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Grazie Enrico!
Sei come sempre tempestivo ed esauriente.
Adesso ho risolto… almeno questo problema…
Ciao.
P.Ps. Posso chiederti solo una cosa: come hai fatto a capirlo da ciò che ti ho scritto?
egreg9\n
[quote][quote]Uso Latex da poco ma ne sono entusiasta e vorrei usarlo per le mie ricerche.
Vorrei sapere come scrivere i diacritici che si usano nella translitterazione del sanscrito: la s accentata, le lettere con puntino sotto, le vocali con trattino sopra.
Una volta scritto nel preambolo quale pacchetto usare cosa devo scrivere per produrre questi segni?Benvenuto! Non hai bisogno di niente:
`\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}`
Occhio solo a \={i}, perché altrimenti il trattino va sopra il puntino. Il puntino sotto e il trattino sopra vanno scritti come nell’ultimo esempio. Non che sappia di traslitterazione del sanscrito, ho guardato su Wikipedia. Se ti occorresse qualcos’altro, siamo qui; magari indica fonti più autorevoli.Ciao
Caro Enrico,
riprendo il topic dopo qualche mese in cui ho studiato un po’ i manuali, fatto corsi di informatica e chi più ne ha più ne metta.
Nei miei precedenti messaggi mi rendo conto di essere stato poco chiaro e molto confusionario.
Provo a riprendere il filo del discorso sperando che tu e anche gli altri abbiate voglia di continuare ad affrontare qualche questione di nicchia ma comunque con una certa utilità almeno per gli studiosi di questi ambiti.Vorrei stavolta affrontare un problema per volta.
Per prima cosa cercherei di trattare il problema dei dìacritici, cioè delle macro per rendere alcuni suoni dell’alfabeto sanscrito e non solo.
Per esempio:
tāntarikṣādabhi nã7; samīka iṣo rathī̃7; sayujã7; śūra vājān ||
diśã7; sūryo na mināti pradiṣ̊9;ā dive-dive haryaśvaprasūtā̃7; |
saṃ yadānaḷ adhvana ādidaśvairvimocanaṃ kṛṇute tat tvasya ||
didṛkṣanta uṣaso yāmannaktorvivasvatyā mahi citramanīkam |
viśve jānanti mahinā yadāghādindrasya karma sukṛtāpurūṇi ||
mahi jyotirnihitaṃ vakṣaṇāsvāmā pakvaṃ carati bibhratī ghaũ7; |
viśvaṃ svādma sambhṛtamusriyāyāṃ yat sīmindro adadhād bhojanāyaDunque in questo caso ho semplicemente copiato e incollato una parte del testo trovata sul web.
Mettiamo che io voglia scrivere queste espressioni usando LaTex.
Lavoro con TeXworks e con TeXlive 2010 su Windows 7.Nel preambolo scrivo:
\documentclass[12pt,a4]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}A questo punto provo a utilizzare le indicazioni per inserire un testo con diacritici.
\documentclass[12pt,a4]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
Questi sono i segni per realizzare i diacritici consigliati da Enrico\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}
Storia del Gandh\={a}ra
Gandh\={a}ra è il nome di un area collocabile tra il Pakistan settentrionale e l’Afghanistan orientale, nella valle di Peshawar, nella piana di Potohar e lungo il fiume Kabul.
Le principali città della regione erano Puru\d{s}apura (Peshawar) e Tak\d{s}a\’{s}ila (Taxila).
Il nome Gandh\={a}ra scomparve solo dopo la conquista musulmana da parte di Mahmud di Ghazni nel 1021.
La popolazione più antica della regione era stabilita fin dalle età vediche lungo le rive del fiume Kabul fino alla confluenza con il fiume Indo.
Il Gandh\={a}ra era fin dalle epoche più remote una zona di intensi traffici e di importanti vie cdi comunicazioni tra l’Iran e il centro dell’Asia.
