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  • in risposta a: Wrapfig #12134
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      Ammesso che tu non stia usando wrapfig in una di quelle posizioni “difficili” dettagliate nella sua documentazione, con un’immagine qualunque il codice seguente si comporta perfettamente:`\begin{wrapfigure}{r}{0pt}
      \includegraphics[width=4cm]{example}
      \end{wrapfigure}`

      quando riuscivo a trovare una combianzione quasi giusta mi dava errore.

      Se rileggi quanto hai scritto, sicuramente ti renderai conto che manca qualche cosa: sarebbe come andare dal dottore dicendo “Mi sento male, ma non ti dico dove e non mi puoi visitare… indovina che cos’ho”.

      in risposta a: L’eterna lotta contro le pagine bianche a fine capitolo #11717
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        visto che il solo EGV non vi e’ riuscito (o non ci ha neppure pensato 😉 )

        Che vuoi farci… ha tante cose per la testa 😉

        ho creato un documento di classe book

        Già qui ti becchi una pagina bianca se il capitolo termina su pagina dispari e non hai indicato l’opzione openany. Ma se fossi in te userei la classe report, a meno che tu non abbia bisogno di cose come \frontmatter & Co.

        Poi con gli \include nel main file ho composto l’elaborato finale.

        Altra potenziale pagina bianca. Sostituisci \include con \input.

        in risposta a: Convenzioni tipografiche in italiano #11469
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          Ciao,

          Capisco bene il punto di vista di Marco, ma credo sia il caso di cercare di esplicitare anche le motivazioni del GuIT (no, non sono talmente presuntuoso da pensare di rappresentare tutto il gruppo :mrgreen:, quindi tutto quello che segue deve essere preso con il beneficio d’inventario e non deve essere considerato come la posizione ufficiale del GuIT in alcuna materia).

          Il GuIT è un’associazione senza scopo di lucro, ma questo non significa, purtroppo, che possiamo sottrarci ad alcune spese più o meno fisse, quindi esiste la necessità di cercare finanziamenti e, a meno che un vecchietto multimilionario non ci lasci una consistente eredità, l’unico modo che siamo riusciti a trovare è chiedere il sostegno dei soci. Queste brave persone magari ci finanzierebbero anche senza ricevere nulla in cambio (un po’ come ha fatto qualche socio amministrativo sborsando di tasca propria un sacco di soldini… tu che ne dici, Mau?), ma a noi è parso più giusto “ringraziarli” per il sostegno offerto riservando l’accesso diretto agli articoli di ArsTeXnica solo a loro per un certo lasso di tempo; cambiare le regole in corsa solo ora, a me parrebbe una mancanza di rispetto nei confronti dei soci, ma non escludo che in futuro le cose possano cambiare.

          Detto questo, cambio argomento e vengo al sodo.

          “]Da neofita del mondo LaTeX ho iniziato a leggere varie guide per cercare di capirne di più, ma non ho trovato una cosa che a me sembra indispensabile (anche se a voi potrà sembrare banale): un elenco di tutte le convenzioni tipografiche usate in italiano.

          No, a me non sembra una richiesta banale e, parlando francamente, se esistesse veramente la “bibbia” della tipografia italiana sarebbe una lettura consigliata anche a chi scrive usando altri strumenti (vi è capitato di dare un’occhiata ai libricini distribuiti gratuitamente in edicola con la copia del sabato del Sole 24 ORE?). Sfortunatamente una guida da considerarsi “definitiva” non esiste e tanto l’articolo di Gustavo quanto gli altri manuali di stile sono una personale interpretazione e codifica di regole non scritte e stratificate nel corso dei decenni (o secoli? fate un po’ voi).

          “]Per esempio nella nostra lingua dopo il punto lo spazio ha sempre la solita dimensione, ma LaTeX seguendo l’uso anglosassone fa uno spazio più lungo, serve quindi il comando \frenchspacing* per avere la spaziatura latina.

          Sì, è vero, ma ti sfido a trovare una persona comune (non un tipografo) che se ne accorgerebbe veramente.

