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10 Settembre 2009 alle 14:37 in risposta a: Capitoli non numerati uno in fila all’altro e colophon #36535::
Perfetto. Ora però, se gli dico di aggiungerlo all’indice,
`\pdfbookmark[1]{Prefazione}{Prefazione}
\begingroup
\let\clearpage\relax
\let\cleardoublepage\relax
\let\cleardoublepage\relax\chapter*{Prefazione}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Prefazione}
Testo del sommario.\adjustmtc
\vfill
\pdfbookmark[1]{Ringraziamenti}{Ringraziamenti}
\chapter*{Ringraziamenti}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Ringraziamenti}
English version of the abstract.\adjustmtc
\endgroup`
Mi spariscono i miniindici dai capitoli successivi. Non è una tragedia, posso anche fare senza… ma che cosa non va?
Grazie!
F.
6 Settembre 2009 alle 19:05 in risposta a: Capitoli non numerati uno in fila all’altro e colophon #36533::Cerca
`
\adjustmtc`nell’Arte.
Hai ragione, m’era sfuggito.
Io ho usato:
`\pagestyle{empty}
\hfill
\vfill
\pdfbookmark[0]{Colophon}{colophon}
\section*{Colophon}
Testo del colophon.`Perfetto.
Invece mi rendo conto che da come avevo scritto la prima domanda non si capiva che era una domanda. 😉 Come hai fatto a inserire i capitoli non numerati uno in fila all’altro, senza cambiare pagina?Ciao e grazie
F.
::1. Ci ripensi e ti tieni la scritta: se usi uno stile, è perché quello stile ti piace.
2. I riferimenti finali proprio non ti vanno: abbandoni ClassicThesis e usi un’altra classe.
3. Vuoi ClassicThesis ma senza quelle dannate scritte: allora ti crei un nuovo pacchetto, diciamo myclassicthesis.sty, ottenuto da ClassicThesis cancellando la roba di backref.RISOLTO:
Senz’altro preferisco la terza opzione. Siccome classicthesis.sty non invoca esplicitamente il pacchetto backref, ho inserito \backrefparscanfalse prima dei \bibitem di cui non volevo i riferimenti (tipicamente le miscellanee).Ho dato un’occhiata alla tua guida a BibLaTeX, ci studierò al prossimo giro. 😉
Grazie per avermi instradato 😉
F.
::Evidentemente, stai caricando il pacchetto backref. Usi ClassicThesis? Esempio minimo, per favore.
Sì, scusami, avrei dovuto specificarlo, uso ClassicThesis.
Un esempio dell’uso che faccio del comando \cite è questo:
`
\bibitem{certeau:angelique}
\textsc{Michel de Certeau},
\textit{Le parler angélique. Figures pour une poétique de la langue}, in \textit{La linguistique fantastique}, Paris: Clims et Denoël, 1985, pp.\,114-136; trad.\ it.\ (consultata) in \cite{certeau:angelico}, pp.\,111-124.\bibitem{certeau:angelico}
\textsc{Id.},
\textit{Il parlare angelico. Figure per una poetica della lingua (Secoli XVI e XVII)}, Firenze: Olschki, 1989.
`Il primo è un saggio contenuto in una miscellanea francese, il secondo è una raccolta di saggi dello stesso autore – tra cui il primo – in traduzione italiana.
Dire che “non usi BibTeX perché non ti va lo stile autore-anno” è un non-senso: con BibTeX (e il pacchetto giusto) puoi usare lo stile (bibliografico e di citazione) che vuoi.
No, non è che non mi vada bene la chiave autore-anno. Se devo citare “The life and art of Albrecht Dürer” di E. Panofsky va benissimo PANOFSKY 1955, ed è infatti così che lo riporto in nota. Non va altrettanto bene se devo citare il “De civitate Dei” di s. Agostino o un documento d’archivio chiamato – ad esempio – “Legittimazione della nobiltà della famiglia Saibante”. Non ho avuto tempo di studiare il BibTeX, ma non mi sembra che permetta di variare lo stile delle chiavi all’interno di uno stesso documento.
Grazie, a presto
F.
::
… io sono laureando in Storia moderna e musicista (uso anche Lilypond, infatti 😉 )E’ un peccato vedere così pochi umanisti nel forum… e dire che la tipografia serve tanto alle discipline matematiche quanto a quelle letterarie. I miei colleghi, che dovrebbero tenere all’aspetto grafico del loro lavoro se ne infischiano altamente.
Ma d’altra parte succede anche coi musicisti, che per editare delle parti usano Finale, col risultato di essere molto a disagio in sede di concerto – parlo per esperienza.
Ciao
F.
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