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Ciao,
se provo a compilare la versione su github ottengo l’errore `\prop_get:Nn undefined `evidentemente è cambiato qualcosa nella sintassi di LaTeX3 da quando lo ho scritto.La prossima settimana guardo dove sta il problema.
Tu ottieni errori?
Per la versione di Clod66 con le diverse bibbie io non ho più fatto nulla 🙁Fran
8 Gennaio 2016 alle 11:03 in risposta a: Imakeidx e riferimenti non alla pagina ma all’ambiente #104572::
Ho fatto una cosa simile nel mio lavoro per i canzonieri, per fare in modo che gli indici vengano generati usando i numeri delle canzoni e non i numeri di pagina. https://github.com/franen/canzoniereonline
Poniamo che si usi XeLaTeX e Makeindex (mai avuto problemi con le lettere accentate a inizio parola???)
Ecco un file funzionante, non so quanto stabile però 🙂
`\documentclass[12pt,a4paper]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{fontspec,polyglossia}
\usepackage{lipsum,marginnote,biblatex}
\usepackage{stabat-libro2}
\setmainlanguage{italian}
\usepackage{imakeidx}
\usepackage[hyperindex=false]{hyperref}
\makeindex[title=Indice dei nomi,intoc=true]
\makeindex[name=titoli,title=Indice dei titoli,intoc=true,columns=1]
\makeindex[name=stampatori,title=Indice degli stampatori,intoc=true,columns=1]
\makeindex[name=possessori,title=Indice dei possessori,intoc=true,columns=1]\begin{document}
\begin{descrizione}{63}
\autore{Boroi}{Lodovico}
\titolo{Dialogo della santa oratione, ripieno di pie, dotte, bellissime, \& utilissime sentenze. Ove s'insegna sommariamente la differenza,
ch'è fra l'oratione mentale, \& la vocale, \& che cosa siano ambedue essentialmente. Col vero modo d'orare al Signor Dio, \& invocar per intercessori i santi}
\luogo{Trento}
\stampatore{Giovanni Battista e Giacomo}{Gelmini}
\anno{1590}\stampatitolo
\index{Cognome, Nome}
\lipsum
\end{descrizione}\printindex[titoli]
\cleardoublepage\printindex
\cleardoublepage\printindex[stampatori]
\cleardoublepage\printindex[possessori]
\end{document}``\ProvidesPackage{stabat-libro2}
\RequirePackage{etoolbox}
\newcommand{\autore}[2]{%
\def\contrib@cognome{#1}
\def\contrib@nome{#2}}\newcommand{\titolo}[1]{\def\contrib@titolo{\textit{#1}}}
\newcommand{\anno}[1]{\def\contrib@anno{#1}}
\newcommand{\luogo}[1]{\def\contrib@luogo{#1}}\newcommand{\stampatore}[2]{%
\def\contrib@stampatore{#1 #2}
\def\contrib@nomestampatore{#1}
\def\contrib@cognomestampatore{#2}}\renewcommand*{\raggedleftmarginnote}{\centering}
\renewcommand*{\raggedrightmarginnote}{\centering}
\renewcommand*{\marginfont}{}\newenvironment{descrizione}[1]
{\def\contrib@stabatid{#1}\label{#1}\hypertarget{#1}{}
\begin{refsection}\def\contrib@label{#1}\label{\contrib@label-start}}
{\label{\contrib@label-end}\end{refsection}}\def\stampatitolo{%
\vspace{0.8em}%
\textsc{\contrib@nome\ \marginpar{\centerline{\large\contrib@stabatid}} \contrib@cognome}, %
\index{\contrib@cognome, \contrib@nome|descrnumber{\contrib@stabatid}}%
\textit{\contrib@titolo}%
\index[titoli]{\contrib@titolo|descrnumber{\contrib@stabatid}}, \contrib@luogo, \contrib@stampatore, %
\index[stampatori]{\contrib@cognomestampatore, \contrib@nomestampatore|descrnumber{\contrib@stabatid}} \contrib@anno.\vspace{0.3em}}\newcommand{\descrnumber}[2]{\hyperlink{#1}{#1}}
\endinput
`
Nel file principale ho solo modificato la chiamata di hyperref, mettendola con hyperindex=false. Così non crea automaticamente i riferimenti incrociati negli indici, perché voglio crearli io a mano.
Nel file di stile prima aggiungo un target per un hyperlink a inizio ambiente “descrizione” [tt]\hypertarget{#1}{}[/tt]. Questo target si chiama come il numero della scheda.
Poi in fondo a ogni voce degli indici aggiungo [tt]|descrnumber{\contrib@stabatid}[/tt].
In questo modo nel file idx ho:
`\indexentry{Boroi, Lodovico|descrnumber{63}}{1}`
che nell’ind diventa` \item Boroi, Lodovico, \descrnumber{63}{1}`
Essendo che [tt]\descrnumber[/tt] è definito come `\newcommand{\descrnumber}[2]{\hyperlink{#1}{#1}}`, non consideriamo il secondo argomento (numero di pagina) e stampiamo solo il numero della scheda e creiamo un hyperlink.
Se poi vuoi modificare l’aspetto dell’indice…basta scrivere un file di stile.Buon lavoro.
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La cosa più facile, ma che forse non ti piacerà, è quella di inserire solo la tabular come oggetto non flottante, quindi senza l’ambiente table. Questo comporta di non avere didascalie, ma non ti servono, se la tabella è nel testo.Altrimenti puoi usare il pacchetto varioref, che ti permette di generare riferimenti del tipo che ti interessa.
