Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Ho risolto da solo; per la cronaca è servito ridefinire:
`\let\temp\bibliography
\renewcommand{\bibliography}[1]{
\fancyhead[LO, RE]{\textsc{\nouppercase{\leftmark}}}
\fancyhead[LE, RO]{}
\temp{#1}}`
Però ammetto che mi sfugge un po’ la logica per la quale funziona: se prima le testatine venivano modificate contro la mia volontà da \bibliography, il problema non dovrebbe restare? E se non era questo che succedeva, da dove venivano le testatine sbagliate?
Grazie a chi mi farà capire un po’ di più!
::
[attachment=1275]Prova.zip[/attachment][attachment]References.bib[/attachment]
Mi scuso, ma mi sembrava molto più comodo copiare e incollare qualcosa già nel proprio computer che scaricarsi tre nuovi file. Ecco qua; basta compilare il file EMF.OldClaudio” post=100279Il tuo non è un esempio minimo compilabile.
Compilabile vuol dire che chi ti vuole dare una mano non deve fare altro che copiare il codice del tuo esempio e incollarlo in un nuovo file tex nel proprio calcoatore. salvarlo con il nome che preferisce e compilarlo in modo da mettere in luce il problema e anlizzarlo. Se devi allegare anche una semplice bibilografia ocn due o tre riferimenti, lo alleghi mediante l’ambiente filecontents.
Maggiori informazioni sull’uso di filecontents nella guida tematica, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito, Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano.Attachments:
You must be logged in to view attached files.::cfiandra” post=951791) Non capisco l’utilità del test `\ifxetex\RequirePackage{fontspec}\else\RequirePackage[utf8]{inputenc}\fi` Infatti, il pacchetto inputenc funziona benissimo con il motore di compilazione xelatex. Forse quel test ti serve per utilizzare fontspec o babel.
2) Suppondendo che etoolbox sia caricato, non sarebbe meglio fare i test `\AtBeginDocument{
\ifx\colorbox\undefined\RequirePackage{color}\fi
\ifx\includegraphics\undefined\RequirePackage{graphicx}\fi}` [tt]\AtEndPreamble[/tt]? Così, in caso, i pacchetti vengono caricati nel preambolo e non all’interno del documento.Ciao
ClaudioCiao, grazie per entrambe perché in effetti toccano dei dubbi che avevo. Riguardo alla prima hai ragione, inputenc funziona con XeLaTeX, ma non il contrario se non sbaglio, quindi in un caso evito di chiamare anche inputenc inutilmente, e nell’altro il test è inevitabile, no?
Riguardo alla seconda, hehe, semplicemente non conoscevo \AtEndPreamble! E necessita di questo etoolbox?
In ogni caso queste osservazioni non son legate all’errore che ottengo, vero?
::
Sono tecnicamente d’accordo, infatti il tutto è stato incapsulato in comandi opportuni (non entro nei dettagli dei vincoli del caso specifico, come si sa spesso le soluzioni sono imposte anche da questo).In ogni caso, adesso tutto funziona alla perfezione eccetto un piccolo particolare: all’inizio del mio file Title_page.sty ho le righe
`\RequirePackage{ifxetex, xparse}
\ifxetex\RequirePackage{fontspec}\else\RequirePackage[utf8]{inputenc}\fi
\AtBeginDocument{
\ifx\colorbox\undefined\RequirePackage{color}\fi
\ifx\includegraphics\undefined\RequirePackage{graphicx}\fi}`
che funzionavano perfettamente fino all’aggiunta del pacchetto xparse, ma ora mi danno questo errore:
`! Missing number, treated as zero.
c
l.59 \makeTitlePage`
Questo si verifica solo se chiamo il pacchetto xparse e il pacchetto graphicx all’interno del costrutto condizionale! Senza xparse tutto funziona alla meraviglia, e dicendo semplicemente `\RequirePackage{graphicx}` pure! Non è gravissimo, potrei optare per questa seconda soluzione e sapere che graphicx è già chiamato, ma qualcuno sa dirmi perché ciò succede??
::franen” post=95166IN questo caso l’idea di Enrico va benissimo: con il comando \affiliazione aggiungi, ogni volta che lo usi, un elemento a una sequence di LaTeX3. Poi metti \stampaaffiliazioni laddove vuoi che le affiliazioni vengano stampate.
