Filippo

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  • Filippo
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      OldClaudio” post=121043 Siccome kangi e caratteri cinesi semplificati enon semplificati sono stati adottati dai giapponesi come caratteri dominanti della loro scrittura,(intervallati da caratteri sillabici hiragana e katagana) dire, però che non dovrebbe essere particolarmente complicato, conoscendo quelle lingue, usare font OpenType che contengano sia i caratteri cinesi sia quelli giapponesi.

      Correggo Claudio: kanji e hanzi sono due entità diverse. certo che storicamente i giapponesi adottaroni i caratteri cinesi per scrivere la loro lingua, che fino a quel momento era solo orale, ma poi l’evoluzione della scrittura è proseguita su binari indipendenti, e le varie semplificazioni avvenute da una e l’altra parte sono diverse tra loro. Anche ora, informaticamente parlando, sono set di caratteri diversi (gli stessi hiragana e katakana, sono, in fondo, processi di semplificazione di kanji). Poi certo, ci sono caratteri rimasti uguali in entrambi i sistemi di scrittura, ma sono pochi. Scusate ma dopo aver dato esami su esami di filologia giapponese non mi son potuto esimere.

      Detto questo, il consiglio è valido: usa LuaLaTeX, scrivi direttamente nel sorgente in UTF-8 inserendo i caratteri appropriati e non avrai problemi. Credo che anche con pLaTeX potresti ottenere lo stesso risultato, ma non lo conosco abbastanza bene da darti consigli.
      Ad ogni modo, benvenuta anche da parte mia, è bello incontrare altri nipponisti!

      in risposta a: Bibentry e curriculum europeo #120475
      Filippo
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        Ciao, al tuo messaggio mancano alcune informazioni, quindi ti rispondo andando a intuito. Se le premesse che faccio son sbagliate, ignora quanto segue, ed eventualmente spiegati meglio 😉

        Nel titolo parli di curriculum europeo, quindi ho assunto tu stia usando [tt]europecv[/tt], che nella sua documentazione fa riferimento a bibentry.

        Se questo è il caso, allora, parliamo di come usare bibentry: da quel che scrivi, il problema principale è che tu hai compilato il file bib seguendo la sintassi di biblatex/biber, ma bibentry funziona con BibTeX. I due formati sono simili, ma non uguali. BibLaTeX ha cercato di mantenere retrocompatibilità con il formato di BibTeX, quindi tutto ciò che funziona in BibTeX funziona anche con BibLaTeX, ma non è vero il contrario: BibLaTeX ha molte più definizioni, che BibTeX non può comprendere. da qui gli errori. Inoltre, il tuo file andrà lavorato, per l’appunto con il programma bibtex, non con biber.
        Detto questo, dovresti usare un comando [tt]\nobibliography{file bib}[/tt] per caricare il tuo database bibliografico, e a quel punto inserire i comandi [tt]bibentry[/tt] con la chiave relativa al riferimento bibliografico che vuoi riportare.

        Ti segnalo anche, se stai usando [tt]europecv[/tt] che il formato è quello del cv europeo del 2002, che è deprecato. Nel 2013 è stato effettuato un aggiornamento del formato del cv, in LaTeX lo puoi ottenere con il pacchetto [tt]europasscv[/tt] presentato anche al GuITmeeting 2020. Tieni presente che anche questo, in realtà, è superato, perché a luglio 2020 è stato presentato un nuovo modello di curriculum europeo, che prevede 3 formati diversi. Al momento non mi risulta ci siano pacchetti LaTeX in grado di riprodurli.

        in risposta a: bibliografia #120168
        Filippo
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          Ciao e benvenuto! Supponendo che tu stia usando lo stile authoryear con biblatex (non hai allegato un Esempio Minimo Compilabile, come viene chiesto sempre, si può solo ipotizzare 😉 ), per rimuovere “In:” puoi usare lo stile biblatex-ext che ha un’opzione apposita per fare quel che vuoi tu.
          Carica lo stile così, la prima opzione carica lo stile uguale a autoryear di default di biblatex, e la seconda opzione rimuove “In:”
          `
          \usepackage[style=ext-authoryear, articlein=false]{biblatex}
          `

          Per la tua seconda domanda, c’è una guida tematica nella sezione Documentazione interamente dedicata alla bibliografia, ti suggerisco di leggerla prima di procedere con il tuo lavoro, ti farà risparmiare tempo 😉

          in risposta a: TeX e la scuola #120054
          Filippo
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            Beh, immagino dipenda molto dalle case editrici, ma io che lavoro in una biblioteca universitaria, sto notando negli ultimi questa tendenza di molti editori, anche importanti, a preferire metodi più terra-terra a LaTeX (leggasi word).
            Se non mi si crede, porto un esempio, preso da Angewandte Chemie, una delle riviste più prestigiose per la Chimica:
            linee guida per gli autori
            qui viene indicato che si può mandare un manoscritto in LaTeX, ma deve essere il più semplice possibile perché verrà poi convertito di formato con latex2rtf
            E nella pagina con le risorse per la pubblicazione si può vedere come i template forniti siano solo per word.

