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extrabyte” post=111697Ho provato con il package manager, ma restituisce un “errore sconosciuto”… Domani proverò tramite update….
MiKTeX update aggiorna soltanto i pacchetti già inclusi nella distribuzione (e i file della distribuzione stessa). Perciò se un pacchetto non c’è, con update non lo puoi aggiungere. Devi ricorrere al package manager oppure installarlo manualmente come ti ha descritto OldClaudio.
::extrabyte” post=111682Ho installato la 2.8, ma ci sono errori di compilazione, come si vede dall’immagine.
Hai installato la versione base di MiKTeX? Se è così, non tutti i pacchetti sono inclusi nella distribuzione. Quelli che mancano li devi installare al volo (attivando la relativa opzione tra le impostazioni) oppure tramite il gestore dei pacchetti MiKTeX package manager.
Non credo sia un problema correlato alla versione della distribuzione. In ogni caso, subito dopo l’installazione della distribuzione ti conviene eseguire un aggiornamento tramite MiKTeX Update, per aggiornare quei pacchetti inclusi nella versione 2.8 che inevitabilmente oggi risultano obsoleti.Ciao
6 Febbraio 2017 alle 8:21 in risposta a: hyperref – valore non riconosciuto da pdfremotestartview #109289::
Questo è il contenuto estratto dal file hyperref.sty presente sul mio pc (versione 6.83q):
`\define@key{Hyp}{pdfremotestartview}{%
\ifx\\#1\\%
\def\@pdfremotestartview{/Fit}%
\else
\hypercalcbpdef\@pdfremotestartview{#1}%
\edef\@pdfremotestartview{\@pdfremotestartview}%
\Hy@Match\@pdfremotestartview{}{%
^(XYZ -?(null|\HyPat@NonNegativeReal/) %
-?(null|\HyPat@NonNegativeReal/) %
(null|\HyPat@NonNegativeReal/)|%
Fit(|B|%
(H|V|BH|BV) (null|\HyPat@NonNegativeReal/)|%
R \HyPat@NonNegativeReal/ \HyPat@NonNegativeReal/ %
\HyPat@NonNegativeReal/ \HyPat@NonNegativeReal/%
))$%
}{}{%
\Hy@Warning{%
Invalid value `\@pdfremotestartview'\MessageBreak
of `pdfremotestartview'\MessageBreak
is replaced by `Fit'%
}%
\let\@pdfremotestartview\@empty
}%
\ifx\@pdfremotestartview\@empty
\def\@pdfremotestartview{/Fit}%
\else
\edef\@pdfremotestartview{/\@pdfremotestartview}%
\fi
\fi
}`
In effetti c’è il [tt]null[/tt] ipotizzato da @letteracdp.
Mi sembra di capire che voi abbiate una versione differente…
Se sostituisco la riga incriminata con quella suggerita da @letteracdp, il problema si risolve.
Ora che si fa? Penso che la cosa migliore sia contattare Oberdiek, ma secondo me dovrebbe farlo @letteracdp, dal momento che è stato lui a trovare la posizione del bug.Grazie a entrambi,
Luigi
5 Febbraio 2017 alle 9:02 in risposta a: hyperref – valore non riconosciuto da pdfremotestartview #109285::
Per quante volte compili, ottengo sempre lo stesso warning. Io ho la versione 6.83q di hyperref.
Per scrupolo, se compili questo documento e clicchi sul collegamento, l’altro documento si apre a larghezza intera?
`\documentclass{article}
\usepackage[pdfremotestartview=FitH]{hyperref}
\begin{document}
\href{pippo.pdf}{Il documento collegato si apre a larghezza intera?}
\end{document}`Grazie
[attachment=1825]pippo.pdf[/attachment]
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Ciao a tutti. Per motivi personali non sto seguendo molto queste discussioni, perciò quello che chiedo probabilmente è stato trattato anche di recente a mia insaputa.
Ma possibile che al di là del noto articolo di Enrico non ci siano altri documenti più completi su XeLaTeX e soprattutto su LuaLaTeX?
