Lorenzo

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  • in risposta a: LX fonts in LuaLaTeX #121796
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    Perché allora voler compilare con LuaLaTex?

    Nel caso mi servisse il linguaggio Lua posso sfruttarlo.

    Si può fare senza problemi, perché siena armamentare con fontspec e polyglossia oltre che a unicode-math, un file compilabile con pdfLaTeX è compilabile senza modifiche anche con LuaLaTeX e XeLaTeX, almeno nel 99% dei casi.

    Condivido, infatti rispetto a quanto ho scritto nel primo messaggio di questo thread, oggi rinuncerei a questi tre pacchetti anche se uso LuaLaTeX. Innanzitutto, [font=”monospace”]unicode-math[/font] non avrebbe alcun senso con questo font, che non supporta tutti i 2312 glifi previsti dalla specifica Unicode 16.0. Ho fatto un tentativo con [font=”monospace”]fontspec[/font], infatti questo pacchetto può anche caricare i TeX Font Metric (TFM), questo perché al di sotto c’è [font=”monospace”]luaotfload[/font], e questo è un risultato molto parziale
    `\documentclass{article}
    \usepackage{fontspec}

    \setmainfont{leclq8}[
    Extension = .tfm,
    BoldFont = leclb8,
    ItalicFont = lecli8,
    BoldItalicFont = leclo8,
    UprightFont= *,
    ]
    \setsansfont{leclq8}[
    Extension = .tfm,
    BoldFont = leclb8,
    ItalicFont = lecli8,
    BoldItalicFont = leclo8,
    UprightFont = *,
    ]
    \setmonofont{ecltt8}[
    Extension = .tfm,
    BoldFont = ecltt8,
    ItalicFont = ecit0800,
    BoldItalicFont = ecit0800,
    UprightFont = *,
    Scale = 1.25,
    ]

    \begin{document}

    Hello world!

    \textsf{An accented char è (\`E).}

    \texttt{An accented char è (\`E).}

    \(\sin x\)

    \end{document}`non vado oltre perché non avrebbe molto senso, meglio usare direttamente il pacchetto [font=”monospace”]lxfonts[/font]. Infine, se non si vuole [font=”monospace”]fontspec[/font] non si può caricare [font=”monospace”]polyglossia[/font], che carica [font=”monospace”]fontspec[/font] implicitamente come dipendenza.

    Talvolta se non modifichi il file sorgente, ma modifichi un pacchetto personale con i tuoi comandi definiti ad hoc per il documento specifico, sei costretto a lon usare latexmk perché di darebbe solo un avviso che non hai bisogno di ricompilare. In questi casi devi forzare la composizione evitando di usare latexmk.

    Questo è un comportamento desiderato, perché [font=”monospace”]latexmk[/font] trova la sua origine in [font=”monospace”]make[/font]. Qualora si dovesse compilare un progetto di grandi dimensioni non si vuole compilare nuovamente i file in C in file oggetto, che non hanno subito modifiche dall’ultima compilazione. Questo permette di risparmiare tempo; generalmente per forzare la compilazione io cancello il file PDF generato.

    Perché allora voler compilare con latexmk?

    Io uso [font=”monospace”]latexmk[/font] solo in due occasioni quando non ho voglia di aprire TeXStudio oppure con il CI/CD di GitLab o le GitHub Actions. Trovo che l’uso di questo script Perl insieme a un EMC fornisca a chi ti da supporto tutto ciò che serve per riprodurre il proprio workflow, compreso il motore tipo-composizionale ed eventuali opzioni passate all’engine tramite la CMD.

    Quindi per aggiornare il file del 2013 basta togliere la riga che specifica l’encoding d’entrata latin1.

    Non ho riportato questa modifica perché me l’avevi già suggerita a suo tempo quando avevo aperto il thread. Comunque l’ho fatto, come puoi vedere dall’allegato al precedente messaggio, anche perché LuaLaTeX non gradisce molto [font=”monospace”]inputenc[/font].
    A ogni modo a parte le modifiche minori e quelle per il greco, le altre sono necessarie anche per pdfLaTeX.

    pdfLaTeX 2012

    Compilando una sola volta con
    `/usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux/pdflatex –halt-on-error –file-line-error LXfonts-demo.tex` si ottiene un PDF equivalente a quello scaricabile da CTAN.