Abitata fin dall’età della Pietra la regione ha offerto alle indagini archeologiche numerosi reperti, strumenti in pietra e ossa bruciate scoperte nelle grotte vicino a Mardan, reperti databili fino a 15000 anni prima di Cristo.
Le tracce più antiche di civiltà risalgono all’età del Bronzo e collegano quest’area alle civiltà dell’Asia centrale. Questa civiltà scomparve probabilmente con l’avvento degli indo-arii intorno al 1000 a.C.
Il nome Gandh\={a}ris è attestato nel \d{\={R{}gVeda (1.126.7) e in alcune iscrizioni provenienti dalla Persia achemenide: l’iscrizione di Behistun elenca 23 territori controllati dal re Dario (519 a.C.) e include anche il Gandh\={a}ra.
\end{document}Il risultato non è confortante perché provo a compilare con PdfLaTex e ottengo:
))
LaTeX Warning: Unused global option(s):
[a4].(C:\DocumentiLatex\enrico.aux)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\generic\babel\lgrcmr.fd”)
! Undefined control sequence.
l.11 …no Puru\d{s}apura (Peshawar) e Tak\d{s}a\�
��{s}ila (Taxila).
?Insomma vorrei capire dove sbaglio. Ci sbatto la testa da mesi ma non riesco a uscirne!
Grazie a chi risponderà alla richiesta di aiuto!
Ciao!
P.Usi un editor troppo intelligente che fa diventare l’apostrofo ASCII quello curvo tipografico.
Ciao
Enrico[/quote]
::Uso Latex da poco ma ne sono entusiasta e vorrei usarlo per le mie ricerche.
Vorrei sapere come scrivere i diacritici che si usano nella translitterazione del sanscrito: la s accentata, le lettere con puntino sotto, le vocali con trattino sopra.
Una volta scritto nel preambolo quale pacchetto usare cosa devo scrivere per produrre questi segni?Benvenuto! Non hai bisogno di niente:
`\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}`
Occhio solo a \={i}, perché altrimenti il trattino va sopra il puntino. Il puntino sotto e il trattino sopra vanno scritti come nell’ultimo esempio. Non che sappia di traslitterazione del sanscrito, ho guardato su Wikipedia. Se ti occorresse qualcos’altro, siamo qui; magari indica fonti più autorevoli.Ciao
Caro Enrico,
riprendo il topic dopo qualche mese in cui ho studiato un po’ i manuali, fatto corsi di informatica e chi più ne ha più ne metta.
Nei miei precedenti messaggi mi rendo conto di essere stato poco chiaro e molto confusionario.
Provo a riprendere il filo del discorso sperando che tu e anche gli altri abbiate voglia di continuare ad affrontare qualche questione di nicchia ma comunque con una certa utilità almeno per gli studiosi di questi ambiti.Vorrei stavolta affrontare un problema per volta.
Per prima cosa cercherei di trattare il problema dei dìacritici, cioè delle macro per rendere alcuni suoni dell’alfabeto sanscrito e non solo.
Per esempio:
tāntarikṣādabhi nã7; samīka iṣo rathī̃7; sayujã7; śūra vājān ||
diśã7; sūryo na mināti pradiṣ̊9;ā dive-dive haryaśvaprasūtā̃7; |
saṃ yadānaḷ adhvana ādidaśvairvimocanaṃ kṛṇute tat tvasya ||
didṛkṣanta uṣaso yāmannaktorvivasvatyā mahi citramanīkam |
viśve jānanti mahinā yadāghādindrasya karma sukṛtāpurūṇi ||
mahi jyotirnihitaṃ vakṣaṇāsvāmā pakvaṃ carati bibhratī ghaũ7; |
viśvaṃ svādma sambhṛtamusriyāyāṃ yat sīmindro adadhād bhojanāyaDunque in questo caso ho semplicemente copiato e incollato una parte del testo trovata sul web.
Mettiamo che io voglia scrivere queste espressioni usando LaTex.
Lavoro con TeXworks e con TeXlive 2010 su Windows 7.Nel preambolo scrivo:
\documentclass[12pt,a4]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}A questo punto provo a utilizzare le indicazioni per inserire un testo con diacritici.
