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17 Dicembre 2006 alle 12:48 in risposta a: dimensione caratteri nel sommario dei documenti beamer #11778::
Piuttosto di fornirti una soluzione pronta (che prevederebbe di ridefinire qualche comando già definito dalla classe) provo a farti riflettere su alcune cose a cui forse non hai pensato.Se i titoli delle sezioni sono lunghi e vengono suddivisi su più linee, allora non stai usando in modo corretto il parametro opzionale del comando \section:`\section[Prova]{Prova per una sezione con un titolo molto lungo}`
Se la ToC è molto lunga ma i titoli stanno su un’unica riga, allora c’è seriamente qualcosa che non va: probabilmente ci sono troppe sezioni e ciò potrebbe voler dire che la presentazione è troppo lunga e/o che ci sono troppe slides per il tempo di cui disponi, oppure che non hai operato una buona suddivisione/generalizzazione degli argomenti.Un workaround, basato sul codice che hai postato, potrebbe essere:`\AtBeginSubsection[]
{
\begin{frame}
\frametitle{Sommario}\small
\tableofcontents[currentsection,currentsubsection]
\end{frame}
}`
Ciao.
15 Dicembre 2006 alle 14:50 in risposta a: revisioni latex senza conoscerlo, free sw per correzioni pdf #700314 Dicembre 2006 alle 14:28 in risposta a: revisioni latex senza conoscerlo, free sw per correzioni pdf #699912 Dicembre 2006 alle 19:12 in risposta a: L’eterna lotta contro le pagine bianche a fine capitolo #11715::
Come ti avevo suggerito in privato, è necessario che tu posti il tuo codice. Come indicazione generica, posta un sorgente minimale (ovvero, depurato di tutto ciò che non serve, anche di eventuali dati riservati 🙂 ) ma che ancora riproduca il problema.Avrei qualche commento sul tuo stile di utilizzo di LaTeX, ma mi riservo di farlo pubblico una volta che tutti potranno vedere il codice.
Ciao.
::Una curiosità, allora: scegli xpdf anziché AcroRead perché quest’ultimo non è GPL o per motivi tecnici? Io trovo che AcroRead sia migliore per “resa grafica” e funzionalità.
Scelgo xpdf perché, nonostante le scorciatoie che vi ho testé riportato, ricaricare il file appena ricompilato impiega una decina di secondi (sembreranno bazzecole, ma sono troppi). Sono completamente d’accordo con te sulla resa grafica, infatti se devo mostrare un file pdf faccio riferimento a AcroRead, ma per la scrittura di documenti continuo a preferire la rapidità e la robustezza di xpdf.
Al contrario di quanto dici, anche per la stampa xpdf è molto comodo e puoi avere un ottimo controllo: basta indicare il comando per stampare e voilà. Un’idea la puoi avere con un ‘man lpr’.
Ciao.
::
Ho appena provato e con lo stesso comando che hai indicato tu funziona:`\documentclass{beamer}
\usepackage[utf8x]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}\usepackage{graphicx}
\begin{document}
\begin{frame}
\frametitle{Prova}
Prova.
\onslide<2->
\begin{figure}
\begin{center}
\includegraphics{images/whirled_korn}
\end{center}
\caption{Prova di testo}
\label{fig:}
\end{figure}\onslide<3->
\includegraphics{images/whirled_korn}
\end{frame}\end{document}`
Ciao.
::
Vi faccio presente che non serve chiudere AcroRead, è necessario chiudere solamente il file per sbloccarlo… Cosa che si fa molto semplicemente con Ctrl+W.Un altra scorciatoia, se poi dovete ricaricare lo stesso file, è quella di usare il primo elemento dei documenti recenti di AcroRead, usando la combinazione: Alt-F 1.
Ciao.
11 Dicembre 2006 alle 16:49 in risposta a: LaTeXiT: equazioni drag’n drop per ogni applicazione Mac #11693::Se invece si tratta di un sw (come ho capito, ma non vorrei aver preso fischi per fiaschi) che permetta di inserire codice LaTeX, compilare e avere l’equazioncina già ritagliata in un bel pdf da draggare comodamente su applicazioni WYSIWYG (come OmniGraffle o Keynote), allora il programmino può anche essere utile.
Si, questo farebbe un po’ di differenza. Tuttavia credo che con un po’ di sforzo si possa mettere in piedi uno script che faccia queste cose in maniera semi-automatica.
quindi forse per te tutti gli strumenti WYSIWYG sono “cose da femminucce”.
No, assolutamente; i programmi da GUI sono fondamentali in alcuni casi e anche se non lo fossero, non sarebbero da femminucce. Spesso, però, i programmi da GUI limitano le scelte dell’utente: nelle GUI sono implementate solo alcune delle innumerevoli funzioni disponibili ma non tutte (perché altrimenti sarebbe difficilissimo progettare una GUI). Queste scelte di design spesso non vengono fatte con programmi CLI.
