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lorenzo.pantieri” post=7379418. Nel penultimo grafico a pag. 17 la y va ruotata. Quindi non è vero che in un grafico 3D la y non pone mai problemi.
Perché alla fin fine quello è un grafico bidimensionale. Piuttosto mi meraviglio che nel successivo la z non sia ruotata. A meno che non l’abbia ruotata Tommaso “di nascosto”… 😉
Se fate la modifica da te proposta al punto 6, ricordatevi anche di correggere l’esempio specifico in [-2pi,2pi]x[-2pi,2pi] (ora c’è solo un segmento).
Ciao
P.S.: Nooooooo! I colori no! Mi piacevano tanto 🙁
::lorenzo.pantieri” post=73792Mi hai convinto. Ti dispiacerebbe, allora, mandarmi un file bessel.txt con un campionamento più fine di quello che usato nell’articolo?
Le cose non sono così semplici perché pgfplots calcola i valori della funzione in corrispondenza dei nodi della rete, perciò più punti uguale rete più fitta (a meno di non escluderne il disegno). Al contrario, Mathematica ha un comando per la rete (Mesh) ed uno per i punti (PlotPoints), perciò si possono aumentare i nodi senza intrecciare troppo la rete. Non so se pgfplots abbia un comando separato per la rete. Una soluzione casereccia potrebbe essere quella di sovrapporre un grafico surf senza rete ad una mesh pura. Ma a quel punto, non è più semplice ruotare il grafico per nascondere il difetto?
Ciao
Edit: Dal manuale di pgfplots a pag. 314 (par. 5.6.4) mi sembra di capire che la soluzione suggerita è proprio quella casereccia.
::lorenzo.pantieri” post=73790Mi hanno fatto notare un piccolo difetto nel grafico della funzione di Bessel (nell’angolo sinistro) che richiederebbe un intervento su view per coprirlo, ma francamente non vedo alcun difetto: se avete commenti in proposito, sono qui.
Il difetto c’è e si vede. Se vuoi confrontare, ma non ce ne sarebbe bisogno, prova in Mathematica con:
`Plot3D[BesselJ[x, 3 y], {x, 0, 3}, {y, 0, 3}, Mesh -> 30, PlotPoints -> 100]`
Ciao
::maumau” post=73781grafici “scattered” (che non so assolutamente come rendere decentemente in italiano).
Grafici di dispersione.
Ho già segnalato privatamente agli autori (che mi avevano mandato una copia via email) che solo il terzo punto è pertinente con il paragrafo dedicato alle superfici.
Ciao
::fedex03″ post=73673La tesi triennale l ho scritta con word e ho perso una marea di tempo quando all ultimo mi facevano aggiungere un’immagine e io dovevo rinominare tutte! e cose simili..
[OT]
Perché hai sottovalutato Word. Hai deciso di dedicare tempo ad imparare LaTeX (benissimo), ma non hai dedicato lo stesso tempo all’altro programma. Anche Word ha le didascalie automatiche, i riferimenti incrociati, gli stili dei titoli, gli indici automatici, i numeri di pagina, le intestazioni e compagnia bella. Il fatto è che per la maggior parte delle persone Word equivale ad una specie di macchina da scrivere: metto il foglio, scrivo, vado a capo. Devo scrivere un titolo? Imposto il grassetto, scrivo, una bella riga vuota e vado con il testo.
Se la tua professoressa è contraria a LaTeX, io ci penserei bene, perché
1) ha il coltello dalla parte del manico
2) potrebbe chiederti comunque di rifare tutto il lavoroA me è capitata la seconda, ma siccome avevo detto chiaramente che avrei usato LaTeX e aveva inizialmente detto che le andava bene, anche se non capiva la scelta, non ha potuto insistere quando ho spiegato che era troppo complicato perché bisognava riscrivere tutto e ha detto che avrebbe fatto fare il lavoro ad un suo assistente. Nel tuo caso, potrebbe dirti “ti avevo avvertito”.
[/OT]
Ciao
::OldClaudio” post=73695perché secondo me non si accorda con quanto scritto ne raffigurato nelle pagine 199 e 200 del mauale di pgfplots.
Perché dici così? Temo di non aver capito.
OldClaudio” post=73695Non si accorda nemmeno con la definizione di azimut(h) che rappresenta una rotazione in senso orario (almeno in astronomia).
