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Lo sospettavo… Grazie mille! Alle volte l’ho vista nei libri, e per emulazione ho pensato che potevo farla anche io “sembra” a sentimento più elegante (anche se posso avere dei gusti pessimi, sicuramente poco pratici!), ma magari ci sono altri motivi per cui qualcuno la fa (forse una numerazione separata per certi elementi particolari…). Grazie ancora 🙂
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Domanda: ma se uno ha tante, tantissime tabelle e volesse utilizzare i numeri romani… come fa? O meglio, io ho notato che vi sono dei problemi nella ToC, in quanto la spaziatura è evidentemente per numeri arabi… Devo rassegnarmi?Esempio (è lungo, sono semplicemente tante tabelle):
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\documentclass[11pt, a4paper, twoside, openright,]{book}
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\renewcommand{\thetable}{\Roman{table}}
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\captionsetup{margin=10pt,font=footnotesize,labelfont=bf,format=hang}
\captionsetup[table]{position=top}\begin{document}
\begin{table}[!hp]
\caption{bla}
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::OldClaudio” post=108124 @Jager, ho rivistoil messaggio dove diccevi che cliccando inavvertitamente la tastiera si ripresentava la schermata PDF, ecc,ecc.
La sincronizzazione del file sorgente con il file composto quando si compila con pdflatex, ottenendo in uscita un file PDF, era recente una decina di anni fa. Ora gli shell editor moderni PDF. Ma che sia il visualizzatore integrato all’editor (come nel tuo TeXstudio) non c’è mai bisogno di chiudere la schermata PDF.
ALmeno non c’è questa necessità se la macchina su cui si lavora ha abbastanza RAM; di solito oggi tutti i PC di ogni marca vengono venduto con na RAM di almeno 4GiB; in offerte stracciate è possibile che vengano venduti apparecchi riciclati con RAm molto più modeste, assolutamente insufficienti per lavorare in modo conveniente con i sistemi operativi moderni.
Se questo è il tuo caso, cerca di rivolgerti a chi può metterci le mani dentro ed installa altri moduli di memoria. Io lavoro con 16GiB e non ho problemi. Probabilmente anche 8GiB sono sufficienti. Comunque più RAM hai, meno problemi hai.Le righe magiche; dài, ogni guida presente in questo sito ne parla. Che io sappia i più diffusi Editor che sanno interpretarle sono TeXShop (solo per Mac; questo programma le ha inventate per primo); TeXworks e TeXstudio, forse anche Teamaker (ma non lo uso, quindi sono male informato); un paio di shell editor per Mac, poco diffusi. Anche l’onnipotente emacs con il plugin auctex ne può usare, ma con una sintassi diversa.
Nella guida tematica sulle codifiche presente nella sezione Documentazione/Guide tematiche di questo sito, se ne parla diffusamente perché sono essenziali per un buon funzionamento dello shell editor.
Esiste anche uno script arara, facente parte almeno della distribuzione TeX Live, che usa altre sue righe magiche nel preambolo del documento, righe magiche che permettono di fare ben di più di semplici auto configurazioni dell’editor, ma anche di svolgere sequenze di operazioni che interessano la compilazione stessa. Ci sono persone che non potrebbero vivere senza le funzionalità di arara.
Infine, dici che hai analizzato al documentazione su CTAN. Perché? Tutti i documenti che trovi su CTAN sono già nel tuo disco fisso e non hai nessun bisogno di intasare la rete, rallentando la tua lettura, quando hai già tutto a bordo. Basta che tu apra un terminale e che ci scriva dentro il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto che ti interessa, così che quando esegui il comando premendo il tasto invio, ti si pare una finestra nella quale leggi direttamente la documentazione anche quando non sei in rete.
Il mio portatile ha ben 8gb e un i7 quadcore e di recente ho pure montato un ssd aggiuntivo rendendolo il principale tramite la clonazione del disco, quindi non penso che abbia problemi hardware di qualsiasi sorta (purtroppo mi tocca usare configurazioni hw abbastanza elevate per effettuare certe cose, non potendo utilizzare un fisso)… Io penso sia un problema del visualizzatore per il seguente motivo, e cioè se diminuisco il numero di immagini non ho alcun problema, ed inoltre se imposto la visualizzazione esterna e non embed non ho di nuovo alcun problema. Il file pdf per ora si aggira sui 74mb, tutto dovuto alle immagini raster che ho singolarmente scalato a dimensioni tipo 16x12cm a 300dpi su photoshop, ed ogni immagine occupa massimo 1-2 mb anziché i 4-6 originali (è documentazione fotografica del caso di studio).
Per le righe magiche approfondirò sicuramente, ma mi sembra che siano cose simili alle opzioni di configurazione interne a TeXstudio, solo messe nel file di testo, ma devo studiare e capire! 🙂 Io ho iniziato studiando la bellissima guida di Pantieri, ma non mi sembra di averle trovate… ora prenderò anche le guide di qua 🙂
In generale approfondivo su CTAN (scaricandomi la documentazione per comodità) perché non sapevo, ma proprio in questi giorni ho visto che ho tutta la documentazione ce l’ho già di mio… eh!