Fran
Immaginavo che il suo commento fosse la soluzione 😀 ma a dir la verità non son nemmeno sicuro di aver capito come si usa quindi ho preferito non commentarlo… ci provo, per intanto grazie!
::
Grazie a tutti per le numerose risposte; mi scuso per la poca chiarezza e ci riprovo.OldClaudio” post=95129Non si capisce se vuoi u comando \affiliazione per costruire una lista di affiliazioni concatenate, che poi con un unico comando puoi stampare tutte assieme, oppure se vuoi creare un “vettore” di affiliazioni da indicare e stampare con una espressione simile a quella che usi per recuperare l’n-esimo elemento di un matrice di una sola colonna.
Direi che quello che vorrei è esattamente la seconda opzione, come forse sarà più chiaro tra poco!
franen” post=95133la sintassi di LaTeX non vuole,solitamente, numeri all’interno dei nomi dei comandi
Lo so bene; il comando nel mio esempio era semplicemente \affiliazione, coi numeri indicavo le varie istanze (quello che viene stampato, un modo per non inventarmene alcune).
cfiandra” post=95140Cosa succede quando hai 2 autori di cui il primo ha 2 affiliazioni e il secondo 3? Come li stampi? Quando si è in fase di progetto devi prima pensare a tutta una serie di casi ed eccezioni per essere il più generale possibili. Poi, quando lo si fatto, in genere si scopre che manca sempre qualcosa 😉
Non succede, perché non è fra i miei casi… a dir la verità non ho neanche mai parlato di autore 🙂 l’”autore” è sempre unico, mentre le “affiliazioni” possono essere in numero variabile.
robitex” post=95141si può fare molto meglio di così:
il comando
`
\sequence{affiliazione}
`
potrebbe generare il testo:
`affiliazione1, affiliazione2, affiliazione3, …, affiliazione(n-1) ed affiliazioneN`Una bazzecola con LaTeX3…
R.Grazie perché non conoscevo il comando \sequence, ma a occhio direi che non è quello che fa al caso mio: io non voglio stampare tante volte la parola “affiliazione”, ma tante affiliazioni differenti!
Dunque, innanzitutto si parla di un frontespizio per le tesi di dottorato di un’università. Tra poco toccherà a me, e siccome quand’ho preso in mano quel modello ho avuto i brividi, sto tentando di riscriverlo; ma, ahimè, le mie conoscenze di TeX son (molto) limitate.
Il file che costruisce il frontespizio è, diciamo, Title_page.sty. Il suo interno, ridotto al minimo che può rendere l’idea è del tipo:
`\long\def\specialite#1{\gdef\@specialite{#1}}
\long\def\auteur#1{\gdef\@auteur{#1}}
\long\def\directeur#1{\gdef\@directeur{#1}}Thèse\\
Spécialité~: \@specialite\\
Présentée par \@auteur\\
Thèse dirigée par \@directeur`
Poi ci sarà un file, diciamo Tesi.tex, che conterrà
`\usepackage{Title_page}
\specialite{Controllo di sistemi in rete}
\auteur{un povero dottorando}
\directeur{l'uomo nero}
` Ora, io vorrei aggiungere in Title_page.sty un comando che funzioni come gli altri, ma che possa esser chiamato più volte, diciamo \affiliation; in modo tale che (modificando ovviamente opportunamente anche la seconda parte di tale file, in modo da costruire le righe che voglio aggiungere), aggiungendo in Tesi.tex una serie di comandi tipo
`\affiliazione{istituto di ricerca}
\affiliazione{laboratorio}
\affiliazione{scuola dottorale}`
mi ritrovi ad avere un frontespizio che recita:Thèse
Spécialité : Controllo di sistemi in rete
Présentée par un povero dottorando
Thèse dirigée par l’uomo nero
préparée au sein de l’istituto di ricerca, du laboratorio et de l’école doctorale scuola dottorale.Immagino mi debba costruire un vettore di affiliazioni e tirarle fuori a una a una, ma non ho idea di come possa fare una cosa del genere!
::egreg9″ post=18020Io uso il corsivo. Quindi secondo le norme ISO dovrebbe andare diritto. 🙂
Aspetto che l’ISO spieghi la differenza fra operatore e funzione.
