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Quindi ti consiglio per il momento di continuare a scrivere, con il semplice stile verbose-trad2. A breve (un paio di giorni) sarà a disposizione uno stile adatto senza dover scrivere centinaia di righe nel preambolo.
Ciao
IvanConfermo. Ora ho rimesso a posto ma non riesco a riavere tutti i titoli in corsivo. Vabbè, comunque vada la mia tesi sarà la più bella nella storia del mio dipartimento, e probabilmente della mia facoltà, anzi, direi che occuperà il primo, il secondo e il terzo posto overall. Purtroppo non posso dire altrettanto per il contenuto!!!
Un’altra cosa, la butto là: a proposito delle latinitates. Quando troviamo una citazione “già citata”, ci sono tre possibilità:
1- Appena citata, e allora, senza dubbi, io uso “Ibid.”
2- Ultima (o unica) opera citata di un dato autore, e allora io scrivo “Cognome, op. cit.”
3- In tutti gli altri casi, “Cognome, Shorttitle, cit.” oppure “Cognome, Shorttitle cit.”, che è la più elegante
Biblatex purtroppo non distingue questi tre livelli, ma solo tra (1) da una parte, e (2) e (3) dall’altra, e in questo caso verbosetrad2 scrive quindi “Cognome, Shorttitle, op. cit.”
Ci sono speranze per spiegare a BibLaTeX queste sottigliezze?
Ciao e grazie!
P.S. Poi, naturalmente c’è l’uso di “Id.” ma quella è un’altra faccenda.
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[Scusate, avevo dimenticato di chiudere una graffa in alcuni copia-incolla, ma mi rimane un problema, con un altro messaggio d’errore ora provo a cercarlo da solo, se non ci riesco, riposto]Argh!
Non so cos’ho fatto e disgraziatamente non ho una copia di backup che non sia antica, in ogni caso non riesco più a compilare. Questo è il log:`…
Package biblatex Info: Trying to load configuration file…
Package biblatex Info: … file 'biblatex.cfg' found.
(“C:\Programmi\LaTeX-related\MiKTeX 2.8\tex\latex\biblatex\biblatex.cfg”
File: biblatex.cfg
)))
Runaway definition?
#1#2#3#4#5#6#7#8->\ifnum \value {listcount}=1\relax \iffirstinits {\textsc \ETC
.
! File ended while scanning definition of \abx@nfd@*@sortname.
}
<*> TesiPhD.texI suspect you have forgotten a `}', causing me
to read past where you wanted me to stop.
I'll try to recover; but if the error is serious,
you'd better type `E' or `X' now and fix your file.! Emergency stop.
<*> TesiPhD.tex*** (job aborted, no legal \end found)
…
`Prima di capire che stavo sbagliando, devo aver pasticciato con i codici di Ivan, comunque copio la parte del mio preambolo che non funziona, c’è poconulla di mio e tutto copia incolla, inoltre non so quanto di questo codice sia utile o no:
`…
\usepackage[babel,italian=guillemets]{csquotes}
\usepackage[natbib=true,style=verbose-trad2,sorting=nyt,hyperref=true, backref=true, backrefstyle=none, strict=false, backend=bibtex8, indexing=cite, isbn=false]{biblatex}%per il titolo dei giornali:
\DeclareFieldFormat{journaltitle}{\mkbibquote{#1}}
% per i tioli in generale
\DeclareFieldFormat{title}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat{shorttitle}{\mkbibemph{#1}}
% se non dovesse funzionare,
\DeclareFieldFormat[article]{title}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[article]{shorttitle}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[incollection]{title}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[incollection]{shorttitle}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[inproceedings]{title}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[inproceedings]{shorttitle}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[misc]{title}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[misc]{shorttitle}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[thesis]{title}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[thesis]{shorttitle}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[unpublished]{title}{\mkbibemph{#1}}
