egreg9

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  • in risposta a: Urgente: problemi numerazione pagine per tesi fronte-retro #15960
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    `\documentclass[12pt,BCOR15mm,
    twoside,headsepline,%
    halfparskip, openright ,bibtotoc, tablecaptionabove,footinclude,%
    headinclude, abstracton, titlepage, cleardoubleempty, final]{scrreprt}
    …
    `

    Non ci siamo. Tutta quella roba non dice nulla. Occorre un esempio MINIMO che mostri il comportamento che denunci. Non so che cosa ci scrivi in quei file che includi. Al posto dei file che includi, metti nel documento principale le prime righe; vedi se il problema persiste. Poi togli un pacchetto alla volta e vedi finché il problema permane.

    Alla fine i casi sono due: o capisci dove sta il problema e sei a posto; oppure ci puoi mandare l’esempio che finalmente sarà utile. Credimi, non c’è altro metodo.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Urgente: problemi numerazione pagine per tesi fronte-retro #15958
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    inizia e termina cosí:
    `
    \chapter*{List of Abbreviations}
    \begin{tabularx}{\textwidth}{l X}
    ….
    \end{tabularx}

    \endinput`

    Un mio esempio, fatto senza sapere veramente quello che hai tu non esibisce alcun problema.

    Non ci serve sapere quali file includi, occorre avere un esempio minimo che mostri il problema. Per esempio: come mai il comando \pagestyle{scrplain} dà errore e non lo togli? Come mai usi tabularx senza caricare il pacchetto tabularx?

    Se dici le bugie, non possiamo aiutarti. 🙂 È uno scherzo, sia chiaro. Ma cerca di essere più circostanziato.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Pacchetto hyperref #17577
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    D’accordo, GRAZIE

    c’è in rete qualche spiegazione dei Divps e PK font?

    non so assolutamente cosa siano!

    PK è un formato bitmap; quando TeX è nato non esisteva il linguaggio PostScript e per stampare occorrevano immagini bitmap dei caratteri. Insieme a TeX è stato sviluppato parallelamente un linguaggio per la produzione di font, METAFONT, che produce appunto i bitmap adatti a ciascuna stampante.

    La qualità di stampa ottenibile con i PK è, avendo i parametri giusti per la stampante, nettamente superiore a quella dei font PostScript che si sono diffusi più di recente. Ma la praticità di questi ultimi è indubbia. Un fattore negativo dei PK è che non sono scalabili, essendo bitmap, quindi appaiono malissimo a schermo, problema che con i PostScript non si presenta.

    Non conosco Yap, ma immagino che abbia qualche collegamento interno con Ghostscript (che è un interprete PostScript) in modo da poter usare i font in formato PostScript; penso che le due modalità siano una quella con l’interfaccia per Ghostscript, l’altra quella originale derivata da xdvi.

    Non farti problemi dove non ce ne sono: lascia perdere i PK. È più o meno come i dischi in vinile contro i CD: la qualità sonora dei primi è indubbia, avendo tempo per conservarli con la cura di cui hanno bisogno e impianti audio adatti sono ancora oggi meglio di qualsiasi altra soluzione; i CD sono molto più pratici e la resa non è troppo dissimile.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Problema con Subfig/Subfloat #17589
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    Allora c’è qualche problema nella definizione dei percorsi delle cartelle dei pacchetti.

    La versione di miktex installata è la 2.6 aggiornata questa mattina.

    …

    Ho provato anche a reinstallare winedt ma il problema persiste.

    Dubito che dipenda da winedt, che fa da editor e si occupa di chiamare i programmi. Forse qualcuno nel forum che usa MikTeX può darti una mano. Io no di sicuro, com’è noto. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Problema con Subfig/Subfloat #17587
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    Sto scrivendo la mia tesi di Laurea: questo è il preambolo che uso
    `\documentclass[12pt,a4paper]{article}
    \usepackage{textcomp}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{amsmath}
    \usepackage{amsfonts}
    \usepackage{latexsym}
    \usepackage{theorem}
    \usepackage{epsfig}
    \usepackage{fancyheadings}
    \usepackage{graphicx}
    \usepackage{subfig}
    \usepackage{amsmath}
    \usepackage{amssymb}
    \usepackage{hhline}`
    Quando eseguo questo pezzo di codice:
    `\begin{figure}[h]
    \centering \subfloat[{Antenna singola Omnidirezionale}
    \label{fig:Omni}]{\includegraphics[width=0.4\textwidth]{Immagini/1Tx/1Tx-6db.eps}}
    \quad
    \subfloat[{Trisettoriale con Antenne a 120\textdegree}
    \label{fig:Tri120}]{\includegraphics[width=0.4\textwidth]{Immagini/1Tx/1TxTri-6db.eps}}
    \quad
    \subfloat[{Quadrisettoriale con Antenne a 90\textdegree}
    \label{fig:Tri90}]{\includegraphics[width=0.4\textwidth]{Immagini/1Tx/1TxQ-6db.eps}}
    \quad
    \subfloat[{Trisettoriale con Antenne a 90\textdegree}
    \label{fig:Quadri}]{\includegraphics[width=0.4\textwidth]{Immagini/1Tx/1TxTri-6dbsira90.eps}}
    \caption{}
    \label{fig:Antenne}
    \end{figure}`

    la compilazione si blocca con questo errore:

