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3 Novembre 2005 alle 9:16 in risposta a: revisioni latex senza conoscerlo, free sw per correzioni pdf #69812 Novembre 2005 alle 16:44 in risposta a: revisioni latex senza conoscerlo, free sw per correzioni pdf #6978::
Scusate il ritardo con cui rispondo, ma sono tornato solo oggi a Pisa dal ponte.Dunque, esiste un pacchetto che afferma di implementare una specie di source specials per pdf. Il pacchetto si chiama vpe, è costituito dai file vpe.sty e vpe.pl, e si trova, insieme ad altra roba, nella directory oberdiek: questo su CTAN e su MiKTeX.
Non l’ho mai usato e quindi non so se e come funziona, ma da quello che si trova sulla scarsa documentazione (vpe.txt) mi pare di capire che il lavoro vero e proprio venga effettuato dallo script di perl vpe.pl, che però non è distribuito con MiKTeX (ma sul CTAN c’è!). Il pacchetto è vecchio (2000), richiede Perl5 e che venga abilitata, per il compilatore pdftex, l’opzione \write18. Non so quindi quanto sia coveniente usarlo, soprattutto con le nuove versioni di Acrobat.
Ricordo poi di aver letto, nell’elenco dei todo di AucTeX, che era in programma l’implementazione di un poor man source specials, ma credo che questo sia di là da venire…
Comunque rimane l’altro punto, come diceva Fabiano, quello più importante: se non si trova un software free per fare annotazioni su pdf, le possibilità di interscambio tra chi usa LaTeX e chi no sono molto limitate.
Ciao,
Max.
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Ciao Lorenzo.Intanto hai ragione tu per quanto riguarda lmodern: che è il nome del – come chiamarlo? foglio di stile? insomma quello che va usato in \usepackage. Il pacchetto si chiama appunto lm. Dal tuo log, però, mi sembra di capire che la versione che hai non è aggiornata. La mia versione, che non mi dà warnings in compilazione, porta la data 2005/02/28.
Puoi, quindi, fare un paio di esperimenti, se vuoi:
1) Usare `\usepackage{type1ec}` (che fa parte del pacchetto cm-super) al posto di `\usepackage{lmodern}`
2) Aggiornare lm e riprovare con `\usepackage{lmodern}`
In generale, eventuali problemi con lettrine non sono da attribuire alla codifica, ma piuttosto al disegno dei caratteri. Quando usi lmodern al posto di type1cm non cambi solo la codifica, ma usi in effetti due fonts diversi (prova a vedere le informazioni sul font in Acrobat, nei due casi).
Se l’argomento ti interessa, ti posso consigliare un po’ di letture, tutte facilmente reperibili:
1) Innanzitutto, dalla pagina del GuITmeeting 2004, LaTeX e i font: installazione pratica, di E. Zannarini e E. Vavassori. È un’ottima introduzione e fornisce un valido aiuto per districarsi nella terminologia.
2) The Font Installation Guide, di Philipp Lehmann, che, se hai una distribuzione MikTeX completa, dovrebbe trovarsi in texmf\doc\guides\fontinstallationguide; altrimenti la cerchi sul CTAN.
3) La documentazione di fontinst, che trovi sicuramente nella tua installazione di LaTeX.
Ciao, fammi sapere.
Massimiliano.
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Ciao: il problema sta nell’utilizzo di type1cm, che non è corretto insieme alla codifica T1. type1cm va usato solo con la codifica OT1, mentre il suo rimpiazzo per la codifica T1 è type1ec. Ancora meglio, in questo caso, è usare il pacchetto lmodern.Io sostituirei il tuo codice con questo:
`
\documentclass[a4paper,11pt]{article}\usepackage{lmodern}
\usepackage[ansinew]{inputenc}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lettrine}\begin{document}
\lettrine{B}{lah} Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah
Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah
Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah Blah\end{document}
`Puoi trovare queste informazioni a pagina 3 del manuale di lettrine.
Ciao,
Massimiliano.
::io cerco un manuale in inglese sulle edizioni critiche – cosa potreste consigliarmi? ho un libricino, _First Steps in LaTeX_ che parla quasi unicamente di formule matematiche, e molto poco sulla impaginazione etc etc di un libro. devo ammettere che sono newbie, anche se mi interessa tantissimo il discorso!
Un paio di suggerimenti: per le edizioni critiche la guida al pacchetto ledmac, per quello che riguarda il layout di un libro la guida alla classe memoir. Li trovi tutti e due come documentazione allegata ai pacchetti in questione.
Ciao,
Max.