    pdfLaTeX 2024

    Compilando una sola volta con
    `pdflatex –halt-on-error –file-line-error LXfonts-demo.tex` si ottiene un PDF che mostra alcune differenze (in verde) nell’immagine seguente
    [attachment=2845]cmp_2025-01-31.jpg[/attachment]

    Dopo le modifiche già suggerite

    Compilando due volte il file [font=”monospace”].tex[/font] allegato con
    `pdflatex –halt-on-error –file-line-error LXfonts-demo.tex` si ottiene un PDF quasi equivalente a quello scaricabile da CTAN. Le uniche differenze sono dovute alla seconda compilazione e sono state evidenziate nell’immagine seguente
    [attachment=2846]cmp-1.jpg[/attachment]

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    in risposta a: LX fonts in LuaLaTeX #121794
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    Per adattare la demo bisogna eseguire un po’ di cambiamenti.

    [font=”monospace”]2008 versus 2013[/font]

    Il motivo per cui le parentesi in modalità matematica e il testo a spaziatura fissa è diverso tra il PDF caricato su CTAN e quello da me prodotto è dovuto al fatto che la versione di LX fonts usata per produrre il file nel 2013 utilizza probabilmente la vecchia versione di LX fonts. Confrontando [font=”monospace”]lxfonts.sty[/font] da TeXLive 2012 e [font=”monospace”]omxllcmex.fd[/font] da TeXLive 2024 troviamo
    `\DeclareFontShape{OMX}{llcmex}{m}{n}{<-> lcmex8}{}`
    mentre nel secondo
    `\DeclareFontShape{OMX}{llcmex}{m}{n}{<-> sfixed* lcmex8}{}`
    Invece, confrontando [font=”monospace”]lxfonts.sty[/font] da TeXLive 2012 e [font=”monospace”]omxllcmex.fd[/font] da TeXLive 2024 troviamo
    `\DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{n}{<-> [1.25]ecltt8}{}
    \DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{it}{<-> [1.25]ecit0800}{}`
    mentre nel secondo
    `\DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{n}{<-> ec-lmtt10}{}
    \DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{it}{<-> ec-lmtti10}{}`

    Aggiungiamo al preambolo il seguente codice per risolvere il problema
    `\makeatletter
    \input{t1llcmtt.fd} % loads T1/llcmtt
    \input{omxllcmex.fd} % loads OMX/llcmex
    \makeatother
    \DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{n}{<-> [1.25]ecltt8}{}
    \DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{it}{<-> [1.25]ecit0800}{}
    \DeclareFontShape{OMX}{llcmex}{m}{n}{<-> lcmex8}{}`

    [font=”monospace”]textcomp[/font]

    Nel febbraio 2020 le funzionalità del pacchetto [font=”monospace”]textcomp[/font] sono state incorporate nel LaTeX kernel, quindi possiamo commentare [font=”monospace”]\usepackage{textcomp}[/font].

    La codifica TS1 per questioni di compatibilità è stata divisa in 10 sotto-codifiche. All’interno del kernel sono stati definiti i sottoinsiemi per un buon numero di font. Tuttavia per quei font, come gli LX fonts, che non sono stati dichiarati è stato usato l’approccio più conservativo assumendo che a parte i glifi disponibili in tutte le sotto-codifiche gli altri non sono disponibili oppure è presente il tofu char. Fortunatamente gli LX fonts supportano tutti i glifi previsti dalla specifica TS1, ho effettuato sia un controllo manuale sia automatico usando il seguente comando
    `echo 'llcmss' | lualatex checkencodingsubset.tex`
    Procedere manualmente è importante perché il controllo automatico si limita a verificare se il glifo esiste oppure no, non distingue un glifo legittimo da un tofu.
    Quindi possiamo aggiungere al preambolo del documento
    `\DeclareEncodingSubset{TS1}{llcmss}{0}`
    Una soluzione migliore sarebbe un aggiornamento di [font=”monospace”]ts1llcmss.fd[/font] aggiungendo la dichiarazione precedente, questo è anche richiesto espressamente dai manutentori del kernel

    Maintainers of font bundles that include [font=”monospace”]TS1[/font] encoded font files should add an appropriate declaration into the corresponding [font=”monospace”]ts1[/font]family[font=”monospace”].fd[/font] file, because otherwise the default subencoding is assumed, which is probably disabling too many glyphs that are actually available in the font.