    ! Latex Error: File ‘subfig.sty’ not found

    Significa che hai un’installazione obsoleta. Il pacchetto subfig è certamente incluso in tutte le distribuzioni recenti. Ovvio che se non c’è, i comandi che ne dipendono non sono definiti. Aggiorna.

    E, già che ci sei, non caricare latexsym (c’è già amsfonts), epsfig (è obsoleto e graphicx lo sostituisce), fancyheadings (è obsoleto, c’è fancyhdr al suo posto) e anche hhline, la cui funzione è di rendere orripilanti tabelle già brutte.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: doppio punto #17580
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    Se scrivo

    blabalbal

    A brief description of every class is detailed below:

    1. bla bla bla

    2. blabla bla

    Ci va un paragrafo per tutte tre le righe, oppure A brief description..e il punto 1 sono attaccati?

    `A brief description of every class is detailed below:
    \begin{enumerate}
    \item the first class is good;

    \item the second class is not as good as the first;

    \item the third class is terrible.
    \end{enumerate}`
    Non dimenticare la punteggiatura. Riga vuota dopo \end{enumerate} se cambi discorso, niente se il discorso prosegue.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Urgente: problemi numerazione pagine per tesi fronte-retro #15956
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    Grazie peró non ho ancora risolto..

    `\documentclass[12pt,BCOR15mm,twoside,headsepline,%
    halfparskip, openright ,bibtotoc, tablecaptionabove,footinclude,%
    headinclude, abstracton, titlepage, cleardoubleempty, final]{scrreprt}
    %%Komascript
    \usepackage{times}

    \usepackage[ansinew]{inputenc}
    \usepackage[T1]{fontenc}

    %per scrivere in inglese
    \usepackage[english]{babel}
    ……
    \begin{document}
    %%%%%% abbreviations %%%%%%
    \include{abkuerz}
    …`

    perché la pagina abkuerz me la apre a sinistra invece che a destra?

    Probabilmente perché abkuerz.tex non comincia con un comando \chapter.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Pacchetto hyperref #17564
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    Ho inserito all’interno del documento i seguenti campi:

    \usepackage{hyperref}
    \hypersetup{colorlinks=true,linkcolor=blue} %comando per modificare il colore del testo dell’indice

    %\href{http://www.google.it}{motore di ricerca}

    la modifica del colore del testo dell’indice avviene correttamente, come corretto è la visualizzazione del teso “motore di ricerca” a cui è associato l’url del motore di ricerca GOOGLE (una volta creato il pdf cliccando sul testo si apre correttamente IE)

    sfortunatamente in fase di compilazione mi compare la solita label:
    The document cannot be rendered properly because the current render method does not support PostScript specials.
    Temporarily switch to the DVIPS render method? Yes o No

    ponendo le 3 righe di codice precedentemente riportate come commento (usando %) la compilazione avviene senza problemi ed il testo non presenta le modifiche relative

    qualcuno potrebbe dirmi di che problema si tratta?

    Non avrai per caso una riga come
    `\documentclass[…,dvips,…]{}`
    all’inizio del tuo documento?

    Come sempre: cerca di trovare un esempio minimo, completo di preambolo.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Triangolino sopra nome triangolo #17558
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    Ciao anche a te!! grazie a tutti..
    Non vorrei fare polemica per una stupidaggine, ma quando dicevo che in certe occasioni mi sembra più opportuno usare una notazione abbreviata, invece che scrivere il triangolo.. o l’angolo… mi riferivo non all’enunciato del teorema, ma all’ipotesi e/o alla tesi scritte in forma sintetica, che penso tutti insegnamo ai nostri allievi. Io per esempio non faccio scrivere loro
    Th: il triangolo ABC è congruente al triangolo DEF
    ma:
    Th: $\widetriangle{ABC}\cong \widetriangle{DEF}$

    Magari alla lavagna, perché c’è poco spazio. Sul compito GIAMMAI! 🙂 Meglio dare un esercizio di meno e pretendere che il compito sia scritto in italiano, possibilmente corretto. Sono del parere che abituarsi a due codici, uno abbreviato per “la brutta copia” (cioè una prima stesura) e uno senza abbreviazioni faciliti la comprensione e eviti la falsa idea che per andare bene in matematica occorre ricordarsi a memoria tutte le formule.