\DeclareFieldFormat[unpublished]{shorttitle}{\mkbibemph{#1}}%per mettere il corsivo nelle latinitates
\renewcommand*{\mkibid}{\emph}%per rimetterlo in CIT. e al posto di op. cit.:
\DefineBibliographyStrings{italian}{%
opcit = {cit\adddot}}%Poi, per avere “cit.” in tonto e non preceduto da una virgola va ridefinita la macro “title”:
\renewbibmacro*{cite:title}{%
\printfield[citetitle]{\emph{labeltitle}}%
\setunit{\addspace}%
\printtext[bibhyperlink]{\bibstring{opcit}}}%per maisucoletto negli autori
%\renewcommand*{\mkbibnamelast}[1]{\textsc{#1}}
%\renewcommand*{\mkbibnamefirst}[1]{\textsc{#1}}%Virgole al posto dei punti nella bibliografia; Trovato in forum italiano:
\renewcommand*{\newunitpunct}{\addcomma\space}%per levare il punto dopo “in”:
\renewbibmacro*{in:}{%
\bibstring{in}\setunit{\space}}%Per togliere “in” nelle voci @article:
\DeclareBibliographyDriver{article}{%
\usebibmacro{bibindex}%
\usebibmacro{begentry}%
\usebibmacro{author/translator+others}%
\setunit{\labelnamepunct}\newblock
\usebibmacro{title}%
\newunit
\printlist{language}%
\newunit\newblock
\usebibmacro{byauthor}%
\newunit\newblock
\usebibmacro{byeditor+others}%
\newunit\newblock
\printfield{version}%
\newunit\newblock
\usebibmacro{journal+issuetitle}%
\newunit\newblock
\printfield{note}%
\setunit{\bibpagespunct}%
\printfield{pages}
\newunit\newblock
\printfield{issn}%
\newunit\newblock
\printfield{doi}%
\newunit\newblock
\usebibmacro{eprint}
\newunit\newblock
\usebibmacro{url+urldate}%
\newunit\newblock
\printfield{addendum}%
\newunit\newblock
\usebibmacro{pageref}%
\usebibmacro{finentry}}%per fare in modo che solo gli autori siano in maiuscoletto, non i curatori:
\DeclareNameFormat{sortname}{%
\ifnum\value{listcount}=1\relax
\iffirstinits
{\textsc{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#4}{#5}{#7}}}
{\textsc{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#3}{#5}{#7}}}%
\ifblank{#3#5}
{}
{\usebibmacro{name:revsdelim}}%
\else
\iffirstinits
{\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#5}{#7}}}
{\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#3}{#5}{#7}}}%
\fi
\usebibmacro{name:andothers}%ulteriore codice, credo per fare i miuscoltti anche in linea
\DeclareNameFormat{labelname}{%
\scshape
\ifcase\value{uniquename}%
\usebibmacro{name:last}{#1}{#3}{#5}{#7}%
\or
\ifuseprefix
{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#5}{#8}}
{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#6}{#8}}%
\or
\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#3}{#5}{#7}%
\fi
\usebibmacro{name:andothers}}
%
\DeclareNameFormat{sortname}{%
\scshape
\ifnum\value{listcount}=1\relax
\iffirstinits
{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#4}{#5}{#7}}
{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#3}{#5}{#7}}%
\ifblank{#3#5}
{}
{\usebibmacro{name:revsdelim}}%
\else
\iffirstinits
{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#5}{#7}}
{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#3}{#5}{#7}}%
\fi
\emph{\usebibmacro{name:andothers}}%% DA IVAN: Non succede solo a te Serve un altro codice, in effetti. Riporto di seguito i tre codici necessari per ottenere in maiuscoletto il nome degli autori (o curatori) che compaiono solo all'inizio della voce bibligrafica. Per il codice (2) si fa riferimento allo stile verbose-trad1 (funziona anche per il verbose-trad2, verbose-ibid, verbose-inote).
