Sam Qasbah

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  • in risposta a: plain – magie in \box255 #81764
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    OldClaudio” post=81044Per quel che mi risulta quello che vorresti fare implica modificare la routine di uscita per lo ship out. Io non ci metterei le mani sopra anche se la routine di output di plain è decisamente più semplice di quella di LaTeX.

    Tuttavia ci sono alcune cose in plain come le penalità da mettere prima dei punti vietati di interruzione pagina, i comandi \filbreak e \goodbreak; ne trovi le definizioni nel file plain.tex. Secondo me, benché siano usabili anche con LaTeX, non funzionano affidabilmente come previsto, ma Knuth li descrive nel TeXbook come dei comandi molto utili.

    Sono soluzioni a cui ho pensato e che mi sembrano problematiche:

    1) rendere elastici \parskip e \baselineskip, aggiungendo delle \penalty nei punti “vietati”. Il problema è che così le distanze tra paragrafi e le altezze delle linee di base risultano diverse da una pagina all’altra, e il risultato è inguardabile.

    2) Knuth suggerisce qualche magia per gestire particolari interruzioni di pagina tra una sezione e l’altra (tipo \vskip 0pt plus.3\vsize\penalty-250\vskip 0pt plus-.3\vsize) ma io non sono mai riuscito a farle funzionare, e ho visto formati scritti da gente molto più titolata di me che usano le stesse magie con i miei stessi scarsissimi risultati.

    3) L’unica alternativa “facile” sembra essere quella di lavorare su \widowpenalty e \clubpenalty, incollando con dei \kern le sezioni indivisibili del documento: la densità del “grigio” del testo resta uguale su tutte le pagine, ma la pagina che subisce l’interruzione risulta più breve delle altre, e comunque non riempie adeguatamente la pagina fisica. E’ comunque l’ipotesi su cui sto lavorando.

    L’idea di lasciare dei particolari whatsit in certe linee per analizzarli al momento dello \shipout (per poi adottare la strategia che indicavo nel primo post) mi sembra una idea interessante, ma non sono ancora all’altezza di elaborare qualcosa di definito.

    Grazie, ciao.

    in risposta a: LaTeX + git #51030
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    OldClaudio” post=80980
    Ora, quanto ho scritto non dovrebbe esserti indecifrabile, perché so che ti sei cimentato anche con Plain TeX e quindi hai una certa esperienza di calcolatore e di sistema TeX; ma non dipende dal fatto che tu abbia on non abbia fatto il classico; è che l’informatichese è complicato e spesso non si capiscono vicendevolmente nemmeno gli informatici, figuriamoci noi poveri mortali. Tanto per fare un esempio, io ho fatto il classico ma non capisco nemmeno la metà di quello che viene scritto in questo filone del forum in merito a git.
    Claudio

    Il mio riferimento al liceo classico era una risposta [oscuramente] ironica al tono pedagogico usato da robitex nella sua risposta. Tanto per chiarire che non soffro di complessi di inferiorità ho fatto lo scientifico (con parecchi nove e dieci sui “quadri”), mi sono ben laureato, svolgo con onore una professione difficile.

    Effettivamente ora mi oriento bene con il TeX, leggo senza difficoltà i formati scritti dai guru, scrivo formati funzionanti e dagli effetti tipograficamente piacevoli. In particolare so cosa è l’albero locale, l’albero personale, eccetera.

    La tua risposta è piena di buon senso e in particolare ha risolto il mio dubbio sul perchè non pubblicare su CTAN una classe usata da molti utenti. Resto dell’opinione che se un documento pubblicato su un repo privato (git4latex) necessita per la compilazione di un package pubblicato su un altro repo privato (guidatematica.cls), diventa necessario che il collegamento al package “servente” sia esplicito e inequivoco. Ovviamente è solo una opinione personale.

    Auguro a tutti voi che avete fatto il liceo classico di passare il capodanno bevendo champagne, ballando con donne bellissime e facendo i trenini al suono di “pais tropical”.

    Buon anno.

    in risposta a: LaTeX + git #51026
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    robitex” post=80975
    Ma no. Non è una classe per pochi iniziati.
    Si tratta della classe messa a punti da Claudio in collaborazione per comporre le guide tematiche.
    La classe si trova in un repository su github.
    La scarichi, la copi nell’albero locale.
    Poi scarichi i sorgenti della guida e la compili.