Ciao
EnricoMa infatti anche le funzioni son scritte in diritto; è per quello che scriviamo \cos, \lim (che cos’è quest’ultimo? 😀 ) ecc. È per i nomi che c’inventiamo noi, per chiamare una funzione o una variabile a o f piuttosto che Mario o frhewri, che si usa il corsivo.
Non è forse così o c’è qualche passaggio che mi son perso? Per me un modo chiaro per capire se usare o no il corsivo è pensare che usandolo sto scrivendo che elevo la matrice alla variabile T.
::
Grazie.Giusto per curiosità e per capire un po’ meglio, anche se con una vecchia versione di MaCTeX, installare la nuova TeX Live utility avrebbe risolto il problema? Smanettando un po’ son riuscito a far apparire un messaggio che m’ha indicato la strada dicendo
Repository URL has a newer TeX Live version
Your TeX Live version is 2011, but your default repository URL appears to be for TeX Live 2012. You need to manually upgrade to a newer version of TeX Live, as there will be no further updates for your version.
::
Adesso non posso perché sto lavorando (con LaTeX 😀 ), appena potrò ci proverò, ma a quanto ricordo dall’ultima volta che ho usato Word, coi “metodi standard’ non si può fare; probabilmente bisogerà anteporre a mano un apposito simbolo d’integrale alto che da qualche parte immagino esisterà. Per questo mi stupivo non fosse possibile farlo con LaTeX: le pressoché infinite possibilità che apre LaTeX per ottenere risultati che con Word sarebbero impossibili o disastrosi, rendono inconcepibile pensare che non si possa ottener qualcosa di fatto bene. Trovandomi a dover scrivere l’ntegrale di una funzione “alta” m’è tornato in mente il mio librone di analisi matematica dell’università, in cui c’erano bellissimi integrali enormi dove occorreva, e il risultato era tutt’altro che antiestetico.Ciao,
Ruggero
::Liverpool” post=68462
Sottoscrivo tutto in pieno… a parte il fatto che mi chiamo Ruggero!! 😀
Scusami! Ho fatto affidamento sulla mia memoria che, come vedi, da un giorno all’altro già lascia a desiderare :(. Se vuoi modifico il post, ma poi non si capirebbe la tua risposta…
Ciao
Ma figurati, nessun problema!
Ruggero
::Liverpool” post=68456Per Claudio: ottima soluzione! Per gusto personale ho aumentato la larghezza di 1.5 volte e quindi ho dovuto spostare l’estremo inferiore di -1.8ex (non so se i valori che hai messo li hai calcolati in qualche modo o sono il frutto di tentativi, come nel mio caso). Ho anche anticipato l’integrando di 8mu, per avvicinarlo al segno. Purtroppo temo che, essendo la definizione legata all’altezza dell’integrando, occorreranno valori differenti per integrandi differenti, oppure si può procedere come per le parentesi di amsmath, cioè creare un insieme di simboli di dimensioni predefinite, dal quale scegliere di volta in volta quello più opportuno. Mi spingo oltre: con le opportune modifiche e l’introduzione di un altro argomento per il segno, si potrebbe realizzare un operatore generico che vada bene anche per le sommatorie e produttorie… Lo so che ora ti starai mordendo le mani 😛 .
Un’ultima osservazione: quando ho visto come hai scritto l’operatore differenziale, prima ho strabuzzato gli occhi e poi mi è crollato il mondo addosso… 😆 (sto scherzando, ovviamente).Per Gerardo: visto che hai seccato Claudio, propongo di bandirti dal forum! 😛 Ciò che hai detto su Word lo penso anch’io e forse l’ho scritto qui tempo fa. Trattando molta matematica, il passaggio a LaTeX mi è sembrato opportuno, altrimenti probabilmente non l’avrei preso in considerazione. Ora Word non lo uso quasi più (l’ho usato la settimana scorsa per scrivere velocemente l’etichetta di una lettera) e sono fermo alla versione 2003. Quando ho visto come era diventata la versione 2007 con quei pulsanti al posto dei menù, non mi sono trovato bene e questo ha accelerato il processo di migrazione. Comunque ricordo che, quando si scriveva molta matematica, facilmente il programma si bloccava e bisognava salvare il lavoro in continuazione; e questo mi sembra di ricordare che era ancora più esasperato nella versione 2007. Per i numeri delle equazioni, nella versione 2003 io usavo MathType, un’estensione a pagamento che introduceva anche molti altri simboli. Dalla versione 2007 credo che le cose siano cambiate…
Per concludere, come dicevo anche ad Andrea, se ti trovi meglio con Word usa quello. L’importante è che sia soddisfatto del risultato.Ciao
Sottoscrivo tutto in pieno… a parte il fatto che mi chiamo Ruggero!! 😀
La nuova grafica di Word all’inizio era un po’ spaesante, ed era vero che rischiavano di bloccarsi spesso; anche per me questo è stato uno dei, o il motivo per passare a LaTeX; in particolare io uso prevalentemente un Mac, e lì il problema è ancora più esasperato: incorporare equazioni nei documenti (p.e. Pages) è impossibile senza usare estensioni aggiuntive (lo so, è assurdo), e Word:Mac 2008 dopo qualche mese di funzionamento ha cominciato a decidere che ogni tentativo d’inserire matematica si bloccava.
