Risposte nei forum create
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Grazie della correzione, ma anche con quella mi risulta 10.96 pt.
Sono d’accordo con te che non c’è differenza, ma ogni grant viene controllato anche dal punto di vista del font e non sono pochi i casi di gente esclusa per percentuali di font errate.Ho trovato una parziale soluzione:
* Ho calcolato il rapporto di scala necessario per avere 11 al posto di 10.91
* Ho inserito nel preambolo `\usepackage[scale=1.0087336245]{variablelm}`
* Ora il testo è 11pt esatti, mentre le note sono 8.04pt invece di 8pt, ma non c’è alcun problema in quanto 11 e 8 sono le dimensioni MINIME per testo e note.Questo metodo porta ad effetti collaterali noti?
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Grazie per le risposte.Per ora ho tentato solo la soluzione 2 visto che mi sembrava la più definitiva.
Ho copiato nel preambolo il seguente codice, con 11 al posto del 13.6 presente prima.
`\makeatletter
\renewcommand\normalsize{%
\@setfontsize\normalsize\@xipt{11}%
\abovedisplayskip 11\p@ \@plus3\p@ \@minus6\p@
\abovedisplayshortskip \z@ \@plus3\p@
\belowdisplayshortskip 6.5\p@ \@plus3.5\p@ \@minus3\p@
\belowdisplayskip \abovedisplayskip
\let\@listi\@listI}
\makeatother`L’unica cosa che è cambiata è l’interlinea, ora inferiore; la dimensione del font è rimasta 10.91 pt, misurata con Adobe Acrobat Pro.
Ora provo gli altri due metodi.Grazie moltissimo per l’aiuto, in ogni caso 🙂
Edit: Provando il primo metodo, la dimensione del font passa a 10.96 pt, misurata con Adobe Acrobat Pro. Il tutto usando latinmodern.
Edit2: Stessa cosa con il terzo metodo. La dimensione passa a 10.96 pt.
::cfiandra” post=97364Sempre senza fare polemica, io sono dell’idea che ogni strumento è user-friendly se il suddetto user si mette nella disposizione d’animo migliore per imparare ad utilizzarlo. 😉
Mi spiace, dopo aver perso 4 ore per sistemare la cosa autonomamente spulciando i forum ho dovuto per forza scrivere qua 🙂 . Le uniche risposte che si trovavano in giro erano del tipo:
Utente: ho usato il pacchetto X per la bibliografia, ma non riesco a farlo funzionare correttamente
Esperto A: ma sei matto? dovevi usare il pacchetto Y
Esperto B: per me è meglio quello Z
Esperto C: assolutamente no, meglio l’Y con queste modifiche.Con il risultato netto che il povero utente che si avvicina alla piattaforma latex, ritorna di corsa a Word (analogamente a quelli che provano Linux e vengono “rimbalzati” da una distro all’altra al posto di essere aiutati col problema 🙂 )
cosa vuol dire non andare avanti? Compilando con BibTeX, inoltre, nessun file .bib deve essere generato: deve esserci già prima in quella directory.
Per “non riesco ad andare avanti” intendevo dire che compilando i files ausiliari ottengo errori quali:
`I didn't find a database entry for “Winbo:2011ck”`
`I found no \citation commands—while reading file DIMET_Thesis.aux
I found no \bibdata command—while reading file DIMET_Thesis.aux
I found no \bibstyle command—while reading file DIMET_Thesis.aux
(There were 3 error messages)
`Il file .bib non viene generato dalla compilazione. Al contrario, lo creo attraverso il software che uso per la gestione automatica della bibliografia (e che non mi da problemi nel caso scegliessi bibliografia al termine della tesi).