    (tratto da [font=”monospace”]fntguide.pdf[/font] pag. 38)

    We have, therefore, again attempted to provide the (currently) correct declarations, but it is obvious that this is not a workable process. As we do not maintain the fonts we do not have the information that something has changed, and to regularly check the ever growing font support bundles is simply not possible. It is therefore very important that maintainers of font packages not only provide [font=”monospace”].fd[/font] files but also add such a declaration to every [font=”monospace”]TS1…fd[/font] font definition file that they distribute.

    (tratto da [font=”monospace”]ltnews.pdf[/font], Issue 39, pag. 101)

    Il greco

    Come ci ricorda Ulrike in questa risposta

    greek no longer loads LGR if it detects an unicode engine

    Perciò ho sostituito [font=”monospace”]\usepackage[T1]{fontenc}[/font] con [font=”monospace”]\usepackage[TS1,LGR,T1]{fontenc}[/font]. Inoltre ho aggiunto [font=”monospace”]\fontencoding{LGR}\selectfont[/font] prima del testo in greco.

    Per le slide che produrrò non mi serve il greco, ma per completezza anche questo contenuto è tipo-composto correttamente.

    Altre modifiche

    Queste sono modifiche minori, che sono ininfluenti per la corretta composizione, ma le riporto per completezza.

    [font=”monospace”]amssymb[/font]

    Può essere rimosso, viene caricato da [font=”monospace”]beamer[/font].

    [font=”monospace”]\diff[/font]

    Ho aggiornato la sua definizione con [font=”monospace”]\newcommand{\diff}{\mathop{}\!\mathrm{d}}[/font]

    Bold Italic

    Ho aggiunto parte della slide 63 della presentazione [font=”monospace”]ScuDoMeeting2019Beamer-Beccari.pdf[/font] per mostrare un testo in bold italic. Confermo che anche questa presentazione sembra essere composta con la versione del 2008 di LX fonts.

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    in risposta a: veraPDF – versione online #121931
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    Mi permetto di aggiungere un esperimento che ho fatto con questa versione web: ovvero usarlo da riga di comando.
    `#!/usr/bin/env bash

    percorso_pdf='path/to/pdf' # DA CAMBIARE!!
    id_profilo='3a' # per altri profili visitare:
    # https://dev.verapdf-rest.duallab.com/api/profiles/ids

    curl -sL “https://dev.verapdf-rest.duallab.com/api/validate/${id_profilo}/” \
    -H 'Accept: application/json' \
    -H “X-File-Size: $(shell stat –printf='%s' “${percorso_pdf}”)” \
    -F file=”@${percorso_pdf}” \
    -F sha1Hex=”$(shell sha1sum “${percorso_pdf}” | cut -d ' ' -f 1)” \
    -H 'DNT: 1' \
    -H 'Cache-Control: no-cache' \
    -H 'Sec-GPC: 1' | jq -r '.report.jobs[].validationResult[].compliant'
    `
    Oltre a [font=”monospace”]curl[/font] è richiesto jq (disponibile in molte repo delle distro più comuni di Linux) per estrarre il risultato della verifica, altrimenti eliminando la pipe (barra verticale) e il comando alla sua destra nell’ultima riga si ottiene il risultato della validazione in JSON.
    È anche possibile cambiare il formato dell’output, basta sostituire [font=”monospace”]application/json[/font] con [font=”monospace”]application/xml[/font] o [font=”monospace”]text/html[/font].

    Così facendo si può usare questa versione web per tipo-comporre e verificare la conformità dei documenti anche in un runner GitLab o GitHub. Avendo la possibilità di mettere a disposizione una “nightly-build” del proprio documento (conforme a uno standard) ad ogni commit fatto su una repo o a ogni pull request accettata.

    Se siete curiosi, qui trovate il codice Java che risponde alla rotta [font=”monospace”]api/validate/${id_profilo}/[/font].

    in risposta a: TOPtesi, virgola intelligente e unicode-math #122301
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    Si, il PDF [font=”monospace”]difettoso.pdf[/font] è tipo-composto con LuaLaTeX e presenta questo problema.

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    Anche se in ritardo, questo dovrebbe fare al caso tuo.

