Filippo

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  • in risposta a: Bibliografia e sitografia #121111
    Filippo
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      Ciao e benvenuta/o. Nella pagina documentazione di questo sito, trovi la guida tematica “Comporre la bibliografia in LaTeX: biblatex e i software di gestione bibliografica”, dovresti trovare tutte le informazioni di cui hai bisogno. 🙂

      in risposta a: Overfull \hbox bibliografia #121002
      Filippo
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        Caro Luigi benvenuto. Nessuno riuscirà a darti una mano se alla tua richiesta non alleghi un EMC – Esempio Minimo Compilabile, trovi una guida su come produrlo qui:
        /wp-content/uploads/joomla-images/doc/GuideGuIT/guidaemc.pdf

        Grazie all’EMC, possiamo avere tutte quelle informazioni che non dici nel tuo messaggio, su cosa stai usando per comporre la bibliografia, con che stile, eccetera.
        Ciao
        Filippo

        in risposta a: PDF interattivi #120951
        Filippo
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          Il TeX showcase sul sito del tug ha una sezione sui documenti dinamici, puoi partire da là a vedere qualche esempio:

          https://www.tug.org/texshowcase/#dynamics

          in risposta a: Problema installazione Tex Live 2021 su windows 10 #120773
          Filippo
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            SARUBBO” post=121292

            ho seguito le indicazioni ed ho trovato

            `C:\texlive\2020\bin\win32`

            quindi adesso dovrei modificare in

            `C:\texlive2021\2021\bin\win32`

            oppure doveva già esserci? E il fatto che non ci sia vuol dire che l’installazione non è andata a buon fine?

            Allora, che sia tutto a posto non te lo posso dire, perché non ho mai fatto una doppia installazione: è molto più facile creare pasticci così che non con un’installazione pulita. Ad ogni modo, la modifica da fare è esattamente quella. Prova e vedi che succede

            in risposta a: Problema installazione Tex Live 2021 su windows 10 #120769
            Filippo
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              SARUBBO” post=121285

              [quote=”SARUBBO” post=121282]Ho installato texlive2021, solo che adesso non so proprio dove mettere mano per cambiare le path, sto leggendo sul web ma non trovo nulla. Qualche anima pia che potesse spiegarmi come fare? Grazie

              PS: su windows

              I path su windows 10 si cambiano dal menu impostazioni (tasto WIN+I) > sistema > informazioni > impostazioni del sistema avanzate.
              da lì c’è il tasto ‘variabili d’ambiente’ divise in quelle per l’utente corrente e quelle di sistema. Fondamentalmente tutti i percorsi di texlive con una data vanno cambiati con il 2021.
              Ciao

              Sono arrivato in “variabili di sistema” ma né in quelle utente, né in quelle di sistema trovo percorsi di texlive, possibile?[/quote]

              In una installazione fatta correttamente non dovrebbe avvenire. Se l’installazione è stata eseguita come amministratore, dovresti trovare tra le variabili di sistema quella relativa a TeX Live. Tieni presente che la finestra non mostra tutti i percorsi memorizzati, per vederli tutti fai prima a premere il pulsante ‘modifica’ (che è anche quello che serve per intervenire), dopo aver selezionato la voce ‘path’.
              Dovresti trovare, tra le varie voci, una cosa così:
              `C:\texlive\2021\bin\win32`
              In pratica questa riga indica al sistema dove si trovano tutti gli eseguibili di (La)TeX.

              in risposta a: Problema installazione Tex Live 2021 su windows 10 #120767
              Filippo
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                SARUBBO” post=121282Ho installato texlive2021, solo che adesso non so proprio dove mettere mano per cambiare le path, sto leggendo sul web ma non trovo nulla. Qualche anima pia che potesse spiegarmi come fare? Grazie

