Lorenzo

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  • in risposta a: varie domande riguardanti header e footer. #96920
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    OldClaudio” post=96512Mi sono permesso di scrivere una guida tematica sul layout della pagina; questo non vuol dire che io sia un esperto disegnatore grafico editoriale, anzi; ho cominciato anch’io con errori madornali.

    Ci stavo dando un’occhiata ieri sera! 🙂

    OldClaudio” post=96512
    Tuttavia avanzamento di riga (chiamato anche scartamento in tipografia), cioè la distanza delle righe di base di due righe di testo consecutive dovrebbe essere adattato al font in uso e al suo corpo; di solito un 20% in più del corpo va bene, ma per ottenere il meglio bisogna studiare la cosa da esperti; io non lo sono. Se ti hanno prescritto in segreteria lo scartamento doppio del normale, allora non hai scelto: se te lo hanno consigliato, allora ti hanno consigliato male: persone che ancora sono legate alla macchina da scrivere meccanica e non conoscono nulla di tipografia.

    Me lo ha indicato il mio relatore. Gli farò vedere l’aspetto del documento con un avanzamento diverso, magari si accorge che il documento è più bello e lo convinco. 🙂

    OldClaudio” post=96512
    So che in quella guida tematica sottolineo quanto i maggiori book designer seguono con la massima cura e cioè che i margini vanno scelti dopo aver scelto in font e aver dimensionato al giustezza del testo in relazione ai font,vuol dire che i margini sono l’ultima cosa da dimensionare; certo bisogna tenere conto della carta grezza e del formato finito e rifilato della pagina, ma bisogna collocare la gabbia del testo in modo da rispettare certe proporzioni; tra l’altro scrivere na tesi oneside vuol dire mettersi nei pasticci e sprecare la carta; oggi anche el tesi si fanno sempre twoside, se le si deve stampare. se la tesi è da leggere solo a schermo, le cose possono essere fatte diversamente, ma per la stampa ci sono regole abbastanza condivise e ben note, almeno per coloro che si sono letti la suddetta guida tematica, ma che sono scritte in qualunque manuale di tipografia.

    Da quest’anno alla mia università le tesi saranno gestite primariamente online (è prevista la stampa di *una sola copia* da presentare al momento della discussione) e il formato con cui la dovrò consegnare è il PDF; quindi al momento la mia preoccupazione è la produzione di un bel PDF. La copia da portare alla discussione pensavo anche io di fare con twoside e stampare fronte-retro, però per il PDF mi sembra oppurtuno scegliere oneside.

    OldClaudio” post=96512
    Stando alla suddetta guida e alla guida tematica sui fontl, usare il Palatino in corpo 11, vuo dire che la giustezza ottimale dovrebbe essere di circa 125 mm; se usi carta UNI A4, larga 210 mm, ti restano 85mm; se ripartisci questo spazio fra i due margini (uguali, visto che stampi oneside) devi dare 42,5mm a ciascun margine; tu ne hai dati 30mm a sinistra e 25mm a destra, quindi i margini lasciano righe troppo lunghe e difficili da leggere.

    Chiaro. Grazie. Se ho ben capito, volendo posso anche utilizzare il pacchetto layaureo che prende “la decisione giusta” per me, giusto?

    OldClaudio” post=96512
    L’intestazione dei capitoli lascia molto a desiderare; togliendo l’indicazione Chapter prima del numero, quest’ultimo sembra uno sgorbietto; ingrandendo la pagina sullo schermo apapre correttamente leggibile, ma sparisce nel grande spazio bianco che lo attornia; sarebbe emglio se lo disegnassi più grande, almeno il doppo, e per non avere una macchia nera, lo disegnassi in grigio medio.

    Uhm. Hai ragione. Ho modificato un po’ lo stile del capitolo; però invece che fare il numero più grande (non mi piaceva molto) l’ho posizionato accanto al titolo.

    http://ge.tt/9T0EL1z1

    (sto ancora lottando con le testatine, quelle lasciale stare)

    OldClaudio” post=96512
    Le testatine che hai immaginato non sono belle per niente; scrivendo oneside devi accontentarti di poco, e io direi che l’indicazione del solo paragrafo sia più che suffiente, specialmente se i paragrafi sono nemerati gerarchicamente, perché in questo modo contengono anche il numero del capitolo. Per i capitoli non sezionati in paragrafi, pui mettere il titolo del capitolo; ma devi usare correttamente le definizioni di \markright e \markboth per ottenere il risultato voluto. Fancyhdr ti consente di definire molti stilei di pagina, ognuno con il suo nome, per cui ne puoi avere uno per il frontespizio, uno per le pagine plain, un per la front matter, uno per la mainmatter, uno per la backmatter, uno epr le pagone di soli oggetti flottanti, eccetera, leggi la documentazione di fancyhdr di cui già disponi nel tuo hard disk.

