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OldClaudio” post=75610[…]ne sconsiglierei l’uso durante la lavorazione di un documento complesso. Scusatemi, sono proprio quello che nel coro canta un’altra canzone.
Su questo sono d’accordo con te, almeno per quanto riguarda ciò che scrivevo sopra: è assurdo compilare tutte le volte con 4-5 passaggi, ma nel mio menu a tendina di TeXworks o TeXshop o anche da terminale posso scegliere fra pdflatex (o xelatex) e arara a seconda di ciò che mi serve fare: se voglio vedere una piccola modifica a un grafico, a una parte di testo, oppure se voglio avere la formattazione finale del mio documento.
Fran
::Elrond” post=75596Ma bisogna modificare ogni volta il file sorgente per cambiare i comandi da eseguire…
Ho dimenticato di scriverlo nel messaggio precedente: non si è certo vincolati a compilare sempre con arara. Quando apporto piccole modifiche al mio file posso scegliere di compilare solo con pdflatex e poi, alla fine, quando vorrò mettere a posto anche gli indici, la bibliografia, … userò arara con la sequenza di comandi che ho impostato.
Riconosco i limiti del sistema, ma per me è molto comodo!Fran
::egreg9″ post=75602 @franen: Sento Paulo e gli domando se ha idee migliori su frontespizio.yaml; per esempio, un modo per dirgli di compilare con latex+dvips o con xelatex a richiesta. Hai obiezioni se gli passo il tuo file .yaml?
Ciao
EnricoNessun problema! Mandagli pure il file.
Se il problema fosse solo decidere se usare pdflatex o xelatex si risolverebbe in fretta:`!config
# frontespizio rule for arara
# author: Francesco Endrici
identifier: frontespizio
name: frontespizio
command: '@{engine} @{file}-frn.tex'
arguments:
– identifier: engine
flag: '@{value}'`basterebbe poi scrivere`% arara: frontespizio: { engine: xelatex}` oppure `% arara: frontespizio: { engine: pdflatex}`e tutto funzionerebbe. Ma per il doppio passaggio latex e dvips non saprei, aspettiamo Paulo!Francesco
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Beh, se invece che fare tutta la compilazione vuoi fare solo un passaggio, ad esempio con pdflatex, puoi scrivere (nel mio esempio precedente):
`% arara: pdflatex
% !arara: frontespizio
% !arara: pdflatex`Cioè il punto esclamativo inibisce il funzionamento di un comando. Non se se questo ti basta come risposta. Dubito che da riga di comando si possa scegliere quale delle n “directive” usare.Ho scritto il file engine per TeXshop, se servisse a qualcuno:
`#!/bin/tcshset path= ($path /Applications/arara)
arara –verbose –log “$1″`
Se avete migliorie da apportare, ben volentieri! 🙂Fran
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esattamente!
La regola standard di pdflatex permette già di suo di scegliere diverse opzioni, sono ben descritte nella guida all’uso. Se fra queste non ci fosse quella che ti interessa puoi crearti una nuova regola (mypdflatex.yaml) e utilizzare quella.Un altro esperimento che ho fatto ieri: se volessi compilare un documento che utilizza il pacchetto frontespizio di Enrico potrei creare un file frontespizio.yaml come segue`!config
# frontespizio rule for arara
# author: Francesco Endrici
identifier: frontespizio
name: frontespizio
command: 'pdflatex @{file}-frn.tex'
arguments: []`
e scrivere all’inizio del documento`% arara: pdflatex
% arara: frontespizio
% arara: pdflatex
`Fran
::Dr Spencer Reid” post=75586
non credo che \captionof{ff} faccia al caso mio.
se lo fa, mostrare un esempio funzionanteBeh, devi deciderlo tu se fa al caso tuo… Io ti ho solo consigliato un possibile strumento per assegnare didascalie a oggetti non flottanti.
In base a cos’è che dici che non fa al caso tuo?
[e cos’è {ff}?]
Fran
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Le didascalie sono proprie degli oggetti flottanti, quindi nel tuo caso basta inserire la tabella in un ambiente table, a cui assegnerai la didascalia.