\documentclass[12pt,a4]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
Questi sono i segni per realizzare i diacritici consigliati da Enrico\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}
Storia del Gandh\={a}ra
Gandh\={a}ra è il nome di un area collocabile tra il Pakistan settentrionale e l’Afghanistan orientale, nella valle di Peshawar, nella piana di Potohar e lungo il fiume Kabul.
Le principali città della regione erano Puru\d{s}apura (Peshawar) e Tak\d{s}a\’{s}ila (Taxila).
Il nome Gandh\={a}ra scomparve solo dopo la conquista musulmana da parte di Mahmud di Ghazni nel 1021.
La popolazione più antica della regione era stabilita fin dalle età vediche lungo le rive del fiume Kabul fino alla confluenza con il fiume Indo.
Il Gandh\={a}ra era fin dalle epoche più remote una zona di intensi traffici e di importanti vie cdi comunicazioni tra l’Iran e il centro dell’Asia.
Abitata fin dall’età della Pietra la regione ha offerto alle indagini archeologiche numerosi reperti, strumenti in pietra e ossa bruciate scoperte nelle grotte vicino a Mardan, reperti databili fino a 15000 anni prima di Cristo.
Le tracce più antiche di civiltà risalgono all’età del Bronzo e collegano quest’area alle civiltà dell’Asia centrale. Questa civiltà scomparve probabilmente con l’avvento degli indo-arii intorno al 1000 a.C.
Il nome Gandh\={a}ris è attestato nel \d{\={R{}gVeda (1.126.7) e in alcune iscrizioni provenienti dalla Persia achemenide: l’iscrizione di Behistun elenca 23 territori controllati dal re Dario (519 a.C.) e include anche il Gandh\={a}ra.
\end{document}Il risultato non è confortante perché provo a compilare con PdfLaTex e ottengo:
))
LaTeX Warning: Unused global option(s):
[a4].(C:\DocumentiLatex\enrico.aux)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\generic\babel\lgrcmr.fd”)
! Undefined control sequence.
l.11 …no Puru\d{s}apura (Peshawar) e Tak\d{s}a\�
��{s}ila (Taxila).
?Insomma vorrei capire dove sbaglio. Ci sbatto la testa da mesi ma non riesco a uscirne!
Grazie a chi risponderà alla richiesta di aiuto!
Ciao!
P.
::Una versione di skt.exe è disponibile qui. Per compilare il file skt.c su Windows e ottenere skt.exe si può usare Dev-C++ Portable.
Ciao
AntonioCaro Antonio,
intanto un sincero grazie per le tue indicazioni.
Avevo infatti rintracciato anch’io il file skt.exe in internet…
Il mio problema è che dovrei capire come utilizzare questi strumenti.
Puoi aiutarmi con qualche indicazione in più?Dunque, vado sulla pagina da te indicatami e clicco per ottenere skt.exe: mi si apre questa pagina: http://www.filewatcher.com/b/ftp/ftp.botik.ru/rented/lib/tex/texmf/miktex.0.0.html
Cosa faccio ora? Cosa sono questi link?
Per quanto riguarda Dev CC+ puoi spiegarmi di cosa si tratta e come funziona?
Grazie mille davvero!!!
P.
::In effeti ho TeX live ma “compilare” so solo cosa vuol dire teoricamente…
Il preprocessore che vuoi esaminare è un programma che però hai solo come codice in un linguaggio di programmazione (in questo caso C): è il file skt.c. Questo va trasformato in qualcosa che la tua macchina possa eseguire (su Windoze devi ottenere un file che si chiama skt.exe). Per farlo occorre avere quello che si chiama un compilatore che trasformi il codice in C in linguaggio macchina.
C’è una certa analogia con lo schema usato da TeX: si scrive un documento in linguaggio TeX (o affine, come LaTeX) e lo si fa elaborare da un programma che lo trasforma in istruzioni elementari che la macchina può facilmente interpretare per darti il documento sullo schermo o stamparlo.