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Per quanto riguarda la compilazione parziale, mi sono risposto da solo: non si tratta di compilazione parziale ma di far rivedere velocemente il punto in cui stiamo scrivendo com’era l’ultima volta che lo abbiamo compilato, e si fa con Ctrl + click (anche quando si è chiuso il viewer di anteprima)
::OldClaudio” post=108066 @Jager, purtroppo se un file sparice dal disco o viene corrotto per qualche motivo che non si riesce a capire, non c’è altro da fare se non riscrivere l’intero capitolo che hai perso.
Anch’io ho provato ad aprire i file che avevi allegato e che ammontava a circa 50 KiB e conteneva solo degli zeri.Non so come Win10 salvi i file su disco, ma una volta mi era successo di perdere dei file e di recuperarli, perché erano ancora sul disco ma li avevo stati cancellati per sbaglio. Allora c’era NTFS che permetteva una certa dose di recupero della versione precedente mediante i soliti word processor, prima ancore c’erano la FAT16 e la FAT32 che invece di cancellare mettevano un punto interrogativo al posto della prima lettera del nome del file; non erano proprio cancellati, ma non erano più accessibili e diventavano spazio disco utilizzabile per altri scopi; allora di tanto in tanto era anche necessario compattare il disco in modo da diminuire il frazionamento dei fai in settori discontinui del disco. Con i dischetti di Norton Doctor era possibile leggere i dischi settore per settore ef eventualmente si riuscivano a ritrovare i settori di quei file “cancellati”; rimettendo la lettera iniziale al suo valore nel nome del file, il file risultava completamente recuperato, sempre che nel frattempo i suoi settori non fossero stati nel frattempo occupati da altro materiale, magari a causa di una deframmentazione eseguita sul disco.
Oggi i sistemi operativi provvedono alla garbage collection in modo autonomo, per cui quando un file vien cancellato, è sostanzialmente perso perché il suo spazio viene occupato da altro materiale.
Piuttosto nel tuo ultimo messaggio sono rimasto colpito dal numero di pacchetti che carici. Parto dal presupposto che tu sappia che cosa fa ciscun pacchetto e che quindi tu l’abba caricato a ragion veduta; comunque ci sono alcuni errori, alcuni grossolani, come per esempio quello di NON caricare hyperref per ultimo, perché caricato a metà può succedere che gli hyperlink non funzionino. Ma ci sono altri pacchetti che vengono sconsigliati vivamente in tutte le guide disponibili, per esempio type1ec; ce ne sono altri che sono già caricati da altri pacchetti (amsfonts è già caricato da amssymb), eccetera. Evidentemente al lettura della documentazione non è il tuo forte, oppure ti sfuggono delle raccomandazioni molto importanti.
Non dico che la perdita del file dipenda dai pacchetti inutili o sbagliati, ma quando si vede un preambolo di quel genere vengono dei sospetti.
Coraggio, non perderti d’animo.
Concordo, oramai mi sono rassegnato a riscrivere il capitolo…
Per quanto riguarda i pacchetti, specie l’ordinamento: è frutto di una stratificazione delle mie conoscenze di LaTeX! Ora mi sono abituato a leggere la documentazione direttamente su CTAN (alle volte mastodontica, mi ricordo pgfplots per ottenere il grafico come volevo io l’ho dovuto spulciare bene), ma non ho sempre fatto così: alle volte, affascinato magari da cose grafiche mi sono lasciato prendere la mano (es: type1ec) e ho banalmente copiato/incollato l’uso di alcuni pacchetti, senza capirli veramente (vedi amsfonts e amssymb). Ora è un po’ diverso, e sto capendo di più i singoli pacchetti, ma non ho mai fatto una grande pulizia a dir la verità, e infatti agli occhi di qualcuno esperto penso faccia un po’ rabbrividire… Comunque che la maggior parte dei pacchetti la uso in maniera abbastanza estesa, in quanto essendo una tesi di ingegneria ho molta varietà in quello che devo riportare…. Anche se rileggendo bene, ad esempio ltxtable era frutto di un esperimento fallito (tabella su due colonne che continua per più pagine), risolto organizzando in maniera diversa i dati.
::robitex” post=107947
Uso TexStudio, aggiornato se non sbaglio settimana scorsa, sotto Windows 10…
Purtroppo mi sono trovato con TexStudio a dover risolvere alcune grane proprio per la gestione dei file: ad esempio, se compilo tutto il documento e mi viene visualizzata l’anteprima del pdf, per ricompilare devo chiuderer l’anteprima perché sennò crasha… Lo fa penso per le dimensioni del pdf, causate dalle numerose immagini (già scalate e ridotte una a una). In questo senso il comando \input è fondamentale, in quanto così quando lavoro su un pezzo, escludo gli altri e poi li reincludo riscrivendo \input e così il problema non si pone.