Se non vuoi che la tua tabella sia flottante e vuoi una didascalia (cosa usualmente sconsigliata, perché priva di significato: se una teballa è nel flusso del discorso si presuppone che venga adeguatamente spiegata nel testo) guarda il pacchetto caption e il suo comando \captionof
(queste cose le trovi spiegate molto bene nell’Arte di scrivere con LaTeX…)
Francesco
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Come scrive Paulo Cereda all’inizio del manuale d’uso di Arara, Arara è uno strumento di automazione per TeX. E rispetto ad altri strumenti ha il vantaggio di essere molto flessibile.
L’utilizzo base che se ne può fare è quello di scrivere nel preambolo queste “directives”
`% arara: pdflatex
% arara: bibtex
% arara: pdflatex
% arara: pdflatex
\documentclass…` per compilare il proprio documento secondo la sequenza indicata. (prima di tutto però serve configurare il proprio editor in modo che questo possa vedere Arara come strumento di compilazione, Paulo riporta le istruzioni per TeXworks, altri lo hanno configurato per Vim e WinEdt, io ci sto provando con TexShop).
Ogni “directive” deve essere legata a una “regola”, cioè un file che contiene delle istruzioni che Arara legge ed esegue. Quindi esiste una regola per pdflatex, una per latex, una per xelatex…
Il manuale spiega come scrivere delle regole personalizzate (io ne ho scritta una per songidx, il programma che serve per generare gli indici dei canzonieri creati col pacchetto “songs”).
Riassumendo Arara è uno strumento che permette di gestire facilmente sequenze di compilazione complicate.Francesco
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Ciao e benvenuto!
innanzitutto le unità di misura vanno messe fra parentesi tonde! 🙂 (consiglio di dare un’occhiata qui o alla norma ISO 80000)
Se togli i simboli dei dollari il simbolo del grado compare (e la C risulta in tondo e non in corsivo, com’è giusto che sia!)
A parte questo ti suggerisco di usare il pacchetto siunitx che permette di gestire numeri e unità di misura.
Riporto il tuo esempio in cui ho modificato solo le prime due celle.Francesco
`\documentclass[openright, 11pt, a4paper, twocolumn, ]{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{textcomp}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage{footnote}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{siunitx}
\begin{document}
\begin{table}
\centering
\caption{Comparison}
\begin{tabular}{cccc}
\toprule
\multicolumn{4}{c}{Type 1} \\
\midrule
$T_{in}$ & $T_{out1}$ & $T_{out2}$ & $Q$ \\
(\si{\degreeCelsius}) & [°C] & $[°C]$ & [W] \\
\midrule
450 & 431.81 & 205.11 & 7800 \\
550 & 518.32 & 239.17 & 12900 \\
\midrule
\multicolumn{4}{c}{Type 2} \\
\midrule
$T_{in}$ & $T_{out1}$ & $T_{out2}$ & $Q$ \\
$[°C]$ & $[°C]$ & $[°C]$ & [W] \\
\midrule
450 & 415.40 & 202.06 & 7300 \\
550 & 493.17 & 233.04 & 12000 \\
\bottomrule
\end{tabular}
\label{tab:comparison}
\end{table}
\end{document}`
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Nella stessa pagina si legge anche:
`If you use the *pt option then you have to supply a clo file containing all the size
and space specifications for your chosen font size, and also tell memoir the name of the
file. Before the \documentclass command define two macros, \anyptfilebase and
\anyptsize like:
\newcommand*{\anyptfilebase}{hcharsi} \newcommand*{\anyptsize}{hnumi}…`Non è quindi così immediato.Francesco
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@OldClaudio, la tabella così è certamente inguardabile, ma da quel che ho capito si sta parlando di preparare un file da stampare su carta da etichette, fogli A4 con sopra 24,36,.. etichette adesive di dimensione predefinita, quindi credo che la tabella debba occupare tutto il foglio.
Propongo una soluzione che non mi piace molto, resto dell’idea che con tikz o con gli strumenti di picture si potrebbe fare meglio!
Alcune spiegazioni: `\rule[-32pt]{0.10pt}{70pt}` la prima dimensione indica di quanto la linea viene abbassata rispetto alla linea di base, la seconda ne indica la larghezza, la terza l’altezza totale. In questo caso il nostro strut avrà 38 pt sopra alla linea di base e 32 sotto. Misure prese assolutamente a occhio. L’altezza totale è 70 pt è stata calcolata.
La tabular viene inserita in modo da essere centrata rispetto alla linea di base, per questo lo strut è stato definito in quel modo.Ecco il codice.