Dubito però che tu abbia sulla tua macchina un compilatore C, per questo ho lanciato l’appello: qualcuno che sappia prendere skt.c, trasformarlo in skt.exe e passartelo si trova di sicuro. Ti dirà certamente anche dove metterlo e se è necessario impostare variabili di sistema.
Rimango del parere che l’approccio XeLaTeX+OpenType sia di gran lunga preferibile.
Ciao
EnricoGrazie Enrico, anche per il tuo appello.
Diciamo che sono in fase di studio e non so ancora cosa usare per redigere i miei articoli.
Per ora sono riuscito a capire come funziona devnag con testo in sanscrito e ho usato velthuis per la translitterazione.
Sto ancora studiando alcuni del messaggi che avete postato qui, piano piano mi guardo tutto perchè il sistema LaTeX è davvero eccezionale…
Vediamo se qualcuno mi dà una mano su questo fatto della compilazione…Per ora CIAO! 🙂
P.
::In effetti se provo a cercare il file skt.exe il risultato è nullo.
Ho installato TexLive2010 (completo) ma non risulta che nella mia macchina ci sia questo file.Quando ho scarica il pacchetto sanskrit mi sono letto il manuale d’uso ma confesso di avere qualche difficoltà a capire bene tutto.
[quote]The mf_inputs path needs to point to the files with a .mf extension;
the tex_fonts path should point to the .tfm files; the tex_inputs path
should point to the files skt.sty and ot1skt.fd. The tex_exe (or other
appropriate) path should point to skt.exe.
To test the setup on this documentation file: first run the pre-processor
skt sktdoc and then latex sktdoc. The files ifthen.sty, relsize.sty
and multicol.sty are also required. (If you are not using dvips and
pstricks then comment out line 12 in sktdoc.skt first.)Questo pacchetto è molto interessante per il devanagari e il translitterato ma non credo di sbagliare qualcosa nell’installazione.
Grazie ancora a tutti comunque!
Resto in attesa… 🙂
P.Non hai bisogno di nulla, se hai la TeX Live (non so con MiKTeX). L’unica cosa che ti serve è compilare il programma skt, come ho spiegato nel mio messaggio precedente.
C’è nessuno che sappia farlo su Windoze?
Ciao
Enrico[/quote]Grazie Enrico anche per i manuali che hai scritto e che, pur nella mia ignoranza, devo dire sono super utili anche per un neofita come me…
In effeti ho TeX live ma “compilare” so solo cosa vuol dire teoricamente…
::In Windows il comando skt esegue il programma skt.exe. Devi controllare che esista il file skt.exe da qualche parte nel tuo sistema. Con una TeXlive 2010 completa dovresti trovarlo. Se sì, puoi fare due cose: 1) copiare il file nella tua cartella di lavoro oppure 2) aggiungere il percorso che porta alla cartella contenente skt.exe alla variabile d’ambiente path. La seconda azione è più generale della prima e permetterà al sistema di ‘trovare’ sempre il programma skt.exe, qualunque sia la cartella in cui stai lavorando.
Per modificare la variabile d’ambiente path vai in:
Pannello di controllo->Sistema->Avanzate
Successivamente segui quanto è scritto qui: `http://www.faqwindows.com/aggiungere-eo-modificare-variabile-dambiente-in-windows-7.html`Ciao,
AgostinoLe tue indicazioni sono sempre precise e puntuali|
Grazie!Ti chiedo però qualche lume in più.
Ho fatto tutto seguendo le indicazioni del link che mi hai mandato.
Quando arrivo alla fine del processo mi diceeditare il campo Valore variabile ricordando che ogni variabile di sistema e’ separata dall’altra da un punto e virgola (;)
Cosa significa? Intendo: cosa devo fare? Mettere dei punti e virgola dove? Devo aggiungere skt.exe?
Come ho già detto in un altro messaggio non trovo il file skt.exe nel mio pc.
