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OldClaudio” post=73189In un certo senso, benché non ci sino né rette né superfici disegnate in uno scatter diagram, è un diagramma di funzione, ma i punti non vanno uniti cono spezzate o altro.
Non sono d’accordo. Almeno in generale. Si possono tracciare diagrammi in cui non c’è dipendenza tra le due variabili per tentare di valutarne il grado di correlazione. In alcuni campi la dispersione potrebbe essere dovuta a qualche forma di “rumore” che di per sè è indeterminato. Anche per le curve dipende dal livello di dettaglio: per il principiante (cioè fino ad Analisi I compresa) non credo che una curva sia una funzione. E poi a questo punto anche gli istogrammi possono essere considerati funzioni, non di “variabile reale”, ma pur sempre funzioni. Comunque a me per primo non sembra il caso di stravolgere tutto per un particolare: se il titolo su tre righe è brutto, lascerei senza dubbio quello vecchio.
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Nella spiegazione di z buffer ho supposto che il quadro assonometrico si trovi all’infinito (oltre l’oggetto), però ho visto che sul mio libro di disegno esso si trova tra il punto di osservazione e l’oggetto. Concettualmente non cambia molto perché la proiezione è parallela; ma nel secondo caso, nella frase bisognerebbe sostituire “per primi” con “per ultimi” (se immaginiamo il quadro come un vetro e la proiezione sulla faccia opposta rispetto all’osservatore). Insomma, la frase potrebbe risultare ambigua. Se qualcuno se la sente di fare chiarezza…
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D: E’ riduttivo dire che serve per disegnare “grafici di funzioni”.
R: Perché disegna funzioni, curve e superfici parametriche, grafici di dispersione, istogrammi, diagrammi ternari, carte di Smith. La definizione più completa è all’inizio del capoverso successivo: “un programma per la rappresentazione grafica di dati”.D: @Elrond ha detto poco fa nell’altro filone che GNUPLOT può usare il font del documento (io non lo conosco), quindi il punto 1 dell’introduzione andrebbe a cadere.
R: Il primo punto è giusto. Invece non è giusto includere GNUPLOT tra quei programmi che non possono realizzare grafici coerenti con il documento. Metterei al suo posto MATLAB o Octave.D: A pag.6, nella spiegazione dei valori bottom, top, ecc… avete semplificato il comportamento di axis middle, rispetto a quanto avevamo detto nell’altro filone.
R: Un abbozzo l’avevo dato già nell’intervento #72291 nell’altro filone. Evidentemente non vi piace. Riutilizzando quello che avete scritto nell’articolo si potrebbe dire: “axis x line regola la posizione delle ascisse: accetta i valori bottom, middle e top, che ne impongono il passaggio per y = ymin, y = 0 e y = ymax, rispettivamente. Quando però il grafico è tutto al di sotto o al di sopra dell’asse delle ascisse, il valore middle corrisponde a top o bottom rispettivamente.” e un’analoga frase per axis y line.D: A pag. 6 tra le supeistruzioni non citate table, che secondo me è fondamentale (vedi file con più di due colonne di dati).
R: table ha più opzioni di file. Per esempio, se un file di dati contiene più colonne di valori, puoi indicare esplicitamente quale coppia di colonne assegnare alle due variabili. Supponiamo che con Mathematica abbia realizzato un file con 3 colonne: nella prima la variabile indipendente, nella seconda sin(x) e nella terza cos(x), puoi dire di prendere la prima e seconda colonna per il primo grafico e la prima e terza per il secondo (con due diversi \addplot). Se analizzi dati sperimentali può capitare che nello stesso file ci siano più grandezze… Poi ha molte altre opzioni che puoi trovare sul manuale.D: A pag. 16 alla fine del par. 2.3 che significa “vista dall’asse y>0”? Con view={0}{0} il punto di vista è (0,-infinito,0).