    Ho commentato tutti i comandi [font=”monospace”]\pause[/font] e li ho sostituiti con [font=”monospace”]\uncover[/font] e incremental overlay specification con offset. Ci sono due vantaggi principali. Il primo è che scambiando l’ordine dei comandi [font=”monospace”]\path[/font] (o suoi shortcut, come [font=”monospace”]\node[/font]) di TikZ non sei costretta a cambiare l’ordine di animazione. In secondo luogo, l’uso di [font=”monospace”]\uncover[/font] rispetto [font=”monospace”]\only[/font] evita l’effetto wobble, così chiamato nella documentazione di beamer.

    Infine ho commentato [font=”monospace”]\usepackage[utf8]{inputenc}[/font] perché oramai anche PDFLaTeX supporta di default la codifica UTF-8. (Anche se preferisco LuaLaTeX)

    Ecco il codice
    `\documentclass{beamer}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    %\usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage{tikz}

    \usetheme{Berlin}

    \begin{document}

    \begin{frame}{Deissi}
    prima parte di testo:

    %\pause

    %\begin{figure}
    \begin{tikzpicture}
    \uncover<+(1)->{%
    \node (pro) at (0,0) {pronomi personali >};
    \node (prop) at (2.8,0) {nomi propri >};
    \node (def) at (4.6, 0) {definiti};
    \node at (6.3, 0) {> specifici >};
    \node at (8.5, 0) {non specifici};
    }

    %\pause
    \uncover<+(1)->{\node [draw=red, circle, minimum width=1.25cm] at (4.6,0) {};}

    %\pause
    \uncover<+(1)->{%
    \node (10) at (4.6,-1.5) {10\%};
    \draw [->] (4.6, -0.65) — (10);
    \node (12) at (2.8,-1.5) {12\%};
    \draw [->] (prop) — (12);
    \node (53) at (0,-1.5) {53\%};
    \draw [->] (pro) — (53);
    }

    \end{tikzpicture}
    %\end{figure}

    \uncover<+(1)->{altra parte di testo che deve comparire dopo il disegno}

    \end{frame}
    \end{document}`

    Puoi compilarlo da riga di comando con
    `latexmk –halt-on-error –file-line-error -pdflatex ./foo.tex`
    dove [font=”monospace”]foo.tex[/font] è nome del file che contiene il sorgente nella directory corrente.

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    in risposta a: TOPtesi, virgola intelligente e unicode-math #122299
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    Non posso compilare con LuaLaTeXmk perché non è presente nella mia distribuzione. Credo che comunque sia solo uno shortcut per eseguire
    `latexmk -lualatex`
    che come riporta la documentazione di LaTeXmk
    [attachment=2838]man.png[/attachment]
    compila con LuaLaTeX.

    Tuttavia posso lasciarti i file di log da cui è possibile vedere che effettivamente è compilato con LuaLaTeX. Inoltre ho incluso [font=”monospace”]lualatex-more-verbose.txt[/font] in cui ho aumentato al massimo la verbosità di luaotfload per mostrare che effettivamente “entra in gioco” per caricare gli OTF.

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    in risposta a: TOPtesi, virgola intelligente e unicode-math #122297
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    Sul mio Mac con il sistema operativo Sonoma 14.16.1 il tuo esempio difettoso mi appare con la virgola sia aprendolo in Safari cliccando sull’icona del link, sia chiedendo di aprirlo con Adobe Reader, sia, ancora, con Adobe Acrobat 2020, che è una versione Pro a pagamento per le Università.

    Come ho già detto, anche a me appare tutto correttamente. Questo è uno screenshot preso da Adobe Acrobat Reader DC (Build: 21.007.20091.59174)
    [attachment=2834]r1.png[/attachment]
    Il problema accade solo quando si tenta di copiare dal PDF oppure si prova a cercare con Cmd + F su Adobe.

    Ogni editor moderno per gestire i file sorgente del sistema TeX usa di default la codifica UTF-8 che sostanzialmente è una transcodifica del’Unicode, più comoda per gestire i caratteri alfabetici delle lingue occidentali; tra questi editor ci sono TeXShop, TeXworks, TeXstudio e diversi altri: il primo gira solo sul Mac, gli altri due sono multipiattaforma; quindi quando specifichi il codepoint per la virgola ASCII, usi sempre l’indirizzo “3B. Non ho controllato che cosa succede con i font XITS testuali e matematici, ma se mettono la virgola in posizione “3C, questo è un loro problema perché non starebbero usando la codifica Unicode.

