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9 Luglio 2007 alle 16:37 in risposta a: [OK]Capoverso con spaziatura arbitraria-Pacchetto Toptesi #15899::
No, non ho usato `\raggedbottom`.Ho capito la spiegazione di Enrico, ed ora mi spiego perchè in alcune pagine succede quell’evento che a me sembrava casuale (tutto sembra un caso, quando non se ne conoscono le cause…).
Mi chiedo però se esiste un comando per imporre sempre una spaziatura uguale, ed al limite una riga in meno o in più nella pagina se necessario, senza però andare a ridistribuire i pt in eccesso qualora da qualche altra parte vi sia una formula leggermente più sporgente. Oppure, la spaziatura non risulterà comunque sgradevole a qualcuno che capisca un minimo di tipografia?(cioè, non io…)
9 Luglio 2007 alle 15:51 in risposta a: [OK]Capoverso con spaziatura arbitraria-Pacchetto Toptesi #15897::Esempio minimo?
`
\subsection{Scambiatore di calore}Effettuata la scelta delle fonti di calore (trattata nel paragrafo~\ref{parsorgcalore}), si procede allo studio dello scambiatore più idoneo. Si deve tener presente che, qualora si scelga di estrarre calore dai gas di scarico, è opportuno che questi attraversino comunque prima il catalizzatore ed eventuale DPF\footnote{Filtro antiparticolato, generalmente impiegato sui motori Diesel per ridurre l'emissione di particelle sottili.}, in quanto l'efficienza di questi dispositivi nell'abbattimento delle emissioni inquinanti decade rapidamente con la temperatura.
\begin{figure}
\centering
\includegraphics[height=0.55\textwidth]{Immagini/figscambiatore}
\caption{Scambiatore di calore con catalizzatore integrato}
\label{figscambiatore}
\end{figure}In~\cite{3} viene descritto un innovativo scambiatore che consente di integrare in esso il catalizzatore, consentendo dunque di usufruire di una maggior temperatura dei gas di scarico. Come visibile in figura~\ref{figscambiatore} il fluido attraversa una serpentina e scambia calore attraverso le piastre allettate sulle quali scorrono i gas di scarico. Sulle alette è disposta anche la sostanza catalizzante (metalli nobili dispersi in una base di materiale ceramico), e dunque si riesce a combinare le due azioni. Tale applicazione è però per ora solo ad un livello di studio, in quanto per le più prossime applicazioni in campo industriale si ha l'esigenza di adottare componenti in gran parte standard.
Un ulteriore criticità è data dal dover limitare i valori di contropressione allo scarico, che potrebbero inficiare il rendimento del motore a CI rendendo vano il recupero di energia allo scarico a causa di un comunque maggior consumo qualora l'effetto della contropressione prevalesse.
`Il “fattaccio” avviene nel capoverso centrale ](In \cite{3} viene descritto…), ma non saprei se accade anche eliminando tutto quello che c’è prima e dopo, e non ho a disposizione latex per provare. Ulteriori chiarimenti sono visibili in figura
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Non sono molto pratico dei pacchetti latex per disegnare schemi a blocchi e affini, ma ho sempre utilizzato come alternativa dei disegni in Autocad, che si possono facilmente esportare in EPS e sono già vettoriali, dunque non si sgranano.Oppure, molto più semplicemnte, faccio lo schema in Powerpoint con dimensioni a tutta pagina, e poi lo esporto. Se non si ingrandisce troppo, il risultato è ancora accettabile. Ma mi sa che questa seconda soluzione verrà rapidamente silurata da molti utenti del forum…
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Vorrei aggiungere, anche se non riguarda espressamente lo scopo di cui si sta parlando qui, che una volta ho usato una dispensa di fisica tecnica in cui ogni riferimento al testo era linkato.
Fin qui, tutto normale. Il bello era però che, dopo aver visto quella figura o formula o link qualsiasi, cliccando sopra il punto di arrivo si tornava al punto di partenza!
Inoltre, se una figura aveva un riferimento in due punti diversi del testo, cliccandovi sopra si tornava esattamente al punto da cui vi si era arrivati, e non all’altro.Mi son sempre chiesto come si facesse, magari studiando questo pacchetto troverò la risposta.
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`Seconda soluzione:
Codice:
\makeatletter
\DeclareTextFontCommand{\@smallRoman}{%
\check@mathfonts\fontsize\sf@size\z@\math@fontsfalse\selectfont}
\def\@roman#1{\@smallRoman{\expandafter\@slowromancap\romannumeral #1@}}
\makeatother
`Adotto tale soluzione, inserendola direttamente nel preambolo come mi è stato suggerito, dopo aver caricato tutti gli altri pacchetti. Funziona egregiamente, fino a quando non decido di usare anche il pacchetto hyperref, che mi genera una marea dei seguenti errori:
`! Paragraph ended before \def was complete.
\par
l.1 \frontespizioI suspect you've forgotten a `}', causing me to apply this
control sequence to too much text. How can we recover?
My plan is to forget the whole thing and hope for the best.Runaway argument?
! Paragraph ended before \def was complete.
\par
l.1 \frontespizioI suspect you've forgotten a `}', causing me to apply this
control sequence to too much text. How can we recover?
My plan is to forget the whole thing and hope for the best.Runaway argument?
! Paragraph ended before \def was complete.
\par `Non riesco proprio a capire cos’è che non va.
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Ho notato che lo stesso errore capita anche a Cesare Beccari, addirittura nella documentazione di toptesi stesso.
E’ dunque un baco del pacchetto. A lui però usa perlomeno i numeri romani maiuscoli sempre, mentre a me nell’indice usa come ho già detto i,ii,iii ecc.A questo punto,accertato che dipende dal pacchetto, qualcuno sa come risolverlo?
Grazie
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Si, avevo letto quella guida.
Rileggendola ora però noto che dice:Quindi, se si apre un nuovo discorso si deve cominciare un nuovo capoverso, o altrimenti bisogna solamente andare a capo.
Ma allora è lecito andare a capo usando \\,all’interno dello stesso capoverso, o sarebbe preferibile usare solo una riga vuota quando il capoverso è effettivamente concluso?
::Beh, più o meno! 😀
Hai ragione, il mio riassunto era un po’ troppo riassunto.
Aggiungo una variante al mio comando precedente:
`\usepackage[colorlinks=true, linkcolor=black, citecolor=black]{hyperref}`
In questo modo tutto dovrebbe risultare come se non si usasse affatto il pacchetto hyperref (cosa per me necessaria in quanto sto scrivendo una tesi che dunque ha già uno stile imposto) tranne che per la struttura ad albero visibile nei segnalibri. Giusto?
Il pacchetto che tu mi consigli è decisamente gradevole, ma non adatto alle mie esigenze per quanto prima ho esposto.
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Grazie per l’aiuto.Riassuntino:
Lorenzo consiglia l’uso di classicthesis, scaricabile presso il CTANIo ho preferito risolvere semplicemente con:
`\usepackage[colorlinks=true, linkcolor=black]{hyperref}`
che fa si che tutti i link prima riquadrati ora non hanno più il riquadro e compaiono neri.
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