R: Vista nella direzione dell’asse y? (Per me vuol dire mettersi in (0,-inf,0) e guardare verso (0,inf,0).D: A pag. 16 “variable y imposta il parametro delle ordinate”. Non mi è chiaro il concetto di “parametro delle ordinate” (cioè mi è chiaro ma mi fa storcere un po’ il naso).
R: u e v sono parametri coordinati. Direi il secondo parametro coordinato.D: Inoltre z buffer pertiene alla proiezione dei punti, non al campionamento.
R: la chiave z buffer stabilisce quale criterio seguire per proiettare i punti dello spazio tridimensionale sul quadro di proiezione. In particolare, con il valore sort vengono tracciati per primi i segmenti più distanti dal punto di osservazione, che quindi vengono eventualmente nascosti da quelli più vicini [vedi l’esempio dell’elicoide: prova a cambiare punto di vista e segui l’andamento dei colori]. [Nota che sul manuale dice che l’ordinamento è lento e richiede molta memoria.]D:Ricevuto. Anche se l’esempio che fai è forse un pochino “pro” per il nostro articolo.
R: Perché ho usato il ciclo, ma lo stesso problema si pone se vuoi scrivere tre \addplot e non vuoi specificare a mano i colori:
`
\begin{tikzpicture}
\begin{axis} [no marks]
\addplot+ [solid] {x};
\addplot+ [dashed] {2*x};
\addplot+ [dotted] {3*x};
\end{axis}
\end{tikzpicture}`D: nell’articolo diciamo che se si scelgono xmin e xmax occorre anche dire chi sono ymin e ymax: ho appena provato, mi sembra falso! Qualcuno può darci qualche delucidazione in merito?
R: Questa osservazione l’avevo già sollevata nella domanda 7. A me risulta che ci sia la massima flessibilità (si può dichiarare anche solo xmin).D: Nell’origine la funzione non è definita, quindi nessuno (non solo pgfplots!) sa calcolarla.
R: Quello che intendevo dire è che pgfplots non si accorge che non è definita e tenta di calcolarla. In questa discussione era emerso che pgfplots riconosce il dominio della funzione potenza con esponente reale (anche se non ho capito perché).Tu e Tommaso lo chiamate “imbuto”, ma il nome mi sembra poco felice: c’è solo un punticino da cui il liquido potrebbe uscire
L’ho chiamata così solo per intenderci rapidamente 8)Ciao
P.S.:Tanto di cappello a Tommaso che è riuscito a scrivere l’articolo senza sapere niente di matematica (oppure io so della cultura Khmer e non me ne sono mai accorto).
20 Maggio 2012 alle 7:42 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72814::robitex” post=73158Se proprio vi sono un numero notevole di punti che pgfplots non riesce a gestire, basta spezzare la curva in diversi \addplot.
Ne avevamo già parlato in un altro post tempo fa.Infatti, ad onor del vero, quando nell’intervento #72092 al punto 1.b dicevo “ho notato che…”, in realtà era stato @robitex a farmelo notare. Nella prima versione del messaggio c’era scritto esplicitamente; poi siccome l’affermazione era stata messa in dubbio, ho preferito non coivolgere altri utenti.
@Lorenzo: samples=1+floor((xmax-xmin)/delta) quindi 1+(5+5)*1000=10001
20 Maggio 2012 alle 7:15 in risposta a: Come scrivere le lettere nei grafici e nelle equazioni #74187::lorenzo.pantieri” post=73134A proposito (del prolungamento continuo) della funzione $\exp(-1/(x^2+y^2))$, Liverpool dice che nell’origine l’imbuto deve finire “a punta”. In realtà (ho appena controllato), tutte le derivate direzionali delle funzione sono nulle nell’origine. Quindi per me il grafico va bene.
Hai ragione. Ieri andavo un po’ di fretta (anche oggi) e ho fatto i calcoli “ad occhio”. Peccato che gli occhi fossero chiusi e non ho considerato il segno meno nell’argomento. Comunque l’esempio resta pericoloso, perché abbiamo visto che pgfplots non lo sa calcolare nell’origine (ma io lo lascerei così).