    Non sono certo per insegnare a memoria roba del tipo “l’opposto del coefficiente di primo grado aumentato o diminuito della radice quadrata del discriminante, il tutto diviso per il doppio del coefficiente del termine di secondo grado”: l’algebra ha fatto passi da gigante dal periodo retorico. Ma scrivere gli “e”, gli “o” e i “per ogni” in simboli è, secondo me, sbagliato sia dal punto di vista didattico che da quello concettuale (si confondono linguaggio formale e metalinguaggio, brrrr).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Triangolino sopra nome triangolo #17554
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    O, meglio ancora, non mettendoci niente: lo so che nei testi delle scuole è una notazione molto diffusa, ma non serve.

    Se ci pensi bene, anche i concetti (su cui di solito si batte tantissimo) di “base” e “altezza” di un triangolo non sono matematicamente molto sensati: in fin dei conti, che importa come disegniamo un triangolo?

    Ti ringrazio per l’aiuto. Non direi comunque che non serve la notazione in questione. ABC, se non meglio specificato, potrebbe essere sia un angolo che un triangolo, e non sempre è opportuno scrivere: “il triangolo ABC” o “l’angolo ABC”.

    Vado un po’ OT, ma mi sento in dovere di intervenire: nel testo di un problema si deve scrivere “il triangolo ABC”. Usare notazioni astruse e quasi mistiche induce nell’allievo l’idea che in matematica non si debbano scrivere parole, ma solo una lunga serie di simboletti uno in fila all’altro come i geroglifici egizi che solo pochi sanno leggere.

    Confrontiamo:
    `Dato il triangolo $ABC$, isoscele sulla base $BC$, si dimostri che gli angoli $ABC$ e $ACB$ sono uguali.

    $\widetriangle{ABC}\wedge \overline{AB}=\overline{AC} \implies \angle ABC=\angle ACB$`
    È chiaro quale dei due modi di enunciare il problema io preferisca. 🙂 “Nel compito scrivete quello che fate, mi raccomando” è una delle classiche esortazioni.

    Per finire: benvenuta! Avremo altri compiti in classe scritti come si deve e non come quegli orrendi testi (dal punto di vista tipografico, ma anche su quello matematico ce ne sarebbero da dire!) che spediscono per la maturità.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: ambienti matematici colorati #17545
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    ❓ Può il Latex ridefinire gli ambienti matematici ( e dunque i delimitatori $, $$, \(, \[ ) così d’aversi formule colorate? ❓
    Un sentito grazie al GUIT 😀

    Per avere le formule fuori corpo (cioè quelle ottenute con gli ambienti displaymath, equation, compreso \[…\]) puoi semplicemente dire
    `\everydisplay{\color{blue}}`
    nel preambolo. Per le formule in corpo la cosa non è così semplice. Esisterebbe l’analogo \everymath, ma con risultati che potrebbero sorprendere; infatti, per esempio, con
    `\everymath{\color{blue}}`
    anche gli indicatori delle note a piè di pagina verrebbero colorati. Se proprio vuoi, puoi ridefinire \(:
    `\makeatletter
    \def\({\relax\ifmmode\@badmath\else$\color{blue}\fi}
    \makeatother
    \let\math\(`
    Ovviamente, con $…$ non otterrai il colore blu.

    In ogni caso non mi sembra un’ottima idea. Tanto più che il trucco con \everydisplay non funziona se si carica amsmath né usando eqnarray (che non va comunque usato). Occorrerebbe ridefinirsi tutti gli ambienti in modo corretto: un lavoraccio che non darebbe comunque grandi risultati.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Uno strano problema con listings (e classicthesis) #17541
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    Ciao a tutti. Guardate questo documento:
    `
    \documentclass[10pt,a4paper]{scrreprt}

    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{classicthesis-ldpkg}
    \usepackage[subfigure,beramono]{classicthesis}

    \definecolor{oldlace}{RGB}{253,245,230}

    \lstset{frame=none,
    backgroundcolor=\color{oldlace},
    basicstyle=\normalfont\ttfamily
    }

    \newcommand{\classicthesis}{\lstinline!classicthesis!}

    \begin{document}
    \begin{itemize}
    \item\texttt{nochapters}: permette di usare il “look and feel'' di \classicthesis{} in classi che non sono suddivise in capitoli, come negli articoli. Automaticamente disattiva altre opzioni…
    \end{itemize}
    \end{document}
    `
    Quando compilo, c’è un bug: la riga che segue la parola “classicthesis” è (insensatamente!) tutta colorata di giallo, come se stessi usando l’ambiente lstlisting e non il comando \lstinline.