    Ci sto lavorando! Grazie mille!

    OldClaudio” post=96512
    Perché le figure raccolte in fondo? Quello è quello che si faceva quando i “manoscritti” venivano mandati alla casa editirce che ricomponenva il tutto e metteva ogni figura al posto giusto; Questo lavoro LaTeX lo fa automaticamente, quindi la tua è una scelta veramente “arcaica”.

    Così vuole il mio relatore – e sono certo che non cambierà idea, perché gli ho fatto vedere le figure in mezzo al testo e ha insistito perché fossero messe in fondo. Ubi maior…

    OldClaudio” post=96512
    Non appare nel tuo esempio minimo compilabile, ma se la tua tesi contiene anche della matematica, allora devi caricare anche il pacchetto newpxmath insieme a newpxtext, altrimenti la matematica ti viene discordante con il testo.

    Ok, grazie 🙂

    OldClaudio” post=96512
    Come vedi non ho espresso giudizi sulla bellezza o bruttezza della tua composizione tipografica; ti ho solo parlato di errori; Questi non sono né belli né brutti; sono semplicemente errori, nel senso che vanno contro le regole della tipografia professionale e di qualità; ogni persona che si disegni una pagina può anche contravvenire alle regole stilistiche della tipografia, me deve sapere quello che fa; se lo fa “inconsapevolmente” o perché gli hanno consigliato di fare in un certo modo, generalmente ottiene risultati inconsueti e se gli piacciono va bene, altrimenti deciderebbe da solo di cambiare stile di pagina. Come sai i gusti sono gusti e ognuno ha i suoi; la cosa deve in primo luogo piacere a te; ma tu devi prima farti una certa cultura tipografica osservando con attenzione i testi pubblicati dalle migliori case editrici (non delle dispense scritte non si sa come e da chi per quel che riguarda la competenza tipografica); poi leggendo, leggendo, leggendo cose che riguardino al tipografia. Io consiglio sempre The elements of typographic style di Robert Bringhurst, ma ce ne sono diversi altri. Appena apri questo libro, anche senza leggere quello che c’è scritto hai una impressione visiva particolarmente gradevole; allora lì Bringhurst ha fatto scelte inconsuete, ma lui è un grande book designer, e il suo risultato è particolarmente gradevole. Io non mi azzarederei mai a fare altrettanto perché non sono un book designer né grande né piccolo, sono in dilettatante come la maggiorp aprte di noi frequentatori del forum.

    È tantissimo che vorrei comprare il Bringhurst 🙂 Ne ho sentito parlare proprio qui sul forum.

    Grazie mille per tutti i consigli e le correzioni, sempre molto apprezzate/i.

    Lorenzo

    in risposta a: varie domande riguardanti header e footer. #96918
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    illinguista1972″ post=96502
    Ho dato un’occhiata al tuo documento. Premesso che sono l’ultima persona qui dentro in grado di darti dei consigli, tuttavia mi permetto di dirti, in totale simpatia, che quello che vedo è brutto. 🙂

    Ahahahah! Apprezzo la sincerità 😀

    illinguista1972″ post=96502
    Stai cercando di utilizzare LaTeX come se fosse un comune word processor, il che non è.

    Interlinea esagerata, margini troppo stretti, svariati strafalcioni nel preambolo. Potresti evitare tutto questo e ottenere un documento eccellente appoggiandoti a classi di documento che hanno già pensato a risolvere di certi problemi.

    La tabella non va bene così: puoi pensare di restringere la colonna che contiene i lunghi testi con uno specificatore p, oppure ricorrere a tabularx.

    Un’altra cosa che noto qui sul forum è la spasmodica e disperata tendenza a dotare le proprie tesi delle testatine. Anzi, a dotarle di testatine come una delle primissime cose da fare, come se testatine belle aumentassero la qualità del lavoro. Io non le utilizzo mai o, se le utilizzo, scrivo con classi di documento che le stampano e mi accontento di quelle. Le testatine sono solo dei dispositivi visuali che aiutano il lettore a trovare elementi specifici nel testo e non a comprendere meglio il testo. Sei sicuro che questo serva nella tua tesi?