% 1) Questo codice serve per le citazioni
\DeclareNameFormat{labelname}{%
\ifcase\value{uniquename}%
\textsc{\usebibmacro{name:last}{#1}{#3}{#5}{#7}}%
\or
\ifuseprefix
{\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#5}{#8}}}
{\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#6}{#8}}}%
\or
\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#3}{#5}{#7}}%
\fi
\emph{\usebibmacro{name:andothers}}% Serve anche una modifica al codice della macro cite:full:
\renewbibmacro*{cite:full}{%
\printtext[bibhypertarget]{%
\usedriver
{}%
{\thefield{entrytype}}}%
\usebibmacro{shorthandintro}}%3) Questo codice serve per la bibliografia:
\DeclareNameFormat{sortname}{%
\ifnum\value{listcount}=1\relax
\iffirstinits
{\textsc{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#4}{#5}{#7}}}
{\textsc{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#3}{#5}{#7}}}%
\ifblank{#3#5}
{}
{\usebibmacro{name:revsdelim}}%
\else
\iffirstinits
{\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#5}{#7}}}
{\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#3}{#5}{#7}}}%
\fi
\emph{\usebibmacro{name:andothers}}\bibliography{F:/DiLavoro/Tesi/TesiUTF}
…`Ho provato a tagliare parti di questo codice, invertire alcune posizioni, ma ottengo sempre risultati negativi: prima di partire con l’impresa certosina di debug chiedo a Ivan o a qualcun altro di dare un’occhiata veloce, magari l’errore è più macroscopico, e mi risparmierebbe ore.
Grazie!
PieroP.S. tra i pochi dettagli minori o minimi che mancano, ci sarebbe quello di levare il maiuscoletto da “e” in una lista di autori. Quando ho fatto il pasticciaccio stavo cercando di ottenere il corsivo in tutti gli shorttitle in citazione, dato che si ostinava a usarli solo per il type @book, mentre gli altri li metteva in virgolette caporale.
::
Ivan, ho visot con orrore che devo ancora ringraziarti per la risposta finale che mi avevi dato a gennaio…
In realtà il tuo aiuto è stato enorme, e vedo che anche agli altri utenti è servito molto. Devo confessare che certi punti del tuo codice sono puro arabo per me, ma finché funzionano…
Grazie ancora, e cerca di avere pazienza con me, perché fra 10 giorni devo consegnare la tesi e pioveranno richieste di aiuto in extremis!!!
Piero
::Devi usare un filtro. Lo trovi spiegato nel’articolo di Lorenzo:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdfGrazie.
Non mi sembra però la strada ideale: i filtri si basano sulle categorie, e in una categoria i record vanno inseriti a mano uno a uno, o sbaglio? Io invece vorrei una maniera semplice per dividere una bibliogafia, ad esempio in due gruppi: inproceedings, incollection e article da una parte, tutto il resto dall’altra. Mi ci sono arrovellato, e l’unica maniera, mi sembra, sia quella di inserirre manualmente i record OPPURE usare delle keyword nel campo dei record, il che è poi lo stesso approccio, dato che è sempre “manuale”. Poi se aggiungo record devo ricordarmi anche di aggiungerli manualmente, insomma…. non è proprio una soluzione elegante. Se avete altre soluzioni, fatemelo sapere!!!
Grazie,
Piero
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Salve a tutti
Voglio fare una bibliografia “per tipo”.
Come faccio a includere diversi TYPE di documenti in una stessa sezione dela bibliorgafia?
Vale a adire: se voglio raggruppare tutti i “volumi” da una parte, ho provato così:`\printbibliography[heading=volumi,type=book,type=collection]`
ma mi da errore, credo perché ho provato a dichiarare due volte “type”. Io voglio includere tutti e due i tipi, senza naturalmente essere costretto a fare il contrario, cioè una lista “per elminazione” di nottype= visto che ho almeno 12 type diversi, e se devo modificare qualcosa impazzisco.
Devo usare le categorie? Boh, aiutatemi.
Ciao!
::
Temo di non poter aiutare, primo per grave difetto di competenza, secondo per l’improrogabile consegna della mia dissertazione a fine marzo.
Tuttavia, spero accettiate qualche consiglio di massima.
Sulle guide, sono in totale sintonia con Pierfranco.