                PS: su windows

                I path su windows 10 si cambiano dal menu impostazioni (tasto WIN+I) > sistema > informazioni > impostazioni del sistema avanzate.
                da lì c’è il tasto ‘variabili d’ambiente’ divise in quelle per l’utente corrente e quelle di sistema. Fondamentalmente tutti i percorsi di texlive con una data vanno cambiati con il 2021.
                Ciao

                in risposta a: Problema installazione Tex Live 2021 su windows 10 #120759
                Filippo
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                  Lieto che si sia tutto risolto. Il consiglio che viene sempre dato è quello, per una nuova installazione, di scaricare tutta la iso, e effettuare l’installazione con quella. Poi i pacchetti andranno chiaramente aggiornati, ma errori come il tuo non sono infrequenti. Il mirror del GARR italiano poi si è dimostrato spesso ‘ballerino’. Qualche mirror tedesco o olandese funziona meglio in genere.

                  in risposta a: Traduzioni interlineari #120706
                  Filippo
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                    Ciao, ti consiglierei di guardare con attenzione i pacchetti [tt]reledmac[/tt] e [tt]reledpar[/tt], che sono pensati proprio a questo scopo. Puoi leggere la documentazione con il solito comando [tt]texdoc [/tt], ma soprattutto ti consiglio di guardare i numerosissimi esempi contenuti nella cartella [tt]examples[/tt] (la trovi, in TeX Live, in: ./2021/texmf-dist/doc/latex/reledmac/examples – tutta la documentazione è contenuta in quest’unica cartella per entrambi i i pacchetti).

                    Aggiungo anche che sarebbe molto utile se potessi mettere un’immagine con il risultato che vorresti ottenere, perché altrimenti è difficile dare suggerimenti.

                    in risposta a: Validare un database biblatex? #120635
                    Filippo
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                      Non l’ho provato, ma so che uno degli autori di Zotero ha messo online un parser che, così a occhio, sembra fare proprio quel che vuoi fare tu con il tuo script:

                      https://anystyle.io/

                      Se avessi voglia di provarlo, in primo luogo potrebbe farti risparmiare del tempo, e in secondo luogo, se funziona, mi piacerebbe sentire un’esperienza diretta

                      in risposta a: Validare un database biblatex? #120633
                      Filippo
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                        Io Jabref lo uso da un po’: fa tantissime cose, tra cui anche quelle che servono a te.

                        Jabref entra in quella categoria di programmi che vengono chiamati reference manager, bibliographic manager, in italiano “software di gestione della bibliografia”. Ne esistono di ottimi e open source, come Jabref (pensato specificatamente per LaTeX) e Zotero, oltre ad altri proprietari, sia gratuiti che a pagamento (Mendeley, Refworks, Endnote per citare i più famosi).
                        Il loro ruolo è proprio di occuparsi di tutti gli aspetti più delicati e suscettibili di errori (sintassi, nomi dei campi, ecc), lasciando all’utente solo il compito di controllare la correttezza delle informazioni bibliografiche. Nella mia modesta opinione, non c’è proprio più alcun motivo per scrivere un file bib a mano.

                        in risposta a: Rientro in Indice Analitico #120624
                        Filippo
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                          Non ti posso aiutare per quanto riguarda il codice, ma mi permetto di suggerire anch’io che il 39 NON deve finire sotto al 28, perché io che leggo scorrendo l’indice, penserò proprio che siano due voci distinte. Il rientro come nel tuo screenshot 2 o 3 ci vuole

                          in risposta a: La bibliografia, il carattere \u{c} e altri inconsueti #120570
                          Filippo
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                            Ciao, io non sono esperto di lingue dell’est, ma sei proprio sicuro di usare il comando giusto? il comando \u inserisce un diacritico fatto a semicerchio, che io non ho mai visto usare in questo contesto. Ho sempre visto le lettere con il diacritico pipa o hacek, che si ottiene con il comando \v.
                            In unicode, una lettera c sormontata dal semicerchio non esiste proprio (e – per quanto ne so – quel diacritico è chiamato breve perché viene usato per indicare la durata delle vocali).