    Qui sul forum vi siete accorti che non ho fatto il liceo classico e vi approfittate di me.

    in risposta a: LaTeX + git #51024
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    Elrond” post=80973L’albero locale è l’albero locale della distribuzione TeX Live…

    Ah, quell’albero locale? Il tuo albero locale? E cosa c’entra col fatto che una classe di uso comune è raggiungibile solo da pochi iniziati? Vabbè, la pianto qui. Ciao.

    in risposta a: LaTeX + git #51022
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    Elrond” post=80971 … quando esiste una cosa così utile chiamata “albero locale” …

    git4latex si trova nel repo di Mosè, guidetematiche.cls si trova nel repo guitex: cosa c’entra l’albero locale? Forse c’entra, ma io non lo so perchè non sono un esperto di git (se lo fossi non avrei bisogno di leggere l’apposita guida). In ogni caso, io vorrei solo compilare un documento LaTeX. La procedura standard è quella di caricare le classi di uso comune su CTAN: perchè questa no?

    Comunque state facendo un bel lavoro.

    Grazie e ciao.

    in risposta a: LaTeX + git #51020
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    Ho scaricato l’archivio .zip, l’ho esploso sulla scrivania e ho lanciato make:

    `
    ! LaTeX Error: File `guidatematica.cls' not found.

    $ sutlmgr info guidatematica
    tlmgr: package repository http://ftp.uniRoma2.it/TeX/systems/texlive/tlnet
    tlmgr: cannot find package guidatematica
    `

    Suggerisco:

    1. inserire ‘guidatematica.cls’ in ogni repo git, in modo da garantire la compilazione senza doversi andare a cercare le classi necessarie chissà dove;
    2. in alternativa inserire nel Makefile un messaggio che indichi dove scaricare ‘guidatematica.cls’
    3. caricare ‘guidatematica.cls’ su CTAN

    Grazie, ciao.

    p.s. – Da dove scarico guidatematica.cls?

    in risposta a: Livello dell’utente #81655
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    mcl1962″ post=80906 È scocciante leggere il post di un utente che non sa scrivere una frazione centrata su una riga, ma se poi l’utente è di livello avanzato e posta consigli a destra e a manca è ancora più scocciante!
    Claudio

    Questo forum, come tutti i fora sul web, si basa sul principio della condivisione orizzontale delle conoscenze: tutti partecipano e si confrontano, e la conoscenza aumenta in modo diffuso in tutta la comunità. La trasmissione verticale, che sembri preferire, appartiene ad ambiti diversi.

    Poi, su questo specifico forum, abbiamo la fortuna di incontrare persone che, oltre ad essere grandi esperti della disciplina, hanno anche la infinita pazienza di leggere tutte le domande, anche quelle sciocche o ripetitive, e di dare sempre e comunque una risposta non banale. Ma questa specifica situazione non è nè normale nè tantomeno necessaria.

    E la label che indica l’attività di un utente, da questo punto di vista, è del tutto indifferente.

    IMHO.

    in risposta a: Livello dell’utente #81654
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    Questo forum, come tutti i fora sul web, si basa sul principio della condivisione orizzontale delle conoscenze: tutti partecipano e si confrontano, e la conoscenza aumenta in modo diffuso in tutta la comunità. La trasmissione verticale, che sembri preferire, appartiene ad ambiti diversi.

    Poi, su questo specifico forum abbiamo la fortuna di incontrare persone che, oltre ad essere grandi esperti della disciplina, hanno anche la infinita pazienza di leggere tutte le domande, anche quelle sciocche o ripetitive, e di dare sempre e comunque una risposta non banale. Ma questa specifica situazione non è nè normale nè tantomeno necessaria.

    E la label che indica l’attività di un utente, da questo punto di vista, è del tutto indifferente.

    IMHO.

    in risposta a: File Danneggiati #81601
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    Driven” post=80846Scusa volevo dire l’editor è texmaker…

    Non so se texmaker faccia copie di backup, prova a vedere nelle cartelle di sistema, , del programma o tra i files nascosti (ctrl-H in nemo o in nautilus) nella cartella dove si trovava il file danneggiato.

    A posteriori si può consigliare di non fare affidamento su copie di backup automatico ma di usare qualcosa di più solido, come un repostory su google drive o magari un git host. Si tratta di strumenti di utilizzo più semplice di quel che si pensa, benedirai spesso il tempo che impiegherai a impararli.

    Ciao.

    in risposta a: [Guida] Introduzione a Make per compilare documenti LaTeX #81474
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    Salve.

    Non so nulla di make, prima di leggere la guida desidero chiedere: nel lavoro con TeX/LaTeX quale vantaggio si ha nell’usare un makefile invece di un normale file di comandi batch/bash?