Come dice Tommaso… cerca di riprodurre un esempio minimo. In buona approssimazione, questo è l’esempio minimo da provare:
L’esempio funziona egregiamente, ma ero in grado di ottenere una bibliografia “generale” al termine dell’intero documento 🙂
Copio qui il codice del file principale della mia tesi, così da far capire come è strutturato il tutto:
`\documentclass[12pt,
twoside,
openright]{book}\usepackage[paperheight=24cm,paperwidth=17cm,top=4.85cm,bottom=4.85cm,left=4.5cm,right=4.5cm]{geometry}
\geometry{a4paper}
\usepackage{graphicx}
\usepackage[T1]{fontenc}\usepackage{pdflscape}
\usepackage{gensymb} %simboli
\usepackage{booktabs} %tabelle
\usepackage{xcolor}
\usepackage{colortbl}\usepackage{topcapt}
\usepackage{lipsum}
\usepackage{setspace}
\usepackage{hyperref}
\hypersetup{bookmarks=true,unicode=true,colorlinks=true, urlcolor=blue,linkcolor=blue,citecolor=blue,filecolor=blue}\usepackage{amssymb}
\usepackage{acronym} %Acronimi all'inizio di ogni capitolo
\usepackage[font=scriptsize,labelfont=bf]{caption} %Didascalie e legende scritte in piccolo
\usepackage{glossaries}
\usepackage{imakeidx} % Pacchetto per indice analitico\usepackage[subsectionbib]{bibunits}
\usepackage[suftesi]{frontespizio}
\graphicspath{{./Immagini/}}
\setcounter{secnumdepth}{3} %Fa arrivare la numerazione delle sezioni fino al terzo livello
\title{Long QT Syndrome modeled with \\human induced pluripotent stem cells (hiPSc)}
\author{Mollan}\begin{document}
\bibliographyunit[\chapter]
\defaultbibliography{References}
\defaultbibliographystyle{alpha}
\onehalfspacing\input{MaterialeInizialeFinale/Frontespizio}
\input{MaterialeInizialeFinale/Indici}
\tableofcontents\input{Capitoli/Introduction}
\input{Capitoli/Art1}
\input{Capitoli/Art2}
\input{Capitoli/Discussion}\end{document} `
In questo file ieri avevo provato sia con bibtex che con bibunit senza successo. In entrambi i casi ho seguito alla lettera le indicazioni presenti sulle guide di Lorenzo Pantieri (grazie per l’Arte) ma purtroppo sembrano esserci delle incompatibilità dovute alla mia inesperienza.
Per bibunit avevo utilizzato:
`
\usepackage[subsectionbib]{bibunits}%\begin{documents}
\bibliographyunit[\chapter] %una bibliografia al termine di ogni capitolo
\defaultbibliography{References} %References.bib è il file contenente le note bibliografiche, generato tramite Papers.
\defaultbibliographystyle{alpha} % uno a caso, non è qua il problema
`Al termine di ogni capitolo utilizzavo il comando \putbib.
La prima compilazione in Latex del documento generava 4 file bu[n].aux
Ora passo alla compilazione con bibtex dei .aux, ma non riesce e mi viene ritornato l’errore: openout_any = p
Ho dovuto modificare i permessi dei file come indicato in questa guida: http://jansoehlke.com/2012/09/bibtex-going-openout_any-p/
Una volta risolto questo, provo a compilare quelli tramite comando “bibtex bu[n].aux” nel terminale, ovviamente una volta raggiunta la directory necessaria.
L’errore sopraggiunge qui: I didn’t find a database entry for “Winbo:2011ck”
Questo accade per tutte le references presenti nel capitolo, e ovviamente genera un file .bbl vuoto.
Ovviamente proseguire nella compilazione degli altri files è inutile e non si arriva alla creazione della bibliografia.La soluzione a cui avevo pensato inizialmente non funziona: ho notato che nel file .aux le citazioni sono indicate come \citation{Winbo:2011ck}, mentre io nel testo le ho definite come \cite{Winbo:2011ck}. Ho modificato alternativamente il testo e/o il file .aux, ma la compilazione rimane comunque senza successo.
Con bibtex accade praticamente la stessa cosa (ho seguito la guida di Lorenzo Pantieri sulle bibliografie con Latex), con il risultato netto che non riesco a compilare la bibliografia.
Scusate per il lungo post e grazie in anticipo. Spero di aver inserito tutto, fatemi sapere se vi servono altre informazioni 🙂
::ivan” post=97358
Non vedo nulla di strano. Texshop è impostato su bibtex di default e l’opzione backend è coretta. L’unica cosa che manca è la seconda compilazione con latex dopo aver eseguito bibtex. Ti consiglio di provare con un file elementare per testare il procedimento. In un secondo momento puoi passare alla bibliografia suddivisa per capitoli.
Per tentare di risolvere il problema dovresti inoltre mostrare l’esito della compilazione con bibtex.Innanzitutto grazie per la risposta!
Gli esiti sono tanti.
Prima si rifiutava di scrivere i files e dava:
`openout_any = p`Dopo aver modificato un file di config manualmente, cambiando i permessi in ” = r ” ora è in grado di compilarli. 🙄
Sarebbe stato troppo semplice però, ovviamente sono anche pieni di errori.Io ho utilizzato il comando \cite{ } per le citazioni.