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Per inserire il nome della raccolta crea una nuovo chiave con il comando \newsongkey 8vedi documentazione di Songs) e usala dentro all’argomento opzionale di \beginsongs `\beginsong{Titolo}[by={autore}, raccolta={Raccolta}]`e poi modifichi \makeprelude come ti piace per mettere il titolo della raccolta dove vuoi.Per l’indice tematico fra qualche giorno dovremmo riuscire a caricare un esempio (il canzoniere di Antonio, che ha aperto questa discussione) sul sito http://www.canzoniereonline.it
Intanto guarda le canzoni che ho scritto io, buona parte ha già incluso l’album in cui una canzone è inserita, magari ti risparmi un po’ di lavoro: https://www.dropbox.com/s/3k45hit20t2g3ni/canzoni-20151016.zip?dl=0
::Le immagini fotografiche a bassa risluzione io le ho lasciate in .jpg e rimpicciolite ulteriormente di un multiplo della larghezza colonna. Va bene o anche queste dovrebbero essere messe in tiff o in png o in pdf?
Van benissimo in jpg; non puoi aumentarne la qualità convertendole in altri formati e se in partenza sono bitmapped, lasciale così.
Ora ho due quesiti. Per tabelle molto molto molto complesse (molte colonne e sottocolonne) c’è un modo per inserirle come immagine ma farle figurare nella “list of tables” invece che nella “list of figure”.
Le ho quasi già tutte messe in tex, ma in futuro potrebbe farmi comodo saperlo.Banalmente, le inserisci in un ambiente table anziché in uno figure (immagino tu le inserisca come oggetti flottanti)
Seconda cosa. I grafici. Ho dei grafici molto complessi: barre, barre multiple, barre 3d, piramide demografica suddivisa in 12 sezioni, dispersione punti in 4 colori, a barre con valori diversi su i due lati (un asse y per le barre e un asse y opposto per una linea che interseca le barre e identifica proprietà collaterali), etc etc
Sono grafici che derivano da dati biologici, quindi servono in modo sintetico ad esempio a far vedere in un solo grafico sia le frequenze dei dati sia le proprietà sia le suddivisioni in “famiglie”.
Sono tutti output di SPSS. Io ho salvato il tutto in tre modi. PDF con grafico coi colori e la formattazione come voglio io, txt(dati crudi)+EPS(grafico), xls (tabella)+EPS(grafico tabella).
Ora io volendo potrei salvare le immagini in jpg o png e inserirle. Però ho letto che sarebbe meglio siano vettoriali. Quindi appunto ho salvato in pdf e in eps.Se il tuo programma genera pdf davvero vettoriali, allora fra le opzioni che hai citato certamente usa questi!
Ho pero trovato nei topic vecchi che tutti dite che per un risultato ineccepibile serve usare pgfplots. Dato che ho grafici (tanti) abbastanza complessi e di svariati tipi, c’è un modo per fare ocme le tabelle in cui esporto i dati e poi una macro me li formatta per fare il codice da usare con pgfplots?
Ho provato a vedere qualche esempio, ma per esempio se ho un grafico con dentro 300 dati per le barre, 300 punti per le linee e 7 colori che raggruppano i dati etc ci esco pazzo e rimettere tutto. Anche perché son tutti numeri lunghi con la virgola.
Oppure per il grafico a barre in 3D e discriminato per colore non saprei neanche che valori mettere dato che è uno dei tanti che escono da SPSS senza file dei dati allegato.Il risultato tipografico può essere accettabile se importo l’EPS? C’è un modo per far andare questo pacchetto (pgfplots) senza che debba fare a mano una trentina di grafici complessi (nidi, molecole, mesi, anni, uova, temperature di aria suolo e acqua per ogni giorno per tre anni etc)?
Se hai a disposizione i dati grezzi allora quasi certamente riusciresti a creare dei grafici con pgfplots, e scommetto che sarebbero migliori di quelli generati dal tuo programma. Tutto sta nel valutare il rapporto benefici/sforzi.
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Ciao e benvenuto.
Se guardi questa vecchia discussione puoi trovare qualche utile informazione http://guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/26881-atto-giuridico-con-margini-uso-bolloIl concetto di base è che LaTeX prova a riempire al meglio la pagina e per fare questo ha la possibilità di dilatare e comprimere gli spazi (come ad esempio l’interlinea). Si può evitare questo comportamento, perdendone i benefici.
In altre discussioni legate all’argomento si parlava anche del pacchetto grid, scritto proprio con lo scopo di avere linee di testo ben allineate in composizioni a due colonne e nel fronte-retro
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Cosa intendi con “realmente visibile”?
Partendo dalle classi standard puoi fare tutto quello che vuoi, devi solo decidere che cosa è che vuoi.
Se riesci a mostrarci un paio di esempi di impostazione tipografica che vorresti usare, magari potremmo suggerirti delle classi che già si avvicinano al risultato desiderato.
Il sito http://www.latextemplates.com/ riporta qualche esempio, se vuoi dare un’occhiata.
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La seconda tabella rientra per che una tabular si comporta come un paragrafo, quindi come la prima riga di un paragrafo, rientra. La prima tabella non rientra perché messa subito dopo un comando di sezionamento.Puoi definirti una lunghezza da inserire dopo \end{tabular} per creare la spaziatura verticale che ti interessa
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