    Controllando il file sorgente con ImHex, un editor esadecimale, posso confermare che nel file sorgente c’è il carattere [font=”monospace”]U+002C[/font], dove c’è la virgola.
    In TOPtesi è dichiarato
    `
    \DeclareMathSymbol{\virgola}{\mathpunct}{letters}{“3B}
    \DeclareMathSymbol{\virgoladecimale}{\mathord}{letters}{“3B}`
    La famiglia indicata da [font=”monospace”]letters[/font] è Computer Modern Math Italic in corpo 10, andiamo a confrontare la posizione del glifo virgola con XITS Math, usando FontForge. Possiamo eseguire il comando
    `fontforge /usr/local/texlive/2024/texmf-dist/fonts/{type1/public/amsfonts/cm/cmmi10.pfb,opentype/public/xits/XITSMath-Regular.otf}`
    i percorsi li ho trovati nel log della compilazione.
    [attachment=2837]cmp.jpg[/attachment]
    Come si vede, in CMMI10 la virgola corrisponde a [font=”monospace”]0x3B[/font], mentre in XITS Math corrisponde a [font=”monospace”]0x2C[/font] e [font=”monospace”]0x3B[/font] è il punto e virgola.
    Controllando la Controls and Basic Latin Code Chart Unicode a pag. 4 si trova quanto segue
    [attachment=2832]comma.png[/attachment]
    mentre a pag. 5 si trova
    [attachment=2833]semicolon.png[/attachment]
    La famiglia indicata da [font=”monospace”]letters[/font] rappresenta il corsivo matematico, che nel caso si usi un font Unicode con supporto matematico come XITS Math è già compreso nella famiglia 0. Infatti, riferendoci alla Mathematical Alphanumeric Symbols Code Chart Unicode troviamo a pag. 6 il corsivo matematico utile per variabili. Ecco perché nella mia ridefinizione ho cambiato [font=”monospace”]letters[/font] con [font=”monospace”]operators[/font].

    Tuttavia, non tutto è perduto. Se si compila il seguente EMC
    `\documentclass[
    tipotesi=custom,%
    ]{toptesi}

    \usepackage{stix}

    \begin{document}

    \(\pi\approx 3,14\)

    \(\pi\approx 3, 14\)

    \end{document}`
    con
    `latexmk –halt-on-error –file-line-error -pdflatex ./foo.tex`
    dopo aver eliminato i font OTF non supportati da PDFLaTeX, si ottiene un risultato che è copiato correttamente.

    Perciò il suggerimento di cambiare [font=”monospace”]toptesi.dtx[/font]
    `\mathchardef\virgola\mathcode`\,%
    \newcommand{\virgoladecimale}{\mathord{\virgola}}`
    permetterebbe di far funzionare la virgola intelligente sia in PDFLaTeX con suoi OT1 e T1 font sia in XeLaTeX/LuaLaTeX con i loro OTF e TTF font, indipendentemente che la virgola abbia codice [font=”monospace”]0x2C[/font] oppure [font=”monospace”]0x3B[/font].

    specialmente nel mondo Linux, c’è una certa, ehm, anarchia e non tutte le installazioni Debian e non Debian danno gli stessi risultati

    Nel mio caso uso TeXLive 2024 aggiornato quotidianamente e scaricato da [font=”monospace”]tug.org[/font], niente pachetti datati dalle repo della mia distro.

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    in risposta a: TOPtesi, virgola intelligente e unicode-math #122295
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    Grazie Enrico di aver controllato. Ho provato diversi PDF reader su diversi OS. Evince su Manjaro (distro Linux) non presenta questo difetto. Su Windows 10 con Adobe Acrobat Pro (Build: 24.002.20991.0) è possibile copiare correttamente la virgola solo se si effettua la [font=”monospace”]Copia con formattazione[/font], non presente sulla versione per macOS. Su Windows 11 con Adobe Acrobat Pro (Build: 24.005.20320.0) vale quanto detto prima. Inoltre, sempre su Windows 11 ho testato anche Foxit, che presenta il difetto, e SumatraPDF, che invece non lo presenta. Infine su macOS 13 ho testato sia Preview sia Skim, i quali non presentano il difetto.

    Qui un video che mostra, su Windows 11, come “aggirare” il difetto su Adobe. Inoltre sono mostrati altri PDF reader, in ordine di apparizione: Adobe, Adobe, SumatraPDF, Foxit e FireFox (PDF.js).

