, aggiungendo un \raise1.15mm\hbox ma non tira su la scritta sotto.
La cosa succede, in maniera minore, anche con la sommatoria
`\[\sum^{\text{\fbox{sopra}}}_{\text{\fbox{sotto}}}\]`
ma qui la differenza è molto piccola e si nota appena visto che la sommatoria è pure un simbolo alto, al contrario della freccia che è molto stretta.Non c’è qualche parametro che modifica la distanza tra l’operatore e l’apice e il pedice?
Non so, qualcosa simile a \delimitershortfall.Un modo che ho trovato, ma senza garanzie che funzioni al modo corretto, è di sostituire il tuo
`\raise2mm\hbox{$\scriptstyle #6$}`
con
`\vtop{\kern-\fontdimen12 \the\textfont3 \hbox{$\scriptstyle#6$}}`
Il parametro 12 del font per gli operatori è responsabile del posizionamento del limite inferiore.Ciao
EnricoProf. Funge e come. 😀 😀
Grazie mille
Ciao
Andrea
::
Se tu scrivi:
`
\[\xrightarrow[\text{sotto}]{\text{sopra}}\]`puoi notare che la scritta sopra e attaccata alla freccia. Infatti la gamba dela p e quasi attaccata alla linea della metà superio della punta. Mentre la scritta sotto è molto più staccata dalla freccia. E questo succede con tutte le altre frecce.
La cosa si nota ancora di più se scrivi
`\[\xrightarrow[\text{\fbox{sotto}}]{\text{\fbox{sopra}}}\]`Allora ho pensato di modificare la macro \def\ext@arrow, aggiungendo un \raise1.15mm\hbox ma non tira su la scritta sotto.
La cosa succede, in maniera minore, anche con la sommatoria
`\[\sum^{\text{\fbox{sopra}}}_{\text{\fbox{sotto}}}\]`
ma qui la differenza è molto piccola e si nota appena visto che la sommatoria è pure un simbolo alto, al contrario della freccia che è molto stretta.Non c’è qualche parametro che modifica la distanza tra l’operatore e l’apice e il pedice?
Non so, qualcosa simile a \delimitershortfall.Ciao
Andrea
::….un attimo, io non avevo messo del tutto quella inclusione del pacchetto fontenc, perche’ sono nuovo dell’ambiente e tutto pareva funzionare lo stesso. Tu mi stai consigliando di includere certi pacchetti; a parte che non so cosa sono i CMR; soprattutto: perche’ sconsigli di levare il T1? Diaciamo che il mio documento andra’ letto sul PC ( e non stampato). Chi lo legge diventerebbe pazzo…
Grazie in anticipo.
La codifica T1 rappresenta la nuova codifica i caratteri in LaTeX 2e ed è consigliabile attivarla, guarda qui
alla sezione 5.3 a pag. 23.I fonts cmr, o meglio cm, sono i fonts standard computer modern, creati da Knuth per TeX.
Di default LaTeX/TeX carica i fonts cmr (cm roman) per il corpo normale, carica i fonts cmb e cmi per i fonts bold e italic, i cmss per i fonts sans serif, altre famiglie tipo small-caps e typewriter, e poi i fonts cmm per la matematica.
La famiglia si chiama cm.Se tu attivi la codifica T1 latex carica i fonts cm con codifica T1, che sono stati rinominati sf (super-fonts). Però la famiglia è la stessa ed i fonts sono quasi identici a parte qualche piccola miglioria tipo la spaziatura la larghezza…Tra l’altro i fonts matematici restano cmm ed anche quelli small-caps restano cmsc.
Quindi attiva la codifica T1 che tra l’altro non è stata attivata di default solo per motivi di compatibilità con le versioni precedenti.
Il pacchetto microtype serve per spaziare meglio i caratteri e le parole e quindi è buona regola caricarlo.
Il pacchetto type1ec carica i fonts cm-super sf ( che contiene le specifiche dei fonts EC/TC/LH) , con diverse dimensioni fino a 30pt ed oltre. Quindi se hai fatto fatto bene l’installazione e carichi il pacchetto fontenc con l’opzione T1, puoi lasciarlo anche stare. Però se usi lettrine e ti servono caratteri grossi, lo devi caricare.
Guarda il readme di questa pagina.Ciao
Andrea
::grazie; è bastato mettere l’immagine dentro ai tag del titolo (anche se c’e’ ancora molto spazio tra l’immagine e il top del foglio)
Questa riga qua: \usepackage[T1]{fontenc} – ho notato che se compilo con questa il pdf diventa 17K piu’ grande e i caratteri appaiono diversi MA la stampante mi stampa il documento uguale; come mai questa cosa???
CIaose vuoi i cmr senza codifica T1, toglila. Però te lo sconsiglio.
E usa
`\usepackage[latin1]{inputenc}`
così stampi pure le lettere acentate senza mettere gli accenti a mano.Inoltre usa il pacchetto microtype e se vuoi anche type1ec.