Personalmente, ritengo che in certi contesti un’applicazione WYSIWYG abbia ancora senso…ma è solo la mia opinione!
Ne sono convinto anche io.
Quello che rende utili sia applicazioni GUI che CLI è il tipo di target di utenti a cui sono indirizzati: tipicamente, le GUI sono per utenti “un po’ utOnti” 🙂 che preferiscono avere qualcosa di cliccabile e di converso perdere qualche funzionalità. Al contrario, gli utilizzatori quotidiani di programmi CLI non vogliono perdere nessuna funzionalità e tipicamente sono anche abbastanza smaliziati da non avere paura della console dei comandi.
Ciò che però trasforma un incallito utente di GUI in un utente smaliziato che usa script per fare quello che vuole è la voglia di affrontare (e superare) le difficoltà che si potrebbero incontrare imparando un nuovo ‘linguaggio’, fiduciosi che il gioco varrà la candela (con LaTeX, gnuplot e R nel mio caso, ad esempio, ne è proprio valsa la pena; un altro caso potrebbe essere MetaPost, ad esempio). Le piccole difficoltà e le imprecisioni serviranno per costituire l’esperienza, che diminuirà il tempo utilizzato per implementare un nuovo script mano a mano che ne vengono scritti nuovi. Quindi, per mia esperienza, se qualcosa può essere fatto ‘programmando’ anziché da una GUI, al 90% dei casi si otterranno risultati migliori e più performanti.
Ciao.
11 Dicembre 2006 alle 13:53 in risposta a: LaTeXiT: equazioni drag’n drop per ogni applicazione Mac #11691::Non capisco cosa intendi per file temporanei? Intendi solo i .log, .aux, .lot e.toc?
Si, esatto, intendo proprio i files .log, .aux, .lot e .toc, più tutti quegli altri che potrebbero generarsi per produrre la documentazione (ad esempio, .idx).
In questo caso,
basic.gst
mem10.clo
mem11.clo
mem12.clo
mem14.clo
mem17.clo
mem9.clo
memhfixc.sty
mempatch.sty
memoir.cls
memman.tex
vanno in $TEXMF/tex/latex/memoirmemoir.dvi
memman.pdf
memmanadd.pdf
vanno in $TEXMF/doc/latex/memoirmempatch.dtx
mempatch.ins
README
memman.ist
memoir.idx
memoir.ins
memoir.dtx
vanno in $TEXMF/source/latex/memoirmemoir.aux
memoir.log
memoir.lot
memoir.toc
questi invece li puoi anche cancellare.Ribadisco che li devi installare in /usr/local/share/texmf.
Ciao.
::1) fatto un refresh dell’albero
`texconfig init
texconfig hyphen`Hai fatto un refresh dei formati e degli hyphenation pattern, ma non hai aggiornato il database dei pacchetti.
Prima di dirti come aggiornare il DB dei pacchetti, tengo a precisare che hai fatto 1 errore e un’imprecisione.
L’errore è mettere i pacchetti che installi manualmente nell’albero /usr/share/texmf. Questo albero è gestito dai pacchetti di debian e se, per qualche strano caso, decidessi di aggiornare teTeX dovresti reinstallare da capo tutti i pacchetti aggiuntivi che hai installato. Probabilmente, l’albero che cerchi è /usr/local/share/texmf, ma ti consiglio di dare un’occhiata alla pagina dei pacchetti di GuIT (ma il sito lo guarda qualcuno o è lì a fare numero?).
L’imprecisione che commetti è mettere tutto il contenuto del pacchetto nel sottoalbero tex/latex, senza una sottocartella propria per memoir e (aggiungerei) senza suddividere il materiale della documentazione dai files necessari.
Memoir non è una classe che richiede installazione di font, quindi la sua installazione ordinata prevede di spostare tutti i files di documentazione (formato .dvi o .pdf) nel sottoalbero doc/latex/memoir, di cancellare tutti i files temporanei dovuti alla compilazione dei file .dtx e .ins, di mettere i files .ins e .dtx (se ti servissero) nel sottoalbero source/latex/memoir e il resto dei file (che sono quelli necessari per memoir) nel sottoalbero tex/latex/memoir.
A questo punto, se hai dato un’occhiata alla pagina che ho sopra linkato, hai già notato quale è il comando che devi lanciare per aggiornare il db dei pacchetti. In qualsiasi caso, i comandi disponibili sono due e sono del tutto equivalenti:`texhash` o `mktexlsr`ovviamente lanciati come root se usi gli alberi /usr/share/texmf o /usr/local/share/texmf.
Una seconda possibilità di installazione (che ti consiglio) è che utilizzi le MiKTeX Tools: installandole, avrai a disposizione il programma mpm che è il MiKTeX Package Manager e che ti permette di installare pacchetti con un solo comando anche se la tua distribuzione TeX è teTeX. Finita l’installazione con questo programma devi, però, aggiornare sempre il db dei pacchetti.
Ciao.
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