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Ok, pari 0-0 , solo non conosco l’articolo “GALILEI, 1638”, forse perchè non ho sfogliato i journals di fisica degli ultimi 400 anni. Dalle mie parti è norma (elengante, ancorchè poco utile) di non citare in bibliografia i classici, solo nominarli, quasi che la citazione “Galilei, 1638”, o ibidem ecc. faccia loro violenza… In fondo ha senso: se non conosci Galileo, che ci stai facendo a leggere un libro di storia della scienza? Io comunque non reputo i miei lettori molto migliori di me, quindi metto in lista anche la Bibbia in bibliografica, se necessario. Ma poi se la cito col sistema scientifico, che devo mettere?…. “Dio, eternità”? 😆
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Credo sia molto diverso l’approccio umanistico e scientifico ai testi.
Lo scientifiico si muove in un universo vasto ma sotto totale controllo, in rapidissima evoluzione, in cui un riferimento rapido e mirato è essenziale. Il contenuto coincide con la forma, perchè non c’è tempo per veicolarlo in un formato studiato per il lungo termine. Non ci si rivolge ai posteri,e fra 10 anni nessuno rileggerà il nostro articolo.
L’umanistico sa che i tempi sono spesso molto più dilatati, e un linguaggio tradizionale ha più probabilità (rispetto a uno slang contemporaneo) di essere capito nel futuro. Ciò si ripercuote non solo sull’italiano, ma anche sulla forma, che deve puntare a un ideale “classico”, se mi permettete il termine. La differenza rispetto alla tradizione è però enorme: ancora negli anni ’40 non si citavano bene fonti e testi, perché si dava per scontata l’onniscienza dei lettori specializzati di allora, altro che articoli medici online.
E comunque, sulla COMODITA’ avrei seri dubbi: PINCOPALLO1990 è criptico (specie per una pubblicazione scientifica dove Pinco Pallo ha scritto un articolo all’anno negli ultimi 20 anni) e MI COSTRINGE ad andare in fondo alla bibliografia ogni volta che ne trovo uno. ORRIBILE! Un po’ come le note a fine capitolo o libro che dovrebbero essere punite con la sedia elettrica. Se la mia è una lettura attenta, “ibidem” mi ricorda che stiamo ancora parlando dell’articolo di Pallo. Se rivedo PINCOPALLO1990 magari penso sia un altro articolo o addirittura altro autore. Se abbiamo già parlato, in questo capitolo, di quell’articolo, perché non ricordarlo con *PINCO PALLO, “Solito articolo” cit.*?
Vi sono altri motivi che darei, ma non è questo il luogo…
Non è che qualcuno conosce un forum dove si discuta di questo, o meglio ancora un articolo che ne parli? Se sì, gradirei una citazione “umanistica”, grazie 😉
::Il problema principale è che quasi nessuno ha esperienza con il linguaggio dei .bst. 🙁
Argh! Eppure il mio problema sembrerebbe molto semplice!
Guarda che jurabib non ha affatto l’obbligo del sistema autore-anno, per quanto mi ricordi.
Sì lo so, era per dire che ciò che viene dato per scontato in ambito scientifico non è neppure ammesso in ambito storico/letterario.
Commento generale: di tutti i sistemi di citazione, quello con “op. cit.”, “ibidem” e roba simile è il meno efficiente in assoluto. Ma se ci si vuole far del male, ogni metodo è valido. :)o
Certo: il massimo sarebbe un link diretto con il testo citato evidenziato e lampeggiante, ma stiamo ancora parlando di CARTA, che sarà sempre più associata a lettura rilassata, bellezza estetica dell’oggetto-libro, piacere di essere un po’ demodè… niente di più distante dall’efficienza! Finché ci lasciano STAMPARE i nostri prodotti dell’ingegno, io ne voglio approfittare, abbondare di latinitates e altre cose belle e inutili. . Per chi deve studiarsela bene, la mia tesi, gli mando il file e il database che ho usato per la ricerca..
..e poi, comunque, chi lo racconterebbe al mio referente?
Scusa il megasvarione!