I files .aux generati contengono \citation{ } e ovviamente non ne trova nel file. Sostituendo \cite{} con \citation{} accade la stessa cosa. “I didn’t find a database entry for “Nome:anno” ”Ora, senza fare polemica, ma gli strumenti che TeX fornisce per questo genere di situazioni sono veramente pessimi, poco user friendly e ancora meno supportati.
Ci mettevo sicuramente meno a scrivere la tesi a mano, bibliografia compresa. 🙄Ti consiglio infine di usare il comando
`
\addbibresource{.bib}
`
al posto di \bibliographyFatto, ma non ho notato cambiamenti.
Attenzione che il file .bib non viene generato da alcuna compilazione. È quello che contiene l’archivio bibliografico.
Il file.bib principale io lo genero tramite un software che uso per tenere tutti gli articoli scientifici (Papers).
::OldClaudio” post=97272Gli acronimi NON sono abbreviazioni, sono sigle e come i loghi vanno scritte come il proprietario dell’acronimo vuole che si scriva; Tommaso dice tutte maiuscole, e ha ragione se intende “nome scritto con le iniziali”; ma se si intende “nome scritto con le parti inziali” allora alcune lettere intermedie potrebbero essere minuscole; per esempio DoS (Denial of Service); Per esempio CoReCo (Comitato Regionale di Coordinamento, se ricordo bene – mi pare che il o la CoReCo (Commissione Regionale di Controllo) non esista più).
Grazie della spiegazione.
Se vuoi usare Iso per Isoprenalina, sei padronissimo di farlo, ma siccome le abbreviazioni non sono acronimi, non è il caso di farne una lista, perché nel testo non si devono usare abbreviazioni, tranne che negli incisi parentetiche dove si possono,non si devono, usare. Di conseguenza il significato di una abbreviazione deve essere evidente dal contesto dove la usi, tenendo conto che in pratica non la dovresti usare mai.
Nella letteratura scientifica l’utilizzo delle abbreviazioni è la norma, altrimenti figure e discorsi sarebbero altamente confusionari.
Abbreviare un clone cellulare del paziente X come : Xc21 evita ogni volta di scrivere “clone cellulare n° 21 del paziente X”.
Una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo consiglia l’uso di abbreviazioni: http://www.nature.com/jid/abbreviations.htmlIl problema del plurale con le abbreviazioni non si pone nemmeno, sia perché le abbreviazioni non mutano al plurale (non stiamo scrivendo in burocratese) sia perché le abbreviazioni non vanno usate quasi mai, e in quei pochi casi in cui si possono usare il plurale deve essere evidente dal contesto, altrimenti l’abbreviazione non si può usare.
Vedi sopra, penso che la letteratura scientifica, dato il linguaggio tecnico, si possa accomunare al “burocratese”.
Guarda che non sto insistendo su questa cosa per il puro gusto della polemica; semplicemente ti sto dicendo che l’uso corretto dele abbreviazioni è talmente raro nella buona tipografia, che non merita pensarci sopra più di tanto.
Grazie, ne terrò conto nella scrittura di testi non scientifici. Purtroppo o per fortuna, nel campo scientifico è un obbligo
::OldClaudio” post=97242Gli acronimi sono appunto acronimi e non possono essere scritti cambiando le lettere che li compongono. Quindi il tuo problema è un falso problema, e ancora più falso è il rpoblema di convertirlia l plurale, sarebbe come cambiare l’acronimo; poi il plurale in quel lingua…:eek:
Quello che dici è corretto (le mie sono per lo più abbreviazioni e non acronimi) ma per il mio scopo è necessario avere le maiuscole per la forma completa dell’acronimo.
Se definisco ISO un farmaco chiamato isoprenalina, devo poter adattare la forma lunga dell’acronimo/abbreviazione alle richieste del testo, come far iniziare un capoverso con la maiuscola. Non penso esistano regole che impediscano l’uso di acronimi/abbreviazioni con lettere maiuscole; se devo iniziare una frase con la parola “laser”, DEVO metterla maiuscola…non ha senso forzare la minuscola perché è un acronimo.
::illinguista1972″ post=97216
Ciao, sto scrivendo la mia tesi di dottorato ma purtroppo riscontro un problema col pacchetto acronym nella gestione delle maiuscole. Leggendo la guida del pacchetto non ho trovato nulla a riguardo, ma trovo impossibile che nessuno si sia trovato nella medesima situazione.