                            Se usi il comando \v in effetti biber non si lamenta e funziona perfettamente. Ma potresti anche scrivere sia nel file tex che in quello bib direttamente in unicode, senza comandi particolari, è uno dei grandi vantaggi di biblatex rispetto a bibtex.

                            in risposta a: Qualità della stampa tipografica #120552
                            Filippo
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                              Aggiungo una questione: se si vuole stampare il nero come ‘nero ricco’, esistono varie ‘formule’ di nero ricco, e quella corretta lo può conoscere solo lo stampatore, che conosce la sua stampante, l’inchiostro usato e il tipo di carta. Siamo sicuri che fornirgli un file con modello CMYK, e quindi con un nero con una formula specifica, sia davvero un bene?
                              Per come la vedo io, o si contatta prima lo stampatore specifico, e si crea una formula per il nero secondo sue indicazioni, oppure si rischia di far peggio. Tanti accettano file in RGB che poi si convertono loro proprio perché così possono usare il giusto profilo colore.

                              Domando eh, perché non sono molto ferrato in materia.

                              Filippo
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                                OldClaudio” post=121058Ezellohar, avendo studiato filologia giapponese ne sai molto più di me, che non ne so niente.

                                Ma dove metti il romanzo della signora Murakami che è del X o XI secolo? Lei scrisse tutto in hiragana; evidentemente in 10 o 11 secoli anche l’hiragana ha subito cambiamenti.
                                Il romanzo della signora Murakami è alla base degli atti che vengono recitati ininterrottamente nel teatro NO di Tokio; per gli attori avranno riscritto il testo in kanji+hiragana, visto che oggi (credo) l’hiragana si usa solo per le posposizioni dei nomi, aggettivi. avverbi, nuerali e simili, Mentre le parole, con una pronuncia molto diversa dei kanji simili agli hanzi, sono parole sillabiche con differenze sulle lunghezze delle vocali ma prive di accento ritmico, mentre il cinese è politonale e sostanzialmente monosillabico; mi dicono che parole di due o tre sillabe siano rarissimi.

                                Ora smetto di mostrare lamia ignoranza, che dimostra che ciò che ho orecchiato dai miei parenti giapponesi, l’ho capito male.:-(

                                Non hai capito male, ma nel caso del giapponese va distinta la lingua dal modo in cui la scrivi. Banalmente: la lingua giapponese esisteva ben prima che importassero dai cinesi un sistema di scrittura. Il sistema di scrittura è poi stato adattato negli anni (secoli) per adattarsi meglio alla lingua, visto che il cinese è una lingua molto diversa.
                                Fermandoci alla scrittura: facciamo un esempio, il kanji 生
                                Semanticamente riguarda la vita, la nascita. Ma come si legge? Ecco, qui le cose si fanno complicate (o divertenti, a seconda del punto di vista).
                                Ogni kanji ha almeno 2 due modi di esser letto: la lettura autoctona, ovvero la parola giapponese per esprimere quel concetto, che esisteva da prima, e a cui è stato associato quel carattere, chiamata lettura kun; e una lettura “cinese”, che in realtà è la lettura che i giapponesi sentivano fare ai cinesi — in un determinato periodo storico — e adattata al sistema fonetico giapponese (completamente diverso da quello cinese), quindi questa lettura di cinese ha solo l’origine, ma suona molto diverso dal cinese vero e proprio, infatti è più corretto chiamarla sino-giapponese, o lettura on.
                                Non finisce qui: in cina, nei secoli, si sono succedute varie dinastie, di etnie diverse, che hanno portato rivoluzioni linguistiche, quindi la pronuncia di uno stesso carattere, è cambiata da una dinastia all’altra. In molti casi, questo cambio di pronuncia è stato recepito dai giapponesi, che, sempre adattando, hanno annoverato più di una lettura on allo stesso kanji. Si parla quindi di almeno 3 tipi di lettura on: Go on, Kan on, e Tō on. La più usata e comune è la kan on, la go on è frequente, ad esempio, nei testi buddisti, mentre la tō on è più rara e appare in qualche parola adottata in tempi più recenti… futon, parola che conoscono tutti se non mi sbaglio è una lettura tō on (non chiedermi invece a quali dinastie corrispondono perché non me lo ricordo mica).
                                Tornando al kanji 生: ha due letture on, SEI e SHO che si usano per lo più nei composti, ovvero il kanji è usato assieme a uno o più altri kanji per formare, appunto, parole composte. In genere nei composti si usa sempre la lettura on.
                                Quando invece è usato da solo, si usa la lettura kun, quella autoctona, andando a memoria, mi vengono in mente:
                                u.mu = partorire
                                u.mareru = nascere
                                ha.eru = crescere
                                nama = crudo, non cucinato (lo si trova nelle lattine della birra Asahi in vendita anche in Italia: nama biru = birra cruda, ovvero non pastorizzata — poi sappiamo che per fare la birra una fase di cottura c’è, ma questo è un altro discorso)
                                i.keru = disporre, piantare fiori (ikebana si scrive sempre con questo kanji, e, tanto per mostrare un’eccezione, si usa la lettura kun anche se è un composto!)
                                Il punto divide a sinistra la lettura vera e propria del kanji, a destra le parti da integrare in hiragana, chiamate okurigana (in quanto verbi, con lo hiragana si indicano le parti declinabili).