Ne approfitto per chiederti: che differenza c’è tra skt.exe e skt.c? skt.c è un preprocessore? E perché non funziona come devnag?mamma mia che stress che sono… 😀
P.
::
In effetti se provo a cercare il file skt.exe il risultato è nullo.
Ho installato TexLive2010 (completo) ma non risulta che nella mia macchina ci sia questo file.Quando ho scarica il pacchetto sanskrit mi sono letto il manuale d’uso ma confesso di avere qualche difficoltà a capire bene tutto.
The mf_inputs path needs to point to the files with a .mf extension;
the tex_fonts path should point to the .tfm files; the tex_inputs path
should point to the files skt.sty and ot1skt.fd. The tex_exe (or other
appropriate) path should point to skt.exe.
To test the setup on this documentation file: first run the pre-processor
skt sktdoc and then latex sktdoc. The files ifthen.sty, relsize.sty
and multicol.sty are also required. (If you are not using dvips and
pstricks then comment out line 12 in sktdoc.skt first.)Questo pacchetto è molto interessante per il devanagari e il translitterato ma non credo di sbagliare qualcosa nell’installazione.
Grazie ancora a tutti comunque!
Resto in attesa… 🙂
P.
::Questo ti servirà successivamente, quando inserirai il testo traslitterato con lo schema di Velthuis direttamente nel tuo sorgente LaTeX. Quest’ultimo deve essere salvato con il nome documento.dn. Esso conterrà delle porzioni di testo traslitterato e di testo da rendere in caratteri sanscriti. Ad esempio:
`Il mantra \textit{Om tatsat} viene reso in caratteri Dev\={a}anagar\={\i} così: {\dn .o tatsat}
`
Il file documento.dn andrà dato in pasto al programma devnag. Ne otterrai documento.tex da compilare con pdflatex.Ciao,
AgostinoIntanto grazie ancora perché sto cominciando a divertirmi sul serio… eheheh
Vorrei approfondire due questioni.
Dopo essermi divertito un po’ con devnag ho provato a fare lo stesso con un altro preprocessore skt.c.Ho seguito queste indicazioni dal manuale
The Pre-processor: skt.c
This ANSI C program processes the source text file (with a default .skt
filename extension) to produce a file suitable for LATEX2″ (with a default
.tex extension). For example, the command skt test will convert test.skt
to test.tex; fuller filenames may be used, e.g. skt foo.bar will produce
foo.tex, and skt foo.bar far.boo will produce far.boo from foo.bar. If
no filename is specified, you will be prompted for input and output filenames.
The program passes the text from the input file to the output file unaltered,
until it finds the string ‘{\skt’. It then checks the following character(s) for
the acceptable modifiers b f s bs fs x X i I t T u or U, and this must
be followed by a space character: if this test fails it reports an error, otherwise
the program converts the following input text to devan¯agar¯ı or transliteration
format as required, until the matching ‘}’. The cycle is then repeated.
Within the skt text, the following punctuation characters will be passed to
the output as roman:
(Mi pare di aver capito come funziona un preprocessore ma nonostante segua la traccia indicata da Agostino non riesco a preprocessare il file.skt perchè mi dice che skt non è riconosciuto come comando interno o esterno, un programma eseguibile o un file batch.
Qual è il problema? Non funzionano tutti allo stesso modo?Grazie!
Pietro
::[…]
Caro Antonio,
grazie mille per le tue indicazioni.
Come ho specificato qui sopra nel messaggio per Agostino c’è qualcosa che continua a non funzionare perché non riesco a salvare il file con l’estensione .dn.
Mi hai scritto che devo crearlo manualmente: ma come?
Lavoro in Windows e quando devo salvare il file nella mia cartella C:DocumentiLatTeX che mi sono creato mi si apre la finestrella ma tra le estensioni per come salvare i file non trovo .dn. Eppure Velthuis è stato installato seguendo le indicazioni riportate qui sopra…
Dov’è il problema secondo te?Grazie mille!!!