    Naturalmente, il tutto con un grande sorriso 🙂

    L’interlinea esagerata non è una mia idea, fa parte delle impostazioni che mi è stato consigliato di mettere per la tesi. Idem per i margini. Tu come mi consiglieresti di impostare il layout della pagina?
    Quali sono gli strafalcioni nel preambolo (se ti va di scriverli)?

    illinguista1972″ post=96502
    Un’altra cosa che noto qui sul forum è la spasmodica e disperata tendenza a dotare le proprie tesi delle testatine. Anzi, a dotarle di testatine come una delle primissime cose da fare, come se testatine belle aumentassero la qualità del lavoro. Io non le utilizzo mai o, se le utilizzo, scrivo con classi di documento che le stampano e mi accontento di quelle. Le testatine sono solo dei dispositivi visuali che aiutano il lettore a trovare elementi specifici nel testo e non a comprendere meglio il testo. Sei sicuro che questo serva nella tua tesi?

    Naturalmente, il tutto con un grande sorriso 🙂

    Il mio bisogno di testatine non è spasmodico 🙂 però nei testi stampati apprezzo quando ci sono. Mi piace che il documento mi ricordi “dove sono”. Detto questo no, non “servono” – non servono quanto l’indice, o quanto i titoli dei capitoli – però mi piacerebbe che ci fossero.

    Grazie mille 🙂

    Lorenzo

    in risposta a: Le mie (dis)avventure con TikZ #96711
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    OldClaudio” post=96497
    Il discorso su inkscape non è off topic, perché questo programma di grafica vettoriale graficamente interattivo è in grado di esportare in LaTeX, quindi è in grado di produrre cose perfettamente compatibili con LaTeX stesso; in pratica scegliendo questa via produce un pdf vettoriale con al parte grafica abbinato a un file con una estensione particolare che contiene codice latex dell’ambiente picture, costruito da inkscape epr mettere le parti scritte, le legende, le espressioni matematiche e via discorrendo. le misore che inkscape stesso deterima per tutte le scatole e il loro posizionamento sono determinati sulle coordinate del disegno pdf. Il risultato si può considerare da buono ad ottimo oltre che veloce.
    Certamente TiKZ per ottenere gli stessi disegni richiede una maggiore attenzione e una competenza maggiore.
    Ma i disegni di TiKz sono eseguiti con il disegno programmato e il risultato è sempre eccellente, se l’operatore ha scritto le “espressioni grafiche” giuste. Inkscape come tutti i programmi interattivi con l’operatore produce ottimi risultati se l’operatore è in gamba, o prodotti modesti che possono soddisfare l’occhio disattento di un principiante, ma non quello di un esperto.

    In sostanza il tempo consumato per fare un disegno è proprzionale (±) alla sua qualità.

    TiKZ riesce da solo a fare disegni impensabili con inkscape; basta sfogliare al guida di TiKZ per rendersene conto; ma per certi disegni abbastanza semplici la soluzione inkscape va bene.

    Probabilmente le tabelle dei segni delle frazioni o i campi di esistenza delle soluzioni di disequazioni sono più facili da fare con inkscape, ma bisogna ogni volta ricominciare da capo per ogni nuova frazione o per ogni nuovo sistema di disequazioni.

    Io, fossi Lorenzo, insisterei con TiKZ; ho già usato inkscapee mi ci trovo abbastanza bene, ma poi di fatto lo uso raramente, perché ottengo risultati migliori con le parti native o di estensione di LaTeX.

    Certo, concordo che per i disegni più complessi (mi vengono in mente quelli in cui le parti del disegno devono essere in precisi rapporti geometrici le une con le altre) TikZ sia più indicato; tuttavia, almeno per me, per disegni semplici (come, mi sembra, quello inviato da Lorenzo), Inkscape è la soluzione con il miglior rapporto qualità/sforzo richiesto e qualità/tempo richiesto. La mia idea è che TikZ e Inkscape abbiano diversi vantaggi e svantaggi, e per certi scopi uno può essere più adatto dell’altro. Poi entra anche il gioco la familiarità – per me TikZ è molto complesso da usare perché l’ho usato poco; con Inkscape ho molta più familiarità e quindi mi sembra più immediato. Comunque era solo per dare un ulteriore suggerimento, non volevo dirottare il thread in una discussione su quale sia meglio tra Inkscape e TikZ 🙂

    in risposta a: Le mie (dis)avventure con TikZ #96706
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    Ciao Lorenzo,

    il mio commento è parzialmente OT, ma scrivo lo stesso.

    Hai pensato di utilizzare Inkscape per le illustrazioni? Io ho provato a imparare a usare TikZ diverse volte, ma lo trovo assurdamente complicato, e in genere l’effetto è che mi ci vuole due ore per fare una cosa che in Inkscape farei in 5 minuti. Inkscape è free e open source.

    in risposta a: Il PDF si vede bene su Linux e male su Windows #96486
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    In Adobe Reader 11 non ho l’opzione per disattivare il ClearType. Ho provato a giocare un po’ anche con altre impostazioni, ma non cambia niente.