          “]Come si usano i trattini? Quali virgolette per il discorso diretto? Mi servirebbe una guida o anche un semplice elenco di tutte queste regolette con magari accanto anche il comando per metterle in pratica; non un trattato di tipografia (per il momento), ma un qualcosa di rapido ed esaustivo da tenere a portata di mano per non sbagliare.

          Domande più che legittime, alle quali posso tentare di dare parzialmente una risposta (assolutamente non esaustiva):

          • il trattino breve (-) viene usato automaticamente per spezzare le parole nell’andare a capo, mentre lo devi usare esplicitamente per separare numeri e cifre (“alle pagine 2-4”) e parole composte;

          • il trattino medio (–) non viene praticamente mai usato, ma puoi decidere di usarlo per separare numeri e cifre in luogo di quello breve, seguendo l’uso anglosassone;

          • il trattino lungo (—) lo usi per delimitare il discorso diretto e gli incisi (ma in questo caso come distinguere tra i due? fossi in te deciderei di usarlo per l’uno o per l’altro, in base a preferenze personali, e poi manterrei lo stesso stile per tutto il documento);

          • il discoso diretto viene reso tipograficamente in tanti modi, ma l’importante, anche qui, è la coerenza: ne scegli uno e continui con quello fino alla fine del documento; detto questo, alcuni modi sono:

          • usare il trattino lungo (—);

          • usare un tipo di virgolette;

          • riguardo l’uso generale delle virgolette, dato che puoi scegliere tra quelle doppie/alte, quelle semplici ed i cosiddetti caporali, sei tu a dover scegliere quali usare per quale scopo/funzione, cercando di non mescolarle (cioè, se usi i caporali per il discorso diretto, conviene usare le virgoletto doppie/alte per evidenziare l’uso ironico/dispregiativo/scherzoso di un termine, in modo che non vi possano essere fraintendimenti); in proposito mi permetto di suggerirti il pacchetto csquotes;

          • anche se non ne hai accennato, aggiungo io l’argomento delle tabelle e di come non farle (non usare righe verticali, a meno che non sia veramente indispensabile), ma, per un’introduzione migliore di quanto possa mai scrivere io, ti rimando al pacchetto booktabs (sì, lo so, c’è anche l’articolo di Lapo sul numero 2 di ArsTeXnica, ma consigliarti di leggere quello mi pare una presa in giro, visti i presupposti);

          • è “vietato” 😉 usare la sottolineatura per evidenziare le parole;

          • ultimo consiglio: ogni volta che prendi una decisione di qualunque tipo, cerca di essere coerente in tutto il documento perché un aspetto uniforme è sicuramente migliore di una pasticcio di stili.[/ul]

          in risposta a: sottotitoli dei capitoli #11529
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            Pacchetto tocloft, comando \cftchapterprecishere.

            in risposta a: Indice generale e bibliografia #10864
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              tocbibind

              in risposta a: sistemare le tabelle #11426
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                In ordine strettamente prioritario:

                1. leggere una guida introduttiva a LaTeX;

                2. rileggere la guida di cui al punto precedente;

                3. smettere di usare \bf;

                4. imparare che \small non si usa così;

                5. imparare a che cosa server \multicolumn leggendo la guida di cui al primo punto;

                6. togliere di mezzo quei \multicolumn inutili;

                7. cambiare la dichiarazione delle colonne perché la tabella è semplicemente troppo larga.

                in risposta a: Problema legato alla sillabazione #11319
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                  Purtroppo però se una parola non è da sola ma preceduta da qualcosa tipo
                  l’immagine
                  dell’immagine
                  la sillabazione va a pallino perchè evidentemente la interpreta come una parola nuova.