Ogni volta che mi trovo a dover abbandonare pdflatex sono costretto a riprendere quel documento che però, essendo introduttivo, giustamente non risponde a tutte le mie domande. Peggio ancora con LuaLaTex che per me rimane qualcosa di riservato agli adepti.
Non ne parliamo della sintassi di LaTeX3. Capirla per me è impossibile.C’è qualcuno che se la sente di scrivere una guida su questi argomenti?
Grazie,Luigi
P.S.: un saluto a tutti i cari amici del forum.
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Guarda questo codice:
`\documentclass[tikz]{standalone}
\usetikzlibrary{calc}\tikzset{
ancora/.initial=,
triangolo/.pic={
\tikzset{
north east/.style={shift={($(30:1.5)!2!(0,0)$)}},
south west/.style={shift={($(210:1)!2!(0,0)$)}},
south east/.style={shift={($(-30:1)!2!(0,0)$)}}
}
\draw [\pgfkeysvalueof{/tikz/ancora}] (210:1) — (-30:1) — (30:1.5) — cycle;
}
}\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\fill [blue] (-2,0) circle (1.5pt)
(0,0) circle (1.5pt)
(2,0) circle (1.5pt);
\pic [ancora=south west] at (-2,0) {triangolo};
\pic [ancora=north east] at (0,0) {triangolo};
\pic [ancora=south east] at (2,0) {triangolo};
\end{tikzpicture}
\end{document}`
Sono state definite tre ancore corrispondenti ai vertici del triangolo ai quali sono stati (arbitrariamente) attribuiti i nomi derivati dalla rosa dei venti, come di consueto. Per semplificare il codice, è stata definita la chiave [tt]ancora[/tt] da usare tra le opzioni del pic. Quello che fa è traslare semplicemente il disegno del pic in modo tale che l’ancora indicata coincida con la sua origine e quindi con il punto dichiarato nel codice principale.
Noterai che non ho usato i nodi coordinata per definire il percorso. Questo perché, quando trasli il sistema di riferimento, i nodi non vengono spostati, quindi diversamente il codice non funzionerebbe. Questa è la soluzione più semplice, perché potresti traslare la tela (compresi i nodi) con la chiave [tt]transform canvas[/tt], ma poi dovresti ridefinire il bounding box e non è semplice.
La libreria [tt]calc[/tt] serve per calcolare l’origine del nuovo sistema di riferimento a partire dalle coordinate delle ancore, cioè i punti simmetrici delle ancore rispetto all’origine del pic. Non è indispensabile perché potresti scriverne direttamente le coordinate, ma l’ho inserita per i più “pigri”.
Quando tu scrivi
`\pic [ancora=south west] at (-2,0) {triangolo};`
l’opzione viene ignorata fino alla riga con il comando [tt]\draw[/tt]. A quel punto, tra le opzioni viene inserito il valore di [tt]ancora[/tt] cioè [tt]south west[/tt]. Ma [tt]south west[/tt] corrisponde a [tt]shift={($(210:1)!2!(0,0)$)}[/tt], quindi è come se stessi scrivendo:
`\draw [shift={($(210:1)!2!(0,0)$)}] (210:1) — (-30:1) — (30:1.5) — cycle;`
che ha l’effetto di traslare il triangolo in modo tale che il vertice sinistro cada nell’origine del pic e quindi nel punto che hai indicato nel codice.
::mattiaca” post=108070Sarebbe molto utile poter costruire una scatola di ancoraggio simile a quella dei nodi, che racchiudesse il contorno della figura così da stabilire la posizione relativa che la figura deve avere nei confronti di tutti gli altri oggetti del disegno.
Come dice @mirkom, puoi inserire il pic in un nodo. Il codice del nodo deve stare nel corpo del codice principale, non nella definizione del pic. Una cosa del genere:
`\node [opzioni, inner sep=0pt, outer sep=0pt] at (x,y) {\tikz\pic{nomepic};};`
In questo modo la “scatola” che racchiude il “contorno” della figura è un rettangolo. Puoi usare le forme di nodi già definite dal pacchetto oppure, come dice @robitex, crearne di altre.
Rimane fondamentale che la figura sia costruita all’interno del pic in maniera appropriata.Ciao
::Little” post=107896Adesso io pensavo che durante lo shell escape che tikz external compie venisse generato solo il grafico in questione, un pò come se stessi usando la classe standalone…ma leggendo il log direi che le cose non stanno così.