A quando un “LaTeX persino per Te”??? O un libercolo a fumetti? A parte gli scherzi P. ha messo il dito nella piaga. Una guida onnicomprensiva di come “avviare” la macchina LaTeX non esiste in italiano, e non mi risulta che inglese ci sia qualcosa. Trovo che scendere al livello del popolino avrà dei benefici incalcolabili, anche in termini di feedback a lungo termine. Un problema di LaTeX è che, parallelamente a molte esperienze di open software, si è sempre più trincerato nello specialismo invece di aprirsi a tutti gradualmente. Credo che per le grandi esperienze di software libero sia arrivato il momento della riscossa, e la riscossa deve procedere dal popolo! (Uh, dovevo fare il rivoluzionario…)
Comunque le teste ci sono, eccome: non dubito che ci saranno risultati a breve su questo fronte. Ciao!Piero
::
Pierfranco,
mi sembra che la tua analisi sia eccellente e completa.
Per il tuo Manuale, avanzo una osservazione: stiamo comunque parlando della comunità studentesca scientifica. Per gli studenti umanisti, tale manuale potrebbe essere puro arabo.
Non mi stancherò mai di sottolineare quanto la comunità LaTeXiana (ma anche la sottocomunità LyXiana di cui faccio parte) abbia una mentalità enormemente distante da quella comune in ambito umanistico, e ciò è un problema importante, perché il mondo umanistico è una terra ricca e fertile da colonizzare. Si tratta di gap tra paradigmi culturali in tutto e per tutto simili a quelli tra due diverse lingue: e non possiamo certo aspettarci che umanisti si mettano a parlare come i LaTeXiani. Mi spiego meglio: se io ho conoscenze tecniche di LaTeX largamente inferiori alla media, posso senza timore affermare di appartenere a quell’1 o 2, massimo 3% percentile di studiosi/studenti umanistici più ferrati in campo di informatica, programmazione, insomma, tutto ciò che è “maneggiare un PC”. In generale, la mia posizione, diciamo, intermedia, mi permette di cogliere il vasto gap nel quale mi trovo: da una parte LaTeXiani (o Linuxiani, o programmatori ecc.) che sorridono con sufficienza ai miei sproloqui e insipienza in fatto di codice & co., dall’altro colleghi umanisti pur anche “progressisti” che strabuzzano gli occhi in risposta ai miei tentativi di spiegare in parole molto povere quali sono i miei strumenti di lavoro. In mezzo, il nulla (oltre a me). Ma chi riuscisse a gettare un ponte su questo nulla, avrebbe uno spazio enorme da “conquistare” (scusate la metafora bellica/mercantile, fa da sano antidoto alla tendenza opposta – ma non meno pericolosa – di tipo “elitarista” del mondo LaTeX e opensource).
Dove voglio arrivare? Semplicemente, BibLaTeX è una ghiotta occasione per avvicinare l’utenza umanistica. Da solo non è ovviamente sufficiente: personalmente (e so che alcuni tra di voi si strapperanno i capelli per lo scandalo) trovo che LyX sia attualmente la strada da seguire per raggiungere quel vasto mondo umanistico incolto (incòlto o incólto, fate vobis) là fuori, e non solo quello. Ma BibLaTeX renderebbe molto più evidenti alcuni seri vantaggi in termini di economia del tempo, se venissero migliorati gli stili più usati da noi umanisti, essenzialmente quelli verbosi di tipo tradizionale con latinitates ecc. Aiutare Lehman a sfornare la versione stabile 1.0 darebbe impulso agli scettici e agli sviluppatori. Lo stesso team di LyX ha ripetuto più volte che non appena Lehman darà il grande passo implementerà BibLaTeX come sistema di citazione standard in LyX.
Poi, indipendentemente da LyX, bisognerebbe comunque raccogliere più opinioni sulle reali necessità degli umanisti per uno sviluppo solido e AD AMPIO RAGGIO di BibLaTeX gettando le basi per sconfiggere (scusate) l’imperante paradigma “tecnico/scientifico” che reprime quelle che possono essere le naturali vocazioni umanistiche di LaTeX. Un manualetto ddi BibLaTeX per umanisti sarebbe oro puro, in questo contesto.