    So che alla fine non è niente di importante, però il pensiero che a basso ingrandimento si veda così male mi disturba. Non è niente che non mi faccia dormire la notte, vorrei solo capire perché – quindi se qualcuno ha altre idee, si faccia avanti!

    in risposta a: Il PDF si vede bene su Linux e male su Windows #96485
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    Ok, ho sperimentato con virtualbox, e l’ipotesi dello bassa risoluzione dello schermo non sembra confermata.

    La premessa è che se gli artefatti osservati fossero un problema di bassa risoluzione dello schermo, in teoria anche su Linux dovrei vederli (lo schermo sarebbe lo stesso). Ho installato Debian (perché facevo prima) in Virtualbox 4.3.12 su windows. Poi ho visualizzato il PDF (stesse pagine, con diversi livelli di zoom) sia in Windows (acrobat) che in virtualbox (evince). Su Linux il font si vede relativamente bene a diversi ingrandimenti.

    Quindi a questo punto torno a pensare che sia un problema di acrobat e/o di Windows 8.

    Altre idee?

    in risposta a: Il PDF si vede bene su Linux e male su Windows #96479
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    OldClaudio” post=96180Gli esempi che hai allegato nel tuo primo messaggio a me apiono indistinguibili; se non ci fosse scritto sotto evince o acrobato non saprei dire quali siano gli uni o gli altri.

    A me la versione su Acrobat sembra nettamente peggiore. Nell’esempio 1, 59.28 è reso meglio nella versione evince. Nella versione di adobe, il 5 appare più piccolo. Nell’esempio 3, guarda la parola “hypothesis” (prima riga) – ho caricato un pdf dove le due parole sono confrontate. Guarda la “y”, che è tutta spostata in basso; anche la “p” e la “e” sembrano più arrotondate. Sembra quasi un font diverso.

    OldClaudio” post=96180
    Una cosa è certa: il fiel PDF contiene per costruzione tutti i font usati al suo interno, quindi se anche il file composto su macchina Linux può avere usato font che non sono presenti suall macchina windows, questo sarebbe irrilevante perché, come dicevo i font, sia pure parzialmente inclusi, sono tutti dentro il file pdf. Il parzialmente significa che non sono inclusi i glifi che non vengono usati nel documento.

    Anche a me risultava così.

    OldClaudio” post=96180
    Se ingrandendo la pagina su Windows si vedono meglio, vuol dire che comunque stai usando font vettoriali; se avessi usato fotn bitmapped, ingrandendo si vedrebbero peggio e con i bordi curvi tutti seghettati.

    Io propendo per un difetto del monitor della tua macchina Windows, che potrebbe avere una bassa densità di pixel, mentre on la macchina Linux hai un monitor di buona o ottima risoluzione. Oppure: il monitor della tua macchina Linux è grande e la viuslizzazione della pagina composta avviene praticamante in scala 1:1. al contrario il monitor della tua macchina Windows è piccolo, e se vuoi vedre l’intera apgina devi rimpicciolirla, finanche alla metà. I font vettoriali patisocnono se li si rimpicciolisce troppo; potrebbero mancare di certi “hint” per la loro digitalizzazione in scal ridotta sullo schermo, e quindi aprti dei segni spariscono o diventato grigio chiaro, praticamante indistinguibili.

    Fai un semplice prova: stampa una pagina del tuto documento; anche se le stampanti sono diverse, cosa che pio notare solo con la lente di ingrandimento quando guardi lo stampato, i le due stampe fatte sulla macchina Windows e sulla macchina Linux saranno praticamente identiche, lo sono certamante ad occhio nudo.

    Questa spiegazione mi sembra decisamente probabile. Il monitor della macchina windows (che è un portatile di fascia bassa) è verosimilmente di qualità inferiore e di dimensioni inferiori a quello Linux… Una prova che potrei fare è anche di aprire il PDF su una macchina virtuale con installato Linux e evince. In teoria, se è lo schermo dovrei vedere i font alterati anche lì, giusto?

    Ma uno schermo di bassa qualità è in grado di “spostare i font” come si vede nell’immagine che ho allegato per la y?

    OldClaudio” post=96180
    Come risolvere il problema? difficile dirlo; certo usando monitor più grandi e con un’alta densità di pixel, il problema non si pone nemmeno. Probabilmente usando font testuali diversi (quali usi?) le cose potrebbero migliorare. MA ricordati: si tratta di un problema di hardware e di un problema di font, non di un problema di pdf o di latex.