P.Un modo semplice: apri il “Blocco note” di Windows, scrivi
`{\dn .o tatsat}`
e quando vai a registrare il file sul tuo hard disk (Salva con nome…), scegli l’opzione “Salva come:” e scrivi verso1.dn (l’estensione .dn deve prendere il posto dell’estensione .txt: la devi specificare — scrivere — tu, l’editor non la inserisce in automatico).Puoi anche registrare il codice
`{\dn .o tatsat}`
come semplice file di testo, quindi con estensione .txt, quella che il “Blocco note” usa come impostazione predefinita. Rinominare quindi il file da verso1.txt a verso1.dn.Lo stesso risultato si ottiene anche con altri editor (TeXworks, TexMakerX, Notepad++, SciTE, …), in modo simile. Bada che in Windows sia abilitata l’opzione che consente di mostrare l’estensione dei file.
Ciao
AntonioSiete mitici ragazzi!!!!
Grazie Antonio, Grazie Agostino!
Sono riuscito a fare tutto seguendo le indicazioni di Agostino!
Ho provato a usare altri editor e tutto va alla grande!!!Adesso provo a divertirmi un po’ con questi piccoli rudimenti… e vediamo se riesco a smanettare un po’…
Per ora mille mantra di ringraziamento a tutti!!!
P.
::[quote]Successivamente sottopongo il file al preprocessor, dando il comando:
Codice:
devnag verso1.dn[…] ho installato velthuis ma non so cosa voglia dire “dare il comando” […]
Non uso Windows 7, ma se hai usato altri sistemi Microsoft in passato,* probabilmente hai conosciuto il “Prompt dei comandi”. Devi avviarlo, spostarti nella cartella nella quale è registrato il tuo file verso1.dn (attenzione, l’estensione del file “.dn” la dovrai specificare manualmente) e digitare quanto indicato da Agostino, ossia:
`devnag verso1.dn`
e dare “Invio”.Se l’operazione è andata a buon fine, troverai nella stessa cartella del file *.dn un file verso1.tex. A questo punto devi compilare con pdflatex il primo file di esempio che ti è stato proposto:
`\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
\input{verso1}
\end{document}`
Nel messaggio di Agostino trovi spiegata anche l’alternativa a questo modo di procedere e altro.Caro Antonio,
grazie mille per le tue indicazioni.
Come ho specificato qui sopra nel messaggio per Agostino c’è qualcosa che continua a non funzionare perché non riesco a salvare il file con l’estensione .dn.
Mi hai scritto che devo crearlo manualmente: ma come?
Lavoro in Windows e quando devo salvare il file nella mia cartella C:DocumentiLatTeX che mi sono creato mi si apre la finestrella ma tra le estensioni per come salvare i file non trovo .dn. Eppure Velthuis è stato installato seguendo le indicazioni riportate qui sopra…
Dov’è il problema secondo te?Grazie mille!!!
P.
Ciao
Antonio*Per esempio Windows XP.[/quote]
::
Caro Agostino,
ho atteso a risponderti perché mi sono studiato tutto per bene, facendo prove e riprove ma c’è qualcosa che continua a non funzionare.Dunque…
apro TeXworks, scrivo il mio preambolo seguendo tutte le indicazioni del caso.
Quando devo salvare il file verso1 non ho però la possibilità di salvarlo come .dn.
E infatti quando lavoro con il prompt di comandi come mi hai insegnato tu, non trovo nessun file con estensione .dn.
Dopo una marea di tentativi, eseguiti proprio seguendo passo passo quello che mi hai detto tu, ho deciso di tornare qui perché credo ci sia qualcosa che non funziona.
Spero di non stressarti… ti ripagherò con qualche mantra speciale speciale… 🙂 😛
::In pratica si fa prima a creare un file documento.dn fatto così:
Codice:
\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
{\dn .o tatsat}
\end{document}che andrebbe prima preprocessato con devnag, ottenendo documento.tex, poi compilato con pdflatex:
Codice:
devnag documento.dn & pdflatex documentoIn realtà, se documento.dn cosse semplicemente copiato in documento.tex, senza preprocessarlo, la compilazione con pdflatex avrebbe successo ma la resa dei caratteri sanscriti non sarebbe corretta.