Scusate la cicalata, cercavo solamente di assicurarmi che le esigenze di base del mondo umanistico fossero tenute in dovuta considerazione da parte vostra.
Grazie a tutti per l’ecellente lavoro che state portando avanti.
Piero
::1) Per la prima richiesta dovrebbe bastare
`\DeclareFieldFormat{title}{\mkbibemph{#1}}
`
A seconda dello stile che usi potrebbe essere necessario definire il formato per ogni tipologia di voce. Nel caso degli articoli:
`\DeclareFieldFormat[article]{title}{\mkbibemph{#1}}
`3) Per avere solo i nomi degli autori o degli editori (se si tratta di @collection), ma non degli editors, ovvero curatori di un @book è più complicato. La soluzione che propongo è poco raffinata. Andrebbe studiata meglio.
`\DeclareNameFormat{sortname}{%
\ifnum\value{listcount}=1\relax
\iffirstinits
{\textsc{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#4}{#5}{#7}}}
{\textsc{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#3}{#5}{#7}}}%
\ifblank{#3#5}
{}
{\usebibmacro{name:revsdelim}}%
\else
\iffirstinits
{\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#5}{#7}}}
{\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#3}{#5}{#7}}}%
\fi
\usebibmacro{name:andothers}}`4) Non riesco a capire. Mi pare che prima di “Vedi p. x” ci sia il punto fermo
6) ” “in” preceduto dalla virgola prima del titolo del volume, ma SOLO per @incollection”
Per fare questo bisogna aggiungere:
`\setunit{\nopunct}` all’inizio della ridefinizione della macro “in:” che trovi nella doc dei miei stili.
7) “Solo la virgola tra titolo articolo e titolo periodico”. Non capisco. Non è già così?Grazie Ivan, per i punti non più elencati funziona tutto bene, tuttavia:
1: funziona bene ma solo specificando la tipologia. Ma chissà perché non con @phdthesis… Boh???
3: perfetto, ma solo in Bibliografia finale: nelle note a piè pagina rimane tutto in tondo, anche i nomi degli autori (di tutte le tipologie)
4: semplicemente, ridefinendo come virgola la separazione standard, essa viene messa anche ALLA FINE del riferimento, e quindi di conseguenza, “v. …” rimane in minuscolo!!! Invece bisogna semplicemente specificare che comunque sia il riferimento deve finire con un punto.
6 e 7: non capisco io, forse volevi rispondere al punto 7 con il 6 comunque mi spiego meglio dato che sono stato poco ordinato: nel caso di periodici NON voglio “in”, ossia:Titolo dell’articolo, <
> mentre tutto il resto (incollection ma anche inproceedings ecc) dovrebbe essere (e in parte ormai già è, grazie ai tuoi consigli)
Titolo del contributo, in Titolo del volume
ossia come ho sempre fatto, fanno sempre quasi tutti i miei colleghi e, tra l’altro è indicato nel link che ho lasciato. Immagino che sia una bazzecola per te, ma da ignorante di LaTeX mi sono subito arenato.
Già che ci sono butto là altre richieste, che non so se siano fattibili:
L’”op. cit.” (che io ho cambiato e uso sempre in corsivo) non ha senso DOPO il titolo, ma andrebbe semplicemente “cit.” in tondo e senza virgola, cioè
“Titolo” cit.
oppure
Titolo cit.
(Ovviamente uso lo stile verbose trad2).
In ogni caso ti ringrazio immensamente, ora la mia bibliografia fa un effetto decisamente bello. Mi dispiace non poter usare il tuo stile, che trovo favoloso, ma il mio supervisore mi ammazza se metto ‘ste cose moderne!!!
Grazie ancora
Piero
::Per me, dire che bisognerebbe usare un unico bibliografico stile equivale a dire che bisognerebbe usare un unico font (o un unico stile di pagina; o dei margini fissi uguali per tutti)… Fuori discussione.