                  Non è propriamente esatto.
                  `\documentclass{minimal}
                  \usepackage[italian]{babel}
                  \begin{document}
                  \showhyphens{dell'immagine}
                  blah blah
                  \end{document}`
                  Nel log di compilazione, se babel funziona correttamente, si legge:

                  [] \OT1/cmr/m/n/10 del-l’im-ma-gi-ne

                  La sillabazione prodotta è conforme alle regole della lingua italiana (che, secondo quanto mi è stato insegnato alle elementari, “scoraggia” la separazione in sillabe in prossimità dell’apostrofo). QED.

                  in risposta a: Problemi di ritorno a capo #11300
                  ev
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                    Alla faccia dell’esempio minimo! Puoi pure aver iniziato ad usare LaTeX ieri mattina, ma anche tu sei in grado di capire che quello non è un esempio minimo, anzi, non è nemmeno un esempio che permetta di riprodurre il problema. Stendiamo un velo pietoso su quel codice (ok, non serve ribadire che non l’hai scritto tu e la velata critica alla sua qualità non è diretta a te).

                    Nonostante il buon senso suggerisca di fare esattamente il contrario, non ci hai dato alcuna informazione sul formato usato per la visualizzazione del documento né sul formato del prodotto finale né su come giungi a tali risultati (ci interessa il compilatore, non “Pigio il pulsante X dell’editor Y”). Si potrebbero fare alcune ipotesi, ma se vuoi una mano ti conviene aiutarci ad aiutarti invece di farci giocare a Trivial Pursuit.

                    in risposta a: TeTeX su Slackware current #10273
                    ev
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                      Ciao,

                      Ieri ho commesso un “piccolo” errore: la prima variabile da farti controllare era TEXMF 🙁 ma dal contenuto di TEXMFDBS pare evidente che TEXMF è corretta…

                      Vien da pensare che ci sia qualche altro errore in texmf.cnf… ritornando alle variabili che avevo suggerito di modificare, riporto di seguito il valore che dovrebbero avere dopo le modifiche:

                      • TEXMF, definita alla riga 114 di texmf.cnf`TEXMF = {!!$TEXMFCONFIG,!!$TEXMFVAR,$TEXMFHOME,!!$TEXMFSYSCONFIG,!!$TEXMFSYSVAR,!!$TEXMFLOCAL,!!$TEXMFMAIN,!!$TEXMFDIST}`

                      • TEXMFDBS, definita alla riga 129 di texmf.cnf`TEXMFDBS = $TEXMF`

                      Queste sono le uniche modifiche che ho apportato al file in questione; altre modifiche al sistema includono solamente l’impostazione della dimensione del foglio (A4; via texconfig-sys) e l’aggiunta di un paio di mappe di font (via updmap-sys). Tu quali modifiche hai apportato al sistema?

                      in risposta a: TeTeX su Slackware current #10271
                      ev
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                        Ho seguito pedissequamente le tue istruzioni, ma ora non riesco più a compilare.

                        Riporta l’output dei seguenti comandi, che mostrano il valore delle uniche due variabili dichiarate in /usr/share/texmf/web2c/texmf.cnf che avevo suggerito di modificare:`kpsexpand '$TEXMFMAIN'
                        kpsexpand '$TEXMFDBS'`

                        in risposta a: [OT?] Sito “copione” #11123
                        ev
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                          ma vi siete mai accorti che esiste un sito che praticamente ci ruba il nome?

                          Sì, lo sappiamo bene 😈

                          Ma come si chiama questa cosa, copiatura illecita di marchio del sito?

                          Ora come ora mi vengono solo definizioni irripetibili in questa sede 😉

                          Si può fare qualcosa?

                          I soci amministrativi hanno già discusso più volte riguardo questo personaggio “bizzarro”, ma non essendo noi molto pratici di leggi e tribunali non abbiamo trovato una soluzione soddisfacente.

                          Dato che la faccenda è stata portata all’attenzione degli utenti del forum, mi permetto una considerazione: non credo sia eticamente corretto chiedervi di non visitare quel sito, quindi mi guarderò bene dal farlo. Tenete presente, però, che trattandosi di un sito che “vive” con gli annunci pubblicitari di Google, ogni visita è un micro-guadagno…

                          in risposta a: problemi con bibliographystyle #11054
                          ev
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                            Errore che restituisce il compilatore:

                            Ho tagliato tutto per amor di brevità; il tuo file di log non contiene alcun errore, solo avvertimenti riguardanti il fatto che i riferimenti alla bibliografia non sono definiti. Motivo (spiegato nel dettaglio in una qualsiasi guida introduttiva a LaTeX): dopo la prima compilazione con LaTeX devi usare bibtex.