    Dopo faccio quella prova. Comunque uso Palatino (pacchetto: newpxtext)

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    in risposta a: Il PDF si vede bene su Linux e male su Windows #96478
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    Grazie per la risposta robitex.

    Sul computer sul quale ho cercato di visualizzare il documento LaTeX non è proprio installato, quindi quello che dici potrebbe essere vero. Ma il PDF non dovrebbe avere i font embedded?

    Per la cronaca, questo sembra un problema specifico di quella versione di Adobe e/o Windows 8, perché ho chiesto a un amico di visualizzare il file su Windows 7, mandandomi degli screenshot, e i font si riescono a vedere bene (per quel che ho potuto determinare). Anche lui mi ha detto che il documento gli sembra di qualità eccellente. Questo è in accordo con la mia precedente esperienza con Adobe Reader + Windows; tutte le volte che ho usato Adobe, la resa del PDF era superba, e spesso migliore rispetto ad altri PDF reader. Se caricassi un PDF di prova, c’è qualcuno con Windows 8 e Adobe Reader (idealmente una macchina senza LaTeX installato) che potrebbe visualizzarlo per confermare il problema?

    La visualizzazione di un PDF dovrebbe essere identica nelle varie piattaforme. In questo caso, in una piattaforma la visualizzazione è nettamente degradata; se questo non è il risultato di una configurazione sbagliata, è un bug. Non so in quale software (Adobe reader?), ma è un bug.

    C’è qualcosa che io posso fare per far sì che il PDF si veda meglio? Non so, qualche opzione che posso passare a LaTeX, qualche pacchetto da caricare?

    in risposta a: Il PDF si vede bene su Linux e male su Windows #96475
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    Grazie per la risposta Dingo.

    Credo di aver disattivato il cleartype system-wide (ho trovato una opzione cercando “Cleartype” in windows 8 ), ma continuo a visualizzare male il PDF. Sono abbastanza sicuro che sia disattivato perché il resto dei font li vedo diversamente da prima.

    Forse devo disattivare il Cleartype da un’altra parte…?

    in risposta a: intero capitolo cancellato #96288
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    Sì, anche io uso rsync – e vedo che il mio script è abbastanza simile al tuo.

    Posto anche il mio per completezza (con la solita premessa che non è colpa mia se vi distrugge il computer, vi ammazza il gatto, etc); @samiel, ho sfruttato alcuni dei commenti del tuo script per uniformarli 🙂

    `
    #!/bin/sh
    SHELL=/bin/sh
    USER=$(whoami)
    HOME=/home/$USER

    export DISPLAY=”:0.0″ # per notify-send

    # Format: DAY MONTH YEAR HOUR MINUTE SECOND
    DATE=$(date +%d-%m-%Y-%H_%M_%S) # oggi
    BACKUPNAME=”tesi_backup-$DATE.tar.bz2″ # nome che avrà il file di backup
    THESISSOURCE=”$HOME/Dropbox/Tesi/LaTeX” # cartella dove sono presenti i file di cui eseguire il backup
    TARGET=”$HOME/backuptesi/work_directory” # cartella dove andrà il backup

    if [ ! -d “$TARGET” ]; then
    # se la cartella TARGET non esiste, creiamola
    mkdir “$TARGET”
    fi

    # rsync
    # a include GID e UID, mantiene la data e copia i link simbolici
    # r backup ricorsivo
    # v backup verboso
    # u ignora i file che sono più recenti nella destinazion
    rsync -avur –exclude “*.blg” –exclude “*.run.xml” –exclude “*.bbl” –exclude “*-blx.bib” –exclude “*.aux” –exclude “*.log” –exclude “*.toc” –exclude “*.lof” –exclude “*.lot” –exclude “*.out” –exclude “*.synctex.gz” $THESISSOURCE $TARGET

    cd $TARGET

    # crea un archivio compresso con i file della tesi; cambiare LaTeX con il nome della vostra cartella
    tar -cjvf $BACKUPNAME LaTeX

    notify-send “Backup tesi eseguito” “Creato $BACKUPNAME” -t 5000 -a tesibackup 2> /tmp/notify-send-error

    mv *.tar.bz2 ..

    cd ..

    file1=$(ls *.tar.bz2 -1 -t | sed -n 1p)
    file2=$(ls *.tar.bz2 -1 -t | sed -n 2p)

    # Il backup più recente è uguale al precedente?

    if [ -f $file1 -a -f $file2 ]
    then
    if [ “$(md5sum $file1 | cut -d ' ' -f 1)” = “$(md5sum $file2 | cut -d ' ' -f 1)” ]
    then
    rm $file1 # cancelliamo il file ridondante
    touch $file1.txt # per avere un segnalibro
    notify-send “$BACKUPNAME rimosso” “Il file non è cambiato dall'ultima esecuzione dello script.” -a Backuptesi -t 5000 -a tesibackup 2> /tmp/notify-send-error
    else
    exit
    fi

    else
    exit
    fi
    `

    in risposta a: intero capitolo cancellato #96286
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    Io tempo fa ho realizzato uno script simile per Linux, in bash. Adesso non ho quella macchina sotto mano, ma domani lo posto.