            Lo zoccolo duro fedele a LaTeX rimane solo matematica e di fisica. Anche ingegneria sta migrando più su word, e anche biologia… se mi ricordo vi cerco degli esempi

            in risposta a: [RISOLTO] Suddividere bibliografia #119804
            Filippo
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              Vedo un po’ in ritardo questo post, scusa.

              Le questioni in realtà sono due: produrre una bibliografia suddivisa, e usare stili differenti nello stesso documento.

              La prima vedo che è già risolta bene nel tuo esempio. Se ti può interessare leggere un approfondimento, ulteriori informazioni le puoi trovare nel cap. 4.5.3 della guida tematica sulla bibliografia (che ho composto io stesso, mi si passi la pubblicità) disponibile nella sezione documentazione, che è dedicato proprio a questo argomento. Quel che potrei dire qui non sarebbe altro che una brutta copia della guida, tanto vale andarla a leggere direttamente.

              Sulla questione invece di usare stili diversi nello stesso documento, avevo, a suo tempo, fatto molte ricerche in materia, perché per la stesura della guida sarebbe stato molto comodo poter inserire degli esempi con i vari stili di cui si parla. Ma biblatex non supporta questa funzione. Su tex.stackexchange avevo trovato alcuni post più o meno datati (quindi facenti riferimento a versioni molto vecchie di biblatex/biber) che suggerivano alcuni stratagemmi per ottenere qualcosa, ma la casistica era piuttosto ristretta, usando degli stili nativi di biblatex. Il mio suggerimento, da bibliotecario prima che da utente di LaTeX è invece questo: è proprio necessario cambiare stile nel documento? perché non prendere uno stile ‘famoso’ (quindi ben sviluppato), e indicare tutti i materiali con quello? Il senso degli stili è proprio aderire a uno standard, così che chi legge è facilitato nella lettura. A me piace lo stile Chicago, che ho usato anche nella guida, ma ce ne sono molti altri.

              Mi spiace che non sia la soluzione che forse cercavi, ma spero di averti dato qualche suggerimento utile lo stesso.

              Filippo
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                samiel” post=120264Puoi modificar localmente hypersetup con
                `{
                \hypersetup{linkcolor=black}
                \tableofcontents
                }`

                Questa soluzione l’avevo provata tempo fa e funzionava perfettamente. Ovviamente, sono importanti le parentesi graffe per delimitarne l’azione

                in risposta a: stampa fronte retro per una porta a vetri #118274
                Filippo
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                  Io credo che nel retro voglia la frase specchiata, di modo che le lettere coincidano con il fronte stampato normale.
                  che credo si possa ottenere con:
                  `\usepackage{graphicx}
                  \reflectbox{frase}`

                  Ciao
                  Filippo

                  in risposta a: Curriculum con Latex #118187
                  Filippo
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                    Europasscv è quello più aggiornato. Recepisce le modifiche 2013 al modello 😉

                    in risposta a: [biblatex-philosophy] Problema campo library #117954
                    Filippo
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                      Il campo library, da documentazione di biblatex-philosophy (consultabile come sempre con il comando texdoc biblatex-philosophy), serve per inserire una nota alla fine della voce, per indicare la localizzazione del testo o altre note storiche (Aggiungo, con i libri antichi questo è molto importante perché ciascun esemplare può presentare delle peculiarità uniche, quindi è pratica comune indicare la copia specifica a cui ci si sta riferendo). Quindi può andare bene per inserire l’indicazione da te proposta. Anche se, da bibliotecario, permettimi di dire che un riferimento del genere è non mi piace affatto. Capisco che così vuoi comunicare più informazioni, e dare più possibilità al lettore di recuperare il contributo citato, però in generale, una forma del genere è molto pesante. Personalmente citerei solo la versione originale e basta, quindi l’articolo nella rivista. Probabilmente tu avrai le tue buone ragioni, ma almeno provo a lanciarti l’idea.

                      Come soluzione al tuo problema, banalmente, hai provato a inserire già le parentesi nel campo library nel tuo database bib?
                      `library = {(già pubblicato in «Rivista giuridica del lavoro», n.\ 1-2, 1949)},`

                      in risposta a: Texworks: aiuto RegEx per syntax highlightning #117894
                      Filippo
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                        A favore di chi può essere interessato, ho trovato una soluzione per il comando cite e tutti i suoi parenti:
                        `lightcoral N \\(?i)(paren|text|foot|smart|super|auto)?cite[*]?\s*(\[((?:[^][]+|\[(?2)\])+)\])*\{[^}]*\}
                        lightcoral N \\(?i)(paren|text|foot|smart|super|auto)?cites\s*((\[([^]])*\])*(\{([^}])*\})+)((?2))*(\[([^]])*\])*(\{([^}])*\})`
                        In realtà le stringhe di ricerca sono due come potete vedere, forse si possono combinare, ma io non ci sono riuscito.