Grazie comunque, aspetterò l’aiuto di un esperto in .bst prima di abbandonare l’idea!
ciao
Piero
::Probabilmente stai cercando di fare ciò che fa già il pacchetto jurabib che ti invito a esaminare..o
è un po’ più complicato: Quello di cui ho bisogno è il supporto delle latinitates per le ripetizioni di citazione offerto da inlinebib (“ibid.”, “cit.”), per il quale è stato concepito inlinebib. Purtroppo lo stile di inlinebib.bst è orribile – e in inglese – e metterci le mani è impossibile per chi fino all’altro ieri non sapeva cos’era un file .bst.
Jurabib arriva a metà dello scopo, inoltre non è per nulla adatto lo stile: noi “letterari” lo preferiamo molto meno tecnico e più tradizionale/elegante, anzi di tutte le pubblicazioni in campo letterario/storico che conosco quasi nessuna usa sistemi CognomeAnno o altre abbreviazioni. Inoltre le latinitates (per cui ci vuole del codice apposito) sono indispensabili. Inlinebib fornisce solo le più semplici, ma meglio poco che nulla. Ok, lo riconosco, siamo schizzinosi, ma molto di più lo sono i nostri referenti/relatori/esaminatori in commissione..
conclusione: credo che l’unica soluzione soddisfacente sarebbe quella di unire il sistema “inlinebib” con lo stile personalizzato di “custom-bib”. Sono sicuro al 99% che, con un po’ di esperienza sul codice dei file .bst si possa ottenere in pochi minuti… purtroppo l’esperienza non ce l’ho, e tempo nemmeno!
Aiuto!!!!
30 Settembre 2008 alle 8:01 in risposta a: Versi spezzati (allineare inizio linea con fine linea sopra) #27088::
Ho per il momenro messo in sospeso le questioni d stile” perchè lami tes è un po’ messa male di oontenuti… ragion percu non ho anoa implementato il tuo codice.Se hai voglia di darmi sostegno “teorico”, magari questa è la volta che mi rimetto a lavorarci con impegno :).
Ti prendo sul serio. Farò da cavia con i miei tesempi mentre ti darò tutto il supporto “teorico” (cioè cosa c’è da fare e quali sono i casl speciali o limite). tempo pemttendo, naturalmente.
Ciao!
Piero
27 Settembre 2008 alle 20:25 in risposta a: Versi spezzati (allineare inizio linea con fine linea sopra) #27086::
Scusa,
mi sono accorto solo adesso che non mi ha postato la risposta!
Riassumo e aggiungo.
Grazie di tutto l’aiuto. Tuttavia faccio un po’ fatica a seguirti (il codice di pacchetto non sapevo nemmeno che si poteva toccare) per cui mi beo di un COPIO e INCOLLO, e molta fede.
Già che ci sono ti dico che l’unica esigenza importante rimasta, è “x frammenti” (con x > 2) cosa che accade spesso e volentieri nei recitativi del repertorio tradizionale.
(premesso che ancora non ho provato il tuo codice)
Per il resto, sarebbe veramente carino da parte tua fare una “release” di questo codice per libretti d’opera tradizionali , magari nel tuo pacchetto DRAMATIST, in fondo credo manchi poco da aggiungere per ottenere una versione universalmente utilizzabile senza eccessive lacune.
Potrebbe essere MOLTO apprezzato da eventuali curatori di libretti Sette-Ottocenteschi (che come forse sai sono spesso assassinati in pubblicazioni “scientifiche” oltre che nei programmi di sala). Io, sai, solo lo uso per gli esempi nella mia tesi sui libretti.
Ti posso dare tutto l’aiuto (“teorico”, visto che pratico…) di cui hai bisogno, tempo permettendo.
Grazie ancora,
Piero
26 Settembre 2008 alle 17:11 in risposta a: Versi spezzati (allineare inizio linea con fine linea sopra) #27085::
Senza parole… faccio molta fatica a seguire, dato che stai toccando direttamente il codice di pacchetto, cosa che non ho mai visto fare finora… (semi-latexiano da 4 mesi)Cercherò di imparare anche da te, comunque per il momento il metodo scelto sarà “copia e incolla” e tanta fede, che sempre funzionano.