                                Tutto questo per dire, la scrittura è una cosa, la lingua un’altra, anche se la seconda al servizio della prima. Senza tirare in ballo autori famosi dell’antichità. La lingua giapponese classica è un’altra lingua ancora, con tantissime differenze. E anche la scrittura ha subito tantissime evoluzioni.

                                Sulla questione del set di caratteri: ho fatto una ricerca veloce, e unicode a quanto pare prevede un unico carattere quando esso coincida tra cinese e giapponese, probabilmente per economia. Specifico meglio la questione della semplificazione però. Un conto sono le naturali evoluzioni e semplificazioni avvenute nel corso dei secoli, che si studiano in filologia, ma non esiste un vero e proprio ‘standard’. gli hiragana son stati standardizzati a inizio 1900, prima si parla di hentaigana, di cui esistono tante varianti, tutte derivate dai manyōgana, un sistema di scrittura dove si usavano dei kanji solamente con valore fonetico (il nome deriva dal Man’yōshū, la più antica raccolta poetica conosciuta, scritta con questo sistema).
                                Allo stato attuale, abbiamo i caratteri cinesi semplificati che sono stati introdotti — credo — intorno al 1950 (non sono esperto di cinese, quindi potrei sbagliare!), mentre in giapponese è stata fatta una lista di kanji nel 1946 che introduceva una nuova forma semplificata per tutta una serie di caratteri. Quando ho studiato io faceva riferimento la lista di kanji Jōyō del 1981, ma so che adesso ce n’è una nuova del 2010.
                                Il processo di semplificazione è diverso tra Cina e Giappone: ad esempio, il carattere 鐵 per ferro/metallo, è stato semplificato in cina in 铁 mentre in giappone è 鉄. Son state proprio usate logiche differenti, e guardando solo le versioni semplificate, non è facile capire che derivano dallo stesso carattere. Questo il senso del mio messaggio precedente. Poi certo, ci sono tanti caratteri che sono rimasti sempre uguali, e li riesce a riconoscere tanto un cinese quanto un giapponese.

                                Scusate la digressione 🙂

                                La cosa più importante è che il problema di Valentina è risolto

                                in risposta a: Formato data nella bibliografia #120540
                                Filippo
                                Partecipante
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                                  Effettivamente è un errore strano, ma se non fornisci un Esempio Minimo Compilabile, è praticamente impossibile capire perché.

                                  /wp-content/uploads/joomla-images/doc/GuideGuIT/guidaemc.pdf

                                  Che stile stai usando?

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