Scusate 😳
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Sono d’accordo con @cfiandra che qualche parola in più su [tt]\addplot+[/tt] ci vorrebbe. Per esempio è fondamentale se devi disegnare delle curve tramite un ciclo e vuoi cambiarne automaticamente il colore (altrimenti vengono tutte uguali). Codice di esempio:
`
\documentclass{article}
\usepackage{pgfplots}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\begin{axis} [no marks]
\addplot {-x};
\foreach \m in {1,2,3}
\addplot+ [dashed] {\m*x};
\end{axis}
\end{tikzpicture}\begin{tikzpicture}
\begin{axis} [no marks]
\addplot {-x};
\foreach \m in {1,2,3}
\addplot [dashed] {\m*x};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\end{document}`
Provare per credere…Alle domande vedrò di rispondere con più calma in un altro momento.
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Sicuramente [tt]\textit{<...>}[/tt]. In elettrotecnica ho trovato un riferimento normativo (oltre all’esempio dei numeri di Reynolds che facevi tu). Siccome alla fine questi riferimenti si basano sulle stesse indicazioni internazionali, io farei così. Però purtroppo non ho un riferimento specifico per l’informatica. Ma tu non hai un libro sul quale dare un’occhiata?Ciao
19 Maggio 2012 alle 5:01 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72801::Elrond” post=73101Per fare il primo grafico ho usato il codice che ho trovato sulla nuova guida della serie de “L’arte di…” cambiando solo il colore della curva in [tt]red[/tt]
Se il tuo obiettivo era quello di mostrare che con gnuplot si possono ottenere più o meno gli stessi risultati siamo d’accordo. Non so però quanto sia facile incorporare il grafico in LaTeX. Anch’io penso che gnuplot sia un ottimo strumento, ma trovo un punto a favore il fatto che pgfplots lavori direttamente all’interno del sorgente del documento. In tanti anni sono stato più volte tentato da gnuplot, ma non mi sono mai cimentato perché a quel punto ritenevo più semplice realizzare i grafici con un software esterno e incorporarli; mentre pgfplots è diverso perché tu scrivi tutto insieme.
Se invece lo scopo era il confronto dei risultati, dovremmo sapere anche in che condizioni sono stati generati i grafici. Per esempio, se ho capito bene tu hai detto che gnuplot usa 100 campioni per default, mentre nel grafico dell’articolo samples è 50 e la schiacciatura è senz’altro dovuta all’utilizzo delle curve di Bézier. Se aggiungi i marcatori scopri che laddove la curva si “schiaccia” ci sono proprio i nodi e l’algoritmo deve collegare un tratto molto curvo con uno praticamente dritto. Tra l’altro, @OldClaudio ha già fatto notare che l’algoritmo di interpolazione è piuttosto debole.
Ciao
::OldClaudio” post=73053L’elica cilindrica è sinistrosa; con le equazioni parametriche date non dovrebbe essere destrosa? che cosa mi sfugge o che cosa non è spiegato? se il domain è 0:5.5*pi, perché bisogna specificare samples y=0 per far cominciare il disegno dal punto x=1, y=0, z=0?
L’elica è corretta. Almeno così sembra a me. Prendi due punti (t=0 e t=\pi/2): hai (0,1,0) e (1,0,0.2) e corrisponde. Forse non è spiegato che l’asse x è a sinistra dell’asse y?
[tt]samples y=0[/tt] serve per dichiarare che si tratta di una curva e non di una superficie. Ne avevamo parlato nell’altro filone.Ciao
Edit: ho modificato l’intervento originale perché l’avevo scritto di fretta e sembravo scorbutico 😎
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Pensavate di esservi liberati 😛
Scherzi a parte, ecco le osservazioni che ho scritto nell’arco della giornata. Non ho ancora avuto il tempo di leggere le vostre risposte, perciò, se qualcuna è stata già sollevata, vi chiedo scusa: la cancellerò dall’elenco.Ciao
1) Perché l’articolo non si apre a pag. 1?