    Che sia un bug di listings? E soprattutto, come rimediare? Naturalmente potrei definire il comando che dà problemi senza passare da listings:
    `\newcommand{\classicthesis}{\texttt{classicthesis}}`
    ed in effetti quasi ci siamo: il problema della riga gialla ovviamente no c’è più. L’unico inconveniente è che il font di \texttt dipende dal contesto:
    `\documentclass{article}
    \newcommand{\classicthesis}{\texttt{classicthesis}}
    \begin{document}
    Lo stile \classicthesis.
    \emph{Lo stile \classicthesis}.
    \end{document}`
    e questo non lo vorrei: vorrei che quella voce fosse sempre scritta allo stesso modo, indipendentemente dal contesto.

    Non vedo colorazioni strane. Ma noto altre cose.

    Quando ho compilato il tuo esempio, la parola classicthesis mi è capitata esattamente a fine riga e c’era uno spazio spurio all’inizio della successiva. Togliendo {} il risultato è corretto ma, 👿 se tolgo un paio di parole prima, lo spazio sparisce.

    Perché non usare le cose semplici? Il suggerimento, fra l’altro, te l’eri dato da te.
    `\newcommand{\classicthesis}{{\normalfont\ttfamily classicthesis}}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Record Article: come indicare il numero di una rivista #17538
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    Ciao a tutti, ho una voce bibliografica così definita:
    `@ARTICLE{cevolani:italiano,
    AUTHOR = {G.~Cevolani},
    TITLE = {Norme tipografiche per l'italiano in {\LaTeX}},
    JOURNAL = {Ars\TeX nica},
    YEAR = {2006},
    NUMBER = {1},
    PAGES = {29-42},
    MONTH = {Aprile},
    LANGUAGE = {italian},
    ISSN = {1828-2350},
    NOTE = {\url{http://www.guit.sssup.it/arstexnica.php}}
    }`
    Quando compilo con BibTeX, però, ottengo un warning:
    `Warning–there's a number but no volume in cevolani:italiano`
    Che cosa significa questo warning? Non lo capisco: voglio solo indicare che l’articolo è uscito nel primo numero di ArsTeXnica.

    Una rivista è usualmente divisa in volumi annuali, semestrali, trimestrali o altro ancora, ma per alcune ogni volume è diviso in numeri. Nel caso di ArsTeXnica, il campo giusto da usare è “volume”.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Luatex: che cos’è? #17529
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    L’avevo già fatto e avevo già trovato il sito ufficiale. Non ho capito però l’utilità, speravo che qualcuno sapesse spiegarmi in parole semplici quali sono i vantaggi, se “serve” ad un utente “base”, ecc.

    Si tratta, in sintesi, di un progetto per unificare le varie incarnazioni dei successori di TeX: e-TeX, pdfTeX, Alpha, Omega, encTeX e via discorrendo. In più gli sviluppatori hanno aggiunto l’integrazione con un programma di scripting, scegliendo come linguaggio Lua. Perché non Perl, Python, Ruby o che altro? Forse per non incanalarsi in realtà troppo complicate e limitarsi a un linguaggio che faccia bene le cose necessarie.

    Da quello che ho visto, pare che LuaTeX sarà operante fra circa un anno. Cambierà qualcosa per l’utente normale? No, il nuovo motore non dovrebbe dare problemi con i vecchi documenti, per i quali comunque rimarranno i vecchi strumenti. Sarà però più facile costruire nuove funzionalità e usare font e roba simile.

    Aspettiamo e vediamo. Di sicuro non dovremo cambiare il modo di scrivere i documenti.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: psnup – problemi nella stampa #17512
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    grazie del suggerimento ma purtroppo non cambia niente, lo ho generato così
    `#/bin/sh

    latex $1.tex
    latex $1.tex
    dvips -o $1.ps $1.dvi
    psnup -l -Pa4 -pa4 -2 -s.7 $1.ps > 2up.ps
    pstops “2:0” 2up.ps > odd.ps
    pstops “2:-1” 2up.ps > even.ps
    `
    il file postscript base corrisponde pienamente (anche sovrapponendo la pagina stampata con la pagina a video (con evince), il file postscript derivato (2up.os) risulta perfetto a video ma nella stampa è traslato di circa 2 cm. Le pagine pari e dispari sono traslate di conseguenza.

    Ciò che ritengo più probabile è che per qualche misterioso motivo si passi da a4 a letter durante uno dei procedimenti.

    Ciao
    Enrico

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