La mia domanda quindi è: che cosa succede durante lo shell escape di tikz external?
Viene compilata l’immagine in questione insieme a tutto il documento?
Perché mi pare veramente strano….durante la compilazione del mio file allora il documento è stato composto 50 volte (una per grafico)? Mi sembra un comportamento così illogico…Quando compili, la libreria di TikZ controlla se sono presenti i file .dpth relativi all’immagine che vuoi inserire. Se ci sono, usa il pdf relativo, altrimenti compila il grafico e lo allega. Non compila il documento tante volte quante sono le immagini. Il problema (da quello che era emerso su questo forum) è che pgfplots non svuota la memoria dopo ogni grafico, perciò anche se ci sono grafici semplicissimi, se sono tanti si può incorrere comunque nella limitazione di memoria, che è quello che è successo a te quando hai dovuto rigenerare tutti i grafici da zero.
Domanda: se compili il documento disattivando la libreria external ti dà errore comunque? Se sì, il problema non è della libreria.
::Mastrangelo” post=106661E’ possibile utilizzare il pgfstableregressionb come valore numerico e non come stringa?
Se tu la passi al motore matematico di pgfplots, la “stringa” contenuta in [tt]\pgfplotstableregressionb[/tt], viene interpretata come numero. Quindi
`\pgfmathparse{\pgfplotstableregressionb}`
usa correttamente il valore numerico. Allo stesso modo:
`\pgfmathsetmacro{\q}{exp(\pgfplotstableregressionb)}`
fa apparentemente quello che chiedi. Il problema, semmai, è nella precisione di LaTeX nel calcolare l’esponenziale, che potrebbe portare a risultati sbagliati.Ciao
::Dingo” post=105991in generale, per evitare qualsivoglia sostituzione di lettere in fase di stampa, cosa sempre in teoria possibile nel caso in cui i caratteri siano totalmente incorporati (embedded) e non come sottoinsieme (embedded subset, pare curioso, ma ai fini della stampa un sottoinsieme è più sicuro di un’incorporazione di tutto il set di caratteri perché evita al rip di stampa o a programmi di prestampa di alterare il testo), per causa dello specifico rip di stampa della singola macchina, è sempre meglio convertire in curve (o tracciati è lo stesso) i caratteri (font)
A me sembra che la situazione che descrive @andud sia diversa da quella di @Dingo.
@andud ci fa vedere che al posto della lettera O compare il numero 3. Questo secondo me non c’entra nulla col fatto che i font siano incorporati o meno. Tuttavia, non essendo esperto, invito @Dingo a riguardare le immagini allegate per assicurarmi che la soluzione da lui proposta sia pertinente.Ciao
::OldClaudio” post=104850Ho aperto tutti i file che contengono codice LaTeX nella cartella koma-script ma apparentemente nessuna contiene né \tableofcontents né qualcosa che sia un input di file generati in tempo reale durante la compilazione di un documento.
Hai ragione su tutto. Credo che la definizione di [tt]\tableofcontents[/tt] per scrbook sia ereditata da book e quindi:
`\newcommand\tableofcontents{%
\if@twocolumn
\@restonecoltrue\onecolumn
\else
\@restonecolfalse
\fi
\chapter*{\contentsname
\@mkboth{%
\MakeUppercase\contentsname}{\MakeUppercase\contentsname}}%
\@starttoc{toc}%
\if@restonecol\twocolumn\fi
}`
Ciao
::OldClaudio” post=104833quella definizione è ben nascosta fra le decine di migliaia di righe dei codici di Kohm e di Miede.
Proprio tra quelle migliaia di righe l’autore invita ad usare il pacchetto tocbasic, caricato automaticamente dalla classe e descritto nella sua guida, per modificare l’indice.
Se devo essere sincero, io non ho capito come fare quello che chiede Lorenzo. Quello che sono riuscito a fare è alzare di una riga verso il titolo il contenuto dell’indice con l’istruzione
`\AfterTOCHead{\addvspace{-\baselineskip}}`ma non è la stessa cosa.
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