2) Nel sommario c’è scritto due volte basato nella stessa frase.
3) E’ riduttivo dire che serve per disegnare “grafici di funzioni”.
4) @Elrond ha detto poco fa nell’altro filone che GNUPLOT può usare il font del documento (io non lo conosco), quindi il punto 1 dell’introduzione andrebbe a cadere.
5) A pag. 3 trovo irrilevante che “il valore minimo e massimo di entrambi gli assi è pari a -0,1 e 1,1” anche perché dipende da <.>min e <.>max. Piuttosto avrei fatto notare che per default lo stile degli assi è in riquadro.
6) Non ho capito la didascalia della figura 1.
7) Perché nel punto 1 a pag. 5 dite “Se uno dei due assi richiede limiti particolari…”? Potete farmi un esempio?
7) A pag.5, nel capoverso “Di seguito si mostrano alcuni esempi…” avrei fatto notare che dichiarare esplicitamente gli assi serve ad attivare lo stile a “rette orientate”.
8 ) A pag.6, nella spiegazione dei valori bottom, top, ecc… avete semplificato il comportamento di axis middle, rispetto a quanto avevamo detto nell’altro filone.
9) Già sollevato A pag. 6 all’inizio del par. 1.1.2 al posto di “nel quadrante” avrei detto “nel sistema” (sottinteso di riferimento).
10) A pag. 6 tra le supeistruzioni non citate table, che secondo me è fondamentale (vedi file con più di due colonne di dati).
11) A pag.8, a proposito dei colori, se si usa il pacchetto xcolor e si specifica almeno un’opzione per i nomi dei colori, si possono usare anche quelli.
12) A pag. 10 xticklabels e yticklabels producono le etichette corrispondenti quando quelle automatiche non piacciono (dal discorso sembra che se usi xtick devi specificare le etichette).
13) Già sollevato A pag. 11 nella tabella 5 i risultati sono tutti uguali!
14) Sempra a pag. 11 quando parlate della legenda non dite che la posizione è sì automatica, ma si può personalizzare.
15) A pag. 12, per la spirale di Archimede avrei usato axis equal. Inoltre avrei fatto notare che con le curve parametriche il formato delle istruzioni è differente (anche in 3d): ({ascissa}, {ordinata});
16) Visto che ci sono tanti esempi di colormap, il secondo a pag. 13 lo trovo superfluo.
17) Già sollvato. A pag. 14 c’è scritto esempii.
18) L’esempio dell’imbuto a pag. 14 è pericoloso. Non funziona beneperché nell’origine dovrebbe andare a -infinito a punta. Perché non funziona bene? Perché il numero di campioni è pari e il range è simmetrico, allora l’origine non appartiene al dominio; però se la si aggiunge si ha un errore di overflow.
19) A pag. 15 non ho mai sentito parlare di assegnare una variabile ad un dominio.
20) A pag. 16 alla fine del par. 2.3 che significa “vista dall’asse y>0”? Con view={0}{0} il punto di vista è (0,-infinito,0).
21) A pag. 16 “variable y imposta il parametro delle ordinate”. Non mi è chiaro il concetto di “parametro delle ordinate” (cioè mi è chiaro ma mi fa storcere un po’ il naso). Inoltre z buffer pertiene alla proiezione dei punti, non al campionamento.
22) tutti quegli esempi di superfici parametriche mi sembrano tanti.
23) i capp. 3 e 4 li chiamerei “Curve date per coordinate” e “Curve campionate da file”
24) il grafico della Gamma andrebbe realizzato con più punti, perché in alcuni tratti verticali si interrompe prima di uscire dalla tela. Direi che unbounded coords gestisce il collegamento dei punti all’infinito, non di discontinuità.
25) Piccola nota: negli esempi nell’altro filone ho usato il formato txt solo perché è facile da aprire con il blocco note per verificarlo, ma non è l’unico formato che pgfplots riesce a leggere.