Fran
`\documentclass[11pt]{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
%\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[a4paper,top=0cm, bottom=0cm, left=0cm, right=0cm,heightrounded, bindingoffset=0mm]{geometry}
\newcommand{\mystrut}{\ \rule[-32pt]{0.0pt}{70pt}}%cambia 0.1 con 0 per far sparire le linee\newcommand{\mytable}{%
\begin{tabular}{l}
denominazione\\ [-3pt]
codice strumento\\[-3pt]
soggetto a taratura\\[-3pt]
data\\[-3pt]
firma\\[-3pt]
Limitazione
\end{tabular}
}
\begin{document}
\noindent
\begin{tabular}{|@{}p{7cm}@{}|@{}p{7cm}@{}|@{}p{7cm}@{}|}
\mystrut& \mystrut& \mystrut \\ \hline
\mystrut& \mystrut& \mystrut \\ \hline
\mystrut& \mytable& \mystrut \\ \hline
\mystrut& \mystrut& \mystrut \\ \hline
\mystrut& \mystrut& \mystrut \\ \hline
\mystrut& \mystrut& \mystrut \\ \hline
\mystrut& \mystrut& \mystrut \\ \hline
\mystrut& \mystrut& \mystrut \\ \hline
testo & testo & \mystrut \\ \hline
\mystrut& \mystrut& \mystrut \\ \hline
\mystrut& \mystrut& \mystrut \\ \hline
\mystrut& \mystrut& \mystrut \\ \hline
\end{tabular}
\end{document}`
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Mettiamo a posto un po’ di cose…
1. dai un margine sinistro negativo perché altimenti la tabella viene spostata sulla destra rispetto al margine del foglio. Questo è dovuto al fatto che la prima riga di un capoverso viene rientrata di una lunghezza \parindent. Se usi \noindent eviti il problema.
2. Se misuri la larghezza delle colonne che ottieni col to codice non ottieni 7 cm, perché LaTeX aggiunge automaticamente una spaziatura a destra e a sinistra, che elimini con “@{}” (nelle parentesi potresti mettere la dimensione che preferisci).
3. Non puoi assegnare un’altezza alle righe di una tablella, almeno non in maniera diretta (si potrebbe inserire uno strut, cioè un oggetto invisibile di altezza nota, ma questo fisserebbe solo l’altezza minima della riga, non la massima.) La dimensione che inserisci fra parentesi qualdre indica solo la spaziatura fra la riga e la successiva.Detto questo, non so se usare una tabular sia la scelta migliore, probabilmente con Tikz sarebbe più semplice (ma non mi è mai servito e non ho mai imparato a usarlo), vedi ad esempio qui.
Il tuo codice un po’ ripulito risulta:
`\documentclass[11pt]{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[a4paper,top=0cm, bottom=0cm, left=0cm, right=0cm,heightrounded, bindingoffset=0mm]{geometry}
\begin{document}
\noindent
\begin{tabular}{|@{}p{7cm}@{}|@{}p{7cm}@{}|@{}p{7cm}@{}|}
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
prima colonna & seconda colonna & terza colonna \\
\end{tabular}
\end{document}`
::zippo” post=75318 il default e’ 11,
È di default con che classe? Con le classi standard mi pare che il corpo predefinito sia il 10. (per esempio dalla classe book: `\ExecuteOptions{letterpaper,10pt,twoside,onecolumn,final,openright}`).
Riguardo alla tua domanda, è certamente interessante. Solitamente si legge (Bringhurst, o anche la guida di Claudio che si trova nelle guide tematiche GuiT) che la geometria della pagina si determina in base al corpo e alla forma del carattere in modo da avere il giusto numero di caratteri per riga, ma non mi pare si dica come scegliere il corpo. Spero che qualcuno sappia scrivere una risposta più precisa.
A parer mio i 10 punti standard sono perfetti.Fran
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Ciao e benvenuta!
Per imparare i comandi di base di LaTeX di consiglio di leggere una buona guida qual è l’Arte di Scrivere con LaTeX, scritta da due utenti del forum (link)
Per quanto riguarda il tuo problema specifico cerca la documentazione del pacchetto geometry (o trova la soluzione nella guida sopra indicata, o ancora cerca in questo forum, ci sono molte discussioni a riguardo)Francesco
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