    Dal tuo articolo, Simboli matematici in TEX e LATEX, ho imparato che

    Per convenzione, nella famiglia 0 c’è sempre il font con cui si scrive il testo normale; nella famiglia 1 il font per il corsivo matematico, cioè per le lettere da usare comunemente nelle formule; nella famiglia 2 c’è un font per i simboli più frequenti; la famiglia 3 contiene il font per i simboli ‘grandi’, come parentesi ingrandibili, sommatoria, integrale e altri.

    ho modificato l’EMC nel modo seguente
    `\documentclass[
    tipotesi=custom,%
    ]{toptesi}

    \usepackage{unicode-math}

    \DeclareMathSymbol{\virgola}{\mathpunct}{operators}{“2C}
    \DeclareMathSymbol{\virgoladecimale}{\mathord}{operators}{“2C}

    \setmainfont{XITS}
    \setmathfont{XITS Math}

    \begin{document}

    \(\pi\approx 3,14\)

    \(\pi\approx 3, 14\)

    \end{document}`
    L’idea mi è venuta perché effettivamente il punto e virgola ha Unicode code point [font=”monospace”]0x3B[/font] sia in XITS sia in XITS Math, mentre la virgola [font=”monospace”]0x2C[/font]. Spero che il glifo provenga da XITS Math e non XITS, che sarebbe da usare solo per il testo.

    Il tuo articolo mi ha ispirato anche un’altra idea che mi piace di meno perché dovrei mettere mano a [font=”monospace”]toptesi.dtx[/font]. In particolare dall’analisi del pacchetto [font=”monospace”]icomma[/font], ho scoperto che

    [font=”monospace”]\mathcomma[/font]. Questo comando è definito usando il codice matematico della virgola, lo si fa a inizio del documento per evitare problemi nel caso si usino pacchetti che assegnano alla virgola un codice matematico insolito

    perciò basterebbe modificare le seguenti righe
    ` \DeclareMathSymbol{\virgola}{\mathpunct}{letters}{“3B}
    \DeclareMathSymbol{\virgoladecimale}{\mathord}{letters}{“3B}`
    in
    `\mathchardef\virgola\mathcode`\,%
    \newcommand{\virgoladecimale}{\mathord{\virgola}}`
    Qui ne propongo una versione applicandola alla classe report, che è alla base di TOPtesi.
    `\documentclass{report}

    \usepackage{unicode-math}

    \setmainfont{XITS}
    \setmathfont{XITS Math}

    \AtBeginDocument{%
    \mathchardef\virgola\mathcode`\,%
    \newcommand{\virgoladecimale}{\mathord{\virgola}}
    \mathcode`\,=”8000 %
    }
    \makeatletter
    {\catcode `,=\active \gdef,{\futurelet\let@token\m@thcomma}}
    \def\m@thcomma{\let\@tempB\virgola
    \@tfor\@tempA:=0123456789\do{%
    \expandafter\ifx\@tempA\let@token\let\@tempB\virgoladecimale
    \@break@tfor\fi}\@tempB}
    \makeatother
    %
    \catcode`\^^Z=10
    \topmargin 0pt

    \begin{document}

    \(\pi\approx 3,14\)

    \(\pi\approx 3, 14\)

    \end{document}`
    Diciamo una “via di mezzo” tra la soluzione di TOPtesi e [font=”monospace”]icomma[/font].

    Inoltre queste due soluzioni assicurano che i font siano solo XITS e XITS Math, eseguendo [font=”monospace”]pdffonts[/font]
    `name type encoding emb sub uni object ID
    ———————————— —————– —————- — — — ———
    RRAJGD+XITSMath-Regular CID Type 0C Identity-H yes yes yes 4 0
    IZLSCG+XITS-Regular CID Type 0C Identity-H yes yes yes 5 0
    `

    Claudio ti allego i PDF che ho tipo-composto con LuaLaTeX, come puoi verificare tu stesso dalle loro proprietà. Inoltre io uso sempre il comando
    `latexmk –halt-on-error –file-line-error -lualatex ./foo.tex`
    Il fatto è che visivamente la virgola appare sempre, ma under the hood Adobe incolla un punto e virgola. Inoltre provando a cercare un numero decimale con la virgola sia Adobe sia Foxit non lo trovano perché si aspettano il punto e virgola.