Mi ero dimenticato di dirti una cosa che invece non era proprio un dettaglio: i frammenti possono essere (e di fatto spesso sono) più di uno. Farò delle prove e ti saprò dire!
Direi che simili risultati possono interessare tutti coloro che pubblicano libretti d’opera tradizionali (confido che per il teatro tradizionale in versi basti e avanzi il tuo pacchetto dramatist) che come forse saprai sono spesso assassinati nei programmi di sala e finanche in pubblicazioni di respiro più “scientifico”. Io ne ho bisogno solo per gli esempi per la mia tesi sui libretti del secondo Ottocento.
A quando una release, o add-on?
Grazie ancora
24 Settembre 2008 alle 11:21 in risposta a: Versi spezzati (allineare inizio linea con fine linea sopra) #27083::
Funziona tutto! GRAZIE!!!!
Addirittura ora mi conta i versi giusti! (Prima contava ogni emistichio)!!!
Ora però mi posso permettere di fare il pignolo:
– Se sul verso spezzato cade il numero di verso da visualizzare, esso viene visualizzato DUE volte, una per ogni emistichio. Li conta giusti, ma è’ molto brutto. è una finezza, ma sai…
– Come si fa per evitare che venga conteggiata una didascalia o altro elemento accessorio?
Un po’ complesso forse comunque fino a qui sono soddisfattissimo, e ti ringrazio molto per l’aiuto
24 Settembre 2008 alle 10:14 in risposta a: Versi spezzati (allineare inizio linea con fine linea sopra) #27082::
mlgdominici\nHo tolto le due righe contenenti la macro \Dida, per due motivi: 1) mi manca la sua definizione; 2) in quel caso l’ambiente verse avrebbe dovuto essere centrato sulla riga “volgendosi al ritratto della Regina con un gesto di minaccia” che risulta essere la più lunga.
.Doh!, eccola qui, era per farmi le didascalie:
`
\newcommand{\Dida}[1]{\vin\emph{(#1)}} %Per mettere delle didascalie
`
Grazie, ora provo i tuoi codici, anche se avrai capito che sono un imbranato alle prime armi
23 Settembre 2008 alle 19:28 in risposta a: Versi spezzati (allineare inizio linea con fine linea sopra) #27079::Per i punti 2. e 3. dovremmo avere qualche esempio per essere in grado di darti un aiuto.
Ecco il passo incriminato: inspiegabile, ho provato a sostituire i puntini, nisba. BOH?
`
\settowidth{\versewidth}{Io scacciato! Io bandito! E il fiero insulto}
\begin{verse}[\versewidth]
Io scacciato!\ldots{} Io bandito!\ldots{} E il fiero insulto\\
Io Don Sallustio di Bazan dovrei\\
Soffrir tacendo e inulto?\ldots{}\\
Ah! no, per dio!\ldots{} Madrid e questa Corte\\
\settowidth{\versewidth}{Esule io lascio\ldots{} ma per poco:}Esule
io lascio\ldots{} ma per poco:\\
\Dida{volgendosi al ritratto della Regina con un gesto di minaccia}\verselinebreak[\versewidth]
un giorno\\
Mi rivedrà costei,\\
\settowidth{\versewidth}{Come un genio fatal di morte!…}Come un
genio fatal di morte!\ldots{}\emph{}\\
\Dida{passando dall'ira all'abbattimento}\verselinebreak[\versewidth]
Un giorno!\ldots{}\\
Sì, ma palese intanto\\
A tutti fia lo scorno\\
Di questo colpo, che m'umilia, ahi! quanto!\ldots{}\end{verse}`
23 Settembre 2008 alle 19:17 in risposta a: Versi spezzati (allineare inizio linea con fine linea sopra) #27078::
Dominici? Allora l’hai creato tu DRAMATIST?
Interessante! Ma per i miei libretti d’opera non so se vada bene, visto che io mi trovo a tu per tu con i versi spezzettati per più interlocutori, appunto!
Fammi spaere se c’è maniera di utilizzarlo.
in ogni caso grazie per la dritta di prima!
Piero.
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