Questo serviva a instradarti nell’uso eventuale del pacchetto devanagari. Veniamo ora alla questione del teInfatti così riesco a visualizzare il file dopo la compilazione ma i caratteri non sono corretti…
Come si fa a preprocessare? Cosa devo digitare e da dove?Grazie!!!
Pietro
::Successivamente sottopongo il file al preprocessor, dando il comando:
Codice:
devnag verso1.dnMi rendo conto di essere un imbranato totale…
Dunque, ho installato velthuis ma non so cosa voglia dire “dare il comando”, nel senso che non capisco cosa debba fare…
Ho il mio foglio di texworks, creo un documento come hai detto tu… e poi, non so come procedere…
Scusami davvero ma sono davvero un super neofita….!!!
Ciao.
P.
::o ho TeXlive 2010, installazione completa, sia su Mac che su Windows 7.
Il pacchetto devanagari fornisce la possibilità di scrivere testo in caratteri sanscriti a partire dallo schema di traslitterazione di Velthuis. Il pacchetto è incluso nel bundle denominato velthuis. Il bundle non risultava installato dato che il comando:
Codice:
tlmgr show velthuisrestituiva “Not installed”. Dunque, per installare ciò che serve ad usare il pacchetto devanagari ho dovuto lanciare il comando:
Codice:
sudo tlmgr install velthuisCaro Agostino,
ho scaricato e installato TeXlive2010 su Windows 7.
dal prompt di comando (admin) ho lanciato il comando sudo tlmgr install velthuis ma ottengo la seguente risposta: “sudo” non è riconosciuto come comando interno o esterno, un programma eseguibile o un file batch.
Qual è il problema?
P.
::Andiamo per gradi.
Io ho TeXlive 2010, installazione completa, sia su Mac che su Windows 7.
Il pacchetto devanagari fornisce la possibilità di scrivere testo in caratteri sanscriti a partire dallo schema di traslitterazione di Velthuis. Il pacchetto è incluso nel bundle denominato velthuis. Il bundle non risultava installato dato che il comando:
`tlmgr show velthuis`
restituiva “Not installed”. Dunque, per installare ciò che serve ad usare il pacchetto devanagari ho dovuto lanciare il comando:
`sudo tlmgr install velthuis`
Nel bundle è compreso il programma devnag che è il preprocessor descritto nel manuale “Devanāgarī for TeX”. Questo manuale spiega che per ottenere una corretta composizione del testo in caratteri sanscriti devi scrivere opportunamente del testo traslitterato (secondo lo schema di Velthuis) e sottoporlo ad un preprocessing. Il testo da processare deve essere racchiuso nel markup: {\dn … }Esempio
Creo un file denominato verso1.dn che contiene:
`{\dn .o tatsat}`
Successivamente sottopongo il file al preprocessor, dando il comando:
`devnag verso1.dn`
che produce il file verso1.tex:
`\def\DevnagVersion{2.15}{\dn : t(s\qq{t}}`
Quest’ultimo è in realtà il codice necessario a rendere il verso in caratteri sanscriti. Quello precedente era scritto secondo lo schema di traslitterazione di Velthuis. Per comporre il testo scriverò:
`\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
\input{verso1}
\end{document}
`
In pratica si fa prima a creare un file documento.dn fatto così:
`\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
{\dn .o tatsat}
\end{document}
`
che andrebbe prima preprocessato con devnag, ottenendo documento.tex, poi compilato con pdflatex:
`devnag documento.dn & pdflatex documento`
In realtà, se documento.dn cosse semplicemente copiato in documento.tex, senza preprocessarlo, la compilazione con pdflatex avrebbe successo ma la resa dei caratteri sanscriti non sarebbe corretta.