    In ogni caso l’episodio descritto mi sembra strano. I file in .tex sono file di testo, non file binari come il .doc; non dovrebbero corrompersi facilmente.

    in risposta a: Frontespizio della tesi con LaTeX #96044
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    OldClaudio” post=95677Non ti preoccupare per il passaggio di qualche giorno; in fondo siamo a ferragosto e i nonni, come me, devono assecondare i nipotini per farli interessare a qualcosa di intelligente, che non siano le solite fiere o le solite mangiate. I giovani come te in questi giorni avranno sicuramente qualcsa più interessanti da fare.

    La FAQ che riporti deve essere molto vecchia, anche dse fa parte delle FAQ inglesi il cui ultimo aggiornamento risale a un paio di mesi fa, come è scritto in fondo alla pagina Web.

    Le informazioni riguardo ai font non c’è bisogno di cercarle in rete, ma basta leggere la documentazione che viene distribuita con ogni distribuzione completa del sistema TeX; in particolare le due guide da leggere sono la clsguide e la fntguide, entrambi i nomi da dare in pasto a comando texdoc in una finestra comandi o terminale, che dir si voglia.

    La prima guida illustra i nuovi concetti relativi alle classi e ai pacchetti e spiega che cosa è cambiato rispetto a LaTeX209, cosa che è avvenuta 20 anni fa, nel 1994, quindi non proprio ieri. La seconda guida spiega come si accede alle sei caratteirstiche di ogne selezione di font; e lo spiega illustrando i comandi di basso livello che le selezionano o le impostano; si tratta di \fontencoding{}, \fontfamily{}, \fontseries{}, \fontshape{}, \fontsize{}{}, \selectfont

    Ciascuno di questi comandi modifica una sola delle caratteristiche del font che si vuole usare (tranne ovviamante \fontsize, perché l’avanzamento di riga deve essere proporzionato al corpo).

    Questa capacità di separare le caratteristiche dei font per selezionarle separatamente è la novità del New Font Selection Scheme adottato con LaTeX2e; LaTeX209 seguiva un metodo “primordiale” simile a quello usato con Plain TeX.

    Infatti nei file di classe i vecchi comandi sono ancora presenti per compatibilità con il passato, ma sono ridefinti in quanto modo, per esempio`\renewcommand\bf{\normalfont\normalsize\bfseries`\normalfont rimette le caratteristiche di di famiglia, serie e forma rispettivamente ai valori di \rmfamilly, \mdseries e \upshape; poi normalisze reimpsta il corpo normale; infine \bfseries sostituisce la \mdseries. Le aptre caratterisitche rimandoo invariate, quindi scriveno con la codifica T1, qualunqe font si stesse usando prima di eseguire \bf, la codifica resta invariate così come il corpo e il corrispondente avanzamanto di riga, ma la famiglia viene cambiata nella famiglia di default con grazie, la serie viene in seconda battuta impostata al neretto, e la forma torna ad essere quella diritta.
    I comandi di LaTeX209, come quelli di Plain tex, selezionano, invece direttamente il font cmrx10 senza curasi minimamente del corpo e della codifica. Il risultato è quasi lo stesso di quello che si ottiene con i comandi ridefiniti.

    Grazie mille, adesso è più chiaro.

    OldClaudio” post=95677
    Tutto quel che si dice nella FAQ non è una cretinata, ma denota il fatto che lo scrivente non conosce il New Font Selection Scheme; se vuoi saperne di più su questo schema di selezione dei font puoi leggere la guida tematica sui font scaricandola dalla sezione Documentazione di questo sito.

    Abituati a leggere la documentazione che hai già installata sul tuo elaboratore, qualunque sistema operativo tu stia usando e qualunque installazione del sistema TeX tu abbia installato; abituati anche a dare almeno una scorsa alle guide presenti in questo sito, con particolare attenzione alal guide tematiche; esse sviluppano un solo tema, ma lo sviscerano (parola adatta ad un laureando di medicina) fino in fondo.