    Ciao.

    in risposta a: Guida tematica alla riga di comando. #74645
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    Salve.

    Non so nulla di make, prima di leggere la guida desidero chiedere: nel lavoro con TeX/LaTeX quale vantaggio si ha nell’usare un makefile invece di un normale file di comandi batch/bash?

    Ciao.

    in risposta a: plain: \write e \output. Comportamento incomprensibile #81130
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    egreg9″ post=80358
    `\input plipsum

    \outer\def\bye{\par\vfill\supereject\savepageno\end}

    \newwrite\pagesfile
    \def\savepageno{\immediate\openout\pagesfile=\jobname.aux
    \immediate\write\pagesfile{\def\string\lastpage{\the\numexpr\pageno-1\relax}}%
    \immediate\closeout\pagesfile}

    \lipsum 1,21
    \bye`

    Ciao
    Enrico

    Bella idea.

    Un dubbio di teoria: come mai è possibile scrivere
    ` \write0{\def\string\something …`
    invece di
    `\write0{\noexpand\def\string\something …`
    ?

    Non ho trovato una simile possibilità nè nel TTB nè nell’Advanced TeXbook.

    Grazie, ciao.

    in risposta a: latex, epub ed ebookreader #80414
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    angelico” post=79611… Vorrei sapere esistono dei progetti che rendano disponibili dei comandi per compilare dei file.tex ed ottenere un file.epub.

    Sono due formati “ideologicamente” diversi: TeX compone tipograficamente i documenti con raffinati algoritmi di divisione in righe, in paragrafi e in pagine. epub invece è un formato “liquido”: righe, paragrafi, pagine, margini sono concetti sconosciuti ad epub, perlomeno nel senso rigoroso e fondante che hanno in TeX (il paragrafo in epub esiste, ma è comunque una cosa diversa dal paragrafo TeX).

    pdf è un compromesso: TeX produce un documento dandosi dei limiti compositivi molto incisivi, in compenso il documento risultante è leggibile su un ereader di un particolare formato, ma senza nessuno dei vantaggi di epub.

    Si possono creare dei packages che compilino un pdf particolarmente adatto ad un ereader, però l’operazione è inutile e innaturale, come collegare cucina e lavandino per far uscire l’acqua dal fornello.

    In my humble opinion, of course.

    in risposta a: A dirty problem [lungo e complesso] #80109
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    Alla fine ci sono arrivato da solo.

    Se [tt]\t[/tt] non contiene alcun asterisco il terzo parametro di [tt]\a[/tt] è vuoto, il secondo è [tt]\atest[/tt] e il test diventa
    `\ifx\atest\atest\resultfalse\else\resulttrue\fi`
    che ovviamente rstituisce [tt]\resultfalse[/tt], e non conta che [tt]\ifx[/tt] esegue un livello di espansione.

    Se invece [tt]\t[/tt] contiene almeno un asterisco il primo di questi diventa il delimitatore di [tt]\a[/tt], il cui terzo parametro diventa [tt]\atest[/tt] e il cui secondo parametro è costituito dai tokens successivi al primo asterisco in [tt]\t[/tt]; il test di [tt]\a[/tt] restituisce quindi \resulttrue.

    Ciao.

    in risposta a: I punti a fine frasi e le sigle S.p.A. #79684
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    OldClaudio” post=78909
    Se invece il punto segue una maiuscola esso viene assunto come punto di abbreviazione, quindi niente doppio spazio; ma se invece è un punto che segue un acronimo in lettere maiuscole, per esempio IMU, allora bisogna dire a LaTeX che quello è un punto di fine periodo e lo si fa intercalando il comando \@ fra l’acronimo e il punto: IMU\@. e questo punto verrà seguito da un doppio spazio se non è in vigore \frenchspacing

    Se non ricordo male questo meccanismo si basa sul fatto che iniTeX setta a 999 lo \sfcode delle lettere maiuscole, a 3000 quello del carattere `punto’ e a 1000 quello delle minuscole, con la restrizione che lo \spacefactor non può passare da un valore inferiore a 1000 ad uno superiore a 1000 in un solo passaggio.

    Dunque l’implementazione di \@ potrebbe essere qualcosa del genere:
    `\catcode `@ = \active % oppure \catcode `@ = 11
    \def\@{\spacefactor=1000}`

    Sbaglio?

    Più in generale: quale `procedura standard’ potrei usare per trovare l’implementazione dei comandi LaTeX senza dovermi spulciare migliaia di righe di codice? Un grep in qualche particolare cartella? Un uso `furbo’ di \meaning ?

    Grazie, ciao.

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