Questo serviva a instradarti nell’uso eventuale del pacchetto devanagari. Veniamo ora alla questione del testo traslitterato.Volevo quindi scaricarmi XeLaTeX e provare a usarlo per i miei testi.
Puoi darmi qualche indicazione su come fare? Quale editor è meglio usare? Quali pacchetti installare?Se hai TeXlive 2010 (completa) hai già tutto quello che serve. Per Linux c’è la guida di Enrico che ti aiuterà a verificare se hai installato quella giusta: http://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf
Per quanto riguarda l’editor, ti consiglio Kile o in alternativa TeXworks.
Usare di XeLaTeX significa compilare i tuoi sorgenti con il programma xelatex. Anche in questo caso c’è una guida di Enrico che fa al caso tuo: http://profs.sci.univr.it/~gregorio/introxelatex.pdf. Oppure l’ottimo articolo di Massimiliano Dominici su ArsTeXnica: http://www.guit.sssup.it/arstexnica/download_ars/articoli_ars_05/Introduzione%20a%20XeTeX.pdf.
Se guardi questo materiale scopri che XeLaTeX permette di utilizzare all’interno del tuo sorgente i famosi caratteri Unicode. Il file sorgente deve essere rigorosamente codificato con encoding UTF-8; questa è un’impostazione da mettere in pratica attraverso le preferenze dell’editor in uso.
Ciò detto, e dopo aver approfondito leggendo i documenti segnalati sopra, l’esempio di Enrico (con una mia aggiunta) diventa semplice da interpretare:
`%——- impostazioni per TeXworks
% !TEX encoding = UTF-8
% !TEX program = xelatex
%———————————
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{fontspec}
\setmainfont{Linux Libertine O}
\newfontfamily{\sanskritfont}{Devanagari MT}\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}
\setotherlanguage{sanskrit}\begin{document}
\noindent Testo in sanscrito?
\begin{quote}
\begin{otherlanguage}{sanskrit}
मैं काँच खा सकता हूँ, मुझे उस से कोई पीडा नहीं होती.
मी काच खाऊ शकतो, मला ते दुखत नाही.
काचं शक्नोम्यत्तुम् । नोपहिनस्ति माम् ॥
\end{otherlanguage}
\end{quote}
Chissà che vuol dire!\bigskip
[color=red]\noindent Testo unicode: āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī[/color]
\end{document}
`
Il pacchetto fontspec è specifico per XeLaTeX e serve a gestire i font. La novità introdotta da XeTeX/XeLaTeX rispetto ai predecessori è la possibilità di accedere ai font di sistema. Ciò è reso agevole dal pacchetto fontspec che fornisce i comandi \setmainfont e \newfontfamily. In questo caso si suppone che siano presenti i font di sistema “Linux Libertine O” e “Devanagari MT”. Il primo è il font del testo corrente; il secondo è un font che sarà abilitato dall’ambiente otherlanguage.
Il pacchetto polyglossia va usato al posto di babel quando si utilizza XeLaTeX. Con polyglossia si imposta la lingua italiana come lingua principale e il sanscrito come lingua alternativa (otherlanguage).Tu per esempio come hai fatto a scrivere qui āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī?
Ho copiato da qualche parte su internet ed ho incollato qui, come hai fatto anche tu. Allo stesso modo si può incollare nel sorgente del tuo documento e ottenere un testo coi segni diacritici corretti. Questo perché c’è la codifica UTF-8 impostata attraverso l’editor.
A questo punto ti rimane da affrontare la seguente questione: come immettere i caratteri con segni diacritici?
Esistono modi diversi che dipendono dal sistema operativo. Io continuo a pensare che è meglio avere sottomano una copia dei caratteri speciali e incollarli nel sorgente a seconda delle tue esigenze.Spero di aver risposto all’SOS 😀
Ciao,
AgostinoAltro che!!!
Per ora ti scrivo solo per ringraziarti del messaggi: per studiare tutto per bene mi serve un po’ di tempo ma sei davvero mitico!!!Ti faccio sapere al più presto come procedono le cose!
All the best!
P.
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