L.
Che ne dici allora dell’idea di concentrarsi su un piccolissimo numero di stili “di base” personalizzabili ma già “completi”? Es: autoreanno, numerico, verbosotradizionale?
::
Il mio centesimo.
Mi ha indicato Ivan questa discussione.
Gli rispondo: i tanto bistrattati stili verbose sono in realtà molto utili per il lettore.
Innanzitutto rimando a http://www.libraweb.net/norme_ing.pdf , che contiene norme redazionali di un eccellente editore per il quale devo pubblicare un saggetto (che tra l’altro parla anche di LaTeX!!!). Quel manualetto, che non conoscevo, riassume quasi alla perfezione ciò che andavo cercando da tempo, e può risultare per qualcuno molto “all’antica”, ma descrive in sostanza ciò che molti vorrebbero fare anche se non sempre riescono, dato che richiede molta attenzione e molto tempo (se non hai BibLaTeX!!!)
Secondo me l’equivoco sugli stili verbose nasce dal fatto che si dà per scontato che implichino l’assenza di una bibliografia finale. Certo, se ho già dato tutte le informazioni, posso SALTARE la bibliografia finale e risparmiarmi qualche pagina. Ma posso sempre metterla, e, di fatto, io la metto. Nelle pubblicazioni tipo monografia/tesi umanistiche, quasi sempre si adottano ENTRAMBE le soluzioni: citazioni verbose con latinitates ecc. e bibliografia finale, separata o no per sezioni (fonti di diverso tipo, letteratura scientifica…), ordinata alfabeticamente e, per lo stesso autore, di solito, cronologicamente.
Per quanto riguarda saggi e articoli, invece, la bibliografia finale di solito non appare. Ciò ha senso fino a che la mole dello scritto (e della bibliografia) sono limitati. A mio parere, a partire da una certa dimensione (30-40 pagine) la bibliografia finale sarebbe d’obbligo, ma come al solito decide l’editore. In alcune pubblicazioni umanistiche ben curate, anche di notevoli dimensioni (7-800 pagine con decine di saggi intorno al medesimo campo di studi) la bibliografia è unica per tutti, e lo stile è “verboso” e tradizionale. Insomma, “la casistica è infinita”.
Alcuni sostengono che è comodo avere la bibliografia finale di un articolo per controllare a colpo d’occhio l’importanza di un tale autore nello scritto. Beh, non mi sono mai posto questa esigenza, che forse può essere pertinente ai lettori dei rami scientifici o tecnici.
Altri sostengono che lo stile verboso, con le latinitates, è scomodo. Non capisco. E’ scomodo cercare in fondo alla pubblicazione, per ogni citazione, a cosa corrisponde “Rossi (1984)”, Invece “Rossi, Quel saggio là cit.” occupa pochissimo spazio in più (BibLaTeX sa come usare il field “shortTitle”) e richiama immediatamente alla mente di cosa si tratta, visto che verosimilmente l’abbiamo citato poche pagine fa.
Ricordo una cosa importante, che mi pare spesso sfugga ai LaTeXiani scientifici: spesso in ambito umanistico il riferimento o il rimando bibliografico (ossia come dicono tutti con un termine improprio, la “citazione”) non “corrisponde” a una nota, ma è CONTENUTA in una nota, la quale spesso ha carattere discorsivo in tutto e per tutto simile al testo principale (la nota è però di solito più libera dalle convenzioni del testo principale, e può essere più secca e telegrafica o al contrario essere magari ironica e scherzosa). In parole povere, in nota va tutto quello che è “accessorio”, e di conseguenza anche i riferimenti bibliografici.
