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Una soluzione potrebbe essere quella di usare gli sitli bibliografici philosophy. Li trovi qui
Ivan
Ciao, io uso Win XP sp3 e ho provato in tutte le maniere: non riesco a copiare i tuoi file fuori dall’archivio! Effettivamente usi nome cartella abbastanza inusuale! Come faccio ad aprirlo?
Ciao
::LyX avvera la promessa del LaTeX.
pierfrancoParole sante; e a rischio di sembrare pedante aggiungo che tra l’altro le stesse parole le ho formulate in quegli esatti termini almeno un annetto fa in altra sede: ora le risottoscrivo più convinto di prima.
Devo solo aggiungere che in alcuni aspetti, per approssimarsi alla perfezione LyX dovrebbe ancor più smarcarsi sia dal semplice codice LaTeX sia soprattutto dalla concezione visiva ancora banalmente WYSIWYG, ma questo è un altro, lunghissimo discorso.
Inoltre sono convinto che le potenzialità di LyX siano addirittura sottovalutate dagli stessi sviluppatori, che sono poi per lo più veri LaTeXiani e a quanto pare accademici di varia natura ed estrazione; io uso LyX per prendere appunti (anche direttamente sui miei file di lavoro) che non verranno MAI stampati, perché il sistema di note e di branches è personalizzabile e visivamente eccellente, cosa nemmeno immaginabile in Word o OpenOffice da una parte o in un editor testuale dall’altra.
Basta, ho finito con la pubblicità!!!H.
::A parte tutte queste chiacchere, quello che mi preme è che il forum non perda l’occasione di essere un punto di riferimento per tutti.
Certo questo potrebbe comportare degli svantaggi, se non la rovina del forum, con l’arrivo di decine di utenti poco preparati e meno “d’elite”.
Però secondo me è un rischio che va corso.Se Pierfranco ha toccato una questione importante (e cioè l’importanza della tanto bistrattata rappresentazione “grafica”), Francesco ha fatto notare come l’arrivo di gente meno “d’elite” rappresenti un rischio necessario.
Penso che nelle comunità “open” (o “geek”…) il rischio sia sempre quello opposto: un elitarismo tecnocratico e alla lunga sterile (e certamente non necessario). Penso che, in tutti i campi, persino dai principianti si possono imparare tante cose: la semplicità, ad esempio. Nuovi utenti desiderosi di imparare sono l’ossigeno vitale di tutti i progetti (e non dimentichiamoci che ancheil buon vecchio LaTeX è ancora un “progetto”). LyX potrebbe essere un ponte di congiunzione con, ad esempio, l’immensa comunità delle scienze umanistiche, che io rappresento, e dove non si è nemmeno mai sentita la parola LaTeX.
Naturalmente, chi crede invece che il magnifico isolamento di LaTeX sia stato il suo vantaggio, è libero di pensarla diversa, ma credo possa essere arrivato il momento di provare nuove strade, dato anche l’interesse (economico) recentemente dimostrato da M$ (e anche da Google) per quella maggior parte del mondo accademico che è ancora schiavo dei wordprocessor. (Oddio questa è un po’ retorica da città assediata, scusate!)Ciao a tutti!
Piero
::Quindi problemi non ne vedo, ma certo mi piacerebbe sentire se qualcuno può dimostrare che per qualche motivo è inferiore agli editor “puri” e in cosa.
LyX non è un editor LaTeX, è molto di più. E’ un sistema per la creazione di un documento assimilabile al LaTeX, e che utilizza LaTeX per l’output. La differenza con un editor è che dà una rappresentazione conveniente del contenuto, cosa che a molti ha fatto erroneamente pensare al WYSIWYG. E invece LyX non ne potrebbe essere più distante, come concezione. Io trovo che sia la sintesi (E NON un compromesso) tra LaTeX e i software di wordprocessing con GUI.