Però devo ammettere che son stato molto contento di Word 2010, le poche volte che l’ho usato (quantomeno il Professional, non so se sia così anche lo standard): Equation editor perfettamente funzionante e un’altra nuova modalità d’inserimento equazioni ancora migliore, che volendo consente di trattarle insieme al testo. Ciò non toglie che continuerò indubbiamente a usare LaTeX.PS. Davvero ottima soluzione!!
Ciao,
Ruggero
::
A questo punto dico anche la mia 😀Personalmente trovo i giudizi “di parte” esagerati, di qualsiasi parte essi siano. Utilizzo mooolto più LaTeX che Word, ma la verità come sempre sta nel mezzo: alcune volte si possono ottenere ottimi risultati anche con Word, e allo stesso tempo non è che con LaTeX fili sempre tutto liscio, anzi… certo, fila tutto liscio se ci si fa andar bene tutto quello che fa, ma non è assolutamente vero che sia sempre la cosa migliore.
Il problema di Word è saper usarlo, perché rende molto facile fare schifezze, ma non la qualità del risultato a priori; e saper usarlo non è certo un problema che manchi a LaTeX; diciamo che con una mediocre conoscenza di entrambi LaTeX dà risultati molto migliori, ma con più fatica, e Word consente di aver subito ciò che si vuole senza perder tempo (cosa non proprio da poco a volte).
Per quanto riguarda in particolare i testi scientifici, poi, la bilancia si sposta ancora un po’ di più in favore di LaTex, anche se le ultime versioni di Word hanno fatto notevoli progressi: scrivere un’equazione in Word Professional 2010, per esempio, è molto veloce, se invece che usare l’Equation editor si usa il nuovo strumento equazione, che peraltro consente anche d’inserire equazioni in linea; una cosa che mi stupisco ancora che non ci sia (forse non l’ho trovata io), e che è stata – per me – uno dei motivi per cui scegliere LaTeX, è la mancanza della possibilità di numerare le equazioni (ma anche qui, per una “breve” relazione sui motori elettrici mi son arrangiato con delle tabelle invisibili e vi posso assicurare che il risultato era paragonabile; certo, con modi e tempi non ortodossi).Per concludere tornando sull’argomento (so che se mai qualcuno arriverà fin qui verrò bandito dal forum 😀 ), sinceramente non son d’accordo con le idee sulle frazioni e l’integrale… alcune volte le singole frazioni hanno un significato che si vuole far notare, e manipolarle per renderle mono-piano, o definire delle etichette tipo n(x)/d(x) e riscriverle singolarmente, può peggiorare di molto la leggibilità invece che migliorarla… e lasciandole così, un integrale che si adatta all’altezza del suo argomento sarebbe decisamente meglio.
PS. Comunque non serve avere una frazione multipiano: se numeratore/denominatore hanno degli esponenti si esce già dall’integrale.
Buona serata a tutti!
Ruggero
::lorenzo.pantieri” post=68423Sul forum se n’è già parlato. In breve, si può fare, ma non si deve: un simbolo di integrale “stirato in verticale” è brutto. Meglio ripensare la formula, per esempio chiamando $f$ la funzione integranda e facendo l’integrale di $f$.
Ciao,
L.A me sembra decisamente, ma decisamente più brutto questo! Esteticamente è come non adattare le parentesi alla dimensione del contenuto. Comunque grazie per l’informazione, in caso proverò a cercar meglio sul forum, non l’avevo trovato!
Ruggero
-
AutoreRisposte