Quindi? Beh, ciò implica che un riferimento bibliografico può essere all’interno di una frase, e corrispondere al soggetto o a un complemento di questa. Per comodità l’autore, o il titolo, o qualche altra parte può essere isolata. Le conseguenze sono che lo stile dovrebbe essere il più possibile terso: niente punteggiatura diversa dalla virgola, niente parentesi (salvo elementi e casi particolari) e possibilità di estrarre solo determinati elementi del riferimento. Ad esempio:
“Ciò è evidente in Mario Rossi, Quel saggio là, in [/i]Saggi vari, Roma, Editore, 2010, pp. 120-130 e, nello stesso volume, in Franco Bianchi, Quell’altro saggio, pp. 140-150.” Attualmente spiegare a BibLaTeX di citare solo parti del riferimento è difficile o impossibile, e implica di metterli a mano, con il pericolo di eventuali ineleganze o errori nel caso si modifichi qualcosa nello stile o nel testo.In definitiva, propongo lo sviluppo NON di un unico stile (che trovo decisamente un idea limitativa!) ma di un pugno di stili di base (non più di 5, l’ideale sarebbe 3), dai quali ciascuno si farebbe tramite opportune modifiche, il proprio.
Uno di questi stili base dovrebbe essere una variante di quello definito nel manualetto del link che vi ho lasciato, e sarebbe appunto lo stile “IperVerbosoUmanisticoItaliano”. In più, ma questo centra poco, gradirei non fosse pregiudicata l’usabilità in LyX, che è il software che uso per produrre LaTeX.Ho scritto tantissimo quindi mi permetto solo un’altra piccola chiosa. Lo stile verboso è molto utile per la lettura su carta, ma un formato ipertestuale in PDF o HTML rende forse molto più agile ed elegante uno stile numerico (o anche autore-anno) dato che snellisce le note. La distinzione tra un documento destinato alla stampa o alla fruizione ipertestuale è importante e qualcuno potrebbe sentire l’esigenza di separare le due cose. Forse uno stile espressamente pensato per la pubblicazione on-line (pdf o html) sarebbe utile, e potrebbe stabilire rapidamente uno standard. In ogni caso bisognerebbe migliorare il dialogo BibLaTeX-hyperref dotando di ciascuna citazione di un link alla corrispondente voce bibliografica, anche negli stili verbose.
Basta, spero di essere stato utile e di non aver inutilmente complicato le questioni.
Grazie a tutti e ciao!
Piero
::Che cosa intendi per stili “moderni” o “anglosassoni”?
Mah, intendo tutto quello che non è citazione completa tradizionale, niente autore-anno, numerico ecc., insomma tutto ciò che ti costringe ad andare alla bibliografia ogni volta che trovi una citazione…. Comunque, a ciascuno il suo stile. Quello che ho proposto è molto “classico” e largamente utilizzato, seppur con varianti, ed è codificato in una forma “aurea”, proprio in quel documento del link che ho lasciato, da una cassa editrice di pregio, quindi penso che meriti attenzione.
Un solo appunto sulla (inesistente) diatriba tradizionalisti vs. autore-anno: il tipo di citazioni autore-anno poteva perfettamente essere implementato anche senza BibLaTeX. L’enorme differenza è per gli stili complessi quali quello che ho proposto, per i quali la “potenza” di BibLaTeX è invece determinante. Non mi sorprenderebbe se grazie a BibLaTeX lo stile tradizionale riprendesse auge, grazie all’enorme semplicità d’uso del pacchetto.
Comunque: qualcuno può aiutarmi???
Grazie e ciao!!!!
::
Ciao, io uso Lilypond per gli esempi musicali.
Utilizzando l’editor LyX, non posso usare lilypond-book con facilità per cui ho optato per includere normali file lilypond. La gestione che LyX ha di questi file è eccellente. In ogni caso, lilypond è la scelta migliore per il LaTeXiano che desidera esempi musicali o musica!!!
::
Ce l’ho fatta, scusa l’insipieanzaUna soluzione potrebbe essere quella di usare gli sitli bibliografici philosophy. Li trovi qui
Ivan
Ciao, io uso Win XP sp3 e ho provato in tutte le maniere: non riesco a copiare i tuoi file fuori dall’archivio! Effettivamente usi nome cartella abbastanza inusuale! Come faccio ad aprirlo?
Ciao -
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