Questo è il primo problema assoluto che ho con LaTeX, che di solito anche crashando non mi dava alcun problema ai sorgente. Che sia sparito tutto, senza nemmeno segnalarmelo, è una cosa che proprio non riesco a capire…
Inizierò subito a lavorare di nuovo in cloud (ho l’abitudine, ma per pigrizia nell’ultimo mese non l’ho fatto, in quanto dovevo spostare tutto)… Con dropbox che mi mantiene anche le versioni precedenti dei file. E ogni tanto mi invierò i .tex per email a me stesso.
A parte il fatto che con TeX Studio puoi compilare (lanciare la compilazione) senza che poi venga aperto il pdf, io ho la tua stessa configurazione: TeXStudio in win10 o in Linux. Non mi ricordo alcun crash da parte dell’editor.
Prova a cambiare editor. Non si devo assolutamente soffrire di questi problemi.
TeX works per esempio, dovrebbe essere già installato se hai TeX Live.
Altra domanda: usi le righe magiche? Tipo:
`% !TeX program = pdflatex`Puoi postare le prime righe del sorgente?
E magari anche l’elenco dei pacchetti che usi?
R.Purtroppo è stata una cosa improvvisa, ci penserò a cambiare editor: nei prossimi giorni esplorerò un po’ TexWorks che sì, è già installato.
Come si può compilare senza aprire il pdf? Anzi, a proposito: alle volte cliccando sulla tastiera per sbaglio, è successo come se TeXstudio mi visualizzasse (compilata) la parte su cui stavo lavorando, vedendo immediatamente l’effetto grafico. C’è un comando apposta? In quanto non riesco a rifarlo, se non per puro caso appunto…
Non uso le righe magiche…. Anzi ammetto la mia ignoranza, non le avevo proprio mai sentite!
Ecco le prime righe del sorgente, con i pacchetti (non so come postarle meglio, tipo in un riquadro…)
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\documentclass[11pt, a4paper, twoside, openright,]{book}\usepackage{geometry}
\usepackage{type1ec}
\usepackage[T1]{fontenc}
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\usepackage{placeins}
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\usepackage{guit}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[babel]{csquotes}
\usepackage{amsmath,varwidth}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{hyperref}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{colortbl}
\usepackage{siunitx}
\usepackage[errorshow]{longtable}
\usepackage{ltxtable}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{epstopdf}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage{tikz}
\usepackage{emptypage}
\usepackage{pgfmath}
\usepackage{pgfplots}
\usepackage{setspace}
\usepackage{epigraph}
\usepackage{indentfirst}
\usepackage[nottoc]{tocbibind}
\usepackage{chngcntr}
\usepackage{caption}
\usepackage{subfig}
\usepackage{float}
\usepackage{multirow}
\usepackage{rotating}
\usepackage{array}
\usepackage[backend=biber]{biblatex}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{footnote}`frix” post=107976Non entro nel problema della sparizione perché non saprei dire nulla e prima di me ti hanno risposto altri più competenti.
Premesso che non uso windows ho provato a cercare velocemente sul web un’alternativa per windows a Time Machine che sul mac è in dotazione e consente di predisporre una copia delle versioni dei files e dei folders che ti interessano; ad es. la cartella documenti dove salvi i tuoi lavorl
Questo ti consente di ritornare “indietro nel tempo£ fino alla versione antecedente al verificarsi del problema; evitando di perdere il lavoro.Se non ti piace l’idea, che presuppone l’acquisto o l’uso di un disco esterno, in alternativa ci sarebbe l’utilizzo di sistemi di versioning quali ad esempio:
Leggendo questa guida, anche se non recente, si impara assai:
Grazie mille! Approfondirò questo materiale, ma devo anche vedere come funziona il versioning di DropBox 🙂
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Uso TexStudio, aggiornato se non sbaglio settimana scorsa, sotto Windows 10…Purtroppo mi sono trovato con TexStudio a dover risolvere alcune grane proprio per la gestione dei file: ad esempio, se compilo tutto il documento e mi viene visualizzata l’anteprima del pdf, per ricompilare devo chiuderer l’anteprima perché sennò crasha… Lo fa penso per le dimensioni del pdf, causate dalle numerose immagini (già scalate e ridotte una a una). In questo senso il comando \input è fondamentale, in quanto così quando lavoro su un pezzo, escludo gli altri e poi li reincludo riscrivendo \input e così il problema non si pone.
Questo è il primo problema assoluto che ho con LaTeX, che di solito anche crashando non mi dava alcun problema ai sorgente. Che sia sparito tutto, senza nemmeno segnalarmelo, è una cosa che proprio non riesco a capire…
Inizierò subito a lavorare di nuovo in cloud (ho l’abitudine, ma per pigrizia nell’ultimo mese non l’ho fatto, in quanto dovevo spostare tutto)… Con dropbox che mi mantiene anche le versioni precedenti dei file. E ogni tanto mi invierò i .tex per email a me stesso.
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