                            in risposta a: Inserire file pdf #1268
                            ev
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                              Ciao,

                              spero di aver letto bene la netiquette e di non farmi redarguire per la mia domanda.

                              Ma dai 😉 non siamo poi così cattivi (o forse sì?)…

                              Ho imparato ad usare il pacchetto {pdfpages}. Mi sono letto le note che ho trovato su http://tug.ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/pdfpages/pdfpages.pdf

                              Vedi che seguire la netiquette è semplice? Quella lista di “regole” (che alla fin dei conti è basata sul buon senso) dovrebbe, nelle migliori intenzioni, essere una sorta di guida… ma sto divagando, quindi torniamo al tuo problema. Pagina 3 della guida di pdfpages, opzione pagecommand: con quell’impostazione di default ti “sbianca” la pagina; stessa pagina, opzione noautoscale permette di disattivare il ridimensionamento automatico delle pagine inserite. Con queste due opzioni ed usando le stesse opzioni di graphicx relative al ridimensionamento puoi raggiungere il tuo scopo: `\documentclass[a4paper]{article}
                              \usepackage{pdfpages}
                              \begin{document}
                              \includepdf[pages={1, 2}, pagecommand={}, noautoscale, width=\textwidth, frame]{pdfpages.pdf}
                              \end{document}`

                              in risposta a: TeTeX su Slackware current #10268
                              ev
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                                Non sarebbe inopportuno segnalare a Volkerding questa cosa: magari gli scrivo una e-mail …

                                Sto per andare off topic rispetto al contenuto del forum, ma spero che per una volta gli altri amministratori mi perdoneranno…

                                Ho già fatto presente questi problemi quando per me erano solo “potenziali” (nel senso che stavo ancora usando tranquillamente la versione 10.2), ma Patrick talvolta “non ci sente” oppure impiega molto, molto tempo a valutare i suggerimenti: tanto per fare un paio d’esempi, io e tanti altri abbiamo richiesto per anni l’aggiunta di /etc/rc.d/rc.local_shutdown (ad un certo punto mi sono stancanto ed ho iniziato ad usare il supporto per SysV nei pacchetti “casalinghi” che necessitavano di uno shutdown controllato); l’aggiunta di cyrus-sasl è stata suggerita da più parti per molto tempo, ma il pacchetto è arrivato solo quando è diventato una dipendenza di kmail…

                                Con tutto questo non intendo certo frenare la tua iniziativa, magari tu sarai più fortunato di me 😉

                                in risposta a: TeTeX su Slackware current #10266
                                ev
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                                  Ciao,

                                  Mi permetto di rispondere ai tuoi messaggi solo adesso, perché solo ieri ho aggiornato le mie installazioni di Slackware dalle 10.2 alla 11.0 (no, non seguo il ramo -current anche se ne faccio un mirror locale… non sono così masochista :mrgreen:)

                                  Venendo al tuo problema: il pacchetto tetex-3.0-i486-4 non è fatto proprio benissimo e questo porta ai problemi che hai riscontrato tu. Nello spostamento da /var/tmp/texfonts a /var/lib/texmf Patrick ha commesso un paio d’errori:

                                  • la directory /var/lib/texmf non è presente nel pacchetto e non viene creata nemmeno dallo script di installazione;

                                  • oltre a creare la directory /var/lib/texmf avrebbe dovuto darle i permessi giusti.

                                  Secondo me, se non si vogliono pre-generare tutti i font in anticipo, la cosa che conviene fare è: `# mkdir -m 1777 -p /var/lib/texmf/{pk,tfm,source}` seguita da un paio di piccole modifiche a /usr/share/texmf/web2c/texmf.cnf, nel quale toglierei VARTEXFONTS dalla definizione di TEXMFDBS (riga 129) e poi, come bonus, modificherei la definzione di TEXMF (riga 114) scambiando di posto TEXMFLOCAL e TEXMFMAIN (altrimenti l’albero principale avrà sempre la precendenza su quello locale e non riuscirai ad usare eventuali versioni più recenti di pacchetti già presenti nell’albero principale).

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