Ciao
Andrea
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Prima di tutto potevi indicare la classe.
Poi se vuoi fare un frontespizio usa l’ambiente titlepage
`
\documentclass[a4paper,11pt,titlepage]{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{graphicx}
\begin{document}
\begin{titlepage}
\centering
\Huge Università Studi di qualche città\par\bigskip
\includegraphics[width=.8\textwidth]{foto}\par\bigskip
Titolo\par
Nome Cognome
\end{titlepage}
Testo\end{document}`
e cerca sul forum che queste cose sono state dette.Per cose un po’ più raffinate usa
http://profs.sci.univr.it/~gregorio/front-th.zip
oppure
http://profs.sci.univr.it/~gregorio/frontevr.styleggi le istruzioni dentro i file sty.
Per quanto riguarda il dvi, io problemi non ne ho. Uso anche io miktex e yap.
Comunque, in generale usa il pdf o il ps e lascia stare il dvi.
O compili con pdflatex oppure segui l’altro modo e cioè latex->dvips->ps2pdf.Ciao
Andrea
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Nelle formule in linea il comando $..$ non è obsoleto ed è identico a \( … \). Infatti quasi tutti usano $…$, compreso me.Per quanto riguarda le formule in displaymath, l’ambiente $$…$$ va evitato perché a volte ha una spaziatura verticale non proprio perfetta ed è per questo che si usa \[…\].
guarda qui
Ciao
Andrea
::nel mio testo, uso per scrivere la divergenza il comando \Div, definito come:
\DeclareMathOperator{\Div}{div}scrivendo, mi sono trovato “costretto” ad usare le doppie tonde, per essere più chiaro, nell’argomento della divergenza ci sono delle tonde, qualcosa del tipo:
div(a+(b+c)).siccome pensavo (ma magari è solo una cosa mia) che non fosse troppo…bello, ho ingrandito le parentesi esterne, scrivendo:
\Div \big( a+(b+c) \big).compilando, mi è sembrato però che sia aumentato lo spazio tra il “div” e le parentesi che lo seguono. ora, data la mia scarsa esperienza, vorrei chiedervi se secondo voi devo:
1) fregarmene?
2) usare un modo per diminuire questo spazio? (come?)
3) eliminare i \big e tenere le 4 parentesi della stessa grandezza?
4) altro?grazie
Io scriverei \Div(a+(b+c))
se proprio sei costretto ad usare parentesi un po’ più grandi, per non lasciare spazio devi usare \bigl e \bigr:
`
\[\Div \bigl( a+(b+c) \bigr)\]`ciao
Andea
::Giusto per chiarire la discussione.
Se nell’ambiente dove ti alzi la mattina non si supportano certe raffinatezze stilistiche, è evidente che incominci ad abbandonare certe soluzioni e, di conseguenza, quando scrivi qualcosa di piu’ serio scientificamente, come ti dicevo, perdi un po’ l’occhio e la dimistichezza con certe cose. 😯
Poi, con tutto il rispetto per il Latex che adoro e su cui investo, amorevolmente e coscientemente, tanto tempo,
la serieta’ scientifica “morale” dovrebbe essere, sempre,
contenuta in quello che si scrive.
😉
Tra l’altro sono uno di quelli che vanta Latex a piu’ non posso..cercando di fare proseliti
anche in ambienti non strettamente scientifici.Spero di averti chiarito. 😉
Un saluto cordialissimo da Francesco.
Francesco.
Io userei l’ambiente plit o multline oppure caricherei il pacchetto mathtools ed userei l’ambiente multlined.
Se invece vuoi numerare tutti i passaggi, allora è meglio align o alignat. Ti metto due esempi:
`
\begin{align}
ciccio&+bla+bla bla bla+\\
&+bla=5bla+ciccio
\end{align}
\begin{align}
ciccio&+bla+bla bla bla+bla=\\
&=5bla+ciccio
\end{align}`In generale il + o = a fine rigo non lo metto ma solo all’inizio del successivo.
Ciao
Andrea
::Si, perfetto, grazie mille per la gentilezza.
One question: Ma afterpage, come si comporta? cioè, serve a gestire le impostazioni della pagina successiva a quella dove compare il comando?
Grazie ancora, perchè è merito di sto forum se forse ce la faccio pure io a fare la mia porca figura con una tesi fatta come Dio comanda! 🙂 8)Afterpage fa semplicemente questo.
Appena inserisci il comando \afterpage lui termina la pagina corrente con quello che ha prima e con quello che ha dopo di sé e appena si ha un cambio di pagina lui inserisce ciò che ha dentro di sé. E tutto poi torna come prima senza problemi né con la sillabazione e né, tanto meno, con gli spazi bianchi a fine pagina.
In pratica il comportamento è simile a quello di un float che inizia a pagina nuova.
Naturalmente poi dipende anche da quello che vuoi fare.Ciao
Andrea
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AutoreRisposte