    Di norma leggo la documentazione dei pacchetti che utilizzo, e ho anche più volte consultato le guide qui sul forum (che mi ha introdotto a LaTeX e che leggo, anche se silenziosamente, dal 2009). Tuttavia hai centrato molto bene una delle mie lacune, ovvero la mancanza di una comprensione organica del funzionamento di LaTeX; spesso consulto la documentazione in maniera focalizzata – saltando i passaggi che non sono pertinenti al problema che sto cercando di risolvere. A breve termine questo mi permette di solito di risolvere il problema del momento, però nel lungo termine mi impedisce di sapere realmente quello che sto facendo. Sicuramente mi servirebbe studiare le guide tematiche – cercherò di farlo quanto prima. Grazie 🙂

    in risposta a: Frontespizio della tesi con LaTeX #96043
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    Scusate, ci ho messo ben più di qualche giorno a causa di impegni imprevisti.

    Ecco il risultato del frontespizio con le correzioni suggerite da @OldClaudio:

    http://ge.tt/4QGzJ5r1

    Nel frattempo mi sono informato, e ho avuto conferma che l’anno scorso sono stati molto rigidi nell’imporre quel modello a tutte le tesi. Per questo motivo mi sono astenuto dal modificare il modello in maniera troppo evidente (es. per quanto riguarda i margini). Ho anche lasciato alcune delle maiuscole “sbagliate”, perché mi sembra più sicuro, almeno in un primo momento, riprodurre la scelta di maiuscole che si vede sul sito dell’Università. Tuttavia ho scritto alla segreteria per chiedere di modificare il modello di frontespizio, o almeno di distribuirlo anche in formati diversi dal .doc 🙂 Vediamo se mi rispondono.

    Tra qualche giorno penso che aprirò un thread per alcuni problemi col frontespizio della mia tesi. Preparate gli antiemetici.

    in risposta a: Frontespizio della tesi con LaTeX #96041
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    OldClaudio” post=95643
    Per aggiungere qualche lettera come nell’esempio che hai indicato, non ti serve la lingua politonica moderna né quella antica; ti basta il greco monotonico, quindi senza specificare nessun modificatore; ricordati che se usi comandi “strani” come quelli per impostare la lingua greca, i riferimenti ipertestuali (utili per versioni da usare per la lettura a schermo, ma inutili per la versione a stampa) potrebbero darti risultatati non accettabili se non ricorri a protezioni particolari. Per la verità ti basterebbero i simboli greci della matematica. Per esempio il titolo Tumor Growth Factor beta o TGF-β potrebbe venire scritto semplicemente come Tumor Growth Factor beta o TGF-$\beta$.

    Alcuni anni fa, quando mi sono avvicinato a LaTeX, avevo sperimentato varie opzioni per i simboli greci, ma non ricordo come mai ero finito proprio con quella. In ogni caso, alla luce delle nuove informazioni, sicuramente rivaluterò il mio modo di farli – usare i simboli greci della matematica mi sembra una soluzione attraente.

    OldClaudio” post=95643
    Per quel che riguarda la scrittura dei titoli e la non separazione delle brevi “paroline” qualunque grammatica italiana per adulti potrebbe essere adatta; ma, sebbene capisca che volevi riprodurre il frontespizio .doc/.pdf creato come modello dalla tua università, ti ho già segnalato che quel frontespizio è stato creato da un incompetente. Il suo modo di scrivere che rispecchia l’inglese ne è una ulteriore prova. Non saprei indicarti un testo di riferimento per due motivi 1) ora non sono a casa e resterò in vacanza fino alla fine del mese; 2) tutti i libri che ho consultato nell’arco degli anni sono a casa. Ma, ripeto, qualunque grammatica per adulti lo dovrebbe dire, sicuramente per quel che riguarda le lettere maiuscole; La non separazione delle paroline nasce dal buon senso, visto che ciascuna di quelle paroline non ha senso senza il sostantivo o la locuzione nominale che la segue. È lo stesso motivo epr il quale non si separano gli appellativi, specialmente se abbreviati dai nomi che essi accompagnano per cui si scrive [tt]prof.~Rossi[/tt] e non [tt]prof. Rossi[/tt] per evitare che un fine riga separi l’appellativo prof. dal nome Rossi.