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    in risposta a: TOPtesi, virgola intelligente e unicode-math #122292
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    Concordo sul fatto che alcuni PDF reader (tra cui Preview di Apple) copiano correttamente la virgola intelligente. In questa clip si vede cosa accade copiando un numero con virgola da Adobe Acrobat Reader (Build: 24.5.20320.0) a TextEdit (ho ingradito volontariamente il testo). Inoltre usando Cmd + D, mostro i font nel file PDF.

    in risposta a: TOPtesi e titoli dei comandi di sezionamento sans serif #122271
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    Grazie della risposta.

    Io non sono né un matematico né un fisico, ma un informatico. Per il corso di Deep Learning ho preparato alcune slide e la questione di come rappresentare i tensori è stata spinosa. Rappresentare un 1-D o 2-D tensor non era un problema perché si tratta di vettori e matrici. Tuttavia come rappresentare un 3-D o 4-D tensor? Alla fine cercando mi sono imbattuto nel tuo articolo su TUGboat ed è stato illuminante. In realtà la distinzione fatta dai fisici, dal mio punto di vista era esagerata, ma non trovavo nessun articolo che dava indicaziozi dal punto di vista matematico. Tanto alla fine anche in Deep Learning, come in matematica (discreta) assimiliamo versori, vettori, tensori e matrici. Per distinguerli usiamo il contesto.

    in risposta a: TOPtesi e titoli dei comandi di sezionamento sans serif #122269
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    Grazie Enrico della risposta.

    Off topic
    Vorrei sapere la tua opinione su quanto ho letto sul Technical Report #25 della Unicode a pagina 34:

    European tradition prefers a more upright shape for the integrals.

    Ritieni che l’aggettivo “European” sia esagerata? Te lo chiedo perché tra le tante cose che ho letto nell’ultimo mese riguardo alla composizione matematica (come sai dalle mie domande su tex.stackexchange.com), questa affermazione riguardo agli integrali mi giunge nuova.

    Forse sono un po’ troppo pignolo e probabilmente ti farà sorridere (come matematico) perché è un po’ come la questione:

    symbols for vectors should be bold italic serif lowercase, for matrices should be bold italic serif uppercase, for tensors should be bold italic sans serif uppercase

    😀

    in risposta a: LX fonts in LuaLaTeX #121792
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    Il codice della slide 6 è`\begin{frame}\frametitle{Comparison between the sanserif fonts}
    If you compare at the same font size this new font with the ordinary sanserif font of the CM/EC collections (the fonts that are used by default, for example, by \textsl{beamer}) you notice a remarkable difference in legibility and this explains the initial choice made by Lamport.
    \begin{center}
    \def\S{\rule{0pt}{2.2ex}}\def\D{\rule[-1ex]{0pt}{0pt}}
    \begin{tabular*}{\linewidth}{r@{\extracolsep{\fill}}l}\hline
    \footnotesize\texttt{\itshape OT1/cmss}\S & \cmssx abcdefghijklmnopqrstuvwxyz\\
    \footnotesize\texttt{\itshape OT1/llcmss}\D& abcdefghijklmnopqrstuvwxyz\\\hline
    \end{tabular*}
    \end{center}
    \end{frame}` identico a quello scritto da Lei. L’unica modifica che ho fatto nella demo è stata aggiungere quella riga nel preambolo, che risolve solo parzialmente il problema: ovvero solo per la slide 19.

    Inoltre la slide di sinistra è quella presa dalla demo compilata nel 2013 e caricata su CTAN.

    Infine Overleaf permette di usare una vecchia versione di TeXLive. Ho testato quella del 2014 perché magari poteva esserci qualche problema con la nuova versione.

    in risposta a: LX fonts in LuaLaTeX #121790
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    Ho parzialmente risolto il problema aggiungendo nel preambolo`\DeclareTextFontCommand{\texttt}{\usefont{OT1}{llcmtt}{m}{n}}`ottengo lo stesso effetto qualora modifico le opzioni di fontenc in questo modo`\usepackage[OT1]{fontenc}`e l’output di `$ pdffonts -f 12 -l 12 ./LXfonts-demo.pdf