Nei sistemi di riferimento polare, cilindrico e sferico, l’anomalia (o corrispondente) è sempre definita convenzionalmente con una rotazione antioraria a partire dall’asse polare e viene anche chiamata (pure in Italia) azimut. Questa è la convenzione seguita dall’autore di pgfplots, che a sua volta ha seguito quella degli sviluppatori di MATLAB (per sua ammissione). In altri campi la tua osservazione trova fondamento. Ad esempio nel puntamento delle antenne l’asse polare è il nord geografico e la rotazione è oraria.
OldClaudio” post=73695Molto minimalista ma anche molto chiaro; i codici per rappresentali sono già lì nella pagina 200.
Non sono sicuro che sia molto chiaro. Io stesso, avendo in mente il sistema di coordinate sferico definito nelle norme ISO, ho inizialmente avuto difficoltà a capire che l’asse polare, nella rotazione intorno all’asse z, è l’opposto dell’asse y (-y, e non l’asse x). Questo nel manuale non è scritto e si può capire solo guardando più figure. Secondo me un disegno con gli angoli tracciati esplicitamente è molto più chiaro. Se la pensate diversamente, nell’articolo ci sono già esempi a sufficienza per capire (non istantaneamente) cosa si intende per azimut ed elevazione, perciò non vedo il motivo per sostituirli.
Ciao
::Marco87″ post=73675Io non parlerei di “errore”.
Infatti io ho parlato di “effetto” 😛
Scherzi a parte, nelle assonometrie non è infrequente utilizzare delle scalature indipendenti degli assi per correggere un effetto ottico che risulta sgradevole (pensa all’assonometria cavaliera).Marco87″ post=73675Altra cosa: ho cercato nella documentazione del pacchetto [tt]tikz-3dplot[/tt] la parola “clip”, e non ho trovato alcuna corrispondenza. Questo è un segnale che non mi piace. Credete che sia impossibile rifare il disegno con i normali comandi di [tt]TikZ?[/tt]
Perché non si possono usare anche tutti i comandi di TikZ con quel pacchetto?
Non è impossibile rifare il disegno, ma è molto laborioso.Ciao
::Marco87″ post=73654Per gli archi: ha fatto tutto [tt]TikZ,[/tt] è colpa sua! 😀 No, a parte gli scherzi, non so perché li faccia così. Vedrò di cambiare anche questo.
E’ un effetto ottico dovuto alle proporzioni prospettiche. Mi sembra di aver capito che purtroppo in quel pacchetto non c’è la possibilità di scalare in maniera indipendente i tre assi coordinati e, d’altra parte, il comando per l’arco credo che disegni solo archi circolari (non ellittici), perciò la vedo dura da correggere.
Piccola nota: quel pacchetto – che non conoscevo – è terribile! Nel capire la maniera di ruotare correttamente il sistema di riferimento, mi è venuto il mal di testa. La sintassi è complicata. Peccato, perché sarebbe potuta essere un’ottima estensione per TikZ, ma così com’è non mi sembra attraente.
Buona serata
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L’esempio della superficie per punti lo inserirei solo per introdurre il formato del file esterno con un esempio pratico senza doverlo spiegare a parole. Se dovessi scrivere le coordinate sulla stessa riga, non lo inserirei. Diciamoci la verità: chi si metterebbe ad inserire a mano le coordinate di una superficie un minimo complessa? Forse a questo punto è meglio riportare la matrice simbolica della quale abbiamo già parlato.Lo so che la piramide è bruttina, ma cercavo un esempio con al massimo 3×3 punti. Le uniche alternative decenti mi sembrano lo spiovente e il complementare (lo scavo).
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@Lorenzo, lo scopo della piramide era quello di far vedere che le terne devono andare ognuna su una riga diversa (anche se non è necessario), devono essere “monotone” e con una riga bianca di separazione, in modo da introdurre nel capitolo 4 la frase che ho citato in precedenza. Si può cambiare, ma se mettete le terne sulla stessa riga, poi si genera confusione con quello che dite per il file.
@Marco, io colorerei l’azimut di rosa e l’elevazione di celeste. Solo i lati degli angoli devono essere neri (non il segmento verticale dell’elevazione), perché il punto di vista è all’infinito. Per l’occhio penso che bisogna applicare una correzione prospettica, ma poi la vediamo con calma. Al massimo si può utilizzare il simbolo \eye (vedi manuale dei simboli). Il resto te lo dico quando ho più calma.Ciao
P.S. Perché gli archi orientati non sono circolari? Venivano male?
::lorenzo.pantieri” post=73606(che devono essere in un formato opportuno, si veda la documentazione).