Per non far perdere tempo ai “detrattori” di LyX, avresti dovuto anche menzionare che è assolutamente una leggenda che certi comandi si possano introdurre solo con il mouse, perdendo il vantaggio tutto LaTeX di fare tutto da tastiera. Molti comandi infatti sono di default associati a combinazioni di tasti (naturalmente personalizzabili) e quelli che non hanno già di default una combinazione (stranamente alcuni dei più importanti: footnote, citazioni, note varie) si possono creare in mezzo minuto in un comodissimo menu delle preferences, col quale si possono anche creare combinazioni per caratteri particolari, comandi di file, comandi di applicazione ecc. ecc.
E per chi non può rinunciare al codice LaTeX (anche quando non lo introduce manualmente con gli appositi box), si può attivare una finestrina che mostra in tempo reale il codice LaTeX “sorgente” del corrente paragrafo, di cui invece LyX mostra nell’area di lavoro una semplice rappresentazione grafica.
E sì, ogni giorno LyX diventa più grande, e il fatto di essere di gran lunga più “appetibile” per gli user non-geek (e cioè la grande maggioranza dei potenziali utenti di LaTeX) lo farà diventare ben presto il punto di riferimento per il mondo di LaTeX, o almeno così io prevedo. Sottovalutarlo sarebbe sconveniente sia per i LyXiani sia per i puristi LaTeX.
Scusate la cicalata, so di aver toccato un tasto sensibile, ma queste sono le mie opinioni.
Comunque credo sia senz’altro da aprire finalmente uno spazio in italiano per LyX!Piero
::Con stile “italiano” intendo, molto semplicemente, uno stile ibibliografico n cui tutte le parole siano tradotte in italiano: per esempio, “and” sia reso con “e”.
Io ho caricato csquotes con opzione babel (e italiano, ovviamente). Non ho mai visto neanche l’ombra dell’inglese: le mie citazioni sono al 100% in italiano, “e”, “cur.” ecc. compresi. E’ tutto fatto abbastanza bene: anche i settaggi generali sono abbastanza “italiani” (scommetto che se switcho a deutsch, cambia tutto: interpunzione, virgolette ecc.) ma ovviamente tutto è relativo e io personalmente sono soddisfatto al 50%.
Per i punti da te elencati…. lascio la parola agli esperti, anche se non capisco il primo: a me non risulta.
H.
P.S. Io uso LyX e quindi molti settaggi per BibLaTeX li ho proprio copincollati dalla wiki del sito di LyX, cosa rozza ma evidentemente efficace perché testata da centinaia di utenti.
::Questo dobbiamo farlo noi, non Lehman!.
D’accordo, però non ho capito molto bene in cosa consisterebbe uno stile “italiano”: non è che i gusti sono abbastanza trasversali, internazionalmente parlando? E poi csquote in italiano non è sufficiente per i settaggi generali?
Forse (magari mi sbaglio) sarebbero da approntare stili per singole università/facoltà, periodici, ecc. ecc. (magari mi sbaglio) che sarebbero sicuramente ottime cose (non per me, ahimè giacché dubito che qualcuno abbia anche solo da lontano esigenze simili alle mie o al mio ambiente…).
In ogni caso voglio aiutare per quanto possa.
::Visto che uno dei punti di forza di biblatex è proprio la facilità
Ciao,
sono un grandissimo fan di BibLaTeX da un anno ormai.
Dopo aver proposto un sacco di nuovi piccoli dettagli (del tipo virgole invece di punti, o poco più) allo sviluppatore Lehman, mi sono reso conto che in realtà stavo chiedendo una marea di cose che, data la facilità di BL, avrei dovuto introdurre manualmente io.
Per cui, credo che sia necessario concentrarsi su questioni più profonde e “strutturali”.
Premetto che io, da buon umanista, utilizzo lo stile verbose-trad, di gran lunga più complicato di quelli tecnico-scientifici. Non mi metterò a discutere con voi sulla superiorità del sistema tradizionale (sarebbe una guerra inutile e fratricida 😉 ), perché penso che una ottimizzazione di BibLaTeX per un trattamento “complesso” dei livelli bibliografici sia un bene per tutti.