26) Concordo che l’esempio sulla carta di Smith così com’è non significa niente. Possiamo pensare ad un altro esempio, ma sinceramente lo trovo un argomento troppo specialistico per l’articolo.
27) A pag. 22 direi che data attribuisce alle etichette i valori dichiarati come ordinate
17 Maggio 2012 alle 12:45 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72779::lorenzo.pantieri” post=72986ma forse potremmo dire che se le figure sono molte conviene usare un software esterno, produrre un file testuale per ogni grafico e dare il tutto in pasto a pgfplots, sgravando il pacchetto dal compito di fare calcoli. Insomma, la tecnica può essere utile non solo se le funzioni sono “esotiche”.
Come ho detto tempo non molto tempo fa qui a partire dall’intervento #72092, il problema non è (solo) “fare i calcoli”, ma dove memorizzare i valori, perciò non è assolutamente garantito che con un software esterno non si sfori la memoria di base. Nell’intervento #72105 ti ho dimostrato che anche ricorrendo a Mathematica, il problema si può presentare. Ora, volendo indagare, si tratta di vedere effettivamente se, e in caso affermativo, quanto, i semplici calcoli influiscono sullo sforamento. Si potrebbe per esempio fare un confronto tra dati importati e coordinate valutate internamente per vedere se la questione è dovuta semplicemente alla memorizzazione dei valori o anche al loro calcolo, e in tal caso di quanto. Per me è un po’ complicato perché tempo fa ho esteso la memoria a 60 milioni 😮 e ora, anche se la riporto a 3 milioni, non ho capito perché ma MiKTeX me la lascia alta. Insomma: mi ci vorrebbe una giornata per fare un confronto. Se qualcun altro è interessato, può essere interessante…
lorenzo.pantieri” post=72986Supponiamo che voglia fare il disegno di una funzione di due variabili, diciamo un paraboloide a sella, facendo fare i conti a Mathematica e il disegno a pgfplots? La procedura è analoga a quella per le curve nel piano?
Certo che tu e Tommaso, quando vi mettete a studiare un pacchetto… Sai che non ci avevo mai pensato? Comunque si può fare, ma i dati devono essere preparati opportunamente. Inoltre ogni samples righe (se varia prima la x) o samples y righe (se varia prima la y) devi inserire una riga vuota. Ad esempio:
x1 y1 z1
x2 y1 z2
…………………….
xn y1 znx1 y2 z_(n+1)
x2 y2 z_(n+2)
…………………….
xn y2 z_(2n)…………………….
xn yn z_(n^2)oppure facendo variare la y prima della x.
Ciao
17 Maggio 2012 alle 6:23 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72773::illinguista1972″ post=72954le due opzioni che mi hai proposto in realtà non levano le tacche, ma spostano tutte le etichette a destra o a sinistra 🙂
Che ti stia confondendo con [tt]yticklabel pos[/tt]?
Ciao
Edit: forse mi ero spiegato male. [tt]ytick pos[/tt] devi usarlo per rimuovere le tacche sul lato del box in cui non ci sono le etichette. Se il valore è [tt]left[/tt], le tacche si troveranno solo sul lato sinistro insieme alle etichette (e a destra non ci sarà niente); però è chiaro che se il valore è [tt]right[/tt] le tacche si troveranno sul lato destro insieme alle etichette (e a sinistra non ci sarà niente). L’obiettivo era rimuovere quelle inutili tacche “orfane” a destra del box.
16 Maggio 2012 alle 8:18 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72769::illinguista1972″ post=72903Ciao Liverpool (non sappiamo il tuo nome 🙂 )
“Nessuno è il mio nome: Nessuno mi chiamano mia madre e mio padre e tutti gli altri compagni”
Scherzi a parte: sai che non ci avevo fatto caso? Comunque il mio nome è Luigi e penso che tu lo dovresti sapere, perché tempo fa ci siamo scambiati delle email 😡
P.S.: però scrivere un intervento solo per dire il proprio nome 😳
15 Maggio 2012 alle 15:04 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72763 -
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