Spiego brevemente il mio problema:Definisco un acronimo nell’apposita sezione con:
\acro{CaM}[CaM]{calmodulin}
La prima volta che l’acronimo viene inserito nel testo (\ac{CaM}), esso viene presentato nella forma lunga seguita dall’acronimo in parentesi: calmodulin (CaM), ma non c’è distinzione tra maiuscola e minuscola se l’acronimo è presente all’inizio della frase o meno. Mi trovo quindi ad avere lettere minuscole ad inizio frase o lettere maiuscole in mezzo alle frasi; entrambi i casi sono sbagliati, oltre ad essere anche brutti graficamente.
Esiste un modo per presentare un acronimo con la prima lettera maiuscola?
Mi verrebbe da dirti: evita di cominciare una frase con un acronimo. Forse è la soluzione migliore.
O forse, potresti dare un’occhiata al pacchetto acro, che ti consiglio vivamente.
Ciao
TommasoGrazie per la risposta!
Proverò a guardare acro, anche se immagino dovrei riformattare tutto il testo e il tempo è veramente poco. Un semplice comando capitalize \acc{acronimo} analogamente al plural (\acp{}) sarebbe la soluzione migliore. Provo a scrivere all’autore del pacchetto perché la dimenticanza mi sembra assurda.
::
Il tuo non è un caso raro.
Non si trovano motivazioni sufficienti in docenti di 40-60 anni per allontanarle dai pacchetti office.Io sto scrivendo la tesi di dottorato (ambito biomedico) e anche da me non si ha la più pallida idea di cosa sia LaTeX. Il relatore vuole necessariamente ogni file in formato .doc, in maniera da poterlo MODIFICARE pesantemente (si, leggete bene, non sono semplici correzioni) per adattarlo al suo stile; e questo accade persino per le tesi. Io continuo a usare LaTeX perché mi trovo decisamente più comodo: eccetto le tabelle, per cui rimpiango gli editor visivi, diventa un piacere gestire bibliografia, indici, acronimi e sopratutto figure. Ovviamente il relatore ha il coltello dalla parte del manico e non ci si può che adattare. Dire “cambia relatore” penso sia frutto di qualche umanista che non sa bene come funziona il mondo scientifico 🙂
::Cosa mi consigliereste voi?
Spero che non sia stato così indeciso anche nella stesura della tesi 😉
Quella è già scritta 🙂 rimane “solo” da fare l’impaginazione….
Visto che non ti sai decidere, prova anche
`\documentclass{suftesi}`
Ci sono alcune opzioni per personalizzare titoli e testatine. Ma elimina fancychap e tutte le altre personalizzazioni. E leggi la documentazione.
Ma se ti piace fancychap dubito che ti piacerà suftesi. Troppo sobria.Ciao
IvanGrazie per i consigli, proverò anche quello.
::
oggi mi sono letto la bellissima guida di Mori per la stesura di una tesi in LaTeX. Fornisce ottimi spunti, però ha contribuito a confondermi ancora di più le idee… :-/Ho scoperto però che da ottobre non servirà più consegnare la tesi cartacea in segreteria didattica, ma vorranno solo la copia elettronica. Posso quindi elaborare tutto in fronte-retro finalmente 🙂
Nel mentre, ho provato a fare due versioni di quanto scritto della tesi fino ad ora, una in classe book e l’altra con classicthesis. Purtroppo è piena indecisione tra le due scelte….sia per il font (migliore in book), sia per la resa delle intestazioni di ciascun capitolo (migliore in classicthesis, anche con il pacchetto fncychap.
Cosa mi consigliereste voi?
::Domanda da neofita….posso usare la classe book anche se farò una tesi solo fronte e non fronte-retro? Mi pareva di aver letto che la classe book adatta i margini in maniera diversa in base alla stampa fronte-retro. Ricordo male o si può mettere un’opzione aggiuntiva?
Raccomandazione numero 2: prima di cimentarti nella scrittura della tesi, leggi una guida di base. In giro ce ne sono di carine… 😉
Ciao,
L.Hai qualche consiglio? 🙂
::Penso che l’impostazione solo fronte, voluta dal dipartimento universitario, sia dovuta al poco spazio nei margini che si otterrebbe con una tesi fatta in Word dallo studente medio. Il controrelatore non avrebbe spazi per appuntarsi domande o correzioni. Io, come te, vedo abbastanza inutile questo sistema….
No, il motivo è un altro. 🙁
Ciao
EnricoIgnoro allora quale sia 😯
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