    name type encoding emb sub uni object ID
    ———————————— —————– —————- — — — ———
    LRFRIT+leclq8 Type 1 Builtin yes yes yes 68 0
    FWEKPM+lcmsy8 Type 1 Builtin yes yes yes 172 0
    WYZNVD+CMTT8 Type 1 Builtin yes yes yes 403 0
    QHHCYM+lecli8 Type 1 Builtin yes yes yes 139 0
    BYLFFR+lmsbm8 Type 1 Builtin yes yes yes 370 0
    TMKLUD+lcmmi8 Type 1 Builtin yes yes yes 337 0
    HRJVTG+llcmss8 Type 1 Builtin yes yes yes 269 0
    KDKSEC+lcmmib8 Type 1 Builtin yes yes yes 435 0
    YUXNBB+lcmex8 Type 1 Builtin yes yes yes 338 0
    MKZSBK+lmsam8 Type 1 Builtin yes yes yes 436 0
    `Ora viene usato il font [font=”monospace”]CMTT[/font].

    Ad ogni modo per ottenere l’effetto precedente basta modificare leggermente il [font=”monospace”]\DeclareTextFontCommand[/font]:`\DeclareTextFontCommand{\texttt}{\usefont{T1}{llcmtt}{m}{n}}`Anche se il problema sembra risolto rimane ancora la slide 6che non so come risolvere.

    Infine ho provato a compilare la demo originale con TeXLive2014 e pdfLaTeX su Overleaf e ci sono gli stessi identici problemi.

    in risposta a: LX fonts in LuaLaTeX #121788
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    Non so per quele motivo vuoi preparare le tue slide con i font LX

    Beh, il motivo è presto detto: diciamo che

    anch’io elogio la loro leggibilità

    in risposta a: LX fonts in LuaLaTeX #121786
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    Grazie Claudio della risposta.

    Ho eliminato la riga [font=”monospace”]\usepackage[latin1]{inputenc}[/font] e provato a ricompilare la demo originale, quindi contenente il testo greco nella slide 19, con `latexmk -interaction=nonstopmode -synctex=1 -pdflatex ./LXfonts-demo.tex` Tuttavia il risultato non cambia (visualizzatore Adobe Reader)

    Per completezza ti riporto l’output di [font=”monospace”]pdffont[/font] per la pagina/slide 12:

    • per il PDF prodotto da me`name type encoding emb sub uni object ID
      ———————————— —————– —————- — — — ———
      LRFRIT+leclq8 Type 1 Builtin yes yes yes 68 0
      FWEKPM+lcmsy8 Type 1 Builtin yes yes yes 172 0
      FPMTXL+LMMono10-Regular Type 1 Custom yes yes yes 403 0
      QHHCYM+lecli8 Type 1 Builtin yes yes yes 139 0
      BYLFFR+lmsbm8 Type 1 Builtin yes yes yes 370 0
      TMKLUD+lcmmi8 Type 1 Builtin yes yes yes 337 0
      HRJVTG+llcmss8 Type 1 Builtin yes yes yes 269 0
      KDKSEC+lcmmib8 Type 1 Builtin yes yes yes 435 0
      YUXNBB+lcmex8 Type 1 Builtin yes yes yes 338 0
      MKZSBK+lmsam8 Type 1 Builtin yes yes yes 436 0
      `
    • mentre per il PDF prodotto nel 2013`name type encoding emb sub uni object ID
      ———————————— —————– —————- — — — ———
      FERQHL+leclq8 Type 1 Builtin yes yes no 43 0
      FWEKPM+lcmsy8 Type 1 Builtin yes yes no 134 0
      DYNBVR+SFLTT8 Type 1 Custom yes yes no 339 0
      QHHCYM+lecli8 Type 1 Builtin yes yes no 106 0
      BYLFFR+lmsbm8 Type 1 Builtin yes yes no 311 0
      TMKLUD+lcmmi8 Type 1 Builtin yes yes no 282 0
      HRJVTG+llcmss8 Type 1 Builtin yes yes no 221 0
      KDKSEC+lcmmib8 Type 1 Builtin yes yes no 367 0
      WEWYJI+lcmex8 Type 1 Builtin yes yes no 283 0
      MKZSBK+lmsam8 Type 1 Builtin yes yes no 368 0`

    Sembra che la principale differenza siano i font [font=”monospace”]SFLTT8[/font] e [font=”monospace”]LMMono10-Regular[/font]. Il primo risulta essere un font del pacchetto CM-super.

    Magari potresti provare tu: per verificare se anche a te viene prodotto lo stesso risultato.

    P.S.: ho aggiornato tutti i pacchetti di TeXLive2023, che ho scaricato e installato su ArchLinux, da TUG.

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