Mi riferisco al fatto che BibLaTeX dovrebbe, ad esempio, avere coscienza non solo dei singoli riferimenti bibliografici, ma anche della loro collocazione nel livello bibliografico superiore (incollection, journal, ecc.), vale a dire, dovrebbe riuscire a gestire anche i riferimenti alla stessa opera “collettiva”. Questo sarebbe basilare negli stili tradizionali, che usano le latinitates (op. cit.) ecc., ma potrebbe tornare utile anche per gli stili “normali” per bibliografie finali in grande stile.
Ciò è possibile, almeno per incollection e simili, con l’utilizzo dei campi CrossRef e XRef.Insistere sull’ulteriore sviluppo di questo punto con P.Lehman sarebbe secondo me una priorità.
Inoltre, bisognerebbe individuare alcune piccole esigenze su cui frequentemente i gusti sono spaccati in due fazioni, e, invece di scrivere da capo un intero stile (ce ne sarebbero centinaia!), basterebbe introdurre dei semplicissimi valori “switch”: virgole invece di punti, maiuscoletto o no, corsivo o no per le latinitates, virgolette o corsivo per i titoli degli articoli, ecc. ecc. ecc.
che varrebbero poi per tutti gli stili.Il mio sassolino.
Ciao
Piero
::Ciao a tutti,
e del forum dedicata a LyX?+1 per aprire uno spazio discussione su LyX in italiano.
LyX sta facendo passi da gigante: già fa incetta di tutti i novizi, e non mi stupirei se cominciasse a erodere anche la base dei “puristi” LaTeX.
In un anno di utilizzo, tutti i salti mortali che mi sono dovuto inventare per fare funzionare pacchetti e add-on vari di LaTeX sono stati resi obsoleti dalle implementazioni più o meno dirette introdotte nelle ultime versioni 1.6.x
Spiegando LaTeX a potenziali utilizzatori, essi stessi mi hanno chiesto se esiste un programma in grado di visualizzare in maniera “umana” il codice LaTeX. Immaginatevi il mio sorrisino…Piero
::Ciao
Prova a guaradre questi due siti:
una galleria dei temi predefiniti
http://mcclinews.free.fr/latex/beamergalerie.php
un generatore di temi
http://titilog.free.fr/ciao
gloInteressanti, grazie!!!
23 Marzo 2009 alle 15:39 in risposta a: formattazione citazioni e bibliografia per tesi umanistiche #32005::
mi quoto “si può modificarne il comportamento” (ossia il codice generato), cioè quello che correresti a fare in qualsiasi editor LaTeX. Ma nessun editor ti mostra i caratteri in superscript con una semplice sfumatura di colore per ricordarti che non è testo plain, e se ci clicchi o passi sopra con le arrows keys ottieni una rappresentazione grafica “apre” la struttura e il trucco si svela. Non contento, e non hai voglia di modificare le impostazioni? Metti una casella di codice TeX e butti tutto quello che vuoi.
WYSIWYM, sempre.
::No. Abbandona LyX,
– veramente il problema non era LyX, che senza offendere nessuno non abbandonerò mai e trovo ogni giorno più potente e versatile, e anzi, di default visualizza direttamente superscript e una miriade di altre impostazioni di font, cui si accede con uno shortcut. LyX usa di default usa
$^{\text{o}}$
che da graficamente lo stesso identico risultato di \textsuperscript{o} e ovviamente si può midificarne il comportamento nelle impostazioni. (\ap produce un risultato monco, non mi va)
– il problema è quale sarebbe la maniera più elegante per usare il testo in apice, visto che le lettere del Latin-9 sono fatte apposta ma pretenziose, e c’è solo “a” e “o” , mentre il simbolo del grado mi sembra una cosa da Word….
era una domanda di “stile”, non di tecnica.
Quanto a LyX, io lo uso da meno di un anno e a livello di qualità e potenza da allora si è rivoluzionato. Invito tutti i latexiani che sono rimasti alle prime versioni arcaiche pre-1.5 a ridargli un’occhiata perché adesso LyX è diventato una cosa molto seria.
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