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Non posso votare nessuno dei manuali proposti, non avendoli letti. Paradossalmente ho conosciuto i primi manuali sistematici quando già utilizzavo LaTeX da un po’ di tempo. Non ricordo neanche i testi che ho consultato all’inizio, ma era comunque materiale che si trovava su internet e non era particolarmente dettagliato. Un po’ di pratica e la lettura della documentazione dei vari pacchetti hanno costituito le prime basi, poi si è rivelata utilissima la “Not So Short…” come primo tutorial ben organizzato. TeXbook e la documentazione di memoir sono serviti come approfondimento. E naturalmente, per quanto un po’ ostica, la documentazione del “nocciolo centrale” di LaTeX e delle classi standard rimane il riferimento ultimo. Vedo comunque che anche su internet sta aumentando il numero dei tutorial. Quello dell’Indian TUG (http://www.tug.org/tutorials/tugindia/) mi sembra, a una prima occhiata, ben fatto.Ciao a tutti,
Max.
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Pardon, le mie umili scuse…Esiste eccome un metodo più semplice! Basta sostituire \hfill al posto di \flushright. Questo però a patto che la tabella sia quella che hai postato o che le assomigli molto. L’importante, insomma, è che le singole voci non superino la dimensione di una riga, altrimenti devi usare per forza \flushright, che però inserisce dei brutti spazi verticali (per limitare i danni dovresti allora inserire \flushleft nell’altra colonna, con il risultato che gli spazi verrebbero inseriti in entrambe…).
Anzi approfitto per domandare se qualcuno ne sa di più, su questa cosa.
Ciao,
Massimiliano.
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Sì, la faq è proprio quella. Non mi sembra che debba far aumentare imprecazioni e bestemmie. Hai due possibilità: 1. sostituisci tutti i \\ con \tabularnewline; oppure 2. definisci una macro \newcommand\pippo{\let\\=\tabularnewline}, cambi il preambolo così: {|p{5.5 cm}|>{\flushright\RBS} p{5.5 cm}|}, e lasci tutti i \\ al loro posto.Non mi sembra particolarmente complicato…
Comunque buon lavoro,
Massimiliano.
::ho bisogno di scrivere una tabella che si sviluppi in orizzontale oltre che in verticale,
l’idea è quella di tre tabelle affiancate, ma unite in una,ho provato a separarle con il comando \hfill, ma vengono staccate con il centro alla stessa altezza,
io le vorrei unite con le righe in comune, proprio come un’unica tabella;Perché siano allinate in alto puoi dare a tabular l’argomento opzionale [t]. Non credo, invece ci sia modo di eliminare lo spazio intermedio, anche usando, dentro l’ambiente table, \hfill alle due estremità, resta sempre un minimo spazio.
Non credo neanche vi sia un codice che garantisca che le righe corrispondenti delle varie tabelle risultino automaticamente della stessa altezza, perché il computo viene fatto tabella per tabella in base all’altezza del materiale contenuto nella riga: basta ci sia nella riga di una tabella un comando come \large (o del materiale matematico: frazioni, ecc.) che non corrisponde nell’altra tabella, perché questa vada editata a mano, se non si vuole che venga tutto sfalsato.
Ciao,
Massimiliano.
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Aragorn ha scritto:Quando si usa il secondo costrutto con l’opzione draft nella document class, viene segnalato il fatto che quel paragrafo esce dai margini. Dato che in questo caso l’effetto è desiderato, c’è un modo per disabilitare la verifica fatta da draft in corrispondenza di questo parbox?
Prova con questo:
`
\begin{document}
\usepackage{color}
\uaepackage{chngpage}\definecolor{grigio}{rgb}{0.9,0.9,0.9}
\begin{adjustwidth}{-\fboxsep}{-\fboxsep}
\noindent\colorbox{grigio}{\parbox[l]{\textwidth}{Attenzione al
margine destro.}}
\end{adjustwidth}\end{document}
`
Ciao,
Massimiliano.
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La lunghezza è quella settata da \fboxsep, settandola a 0 ottieni un box che non esce dai margini, ma poi il box diventa troppo aderente al testo in altezza. Conviene definirsi una lunghezza da usare per \parbox in questo modo:`
\newlength\boxwidth
\setlength\boxwidth{\textwidth}
\addtolength\boxlength{-2\fboxsep}\definecolor{grigio}{rgb}{0.9,0.9,0.9}
\noindent\colorbox{grigio}{\parbox[l]{\boxwidth}{Attenzione al margine destro.}}
`Dovrebbe funzionare.
Ciao,
Massimiliano.
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D’accordo con te, infatti io su windows uso quello, e dimenticavo di dire che il search and replace di winedt è un’altra cosa rispetto a quello di texniccenter; però se l’uso che se ne fa è solo per scrivere e non per sviluppare, texniccenter va benissimo e bisogna aggiungerci che è software libero. Detto questo, continuo a usare winedt, anche se spero invece che sia texniccenter, con il tempo, a inglobare le caratteristiche migliori di winedt…ciao,
Massimiliano.
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