                        Una breve spiegazione di quel che ho fatto, visto che sono stringhe molto lunghe, partiamo dalla prima.
                        `\\ serve per cercare il carattere \, che essendo un carattere speciale va preceduto dal comando \
                        (?i)specifica che il gruppo che segue deve essere case insensitive
                        (paren|text|foot|smart|super|auto)? questo gruppo prevede tutti i comandi supportati da biblatex come prefisso alla parola cite che segue, il ? alla fine dice 0 o 1 occorrenze
                        cite è il comando da cercare
                        [*]? prevede 0 o 1 occorrenze del carattere *, per i comandi asteriscati previsti da biblatex
                        \s* eventuali spazi (non dovrebbero essercene, ma non si sa mai)
                        (\[((?:[^][]+|\[(?2)\])+)\])* lunga stringa con una ricursione per cercare 0 o più occorrenze di elementi tra quadre [] (biblatex ne prevede fino a due, prenote e postnote)
                        \{[^}]*\} fa la ricerca tra due {}
                        `

                        La seconda stringa, non la commento pezzo per pezzo, ma oltre ad avere cites invece di cite, serve per le citazioni multiple, e ha più ricursioni perché non si può sapere a priori quante citazioni possono essere trovate contemporaneamente. per ciascuna è prevista l’opzione delle due note (pre e post).

                        il codice, per me che sono completamente digiuno di queste cose è un po’ complicato, ma funziona. e se ci sono riuscito io, ci può riuscire chiunque. forse chi ne sa più di me può rendere la stringa di ricerca lunga la metà 😀

                        in risposta a: Texworks: aiuto RegEx per syntax highlightning #117893
                        Filippo
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                          Rieccomi, giusto per fare anch’io la mia parte, dopo un pomeriggio di prove estenuanti, ho trovato una soluzione al problema delle note a piè di pagina:
                          `\\footnote\s*\{((?:[^}{]+|\{(?1)\})+)\}`
                          Così tutta la nota viene evidenziata. Tuttavia, mi chiedo se sia la soluzione migliore: forse sarebbe preferibile colorare solo:
                          \footnote{Nel paragrafo~\ ref{par} l’argomento è trattato meglio}
                          Così che gli altri comandi eventualmente presenti all’interno possano assumere la colorazione prevista dalle altre regole di sintassi… Però come ottenere una cosa del genere va proprio oltre quel che riesco a immaginare.

                          in risposta a: Suddividere bibliografia (uso del l’opzione type) #117627
                          Filippo
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                            Prova a usare l’opzione ‘defernumbers’ quando carichi il pacchetto biblatex (cfr. guida biblatex p. 58, consultabile con texdoc biblatex da riga di comando), se ho capito dovrebbe fare al caso tuo (devi lanciare latex almeno un paio di volte perché i numeri vengano corretti).

                            in risposta a: Problema con bibliografia #117658
                            Filippo
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                              la proposta di Ivan mi sembra sensata e preferibile. Se non puoi far a meno, potresti pensare di dotare il ‘riassunto esteso’ di una propria bibliografia alla fine dello stesso, lasciando i riferimenti e la bibliografia del resto di tesi indipendente.
                              Per farlo usa l’ambiente refsection all’inizio del tuo riassunto, e alla fine, prima di chiuderlo dai il comando \printbibliography.
                              La cosa è spiegata nella guida di biblatex (texdoc biblatex da riga di comando per leggerla), sezione 3.7.4, p. 94

                              Filippo
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                                Ciao e benvenuto. Capisco la tua apprensione, e innanzitutto mi sento di consigliarti una cosa: LaTeX è qualcosa da imparare facendo, certo van lette le guide, ma poi a un certo punto bisogna anche buttarsi e iniziare a scrivere. Ragionando con la propria testa, evitando i copia-incolla di codice che non si comprende. LaTeX è molto logico, e se si fa questo esercizio, si può imparare rapidamente.
                                Questo per dire che, capisco la tua apprensione, ma non fasciarti la testa in anticipo. Il cap. 5 della Guida GuIT che trovi su questo sito nella sezione Documentazione dice tutto quel che ti serve per organizzare il tuo documento, in particolare credo troverai utile il par. 5.8 “Organizzazione dei file sorgente”. Una volta letto, inizia a scrivere. Se poi trovi grossi scogli, qui c’è un sacco di gente competente.

                                in risposta a: Awesone CV template #117463
                                Filippo
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                                  ivan” post=117891

                                  Ho installato latex full, i font e via dicendo.
                                  Purtroppo, però, mi dà errori incomprensibili, almeno per me , per ora ….

                                  Non esiste un file .tex che si compila senza troppa difficoltà riguardo il CV / resumè?

                                  Sì, esiste. Per esempio uno dei file contenuti nella cartella Templates distribuita assieme al pacchetto europecv, è presente in ogni TeX Live. Fattene una ragione: oggi è quello il formato richiesto.

                                  Ciao
                                  Ivan

                                  Mi permetto di correggerti Ivan, ho di recente dovuto crearmi un cv aggiornato per lavoro, e mi son passato in rassegna un po’ di pacchetti: al momento è preferibile usare europasscv, che ha recepito le modifiche 2013 al formato del cv europeo. Esso non è corredato di template, ma ha una cartella esempi dove c’è un cv già pronto, basta solo sostituire le informazioni con le proprie. (e si trova già in Tex Live, nella cartella doc)

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