    Giusto per evitare fraintendimenti: leggo questo forum da anni. Io non ho alcun dubbio che tu abbia ragione. Il problema è che in pratica io mi dovrò scontrare con rappresentanti della burocrazia universitaria che di queste norme non sanno assolutamente niente, e probabilmente non vogliono saperne niente. È già successo in passato, seppure in ambiti diversi – riesco a immaginarmi nitidamente scene in cui spiego pazientemente ad una impiegata di qualche front office che è scorretto scrivere Scuola di Scienze della Salute Umana come è scritto lì, e quella mi risponde che non ne sa niente, non può farci niente, che nel modello è scritto così e io devo seguire quello. Nella mia esperienza, queste persone sono impervie al ragionamento. E da una parte non posso dar loro torto, visto che il modello per il frontespizio è stato probabilmente imposto da Qualcuno burocraticamente più in alto e non ritengono di avere l’autorità di contestare quella decisione.

    Tutto questo per dire che se voglio proporre un modello diverso con l’ambizione che il mio sia più corretto, dovrò prevedibilmente motivare le mie scelte. Chiedevo delle fonti per questo, non perché non mi fidi io. E anche così, è molto probabile che mi dicano di adeguarmi al modello che è lì e stop. La cosa ancora più probabile è che mi ignorino totalmente.

    OldClaudio” post=95643
    Ho controllato e l’Iwona contiene davvero il maiuscoletto. ma nel tuo file .tex hei messo`\begin{Huge}
    {\sc \bf
    \hspace{3cm}\noindent Titolo della

    \medskip

    \hspace{3cm}\noindent Tesi di Laurea
    }
    \end{Huge}`
    Ma come vedi nel risultato della tua composizione il Titolo della tesi risulta composto in maiuscolo/minuscolo, non in maiuscoletto. Il motivo di questo comportamento è che hai usato i vecchi comandi per i font, i quali sono conservati nelle classi standard per compatibilità con il passato, ma nel passato ognuno di questi comandi faceva un bel reset delle caratteristiche dei font e poi selezionava quando richiesto dal comando; i nuovi comandi non eseguono il reset, quindi cambiano solo la caratteristica specificata dal comando; se lasci e ivecchi comandi e scrivi [tt]\bf\sc[/tt] al posto di [tt]\sc\bf[/tt] noterai una notevole differenza, mentre se scrivi in qualunque oridne [tt]\scshaoe\bfseries[[/tt] scambiare di posto i comandi non modifica il risultato. Comunque ti ringrazio di avermi fatto notare che conosco poco gli Iwona.

    Ho capito; sono stato poco attento a questo aspetto. Grazie per la spiegazione. Per ridurre la mia ignoranza, ho anche cercato su google e ho trovato questo; metto il link per chi dovesse capitare su questo thread non sapendone niente come me.

    OldClaudio” post=95643
    Usa per il frontespizio le stesse impostazioni del testo; per avere la prima riga che sporga fuori di margini di 25mm, usa le scatole \makebox come matrioske oppure usa i comandi \put dell’ambiente picture nativo di LaTeX e puoi mettere qualunque cosa in qualunque posto sulla pagina. Vedi Il LaTeX Reference Manual commentato fra le guide tematiche. Guarda che margini di 25 mm sono assolutamente normali, non sono affatto esagerati; I margini vanno scelti in base alla giustezza del testo e al corpo del font usato; Vedi la guida tematica sul layout della pagina. Ci sono motivi precisi per avere sulla carta A4 margini così “grandi”; spostando la gabbia di 10mm per la rilegatura (tro[[i 10mm a meno che la rilegatura della tesi non sia fatta con viti passanti…) togliendo quindi 60mm dai 210mm della larghezza della carta, spostando la gabbia di 10mm, resta una giustezza di 150 mm, che di solito è ritenuta grande rispetto a qualunque font non così grande come quelli che si usano nei libri di prima elementare. La classe book usa una giustezza attorno ai 130 mm, quindi con margini ancora più grandi.

    Se poi ti hanno fissato un avanzamento di riga grande, questo in qualche maniera mitiga la giustezza troppo grande. Ma il disegno della pagina è proprio quello che imposterebbe una persona che usa Word o Writer e ha poche o nessuna informazione sulla composizione tipografica. Anche con Wor o con Writer si possono fare le cose bene, ma bisogna conoscere un po’ di teoria relativa alla composizione tipografica.

    Ci lavoro un po’, poi posto il risultato.

    (Potrebbe passare qualche giorno)

    in risposta a: Frontespizio della tesi con LaTeX #96039
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    cfiandra
    Probabilmente sul sito c’è una versione vecchia (troppo). Se la scarichi dal sito di Lorenzo trovi la versione 2012, ma gli autori stanno lavorando sulla versione 2014.

    Non mi riferivo all’Arte di scrivere con LaTeX, ma all’Arte di scrivere *in greco* con LateX. Comunque non volevo criticare la guida, volevo solo portare l’attenzione su questa cosa, in caso Lorenzo desiderasse aggiornare quella guida.

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