Io il rimando al manuale lo inserirei direttamente nel capitolo 4, perché in generale quello che si dice è sufficiente. Oppure inserirei nel cap. 4 la matrice di cui parla @Marco87.
Per essere ancora più chiari, cambierei il cap. 3 in “Curve e superfici date per coordinate”, e aggiungerei un esempio minimo di superficie per coordinate (la piramide, esempio migliorabile):
`\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\begin{axis} [view={135}{30}]
\addplot3 [surf, z buffer=sort, colormap/cool] coordinates {
(0,0,0)
(0,1,0)
(0,2,0)(1,0,0)
(1,1,1)
(1,2,0)(2,0,0)
(2,1,0)
(2,2,0)};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\end{document}`
e nel cap. 4 spiegherei solo che le terne vanno espresse come indicato nella sezione dedicata ai file esterni del par. 1.2.2.
Piuttosto, forse riguardo a [tt]view[/tt] si potrebbe realizzare in TikZ un disegno come quello dell’help di MATLAB, per spiegare graficamente cosa sono azimut ed elevazione.Sono d’accordo con Tommaso di attendere qualche giorno, perché in questo periodo ho molto da fare e vorrei rileggermi l’articolo con più attenzione, per evitare di sollevare alla prossima versione osservazioni che si sarebbero potute sollevare già ora.
Ciao
::lorenzo.pantieri” post=73582Sì, bisogna essere precisi, e dire che se si vuole usare la superistruzione “file” bisogna dare in pasto a pgfplots un file formato da coppie o terne di valori, e bisogna dire bene (occhio che non sono sicuro) che alla fine di ogni coppia o terna ci va un “a capo”. Insomma, bisogna spiegare bene il formato che pgfplots richiede per il file.
Nel file allegato in precedenza ho scritto “Una sequenza di coppie di valori separati da almeno uno spazio, disposte su più righe“. Credo che sia abbastanza chiaro, a patto che si capisca che ogni riga deve contenere una diversa coppia ordinata (e non ne sono sicuro). E’ chiaro che tra una riga e l’altra bisogna andare a capo, ma della corretta procedura si occupa più o meno automaticamente il software che genera i valori. In Mathematica è tutto automatico, in MATLAB bisogna specificare il new line [tt]\n[/tt] (vedi codice riportato in precedenza). Insomma: non ci interessa come, ma bisogna andare a capo.
La mia osservazione è stata colta dall’intervento di @maumau e riguarda la forma del file di dati esclusivamente nel caso del grafico di superficie.
In maniera colloquiale possiamo osservare che:
1) ogni riga deve contenere una terna di valori separati da uno spazio almeno
2) ad ogni valore di x devono essere associati tutti i possibili valori di y prima di poter passare al valore successivo
3) ogni cambio del valore di x deve essere preceduto da una riga vuota
4) la variabilità dei valori di x ed y deve essere strettamente monotona (non importa se crescente o decrescente) e deve essere sempre la stessa (non come trama e ordito)Cioè, se m ed n sono i campioni nelle due direzioni deve essere sempre
`x_1y_2>…>y_n oppure
x_1>x_2>…>x_m e y_1x_2>…>x_m e y_1>y_2>…>y_n`
E si scriverà:
`x_1 y_1 z_1
x_1 y_2 z_2
…………………..
x_1 y_n z_nx_2 y_1 z_{n+1}
x_2 y_2 z_{n+2}
…………………..
x_2 y_2 z_{2n}…………………..
…………………..
…………………..x_m y_1 z_{(m-1)n +1}
x_m y_2 z_{(m-1)n +2}
…………………..
x_m y_n z_{mn}`
Si può anche decidere di far variare prima la y e poi la x scambiando il posto delle due variabili nei punti 2) e 3) e nello schema.
Tutto questo mi sembra complicato da scrivere in due parole, però si potrebbe richiamare l’attenzione del lettore sulla sintassi particolare con un rimando al manuale (che non lo spiega così approfonditamente).Per la questione del dominio, ci penserò.
::illinguista1972″ post=73570Sì, solo la tua versione si apre a pagina 2
Hai ragione 🙁 Se la apro cliccando sul collegamento, parte da pag. 2; se invece la scarico e apro il file, parte da pag. 1. Chissà come mai 😕
Allora scusate 😳
P.S. @Lorenzo, [tt]\addplot file[/tt] ha l’opzione [tt]skip first[/tt] che permette di ignorare la prima riga qualora contenga le etichette di colonna, perciò un minimo di personalizzazione ce l’ha.
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